Author Topic: Santa Messa e benedizione delle genti sarde  (Read 6381 times)

(RIP) Francesco Paolo I

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Santa Messa e benedizione delle genti sarde
« on: 05 February, 2012, 11:53:25 AM »
Dopo tanto tempo la cattedrale fu di nuovo aperta al pubblico.

Don Petracone, appena sbarcato in terra sarda, aveva dato mandato che venisse preparata e messa in ordine per la santa messa della domenica, occasione per poter benedire il reggente ed il popolo sardo tutto.

L'ultima volta che il Vescovo di Napoli si era trovato in quella chiesa era stato in occasione del "tentato battesimo" di Olac Sforza. L'usurpatore però si era dimostrato ancora una volta un uomo falso e senza principi, e dopo aver chiesto di essere battezzato ed aver stretto rapporti epistolari con Don Petracone, era tornato sui suoi passi, scappando dopo aver derubato la Sardegna di tutti i suoi averi.

Quel giorno però Don Petracone non voleva pensare a ciò che era accaduto. Era un momento importante, e doveva essere gioioso per tutti. Finalmente la Sardegna poteva risollevarsi.
Grazie alla teologica perseveranza del Conte Odoacre Oddoni Farnese, oggi il popolo sardo faceva parte di un grande progetto che avrebbe visto rafforzare l'economia e le istiuzioni, allargando la partecipazione alla gestione pubblica a tutto il popolo: una Repubblica !

La cattedrale era gremita. C'era aria di festa e di speranza. La santa messa fu commovente e durante l'omelia, più volte lo sguardo del Vescovo incontrò quello del Conte Odoacre, seduto in prima fila, e degli altri membri del Consiglio di Stato.
Le più alte cariche della neo Repubblica Sarda e della Repubblica di Siena erano presenti.

Prima della benedizione, Don Petracone invitò il conte Odoacre ad avvicinarsi al pulpito per fare un discorso ai fedeli presenti e dar loro fiducia per il futuro.
Francesco Paolo I
Sommo Pontefice di Santa Romana Chiesa


(RIP) Odoacre Oddoni Farnese

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Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
« Reply #1 on: 05 February, 2012, 03:45:45 PM »
Il Conte era estremamente onorato dell'all'arrivo di Sua Eminenza Petracone a Cagliari, diede disposizione che la città tutta fosse addobbata a festa, che Sua

Eminenza trovasse alloggio nelle satnze migliori del Palazzo Reale, lo portò a visitare l'ala Sud dove aveva intenzione di fondare una grande Biblioteca che

ordinasse gli usi i costumi le leggi e la storia del popolo.

Tutto questo mentra la Cattedrale veniva lustrata e adornata dentro e fuori : La facciata fu tutta risistemata, la fragranza d'incensi preziosi si diffondeva sin

sulla piazza; addirittura vennero distribuiti abiti consoni a tutti i cittadini e preparato per la fine della cerimonia un grande banchetto in piazza, che Cagliari tutta

fosse una corte e tutti potessero gioire danzare saziarsi, in quel giorno di immenso giubilo.

Iniziata la cerimonia, il Conte ascoltò l'omelia toccante del suo caro amico Petracone, a cui rivolgeva tosto sguardi di assenso e di compiaciuto trasporto;

mai avrebbe pensato di esser chiamato a parlare davanti a tutta la popolazione di Cagliari ed a molti dei Siena, in tale consesso. Dopo un momento di

smarrimento prese coraggio e si alzò, avrebbe parlato con il cuore, "Si rem tene verba sequentur", pensò.

Si avvicinò al pulpito, guardò Don Petracone con un mezzo sorriso (come a dire:"M'avete gabbato, ma sono molto contento"),

ed iniziò il discorso:

Salute Cittadine e Cittadini della Repubblica,
                                
Salute a Voi Eminenza,
                                  
Salute Senatrici e Senatori della Repubblica,

Perdonate la mia mancanza voi tutti, per non aver vergato giusto discorso, parlerò non per scritti articolati, ma solo con il discorso piano che esce dal cuore.

Oggi è un gran giorno per noi tutti, teologici e non, perché vi vedo tutti convenuti : è la prima vera festa per questo straordinario momento di libertà e

crescita che è la nascita della Repubblica, a cui subito tutti avete aderito con forte entusiasmo  grande sforzo lavorativo e tanto sudore. Ma già gli effetti

sono evidenti. Ricordo lo stato di abbandono e la povertà di queste terre, che invece godono di enorme ricchezza inespressa. Ma quella ricchezza era

inespressa, perché non sono le miniere  o la ricchezza dei governanti a rendere grande una terra, la vera ricchezza è la popolazione che deve avere

istituzioni solide e presenti a cui rivolgersi e con cui collaborare saldamente, come il ferro con la pietra magnete, nel creare una terra libera di persone

