Author Topic: Il nemico alle porte  (Read 1113 times)

(RIP) Iohannes Gutenberg

  • General group
  • Jr. Member
  • *
  • Posts: 64
  • Honour: 0
  • Nemo me impune lacessit
Il nemico alle porte
« on: 20 March, 2012, 03:27:32 PM »
«Gli ungari sono alle porte! Gli ungari sono alle porte!»
Un solo grido attraversò tutta Monaco. Il Capitano Gianpaolo Panetta e il Console Norberto Gonzaga si precipitarono nella piazza centrale, dando ordini alla popolazione e ammassando un'armata improvvisata. Gli effettivi erano davvero pochi, ma numerosissimi alleati erano giunti da ogni luogo per combattere la tirannia di Balliot e dei suoi alleati.
Iohannes raggiunse Gianpaolo in piazza, si avvicinò a lui e gli mormorò qualcosa nell'orecchio.


(RIP) Gianpaolo Ruggiero Panetta

  • General group
  • Jr. Member
  • *
  • Posts: 87
  • Honour: 0
Re: Il nemico alle porte
« Reply #1 on: 20 March, 2012, 04:08:31 PM »
Gianpaolo sussurrò a Iohannes <<Non sono un buon oratore ma farò del mio meglio>>
Gianpaolo rivolgendosi ai soldati disse <<Liberi cittadini di Monaco, oggi siete chiamati per battervi per difendere la nostra libera e gloriosa repubblica dalla tirannia e dall'oppressione dell'Ungheria. Lo so probabilmente non sarà una battaglia facile, ma noi dobbiamo vincerla, dobbiamo sconfiggere l'invasore, non possiamo permettergli di razziare la nostra città, Simbolo di democrazia in tutta l'Europa. Proprio per questo motivo dobbiamo difenderla dai barbari invasori.>> Fece una pausa e aggiunse <<Bene ed ora correte ai posti di difesa e vendete cara la pelle!>>

(RIP) Gianpaolo Ruggiero Panetta

  • General group
  • Jr. Member
  • *
  • Posts: 87
  • Honour: 0
Re: Il nemico alle porte
« Reply #2 on: 21 March, 2012, 04:37:20 PM »
Il nemico aveva vinto, ma i Bavaresti ei loro alleati avevano venduto cara la pelle. Gianpaolo fortunatamente era sopravvissuto: perse le mura, si era infatti barricato con un manipolo di soldati nella caserma e vani erano stati i tentativi di entrare da parte dei nemici. Purtroppo dovette assistere impotente al saccheggio della città.
Finita la battaglia girò per la città e resto sorpreso dal fatto che tutte le sue proprietà erano state lasciate inviolate, non aveva perso nulla. Fu proprio il quel momento che penso si trattasse di un segno divino: Theos aveva risparmiato lui e le sue proprietà perchè gli aveva affidato un compito vitale: vendicare il popolo Bavarese e schiacciare la miscredente Ungheria e i suoi infidi alleati. Era la prima volta che gli balenava per la testa la possibilità dell'esistenza di Theos, non ci aveva mai creduto. Promise a se stesso che ci avrebbe riflettuto al più presto.
Mentre camminava stimò anche i danni: qualche edificio era stato distrutto e qualche bene razziato, ma i danni importanti parevano pochi, e secondo alcune fonti lo stato non aveva perso molti bene.
Mentre camminava e rifletteva vide in lontananza una sagoma scura.