Author Topic: Casato estense: segreti di una famiglia nobile  (Read 8721 times)

Isabella Este

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Casato estense: segreti di una famiglia nobile
« on: 14 December, 2012, 01:01:09 AM »
Ferrara 26 maggio 1299

L’uomo seduto allo scrittoio adagiò la schiena sulla spalliera dell’elegante seduta che lo accoglieva, poggiò le mani sui braccioli e tirò indietro la nuca fino a toccare l’imbottitura  ad arco che ornava l’apice della poltrona. Lo sguardo perso nel vuoto raffigurava lo specchio della sua mente che rifletteva sui recenti avvenimenti.

Non erano rimpianti quelli che percepiva e nemmeno interrogativi sul provvedimento assunto, solo una valutazione razionale dei possibili risvolti.

Le decisioni che doveva prendere un Nobile come lui erano tante e di sì grande complessità che a volte  pensava d’impazzire, ma dovendosene prender carico perennemente, l’enormità di quelle responsabilità era ormai divenuta parte del suo stesso essere ed ogni volta che si trovava innanzi ad un bivio che gli prospettava due diverse direzioni, imboccava una via e mai voltava lo sguardo indietro a domandarsi se la strada presa fosse quella giusta.

La questione trattata stavolta  però era più delicata che mai perché atteneva ad una sfera privata della sua vita e toccava i sentimenti. La decisione era presa, tutto scritto nero su bianco, impresso sulla pergamena ancora fresca di inchiostro redatta in duplice copia, posta sul piano di fronte a lui, ma un giorno quell’atto, che non era unico giacché era la seconda occasione che si trovava a produrre simil verdetto, avrebbe provocato forse un cataclisma nella vita del soggetto interessato e forse in quella di qualcun altro
... ma tanté… diversamente non si poteva fare come non s’era potuto fare la volta precedente.

Allontanando quei ragionamenti  da sé si ricompose, appose la firma sui fogli, li arrotolò e li sigillò applicando il timbro nobiliare con l’ausilio della ceralacca.
Sulla libreria poco distante v’era poggiata una scatola di radica finemente intarsiata che portava impresse le sue iniziali e il cui interno era reso inaccessibile da una serratura la cui chiave era da sempre tenuta in loco segreto noto solo ad egli.

Alzandosi si avvicinò al mobile e prese la scatola. La chiave era già stata ritirata dalla sua dimora e servì ad aprire il cofanetto. Prese una delle due pergamene e la introdusse all’interno del piccolo vano, ponendola sopra ad altre carte lì giacenti da chissà quanto, che richiuse girando due volte la chiave. La scatola fu presto ricollocata nella sua originaria postazione.

L’indomani avrebbe fatto uso dell’altro foglio con il quale si davano istruzioni circa la persona che avrebbe accompagnato.

Un soffio veloce sul lume e fu subito buio. Era tardi, era l’ora di andare a riposare.


" Il mio segreto è una memoria che agisce a volte per terribilità"

Isabella Este

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Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
« Reply #1 on: 15 December, 2012, 12:15:16 AM »
Urbino 15 Dicembre 1312

La campagna bellica era terminata, il cessate il fuoco era stato annunciato e Isabella poteva finalmente dedicare un po’ di tempo a sé stessa.

Aveva molti uffizi da sbrigare dopo il lungo tempo passato a fare la spola tra un campo e un altro di battaglia, a dar ricovero et assistenza ai feriti e a rifornire di viveri i soldati, ma alcuni di essi erano particolarmente urgenti e sebbene fosse stanca, voleva rivolgere l’attenzione a questi.

Dalla balia si fece preparare un piccolo bagaglio contenente poche cose necessarie al  viaggio che doveva affrontare.

Mettete due paia di scarpe scure, un abito  nero semplice senza merletti né ricami, un velo del medesimo colore ed una trousse da viaggio con li oggetti che sapete -disse alla donna che prontamente eseguì

Intanto recatasi allo scrittoio prese carta e pennino  e scrisse

Quote
Mio Signore,

sarò via da Urbino per pochi giorni, ho scorta e viveri con me quindi non Vi preoccupate. Tornerò nel giro di sette lune al massimo, Voi riguardateVi.
Vi abbraccio Vostra Grazia e Vi bacio

A Presto
Vostra Isabella



Chiamò poi il maggiordomo e lo pregò di affittare per suo conto una carrozza con cocchiere e servo al seguito

Che sia comoda Leonino  ma che non dia troppo nell’occhio mi raccomando…ed inoltre  lasciate questo scritto sullo tavolo del Signor Duca –gli fece porgendogli  il foglio appena redatto

Convocato il capo gendarme  gli comandò quindi un drappello di miliziani  e lo istruì sulla scorta che dovevano garantirle.
Sbrigate le ultime faccende si coprì con un mantello di pesante e calda lana  e s’avviò giù per la scalinata per guadagnar la carrozza che già era intenta ad ospitarla. Era dunque pronta a partire.
 

