Author Topic: Picocchio. Que bramava de esser un marmocchio (IT-ENG-MEDIEVAL)  (Read 124 times)

Fabiotto Borgia

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Pablito entrò nella stanza
"Maestà! Maestà! Avete sentito cosa ha fatto Pico della Mirandola?" urlò Pablito, il traduttore di Fabiotto
"Cosa ha fatto? Ha di nuovo alzato il prezzo delle more? Digli che se non rispetta gli accordi , le more le comprerò da qualcun altro!" disse Fabiotto
"No Maestà! Il Re di Italia ha scritto pubblicamente parlando male di Voi!" disse Pablito
"Il Re di Italia?" disse Fabiotto, chiaramente sopreso
"Si Maestà. Pico è stato proclamato Re di Italia. C'è stata anche l'incoronazione. Erano presenti i suoi parenti più stretti e qualche cugino di terzo grado" disse Pablito
"E scommetto che ha aggiunto l'acqua nelle bottiglie di vino per risparmiare..." disse Fabiotto
"Non credo Maestà" disse Pablito. "Ho un cugino che è in italia, e mi ha detto che il rinfresco era fatto di succo di more"
"Quindi Pico è diventato Re di Italia? Diamine.. il "glorioso" regno di italia deve essere proprio alla frutta... Ma poi dimmi Pablito. Secondo te, cosa ha di così "glorioso"il regno di italia?" domandò Fabiotto
"Non lo so Maestà. Forse la storia d'amore tra Isabella e lo zar della serbia?" rispose Pablito
"Quella è sicuramente bella. Ma non fa un regno "glorioso" " disse Fabiotto
"Forse il regno di italia è glorioso grazie ad Oddantonio?" disse Pablito
"Non lo so. Io non ho mai conosciuto Oddantonio. Ne ho sentito parlare quando ero a Venezia dai veneziani veterani, e ti confesso che me ne hanno solo parlato male. Preferisco non dire quello che mi dicevano , ma ti assicuro che non era nulla di buono. Io non mi esprimo. Solo un idiota parla bene o male di una persona che non ha mai conosciuto" disse Fabiotto
"Pico non ha mai conosciuto Oddantonio, ma ne parla molto bene" disse Pablito
"Appunto" sentenziò Fabiotto. "Dammi questo foglio che hai. Fammi leggere cosa ha scritto Pico di me" disse Fabiotto
Pablito diede il foglio a Fabiotto, Fabiotto lesse tutto e disse : "Tutto qui?"
Pablito era sopreso. "Ma.. Maestà! Vi ha offeso! Non vi turba la cosa?"
"Perchè dovrebbe turbarmi?" disse Fabiotto. "Vedi, Pablito. Ognuno si diverte come vuole.  Noi facciamo scorribande. Decidiamo tutti insieme quale guerra fare, decidiamo come organizzarci.  Ci dvertiamo. iSiamo molto attivi e non ci annoiamo mai. Pico ha tutto il diritto di divertirsi, e visto che lui non conta nulla neanche tra i suoi alleati, l'unica cosa che può fare è quella di scrivere qualcosa pubblicamente. Per me va bene. Poi, probabimente, lui vorrebbe un nemico. Una nemesi. Vedi Pablito, un giorno la storia ricorderà nemici importanti. Isabella contro Gualtieri. Dusan contro Roberto di Stabia. Elizara contro Deste. Ezzelino contro tutti. Pico vorrebbe anche lui un nemico e ha scelto me. Ma sinceramente io vorrei un nemico alla mia altezza. Di sicuro non un coltivatore di more. Quindi lascia che si diverta"
Fabiotto versò del vino per se e per Pablito
"Pablito, io credo che Pico voglia diventare immortale. Beh.. lo aiuterò. Scriverò qualcosa per lui. Un romanzo"
Mentre beveva il vino, Fabiotto prese una penna ed un foglio.
E cominciò a scrivere