libere, capaci di cancellare l'indigenza e mostrare orgogliosamente il benessere acquisito tramite il lavoro, tutto versato per il benessere collettivo e la cura

di ogno singolo. Dacché non c'era pane né altri alimenti, ora, il nostro mercato, straborda di cibi al giusto prezzo, perché è con il giusto guadagno che le

comunità si arricchiscono, questo è vero in tutti i mercati della Repubblica Cagliari Siena ed Arezzo. Inoltre il programma opere pubbliche sta permettendo

la costruzione del Campo d'Addestramento di Siena , la Taverna di Arborea e l'Accademia di Cagliari, addirittura vengono lavoratori dagli altri Stati per

aiutarci, tale è l'esempio che noi cittadini tutti diamo di buona organizzazione e di alacre lavoro. Ringrazio le Senatrici e i Senatori Lannus Faul , Felicia

Carpegna, Caio Alidosi, Caiocatulo Lutazio, Giselberto Malatesta, Alceste Capoferro, Edmondo Mazzini, Pretziosa de Bas Serra, Alessandro Farnese ; le

Cittadine e i Cittadini Ottavia Farnese, Vieri Bas-Serra, Caio Cesare, Arthr Ritz, Gililberto Martone, Alamanno Cavicciuli, Hugone Pagani, Valerio Viterbo,

Sigurd Hardrada, Ake Hardrada, Davide D'Altavilla, Ernesto Ponticelli, e tutti i Cittadini e le Cittadine di altri Stati che ancora ci aiutano e ci sostengono con il

loro fondamentale contributo. Un ringraziamento di cuore va a Sua Santità Leone Gregorio I, che, sin dal suo arrivo a Roma quale don Armando

Chiaramonte, ha sempre vegliato su me con infinita amicizia ed al quale devo oggi la presenza dell'illustre e amato da tutti i popoli Vescovo di Napoli Sua

Eminenza Don Petracone Caracciolo, uomo di spessore e levatura eccelse. Di qua mando un saluto di vero cuore  a Sua Maestà Morgana Chiaramonte

che ha curato e aiutato nei momenti peggiori, con attenzione amorevole e grazia, questo repubblicano che altrimenti oggi non avrebbe potuto

pronunciare questo discorso , né altri . Ricordo inoltre il sempre caro Doge Giovanni di Baldino Suardo, Sua Maestà Maddalena Chiaramonte, il Marchese

Galvano Chiaramonte, Sua Eminenza Clodoveo Hohenstaufen, i fratelli delle Repubbliche di Monaco e Praga,i fratelli Milanesi, Sua Maestà Uberto

Carpegna, l'amico Sir Landolfo Carpegna, l'affabile Lady Freyia Varano, Il mio carissimo Sir Hector Barbossa capace di trovare acqua nel deserto e l'amico

Kasper Brody, il Marchesino Maurizio Tiziano Fieschi II, Sua Maestà Bernardo Dovizi, Sua eminenza Celestino Este, Sua Eccellenza Benedetto Caetani che mi

piacerebbe incontrare presto, l'amico Oddone Aldobrandeschi, che tanto mi diverte, tutti i quiriti, Conte Lorenzo Chiaramonte, Messer Vincenzo Bardi e

Messer Amedeo Catalano. Inoltre vorrei mandare un pensiero al caro don Iosif Romanov,  da poco scomparso. In questo consesso mi rivolgo a Voi Don

Petracone perché, subitamente, prima della benedizione, mi diate il battesimo, che il giubilo sia doppio in questo giorno; ché, il nuovo Santo Lanno, ha di

me fatto un fedele alla teologia, di cui sono pronto a prendere il battesimo, per iniziare la mia vita sulla strada di Tehos
"

Così detto rivolse lo sguardo a Lannus facendogli un cenno col capo, scese dal pulpito e tornò al suo posto
« Last Edit: 08 February, 2012, 03:19:25 AM by Odoacre Oddoni Farnese »


(RIP) Francesco Paolo I

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Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
« Reply #2 on: 05 February, 2012, 08:14:42 PM »
Don Petracone rimase un po' spiazzato dalle ultime parole del conte Odoacre. Ma ripensandoci valutò che quello era decisamente il posto migliore ed il momento migliore in cui potesse avvenire la cerimonia del battesimo del conte. Tehos tutto sa e tutto decide. L'onnipotente aveva scelto quel luogo e quel giorno per accogliere Odoacre nel suo gregge, ed il Vescovo era felice di compiere la parola del Signore.

Con un po' di commozione richiamò il reggente di cagliari all'altare, lo fece inginocchiare e nella cattedrale calò il silenzio.