Un colpo di frusta annunciò che il viaggio era iniziato

 Il freddo pungente del mattino la fece rabbrividire…dal piccolo vetro che recava una fessura sul lato della vettura guardò verso i monti che si stava lasciando alle spalle… nubi bianche come il latte s’andavano addensando con fare minaccioso…. Sarebbe scesa la prima neve ad Urbino e lei  per la prima volta non sarebbe stata ad accoglierla come ormai faceva dal  lontanissimo giorno in cui suo padre l’aveva inviata alla Corte del Montefeltro.
« Last Edit: 15 December, 2012, 12:19:36 AM by Isabella Este »
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Isabella Este

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Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
« Reply #2 on: 17 December, 2012, 12:35:08 AM »
Il viaggio volgeva ormai finalmente al termine

Erano trascorsi molti anni dall’ultima ed unica volta che Isabella aveva messo piede in quella  terre. Ricordava che era accaduto di Settembre e aveva ancora impresse nella sua mente le sterminate distese di vigneti dorati che aveva potuto ammirare nel transito e che stavano per donare al reame, cui si recava a far visita, lo prezioso frutto

Avrebbe potuto chiedere  a Sua Grazia di essere ospitata, ma aveva preferito trovare ricovero in una locanda a pochi metri dal centro cittadino.
La scorta dei miliziani l’avrebbe attesa alle porte della città dove si erano dati appuntamento per il giorno successivo.

La nottata era stata dedicata all’assoluto riposo dopo lo sfinimento causato dal lungo tragitto percorso per  traversare le terre Italiche ed oltrepassare i suoi confini naturali delineati dalla catena montuosa tra le più impervie et  suggestive del mondo conosciuto.

La mattina seguente Isabella si svegliò come di consuetudine all’alba ma rimase a letto fino a quando non fu giunto il momento di andare. Quindi si alzò e si preparò.
Indossò l’abito scuro che la balia le aveva depositato nel bagaglio, infilò le scarpe e copertasi con la cappa di lana lasciò la locanda per avviarsi verso il posto che doveva raggiungere.

Voltando qua le la tra le strade ormai affollate di gente, si trovò presto nella piazza che ospitava l’edificio che cercava

Fece scivolare il velo nero di fitto pizzo valencienne dal capo fino al collo per coprire il volto ed entrò.


Quote
http://rpforum.medieval-europe.eu/index.php/topic,7927.0.html
« Last Edit: 27 January, 2013, 08:13:15 PM by Isabella Este »
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Isabella Este

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Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
« Reply #3 on: 12 January, 2013, 01:30:51 AM »
E così anche Celestino, dopo Aldobrandino se ne era andato.
Di quel Nobile Casato una volta potente e numeroso non rimanevano che lei e Selene… due donne…. il Casato si sarebbe dunque estinto.

Un senso di vuoto… una malinconica tristezza l’avvolse per tutto il viaggio di ritorno che ebbe come destinazione non Urbino, ma bensì Ferrara.

A Ferrara v’era ancora Palazzo Este ormai disabitato e lì erano custoditi tanti ricordi di Isabella bambina. Prima di far rientro a casa sarebbe passata a visitarlo come si fa con un vecchio museo dove si ritrovano immagini, odori e memorie di un passato che notoriamente non sarebbe tornato mai più...

Ora che Celestino era passato a miglior vita poteva farvi ritorno.. erano anni che non vi si recava e solo all’idea di rimetter piede tra quelle mura, che in dì furono la sua gioiosa dimora, lievemente si rasserenò

Un solo maggiordomo era stato mantenuto per non far cadere in rovina lo stabile ormai deserto e alla parvenza privo di vita e fu lui ad aprire ad Isabella quando si presentò quasi a sera al suo portone

Mia Signora!… - esclamò  inchinandosi nel rivederla dopo tanto tempo – ma che sorpresa… venite dentro che è freddo…

Buona sera Bartolo  – gli fece sorridendo – sì fatemi entrar subitissimo ch’ ho li piedi e le mani gelate.. l’inverno si fa sentire pure qua a Ferrara… mi meraviglio che ricordate ancora lo mio viso… saranno dieci anni  o più che non ci vediamo…

... e come potrei scordarmi di voi milady che v’ho vista nascere!…eppoi lo dipinto vostro è sempre in bella vista giacché Sua Eccellenza non volle mai toglierlo dal loco che v’è noto sebbene… le parole gli morirono in bocca per il pudore di far riaffiorar il ripensamento di lontani astii

Vengo giusto dal suo funerale – disse mestamente togliendosi la cappa e le scarpe  e andando a trovar calore accanto al camino acceso nel salone dove intanto i due chiacchierando erano giunti

Sì... – fece lui di replica – ho saputo…. Siete dunque Voi la mia padrona ora..
Sarò pur padrona di codeste mura Bartolo… ma di un essere umano non ho mai detenuto proprietà.. sapete che siete come di casa ormai…un parente acquisito direi..