Pablito entered the room
"Majesty! Majesty! Have you heard what Pico della Mirandola did?" shouted Pablito, Fabiotto's translator
"What did he do? He raised the price of blackberries again? Tell him that if he doesn't respect the agreements, I'll buy blackberries from someone else!" said Fabiotto
"No Majesty! The King of Italy wrote publicly speaking badly of you!" said Pablito
"The King of Italy?" Fabiotto said, clearly surprised
"Yes Majesty. Pico was proclaimed King of Italy. There was also the coronation. His closest relatives and some third cousins ​​were present," said Pablito
"And I bet he added water to the bottles of wine to save money ..." said Fabiotto
"I don't think Majesty," said Pablito. "I have a cousin who is in Italy, and he told me that the refreshment was made of blackberry juice"
"So Pico has become King of Italy? Heck .. the" glorious "kingdom of Italy must be just fruit ... But then tell me Pablito. In your opinion, what is the kingdom of Italy so" glorious "?" Fabiotto asked
"I don't know Majesty. Maybe the love story between Isabella and the Tsar of Serbia?" replied Pablito
"That is certainly beautiful. But it does not make a" glorious kingdom "," said Fabiotto
"Maybe the kingdom of Italy is glorious thanks to Oddantonio?" said Pablito
"I don't know. I never knew Oddantonio. I heard about it when I was in Venice from the veteran Venetians, and I confess that they only talked to me badly. I prefer not to say what they told me, but I assure you it was nothing good. I don't express myself. Only an idiot speaks well or badly of a person he has never known "said Fabiotto
"Pico has never known Oddantonio, but he talks about it very well," said Pablito
"Exactly," said Fabiotto. "Give me this sheet you have. Let me read what Pico wrote about me," said Fabiotto
Pablito handed the sheet to Fabiotto, Fabiotto read everything and said: "Everything here?"
Pablito was surprised. "But .. Majesty! He offended you! Doesn't it upset you?"
"Why should it upset me?" said Fabiotto. "See, Pablito. Everyone has fun as he wants. We make raids. We all decide which war to make, we decide how to organize ourselves. We have fun. We are very active and never bored. Pico has every right to have fun, and since he it doesn't matter even among his allies, the only thing he can do is to write something publicly. That's fine for me. Then, probably, he would like an enemy. A nemesis. See Pablito, one day the history will remember important enemies . Isabella against Gualtieri. Dusan against Roberto di Stabia. Elizara against Deste. Ezzelino against everyone. Pico would also like an enemy and chose me. But honestly I would like an enemy at my height. Certainly not a blackberry grower. So let her have fun. "
Fabiotto poured wine for himself and for Pablito
"Pablito, I think Pico wants to become immortal. Well .. I'll help him. I'll write something for him. A novel"
While drinking the wine, Fabiotto took a pen and a sheet.
And he began to write
Pria parte
un diem un paupero contadino, intento ad coltivar more, si accorse de una mora diversa dalle altre.
codesta mora era più magno, più rotonda, ed anco lo di lei croma era più lucente.
lo contadino si avvicinò onde mirarla melio et si accorse que due piccole manine spuntavano alle sue lati et due piccoli piedini spuntavano verso lo basso.
"manducherò codesta succulenta mora" pensò lo contadino.
Quando la di lui manus strappò la mora onde portarla alla fauce, lo contadino udì una vocina
"Non mangiarmi, ti prego!"
Lo contadino sorpreso et spaventato fece un sobbalzo faciendum cadere la mora appena colta. Como est possibile que una mora li abbia supplicato de non mangiarla? Quale prodigio est giammai codesto?
"Prometto que sarò una buona mora, semper ubbidiente, farò tutto quello que me favelli, como lo più fedele dei cagnolini" disse la mora.
"in effecti una mora da combriccola potrebbe farmi comodo. una mora saltimbanco. Sei sicché piccolina. Picola Picola. Ti vocherò Picocchio!"
"Que bel nomen padron contadino! Sed ditemi, como si voca codesta terra que habet ospitato lo meo cespuglio?" ecclesiae Picocchio.
"Si voca Minchiandola" rispose lo buon contadino
"Bene! allora sarò Picocchio da Minchiandola" disse la mora tutta gaudente
"Ed un diem sarò un marmocchio verum!"

