Author Topic: Casato estense: segreti di una famiglia nobile  (Read 5284 times)

Isabella Este

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Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
« Reply #60 on: 28 November, 2018, 12:15:18 AM »
La Verità







Doveva essere passato tanto tempo dall’inizio di quei pensieri, dato che la candela si spense e il suo ultimo alito di luce fece come ridestare Isabella, che era rimasta assorta tra quegli arcani ricordi e mille dubbi.
La donna prese una candela nuova e andò ad accenderla nel caminetto che ancora era lì a tenerle compagnia.

Quando si voltò per riguadagnare la seggiola le parve di vederlo ancora… lì seduto come ricordava di averlo visto






Fu solo un istante però, perché questa volta si rese conto di essere stata vittima di una semplice illusione

Si sedette di nuovo. L’esperienza, che fosse stata frutto della sua fantasia o di una realtà, l’aveva stravolta.

Certo era che non avrebbe potuto confidare quegli eventi a nessuno perché nel migliore dei casi sarebbe passata come pazza e non era certo quello il momento di risultare un’insana di mente.
Decise di non farne parola con nessuno, ma doveva comprendere cosa era accaduto dopo il fantomatico incontro. Se avesse davvero scritto un altro dispaccio e nel caso cosa sarebbe accaduto.

Era ormai quasi l’alba quando chiamò un servitore e gli chiese di convocare il Conestabile.

Quando l’uomo ancora assonnato entrò nella stanza, la Regina le chiese se il messaggio fosse stato recapitato come ordinato, fingendo di ricordare di averlo scritto.

Certo mia Signora! Ho incaricato un drappello di miliziani di correre a consegnare il dispaccio come avete richiesto. Ho raccomandato di utilizzare tutte le staffette in modo da farlo giungere a destinazione il prima possibile

Dunque la pergamena era stata davvero scritta ed inviata.... Ma cosa era stato ordinato? La confusione la stranì oltremodo. Congedato così l’uomo, ringraziandolo, Isabella ormai tormentata dai dubbi e sfinita dagli eventi, si gettò sul letto e lì piombò in un sonno profondo che la rapì fino all’indomani.

I giorni trascorrevano nella frenesia di avere notizie dal fronte di guerra. Aveva dato ordine di farle consegnare i dispacci da Roma anche se fosse notte fonda. Era così impaziente che cercava di far trascorrere prima possibile il tempo buttandosi a capofitto nelle attività più assurde. Liberò gli armadi dagli abiti vecchi che fece donare alle ragazze bisognose di Urbino. Sistemò tutti i libri della Biblioteca ordinandoli per lettera dell’alfabeto. Andò a Gubbio a comprare dei cavali nuovi per la scuderia. Volle persino imparare a cucinare. Insomma ogni pretesto era buono per tenere occupata la mente. Non voleva pensare a quel che era accaduto quella notte e tanto più temeva di aver riscontro dalle notizie che sarebbero giunte da Roma, della veridicità di quel che aveva vissuto quella notte.

Erano trascorsi molti giorni quando il Conestabile venne a comunicarle che la vedetta aveva anticipato l’arrivo di un messaggero Reale Serbo. Era Dusan che le inviava notizie da Roma. Il cuore iniziò ad agitarsi come un cavallo imbizzarrito.

Le notizie potevano essere tre.
La prima, che i Romani si erano difesi e l’armata alleata non era riuscita a prendere la città.
La seconda, che erano riusciti a prendere il potere a Roma, mentre la terza, quella che temeva di più, che il raid era andato a buon fine e come suggerito dal… fantasma… la Sacra Reliquia era stata sequestrata.

Il Messaggero non fece nemmeno in tempo ad entrare e ad inchinarsi che Isabella già gli aveva strappato di mano il dispaccio.

Quote
Vostra Altezza Regina Isabella, amata Consorte,
con sommo gaudio vi Annunzio che la Sacra Reliquia è in nostre mani e presto sarà trasferita in loco sicuro presso la Santa Casa Madre Patriarcale!

Seppur nella lontananza gioisco assieme a voi mia amata e vi abbraccio.

Vostro






Isabella non finì di leggere che già sentì le gambe vacillare. In un istante si fece ancora buio e la Regina cadde a terra come morta.




" Il mio segreto è una memoria che agisce a volte per terribilità"

Isabella Este

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Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
« Reply #61 on: 03 December, 2018, 11:12:52 PM »
Le campane risuonavano a Festa e il coro della Cattedrale intonava l’Alleluja.  Quelle soavi voci riecheggiavano fino a Palazzo Reale e svegliarono la Regina.

Lì per lì pensò di essere morta e che il canto accompagnasse la sua entrata nel Regno dei Cieli.  Poi però, con gaudio, ricordò d’essere nuovamente svenuta, ma non seppe dire per quanto tempo fosse rimasta in quello stato.