Bartolo  le sorrise lusingato

La conversazione si prolungò a lungo perché Isabella chiese conto all’uomo di varie faccende e quando tutto fu detto si ritirò nelle sue antiche stanze per riposare

Tra i ricordi di un tempo che sembrava lontano mille e mille anni Isabella si coricò
Il sonno venne a sedurla repentinamente e l’alba s’affacciò presto alla finestra regalandole il suo primo raggio di sole mattutino.

Prima di ripartire doveva fare alcune cose e quindi si alzò e lesta uscì dalla stanza.




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Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
« Reply #4 on: 15 January, 2013, 12:37:50 AM »
Percorrendo il lungo corridoio che alloggiava l’ingresso delle stanze da letto, Isabella si fermò davanti al grande specchio collocato tra la porta della camera di sua madre e quella successiva che aveva varcato  chissà quante volte il Nobile padre per ritirarsi dopo una lunga ed estenuante giornata.

Ciò che vide riflesso non le piacque

Il viso un dì roseo  incarnante la giovinezza e la freschezza della primaria età, aveva lasciato il posto all’immagine di un volto stanco e disincantato. La chioma fluente che soleva incorniciarlo, conferendole con i suoi riflessi dorati la solarità della stagione estiva, era ormai priva di voluminosità e luce. Lo sguardo vivace era quasi spento come un antico moccolo che sta per esaurirsi dopo aver a lungo svolto lo suo originario compito

Forse la stanchezza per il lungo viaggio o forse i mille pensieri che in quelle ultime settimane le avevano affollato la mente le stavano mutando anche i tratti somatici… doveva cambiare decisamente registro e invertire al più presto la rotta si disse

Come calamitata continuò a fissare ancora la specchiera...

Dietro di lei appariva un uscio chiuso. Si concentrò su di esso e con la forza dell’immaginazione riuscì ad aprirlo.  Al di là sorprese tre bambini che giocavano a farsi la guerra

I maschietti impugnando spada e scudo si guerreggiavano con piglio fiero senza timore d’esser feriti o peggio uccisi, mentre la bambina batteva allegra le mani facendo il tifo ora per l’uno e ora per l’altro a seconda di chi stava per soccombere…
Dovette far conto su tanta forza per richiudere quella porta e lasciare all’antica memoria i ricordi di un infanzia ormai sepolta.

Riprendendo il camminamento rifletté sulle faccende da sbrigare prima di far rientro ad Urbino

Voleva prendere alcune suppellettili, libri e cianfrusaglie varie da portar via con sé. Dopo aver chiesto a Bartolo di ordinarle un carretto per trasportar gli oggetti fino a casa, iniziò il giro di perlustrazione e raccolta, rovistando in ogni dove.
Per ultimo lasciò lo studio del padre.

Entrando ritrovò l’odore inconfondibile di quercia e noce che gl’antichi mobili ancora dopo tanti anni donavano all’olfatto di chi entrava in quella stanza.
Guardando allo scrittoio si rivide bimbetta, sostenuta sulle gambe del padre il quale, seduto e intento a leggere, le faceva seguire con il ditino minuscolo quelle righe allora per lei prive di un qualsiasi senso…

Leggimi qui babbo cosa c’è scritto… questo segno mi piace!! ...diceva sorridente indicando alcuni tratti indecifrati e incitando il genitore, mentre lui assecondandola ripeteva ad alta voce ciò che v’era scritto sulla pergamena in esame..

Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? quam diu etiam furor iste tuus nos eludet? quem ad finem sese effrenata iactabit audacia?...

Era stato così che Isabella aveva imparato a leggere. Le sembrava un evento lontano un secolo…

Dai cassetti tirò via alcuni manoscritti. Poi recandosi alla libreria scelse certi volumi che le interessavano. Stava per concludere la sua cernita quando scorse tra i ripiani una scatola di pregiato legno. Non ricordava d’averla mai vista e se ne innamorò all’istante tanto era di fattezza delicata ed elegante.
Ritirandola dalla sua collocazione la portò alla scrivania per meglio visionarla. Era di finissima radica ed impresse sopra portava le iniziali del padre. Fece per sollevare l’anta superiore d’apertura ma s’accorse che il cofanetto era serrato.
 