Seconda parte

li dies trascorrevano, et Picocchio la mora allietava le serate dello padron contadino. Saltellava, ballava, et cantava ad richiesta dello contadino. La vitam da saltimbanco era una prospettiva assai meliore que essere ingurgitata.
Picocchio la mora cresceva soave et gaudente, et ogne diem forniva al padron contadino segreti et consilii su como coltivare le more.
Giunse vox ad Urbino que la contea de Minchiandola fornisse le more più succose et succulente de tutta Europa et la Regina Iusabella volle pergiungere de anima ad verificare si codesta vox dicesse lo verum. Tutta la contea de Minchiandola era eccitata al sol pensiero que la Regina venisse ad facere visita ad quella que fino ad pochi mesi pria era considerata la più inutile de tutte le contee. Quando finalmente lo diem de' visita regale venne, Picocchio la mora volle essere presente et porgere li propri omaggi alla Regina. Picocchio la mora non era edòtto su que quel diem avrebbe gnosciuto un sentimento fino ad hora alle more sconosciuto.. l'amor.
Picocchio si innamorò dal primero frangente de' Regina Iusabella. Quando la vide discendere dalla carrozza, accompagnata dalla di lei ancella Monca da Scuotto, anch'ella multo affascinante, Picocchio la mora rimase ad fauce aperta tam era stupenda la regina.
La regina Iusabella tuttavia sembrava interessata al campus de more , et si dimandava quante torte prelibate avrebbe potuto preparare. Sed Picocchio la mora fu sicché ardito da dirle: "Regina, voi sunt pura poesi. Sposatemi et potrete bere succo de more ogne diem".
"Como osi, stolta et insulsa mora?" tuonò la Regina "una regina como me cum una stolta mora como te? giammai!". Postea si voltò verso Monca l'ancella et disse "Non sum giammai stata insultata sicché tam in vitam mea. ritorniamo ad Urbino". Monca l'ancella annuì, et tutta la carovana regale lasciò Minchiandola.
Quel diem Picocchio la mora conobbe l'amor. Sed conobbe anco lo diniego

Terza parte

Poscia aver gnosciuto lo diniego, Picocchio la mora si dedicò anima et corpus alla coltivazione dei suoi simili. Lo padron condatino oramai era vetusto et malato, sed era edòtto de aver lasciato lo di lui campus al miglior coltivatore que l'Europa Medievale potesse giammai gnoscere. Qui melio de una mora pote coltivar more? Succo de more, torte de more, oramai, como lo regnum italico, tutta Europa cercava le more de Picocchio.
Sed quello que mancava ad Picocchio, la mora que interessava era una donzella. Una donzella dalla chioma mora. ET hora que Picocchio era famoso in tutto lo orbis terrarum finora gnosciuto, era più facile onde illo facere colpo. Quando conobbe la giovine Melania de Chiaracollina, donzella una volta guerriera venuta ad Minchiandola onde allontanarsi da tutto et da tutti, pensò bene de accoglierla intra le sue sottili braccine. Scrisse et pubblicò una veritiera dichiarazione d'amor.
"O', mea saccarifero Melania, ti accoglierò ad Minchiandola et farò de te la dama più gaudente al orbis terrarum. Sposami. Non indugiare."