Quando aprì gli occhi, il dottore e le Dame di Corte le si fecero accanto, visibilmente sollevati dal suo risveglio

Come state Vostra Altezza? Le fece il medico mentre la visitava


Isabella si sentiva bene e in gran forma e dopo aver rassicurato tutti, chiese che giorno fosse e se fossero arrivati altri dispacci dal fronte.

Era rimasta dormiente per due giorni e nessun altro comunicato era giunto dagli Alleati.
Volle alzarsi immediatamente.

Ordinò che la Milizia Reale si preparasse per il viaggio che l’avrebbe condotta a Roma dove l’aspettava l’ultimo scontro, quello decisivo.

Rincuorata dalla sottrazione della Sacra Reliquia, segno del destino, della forza delle armate alleate o per intervento dell’ignoto.... questo non importava ora, era decisa a detronizzare Roberto di Stabia come non mai.

A quanto accaduto nei giorni precedenti ci avrebbe pensato in seguito, non era quello il momento di imbottirsi la testa con pensieri che le avrebbero tolto lucidità.

Il plotone reale giunse a Roma alle prime luci dell’alba. L’accampamento alleato era situato proprio fuori le mura della città eterna e Isabella fu accolta con tutti gli onori.




Dopo aver parlato con i Generali d’Armata si recò subito da suo marito che l’abbracciò felice di vederla in buona salute e per il sacco che aveva consentito di sottrarre la Reliquia al Pontefice Alexander l’ignavo, ormai dimissionario.

Si misero tutti subito a tavolino per discutere la miglior strategia di attacco. L’indomani avrebbero varcato ancora le porte di Roma e detronizzato Roberto di Stabia, intronando un loro uomo di fiducia. Sa fonti certe si era saputo che Re Roberto si stava preparando a fuggire da Roma e che già un vascello era pronto a trasferirlo a Majorca, dove aveva già chiesto asilo come tanti altri vigliacchi romani che se l’erano data a gambe.
Il giorno dopo dunque, le truppe alleate,  violando la porta ad est sulle Mura Aureliane, fecero irruzione in città ed entrarono a Palazzo Senatorio, presso Piazza del Campidoglio, sede del Console romano.

A difendere trovarono pochi miliziani guidati da un vecchio ubriacone con la faccia semi bruciata, che tuttavia riuscì a colpire la Regina e a strapparle via la sua preziosa collana…
Per qualche minuto si temete il peggio, ma fortunatamente Isabella si riprese quasi subito.
L’azione fu repentina e in meno di qualche minuto venne dichiarata la Presa di Roma.  Alla presenza dello Zar di Serbia Dusan Nemanjic, dello zar di Bulgaria Ivan Alexander e della Regina d’Italia, Isabella Este, venne incoronato il nuovo Re Dusan Zivkovic Dukljanin,  tra gli applausi e i canti di vittoria di tutto l’esercito alleato.

Isabella alzò lo sguardo al cielo e pianse. Pianse di lacrime liberatorie per tutti quegli anni che aveva patito a causa di quella gente malvagia e scellerata, che pur di non perdere quel trono rubato, aveva consentito che la penisola Italica fosse messa a ferro e fuoco  nonché provocato intenzionalmente  la morte di migliaia di persone che ora avevano sulla coscienza.
Poi invocando Deus per ringraziarlo, dedicò quella vittoria a Re Oddantonio Montefeltro.

Voltandosi  verso il marito gli sorrise e andò a cercare la sua mano per stringerla ed innalzarla in segno di Trionfo.

Isabella e Dusan felicissimi, s’incamminarono tra la gente che festeggiava allegramente.
Dusan la guidò su per le mura della città e lì tenne il suo discorso.

Quel discorso più di ogni altri mille che lo Zar i Serbia aveva fatto nella sua vita e che Isabella aveva ascoltato, fecero emergere quelle qualità e quelle virtù di Dusan che sono molto rare tra gli uomini.
Dusan volle dedicare quella vittoria al suo vecchio amico Oddantonio e sostituì il vessillo romano con quello del Montefeltro Re.

Solo i più vecchi tra di noi riconosceranno questa antica bandiera come la bandiera del nostro vecchio amico, il defunto re Oddantonio ...

Dusan e Isabella riempirono i calici  di rakia e alzarono il bicchiere

Bevete soldati in onore di un vecchio amico!

Poi Dusan guardò il cielo… Non dimentichiamo ... Spero che ora tu sia orgoglioso fratello ...

Isabella fiera e commossa alzò il calice al cielo stringendo forte la mano di suo marito.

Pensò che la gioia di quel momento le stesse per far scoppiare il cuore.


Quote
29-Nov-1318, 17:34:03   Regno d'Italia ha conquistato il Regno Regno di Roma, il nuovo Reggente è: Dusan Zivkovic Dukljanin.
29-Nov-1318, 17:34:03   Dusan Zivkovic Dukljanin è stato incoronato Reggente di Regno di Roma!
29-Nov-1318, 17:34:03   Roberto Di Stabia, Reggente di Regno di Roma, è stato detronizzato!




" Il mio segreto è una memoria che agisce a volte per terribilità"