Chiamò così Bartolo al quale chiese se sapesse dove fosse finita la chiave.
Bartolo  ci pensò un momento e poi le chiese d’attendere qualche istante… doveva essere stata riposta con il mazzo che il Signor Padre teneva sempre presso di lui e che dopo la sua morte era stato depositato in un cassettone all’ingresso del Palazzo.
Un paio di minuti dopo il maggiordomo fece ritorno
Ecco Mia Signora.. dovrebbe essere questa… le fece porgendole una piccola chiave

Isabella la prese e l’infilò nella deliziosa serratura dorata a forma di due rami d’albero intrecciati.
Un paio di giri a destra e la scatola si dischiuse

All’interno una serie di pergamene  ripiegate perfettamente s’impilavano a costituire un numeroso carteggio. Tutte portavano il sigillo nobiliare degli Este.. era dunque quella la corrispondenza privata del  suo genitore…

« Last Edit: 15 January, 2013, 12:39:24 AM by Isabella Este »
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Isabella Este

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Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
« Reply #5 on: 19 January, 2013, 01:06:10 AM »
La curiosità di leggere quelle che erano state le volontà, gli incarichi assegnati, le disposizioni emanate e forse i sentimenti del padre fu così forte ed impavida che Isabella congedato Bartolo si sedette allo scrittoio e iniziò immediatamente a leggere

A Sua Eminenza, Monsignor…

A Sua Grazia Serenissima…

A Vostra Altezza Reale, Sua Grazia …

A Madonna Gentilissima….

Questi gli appellativi più usati in apertura di parecchie pergamene che però non risultarono essere molto interessanti, anche se leggere le parole scritte dal padre di proprio pugno glielo fece sentire vicino come fosse lì accanto a lei

Ne aveva già visionate diverse quando arrivò ad una che le fece sobbalzare il cuore appena lesse a chi era indirizzata…

Quote
Al Gran Duca Oddantonio Montefeltro
Presso Palazzo Ducale de Urbino


Amico Nostro carissimo et rispett.mo,

Quel che fu loco a Noi sì caro, non solo per lo meraviglioso panorama che affacciato alle finestre della Vostra Nobile et maestosa dimora, ebbi modo di poter apprezzare quando fui Vostro ospite assieme alla mia adorata moglie,  ma anco per la presenza Vostra che ne conferisce, grazie all’elevate virtù et alla autorità che Vi contraddistinguono, l’univoca magnificentia, è oggi divenuto meta di certe nostre intime aspirazioni che vengo tosto ad illustrarvi.

Giacché la mia povera sposa come sapete è di salute cagionevole et per questo motivo impossibilitata ad allevare come si conviene la stirpe nostra et poiché essendo Noi particolarmente preso dalle ripetute guerre che ci vedono ogn’ora attivi per le terre Italiche, avrei pensato di inviare presso di Voi, si sottintende con lo Vostro generoso consenso, Isabella nostra adorata figliola primogenita, per essere adeguatamente avviata alla vita di Corte.

Isabella è poco più che una bambina, tuttavia aperta all’apprendimento et bendisposta verso lo studio.

Conscio che Urbino è oggi dimora di tanti studiosi, maestri e letterati che, da Voi sollecitati, d’ogni parte vengono a soggiornarvi per la straordinaria apertura alle novità, alla bellezza artistica et ad ogni altra forma del sapere, credo che esso sia loco adeguato affinché Isabella possa acquisire al meglio le necessarie basi per divenir un giorno donna degna dello Nobile nome che con ella porta.

So, fraterno amico nostro, che per la lealtà mai venuta meno tra Noi, non rifiuterete d’assecondar tal mio desìo et pertanto vi ringrazio preventivamente, di quello consenso che già immagino concederete a codesta mia richiesta.

Naturalmente Isabella verrà scortata dallo denaro necessario a sovvenzionare le spese occorrenti alla sua istruzione et allo soggiorno.

Con infinita riconoscenza et rinnovando la stima Nostra, Vi porgo benevoli saluti.
Ferrara, addì 18 Novembre 1297

Duca E.Este

Subito a seguire, quasi incollata alla prima v’era la replica del Montefeltro che acconsentiva di divenir tutore di Isabella e di accoglierla alla sua Corte.

L’emozione di leggere quelle righe vergate dalle due persone che forse Isabella avea amato di più al mondo, fu talmente forte che non riuscì, anche se avrebbe voluto, a proseguire con la lettura.