La novella de Picocchio, la mora que bramava de essere un marmocchio finisce qua.
Non saremo edòtti giammai si sposerà la selvaggia Melania, et non saremo edòtti giammai si assumerà le sembianze de un homo verum. Sed siamo edòtti de sicuro que lo orbis terrarum lo rimembrerà como lo più magno coltivatore de more de tutto li tempi.
Qualsiasi titulo o qualsiasi ruolo avrà.

Dopo aver concluso, Fabiotto diede ordine di spargere il manoscritto affinchè tutta Europa ne beneficiasse.
La copia originale la fece spedire al suo Califfo Ezzelino da Romano.

After concluding, Fabiotto gave orders to spread the manuscript for all of Europe to benefit from it.
The original copy had it sent to his Caliph Ezzelino da Romano.

Ezzelino Da Romano

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Re: Picocchio. Que bramava de esser un marmocchio (IT-ENG-MEDIEVAL)
« Reply #1 on: 20 May, 2020, 07:43:01 PM »
Ezzelino,
dopo aver ricevto la missiva con il manoscritto originale, lo donò alla biblioteca reale di Cirene, in una teca di vetro  e ferro rinforzata, ma prima di far ciò ordinò ai suoi amanuensi di produrne 100 copie da donare alle varie biblioteche  e ai reggentidel mondo conosciuto.

Ezzelino,
After receiving the letter with the original manuscript, he donated it to the royal library of Cyrene, in a glass and reinforced iron case, but before doing so he ordered his amanuensis to produce 100 copies to donate to the various libraries and regents of the known world.

Pico Della Mirandola

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Re: Picocchio. Que bramava de esser un marmocchio (IT-ENG-MEDIEVAL)
« Reply #2 on: 22 May, 2020, 07:06:58 PM »
Pico passeggiava piacevolmente nel giardino della corte. Era un’altra tiepida giornata primaverile  nella bella Urbino, baciata dal tipico clima temperato mediterraneo.

Fu disturbato da del trambusto verso una delle entrate. Si avvicino’; delle guardie trattenevano un losco individuo il quale frignava dibattendosi.

Che succede qui ?” chiese Pico.

Sire,” disse una guardia, “abbiamo bloccato questo individuo, il quale blaterava parole dissennate agli uscieri.

Uno degli uscieri annuendo, non trattenne un “si”.

Cosa diceva costui ?” chiese Pico al buon uomo.

Sire, ci chiedeva se siamo interessati a trasferirci in Nord Africa, che li’ pagano bene ad accolgono tutti”.

A Pico venne da sorridere; era ormai notoria la disperazione dei nordafricani, I quali da anni tentavano di ripopolare l’arido deserto in cui erano costretti chiedendo a praticamente chiunque incontrassero di trasferirivisi con le solite promesse di danaro, attivita’, titoli. Finora erano riusciti solo ad attrarre affaristi, reietti di altri regni, scomunicati e fuorilegge vari, qualche ex-romano che poverino si dannava di essere caduto nella trappola del deserto, giovani spaesati. Eccone un altro esempio.

Tu”, disse Pico “Ma non sai che tentare di sottrarre cittadini ad altri regni e’ reato ?” . Oltre che abiettamente immorale, penso’ Pico.

Si vossa signorilita'”,blatero’ il disperato.  “Ma e’ proprio dall’alto che ci dicono di chiedere a chiunque incontriamo. Perdono vossa grandissimita’”.

Ma io non sono qui solo per rubare sudditi. Devo consegnare questo papiello al palazzo reale.” Ed il disperato tiro’ fuori una pergamena, che la guardia gli prese di mano. 

Un segretario di Pico ne srotolo’ un inizio e disse che portava l’intestazione del Regno di Castiglia e Leon. La cosa si faceva interessante; anche la carta stavano rubando a quel povero popolo ? Il segretario disse che era malamente scribacchiato da tale Fabietto, e non si capiva quasi niente visto l’italiano maccheronico.   
Pico disse “portatelo alle prigioni e i reclusi lo leggano. Tra ladri si capiranno. Passate a fil di spada il disperato, tentare di rubare cittadini ad altri regni e’ reato capitale e non lo tollereremo.