Appoggiò dunque una mano sul capo di Odoacre e cominciò con la prima formula. Era questa una sorta di esorcizzazione del male poichè prima del battesimo vi è in noi il peccato:


Ti esorcizzo, spirito immondo, nel nome di Dio Padre onnipotente che è Tehos, nel nome di Immanuel suo Figlio, Signore e giudice nostro, e nella potenza del Logos che è lo spirito che ci guida; allontanati da Odoacre, creatura di Dio, chiamato da nostro Signore al suo Santo tempio, per diventare anche lui tempio di Tehos vivo e dimora dello Spirito. Per Immanuel nostro Signore che verrà a giudicare i vivi e i morti e il mondo, col fuoco.
Amen.


Poi il vescovo tolse la mano dal capo di Odoacre che alzò lo sguardo verso di lui. Con voce ferma domandò:

"Abrenúntias sátanæ?"
( Rinunzi a satana?)
Francesco Paolo I
Sommo Pontefice di Santa Romana Chiesa


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Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
« Reply #3 on: 05 February, 2012, 08:24:04 PM »
Il Conte s'inginicchiò felice che Don Petracone avesse accettato, era un onore ricevere così quel sacramento. Sentì la mano del Vescovo sul capo, sembrava

spostata da mille uomini, ascoltò la formula di esorcismo con trasporto e quando Sua Eminenza sollevò la mano dal capo, formulando la domanda di rinunzia,

guardandolo negli occhi che trascendevano l'umano, rispose con tutta la sua voce:

"RINUNZIO!"


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Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
« Reply #4 on: 05 February, 2012, 09:26:55 PM »
Dunque il Vescovo continuò nel surreale silenzio della cattedrale:

"Et ómnibus opéribus ejus?"
(E alle sue opere?)
Francesco Paolo I
Sommo Pontefice di Santa Romana Chiesa


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Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
« Reply #5 on: 05 February, 2012, 09:28:52 PM »
Di nuovo con voce tonante:

""RINUNZIO!"


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Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
« Reply #6 on: 05 February, 2012, 10:42:38 PM »
E poi l'ultima domanda prima dell'unzione:

"Et ómnibus pompis ejus?"
(E alle sue vanità?)
Francesco Paolo I
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Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
« Reply #7 on: 06 February, 2012, 01:56:41 AM »
Con tono sempre più deciso:


""RINUNZIO!"


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Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
« Reply #8 on: 06 February, 2012, 03:16:37 PM »
Ed ecco che arrivò il momento dell'unzione.

Il Vescovo intinse il pollice nell’olio dei catecumeni e tracciò un'unzione in forma di croce sul petto di Odoacre e un’altra sulla fronte, dicendo singolarmente ad ogni segno:


Ego te línio óleo salútis in Immanuel Dómino nostro, ut hábeas vitam ætérnam.
Amen
(Ti ungo con l'olio della salvezza, in Immanuel, nostro Signore, perché tu abbia la vita eterna.
Amen)


Poi riprese con le domande:

"Credis in Tehum Deum Patrem omnipoténtem, Creatórem cæli et terræ?"
(Credi in Tehos Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra?)
Francesco Paolo I
Sommo Pontefice di Santa Romana Chiesa


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« Reply #9 on: 06 February, 2012, 03:32:13 PM »
Ricevuta l'unzione, rispose:

"CREDO!"
« Last Edit: 06 February, 2012, 04:36:11 PM by Odoacre Oddoni Farnese »


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Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
« Reply #10 on: 06 February, 2012, 10:25:31 PM »
Don Petracone continuò:

"Credis in Immanuel, Fílium ejus únicum, Dóminum nostrum, natum, et passum?"
(Credi in Immanuel, suo unico Figlio, nostro Signore, che nacque e patì?)
Francesco Paolo I
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Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
« Reply #11 on: 06 February, 2012, 10:47:19 PM »
Pensò ad Immanuel ed una luce forte lo abbagliò, rimase cieco per dei secondi, rispose subito:

"CREDO!"


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Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
« Reply #12 on: 07 February, 2012, 12:14:06 AM »
Il Vescovo alzò la voce:

"Credis et in Spíritum Sanctum, sanctam Ecclésiam cathólicam, Sanctórum communiónem, remissiónem peccatórum, carnis resurrectiónem, et vitam ætérnam?"
(Credi nello Spirito Santo, la santa Chiesa, la comunione dei Santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna?)
Francesco Paolo I
Sommo Pontefice di Santa Romana Chiesa


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Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
« Reply #13 on: 07 February, 2012, 01:31:38 AM »
Seguì lo slancio del Vescovo:

"Sì, CREDO!"


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Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
« Reply #14 on: 07 February, 2012, 10:33:25 AM »
Ci fu una lunga pausa, quasi una preparazione alla domanda finale, la più importante, la più agognata.

Il conte non aveva mai distolto lo sguardo dagli occhi del Vescovo, come se aspettasse quella domanda dall'inizio della cerimonia.

Don Petracone scrutò il viso del reggente e capì che il suo era un desiderio sincero. Decise quindi di porre la fatidica richiesta:


"Odoacre, Vis baptizári?"
(Vuoi essere battezzato?)
Francesco Paolo I
Sommo Pontefice di Santa Romana Chiesa