Rimase per molto tempo assorta col ricordo di quel che era stato di lei da quel giorno…. di come poteva essere la sua vita oggi se il genitore non l’avesse inviata ad Urbino…di come invero s’era dipanata per quella decisione che lei considerava fortunatissima…
Pianse e rise a simular quelle strane giornate di marzo in cui s’alternano  sole e pioggia in continua successione

L’ora era tarda ormai ed il cuore in subbuglio. Riconsegnò le pergamene alla loro custodia che richiuse a chiave e prendendola con sé s’ avviò verso l’uscio.
Salutato Bartolo affettuosamente riprese il viaggio per Urbino…avrebbe finito di leggere le missive a casa… quella casa dove ora sentiva l’impellente desiderio di tornare.



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Isabella Este

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Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
« Reply #6 on: 23 January, 2013, 12:37:27 AM »
Quote
Off: Gdr intrecciato con Apolide di Selene Este in Voce del Banditore

Il cocchiere con una strattonata alle briglie aveva incitato i cavalli alla partenza e la carrozza aveva iniziato la sua corsa per far rientro ad Urbino.

Isabella, un poco malinconica per i tanti ricordi che erano affiorati alla sua mente durante quella breve visita a Palazzo Este ed un po’ leggiadra per la contentezza di far rientro a casa, osservava la strada che stava percorrendo dalla piccola fessura vetrata della vettura, come a volerla divorar cogli occhi per spostarsi più velocemente

Non avevano percorso che una lega di tragitto quando, fulmineo, apparve un cavallo al galoppo transitante sulla medesima strada ma in direzione opposta
Sebbene la velocità del destriero fosse piuttosto elevata, la donna riuscì a scorgere ugualmente il volto di chi lo montava. Una stretta di stomaco la prese lesta…

Aveva visto bene o si era forse solo immaginata di riconoscere quel volto? si domandò… a volte la nostalgia per le persone care faceva brutti scherzi…
Eppure  le pareva d’esserne certa… così con il cuore in gola bussò sulla fessura che la divideva dal cocchiere e fece cenno d’arrestare la carrozza.
L’uomo frenò d’improvviso i cavalli e quando si fermarono scese a domandare alla baronessa cosa fosse accaduto

Vi prego buon uomo…  - gli disse – torniamo subito indietro…

Come comandate Mia Signora! fece lui di replica e riprendendo posto, virò indirizzo e s’avviò sulla via del ritorno

Giunti che furono ancora una volta a destinazione Isabella scese e restò ferma a fissare il portone di Palazzo
Sull’uscio una donna  posta di spalle con in mano ancora le briglie del cavallo appena smontato,  stava bussando per ottener apertura
Voltò lo sguardo indietro sentendo la carrozza sopraggiungere proprio mentre Isabella scendeva

Gli sguardi delle due donne si incrociarono.
Isabella non si era sbagliata…. sì.. era proprio lei…
era sua nipote Selene....
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Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
« Reply #7 on: 23 January, 2013, 09:31:54 PM »
"Zia?"

"Isabella..."


Incrociò lo sguardo, era proprio il suo. Non era cambiato, il medesimo di sempre.
Ancora il profumo, nonostante la distanza, Selene lo percepì.

Fu come ritornare indietro negli anni, Urbino, poi Ferrara.
Era Lei, nessun dubbio.

Selene lasciò cadere le redini, non era il momento di pensare al quadrupede, era il momento di raccogliere i cocci e ricostruire quel vaso andato in frantumi tempo orsono.
Senza proferir parola, avanzò verso di lei.

"Zia, c'è un luogo in questa casa.
E' il giardino, vi è un'antalena semplice, un'asse di legno e due corde che la reggono al ramo, nonostante la sua semplicità fu costruita con dovizia e amore.
Serviva per rallegrare le giornate di noi bimbi e tenerci tranquilli.
Essa è ancora ben legata a quel ramo, la vidi poco tempo fa.

Se un'antalena può superare intemperie e freddi inverni, possono gli uomini esser da meno?
Sarebbe la peggior sconfitta per l'essere umano.

Siamo le ultime Este, non soccomberemo all'inverno e, men che meno, potranno dire di noi che un'antalena abbia più coraggio di due donne."


Stese la mano alla zia.

"Vuoi venire con me a vederla?"

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Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
« Reply #8 on: 24 January, 2013, 01:04:44 AM »
Le ultime Este…

le parole di Selene riecheggiarono nella testa di Isabella…in una sequenza di immagini la donna vide passare davanti ai suoi occhi tutte le persone che nel bene e nel male avevano fatto  grande quella famiglia… e le ultime effigi a scorrere su quell’immaginaria successione, raffiguravano proprio  lei e Selene… le ultime Este appunto…

Avrebbe voluto parlarle.. avrebbe voluto chiederle di lei... raccontarle di sé, ma le parole le morirono in gola prima di riuscire a pronunziarle…
 
Non era il momento di parlare.. era il momento di superare mille inverni e di mostrare che due donne, pur nella loro diversità, pur nella loro distinzione, pur nelle loro vite intrecciate, potevano esser più coraggiose e coriacee di una vecchia altalena

Così tese la mano a Selene e senza proferir parola si lasciò guidare nell’innevato giardino…
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Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
« Reply #9 on: 25 January, 2013, 04:28:28 AM »
Bartolo aprì in quell'attimo il portone del palazzo, ovviamente conosceva entrambe molto bene, ma era da molto che non le vedeva insieme.

Non emise suono, spalancò le ante e retrocedendo lentamente, con gli occhi dapprima stupiti e dopo un poco lucidi, emise un flebile...

"Prego, entrate... fuori è freddo."

Selene guardò sua zia e annuì.

Fu come fermare il tempo, lentamente senza una parola, raggiunsero il giardino.
Niveo e intonso il suo manto, l'acciottolato non era percorribile, se ne vedeva solo l'inizio, in lontananza l'albero, privo di foglie, ben visibile l'antalena.
Ferma e l'asse in legno, che fungeva da seduta, anch'essa ricoperta di neve.

Un brivido scosse Selene.

"Zia è freddo, rientriamo. Una bevanda calda e un camino ci aiuteranno.

Si scioglierà quel freddo che abbiamo dentro di noi, non sarà solo d'aiuto ai nostri corpi, sarà fondamentale per i nostri spiriti.
Troppo tempo è passato dall'ultimo nostro incontro o dalle ultime lettere intercorse.

Dobbiamo riprenderci ciò che ci è stato strappato."


Per la prima volta Selene si sentì nuovamente a suo agio con Isabella, era passato davvero molto, troppo tempo.




Isabella Este

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Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
« Reply #10 on: 27 January, 2013, 07:52:43 PM »
La cordialità mostrata da Selene, verso la quale Isabella non era stata affatto tenera dopo alcune vicende che le avevano viste fortemente in contrasto, la fece sentire distesa e a poco a poco quel senso di lontananza che aveva provato ad emergere, si dissolse per lasciar posto ad uno stato di completo agio.

Bartolo le aveva accolte in casa quasi muto e le aveva osservate mentre, mano nella mano, si recavano presso il giardino  con un aria di sorpresa mista ad accondiscendente approvazione… erano le uniche sopravvissute di quella famiglia che aveva servito con devozione per quasi tutta la sua vita…
Era molto freddo e Selene  propose di rientrare in casa…

"Zia è freddo, rientriamo. Una bevanda calda e un camino ci aiuteranno.

Si scioglierà quel freddo che abbiamo dentro di noi, non sarà solo d'aiuto ai nostri corpi, sarà fondamentale per i nostri spiriti.
Troppo tempo è passato dall'ultimo nostro incontro o dalle ultime lettere intercorse.

Dobbiamo riprenderci ciò che ci è stato strappato."


Sì Selene fa molto freddo  - fece Isabella rabbrividendo – rientriamo pure mia cara… abbiamo bisogno di scaldarci.. e anche il cuore deve esser sbrinato dallo strato di ghiaccio che troppo a lungo lo ha tenuto bloccato nella morsa della irrazionalità…
Così dicendo le due rientrarono e si spostarono verso un salottino dove Bartolo stava provvedendo ad accendere un bel fuoco nel grande camino.

Le due donne si sedettero… dapprima una di fronte all’altra.. poi quasi all’unisono si alzarono per accomodarsi vicine… risero…

Sedute di fianco, ma con gli sguardi orientati verso i reciproci volti, Isabella si rivolse alla nipote…

Non avrei mai pensato Selene … dopo quanto è accaduto… di poterci ritrovare a parlare così a tu per tu…lo credevo evento sì lontano da ogni possibilità che nemmeno l’ebbi più a contemplare…
Ecco cosa ci siamo fatte mancare…
- continuò Isabella -  di cosa ci siamo private…  del calore di un dialogo…  tutte quelle aride e fredde missive che ci siamo inviate ci hanno schermate forse dalle nostre più intime e profonde necessità e invece di aiutarci a trovare un punto d’intesa…  fosse solo un chiarimento… ci hanno invero allontanato alimentando un livore che oggi non credo abbia più motivo di esistere
Il destino.. un caso.. chiamalo come vuoi.. ci fa ritrovare e spero che uscendo da questa stanza… qualsiasi siano le cose che abbiamo da dirci… qualsiasi siano le strade che prenderemo… ecco.. vorrei però che l’affetto che ci lega non vada più perso…


La frase  fu interrotta da Bartolo che entrò con un vassoio in mano. Due tazze fumanti furono servite… i primi nodi s’andavano sciogliendo…
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Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
« Reply #11 on: 27 January, 2013, 11:05:01 PM »

Selene annuì col capo alle parole di Isabella.

"Zia, nonostante gli scritti intercorsi in passato, freddi e in qualche modo puntigliosi, almeno sicuramente i miei, non ti ho mai vissuta come una vera antagonista.
Vuoi la mancanza di informazioni, vuoi il legame di sangue, anche le frasi mordaci altro non erano che il disappunto provato, forse ancora più forti, dettate da rabbia per il vedere come si gettava alle ortiche i nostri natali, il nostro legame e i nostri piacevoli ricordi passati.
Usciremo da questo Palazzo con un dono prezioso, l'esserci ritrovate.

Sarà un cammino lungo e non lo desiderei breve e repentino, vorrebbe dire rinunciare ancora a troppo, riconquisteremo quella fiducia reciproca, ma sono certa che è lì nel primo strato superficiale del pensiero celato, che chiede solo di emergere.
Spesso l'ho sentita bussare, ma l'orgoglio la ricacciava nell'oblio."


Selene si fermò un attimo per dissetarsi, il calore della bevanda si espandeva nel suo corpo, così come il fuoco dava ristoro, ma era quella figura a rendere il tutto più rinfrancante.

"Sai zia, il processo di pace che molti perseguono, forse passerà anche da questa piccola stanza, non perchè ciò che accadrà tra noi possa influenzarlo, semplicemente saranno paralleli.
Ma non voglio parlare di eventi esterni, altri sono i luoghi ove essi vengono trattati.
Solo il parallelismo dei due momenti pare un buon auspicio.

Volessimo veramente con forza e tenacia ritrovare una prosperità, che sia affettiva o tra le genti, poca differisce.
Io lo desidero e sono certa che sia anche il tuo desiderio."


Selene sorseggiò la bevanda e guardò la zia, le era mancata.



Isabella Este

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Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
« Reply #12 on: 28 January, 2013, 11:31:01 PM »
Isabella sorrise affettuosamente a Selene che la guardava con aria benevola

Alzandosi pensierosa, prese in mano la tazza bollente e soffiandoci sopra si avviò lenta verso il camino dove le lingue di fuoco si sprigionavano alte e fiere. Si fermò un attimo ad osservarle assaporandone il calore.. poi si voltò verso la nipote

Molte guerre son state combattute Selene… anzi molte battaglie di differente forma, che hanno costituito tutte assieme un'unica brutale guerra. Quella guerra ci ha inaridito…ci ha privato dell’effetto dei nostri cari e ci ha allontanato da vecchi amici che in un soffio son diventati i nostri più acerrimi avversari…quella guerra Selene non ha avuto però né vincitori né vinti, ma ha solo lasciato tanti morti… tanto odio e rancore dietro di sé…
Ognuno tuttavia ha lottato per un suo ideale.. per una causa che ai suoi occhi è sembrata giusta… per ciò che aveva a cuore e per ciò cui teneva a costo della sua stessa vita. E’ il frutto dell’epoca che viviamo purtroppo e forse ripercorreremmo  la stessa strada se dovessimo tornare indietro… ma oggi siamo persone rinnovate… forgiate dalle tante esperienze cui la vita ci ha sottoposto e grazie a questa maturità conseguita credo che dovremmo guardare al futuro facendo tesoro della lezione appresa…


L’alba del novello giorno   - continuò - consegna ora ai popoli il tempo di una augurata pace e a noi due il tempo del ricongiungimento… sono eventi che si presentano contestualmente paralleli e di buon auspicio come tu asserisci…. non posso che condividere..

Bevve un sorso di tisana e proseguì

Ti ricordi Selene quando poco più che una bambina ti presentasti tutta sola ad Urbino per difenderla quando era sotto attacco? Disse Isabella sorridendo al tenero ricordo
Fu un gesto che ti fece tanto onore e fu quella volta che mi figurai che un giorno saresti potuta entrare nella mia vita e nel mio cuore come quella figlia che il fato mi aveva portato via…
I contrasti successivi nacquero quindi da un pensiero d’amore disatteso e tramutato nel suo contrario per colpa mia o tua o per quella di entrambe…ma questo ora non ha più importanza…
…a volte questo sentimento deve fare un lungo e articolato viaggio prima d’esser ricondotto alla sua origine...


La tisana era ancora bollente. Isabella tornò a soffiare sulla tazza e ne assaporò nuovamente il dolce gusto..





" Il mio segreto è una memoria che agisce a volte per terribilità"

(RIP) Selene Este

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Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
« Reply #13 on: 29 January, 2013, 07:38:07 AM »
Selene ascoltava le parole di Isabella, annuì.

"Combattere per gli ideali non è in sé sbagliato, è quando si trascende.
E' difficile valutare, per chi ne è completamente immerso, se si tratta ancora d'ideale o di un bisogno di rivalsa.
Calpestando è avvilendo il concetto più nobile."


L'argomento coinvolgeva la natura umana in tutti i suoi aspetti, quelli migliori, la nascita dell'ideale, a quelli peggiori, la rabbia non controllata.

"Riconoscere la nostra rabbia e quanto essa ci detta, non è mai facile.
Sempre pensiamo e lo crediamo fortemente, di essere nel giusto. In quei momenti bisognerebbe estraniarsi, attendere che passi e non affidarci ai pensieri altrui.
La rabbia è un sentimento molto personale, che si manifesta con molteplici facce, proprio perché nasce in noi senza aiuto esterno, deve morire in noi nel medesimo modo.
Quante scelte avventate ci fa compiere la rabbia e gli strascichi si odono per infinito tempo."


Si fermo un attimo a riflettere, il vapore che si sprigionava dal liquido contenuto nella tazza, stava sciogliendo la maschera della rabbia, che Selene s'immaginava come un demone interiore da viso spettrale.

"Prenderne coscienza non è il punto d'arrivo, bensì il punto di partenza. Superare il concetto di colpa, buttandoselo alle spalle, è un processo fondamentale.
Se si è giunti a sedersi e dialogare, il solo ricercarlo, potrebbe vanificare gli sforzi in atto.
Ognuno di noi conosce le proprie mancanze, accettando le proprie si accettano anche quelle che, nel nostro pensiero, imputiamo all'altro."


"Gli eventi si susseguono e, a volte, alcuni ci mostrano un'alternativa, sta a noi coglierla.
Possiamo ignorarla o perseguirla, quando non si è il solo attore, allora ci vogliono due volontà o più, tutte capaci di riconoscere che il passato si è concluso."


Selene restò in silenzio e lo ruppe nuovamente.

"Abbiamo espresso entrambe la volontà di iniziare, non userò il termine ricominciare volutamente, da dove iniziamo zia?"

Selene era curiosa di conoscere quella casa con una visione da adulta. Vi erano stanze in cui era entrata di rado, per lei proibite all'epoca, ove gli zii e il padre non concedevano l'accesso, per paura che il gioco potesse mettere a repentaglio libri o documenti.



Isabella Este

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Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
« Reply #14 on: 30 January, 2013, 12:17:45 AM »
Semmai Isabella avesse immaginato un incontro con Selene di certo se lo sarebbe figurato come un acceso confronto, persino uno scontro, dove entrambe, brandendo la spada dell’orgoglio, tentavano allo stremo di giustificare i propri comportamenti nei confronti dell’altra e di dimostrare che la propria ragione avesse più fondamento di verità rispetto a quella altrui, ma la realtà che le si presentava innanzi era ben diversa da quella ipotetica fantasia…

Il colloquio pacato tra le due e la naturalezza che usavano nel proporre le rispettive riflessioni, su molte delle quali si trovavano persino in sintonia, rendeva a quell’incontro una connotazione di singolare compartecipazione che Isabella ne rimase completamente ammirata…

"Abbiamo espresso entrambe la volontà di iniziare, non userò il termine ricominciare volutamente, da dove iniziamo zia?"

Isabella osservava Selene mentre le porgeva la domanda…

La presenza di quella ragazza l’aveva traghettata da uno stato di malinconia, che aveva provato tornando in quella casa, ad uno di serenità… quasi d’allegria… che sentiva sprigionarsi nell’aria…

Le sorrise e posando la tazza nel vassoio le si avvicinò

Per un buon inizio sangue mio occorre trovar loco adatto al favorevole principio…

Codeste mura – proseguì Isabella – nascondono spazi che scommetto mai avesti a visitare…e segrete che solo agli adulti fu concesso di conoscere…
Seguimi!   Le fece poi prendendole la mano e trascinandola dietro di sé per condurla alla scoperta di un qualche mistero che le potesse far ritrovare l’antiche e comuni origini

Una corsa su per le scale tra le risa e le due si ritrovarono al piano dei nobilissimi loro avi…

Un tempo incondizionato dal suo trascorrere… gli spazi indefiniti di mura che trasudavano la loro storia… il ricordo di vite andate e delle loro ancora presenti le avvolsero e le condussero in un passato dove tutto aveva avuto inizio e che le attendeva per esser replicato…

Ora guidami tu!  Apri pure le porte che vuoi e tuffiamoci nella loro  intimità!

Mi sei mancata Selene… fu l’ultimo pensiero di Isabella prima di essere rapita dalla curiosità della nipote

" Il mio segreto è una memoria che agisce a volte per terribilità"