Pico torno’ alla sua passeggiata nel giardino fiorito, pensando a cosa doveva essere una camminata sotto il sole cocente dell’arido deserto. Gli vennero anche dei pensieri bizarri:

[Ma se non parli bene o male di chi non hai conosciuto, allora a te millenni di storia non servono proprio a niente; ignorantone, fatti un’istruzione e costruisciti una posizione sui tuoi avi, sui cesari. Chi era giusto ? Alessandro Magno, Augusto, Cleopatra, Oddantonio. Chi da non seguire ? Nerone, Caligola. Altrimenti finisci solo a rubare tesori, troni e cittadini altrui senza capire niente.]
[Fabietto nemico di Pico ? Ma forse nemico del dito mignolo di Pico, col mignolino che vince sbadigliando.]
[Ezzelino contro tutti ? Ezzelino la mosca ? Attenzione, che a peccare di superbia si finisce dritti dritti in purgatorio……Ah gia’, meglio del deserto, vabbe’]

/

Pico strolled pleasantly in the courtyard garden. It was another warm spring day in beautiful Urbino, kissed by the typical temperate Mediterranean climate.

He was disturbed by some hustling towards one of the entrances. He approached; the guards detaining a shady individual who was floundering whimpering.

"What's going on here?" asked Pico.

"Sire," said one guard, "we have blocked this individual, who was babbling senseless words to the ushers."

One of the ushers nodding, did not hold back a "yes".

"What did he say?" Pico asked to the good man.

"Sire, he asked us if we were interested in moving to North Africa, which will pay us well and welcomes everyone."

A smile came to Pico; the despair of the North Africans was well-known, for years they had been trying to repopulate the arid desert in which they were forced by asking practically anyone they met to move with the usual promises of money, activities, titles. Up to now they had only managed to attract shady businessmen, rejects from other realms, excommunicated and various outlaws, some poor ex-Romans who damned themselves of having fallen into the desert trap, disoriented young people. Here was another example.

"You," said Pico "don't you know that trying to steal citizens from other kingdoms is a crime?" In addition to being abjectly immoral, Pico thought.

"Yes nobbemaan", the desperate bleated. "But it is from above that they tell us to ask anyone we meet. Forgiveness your lordishipp "

“But I'm not here just to steal subjects. I have to deliver this little scroll to the royal palace. " And the desperate one pulled out a parchment, which the guard took from his hand.

A secretary of Pico unrolled it a little bit and said it bore the header of the Kingdom of Castille and Leon. This was getting interesting; were they stealing also paper from those poor people? The secretary said that it was badly scribbled by a Fabietto, and almost nothing was understandable given the macaronic Italian.
Pico said “
take it to the prisons and let the inmates read it. Among thieves they will understand each other. Pass the desperate by the sword, trying to steal citizens from other kingdoms is a capital offense and we will not tolerate it. "

Pico went back to his walk in the flower garden, thinking about what a walk in the scorching sun of the arid desert should have been. Bizarre thoughts also came to him:

[But if you don't speak well or badly of those you haven't known, then millennia of history are of no use to you; great know-nothing, educate yourself and build a position about your ancestors, about the caesars. Who was right? Alexander the Great, Augustus, Cleopatra, Oddantonio. Who not to follow? Nero, Caligula. Otherwise you just end up stealing other people's treasures, thrones and citizens without understanding anything.]
[Fabietto enemy of Pico? But perhaps enemy of Pico's little finger, with the little finger that wins yawning.]
[Ezzelino against everyone? Ezzelino the fly? Careful that with arrogance sinning you end up straight in purgatory ……Oh right, better than the desert, okay]

« Last Edit: 22 May, 2020, 07:15:49 PM by Pico Della Mirandola »

Fabiotto Borgia

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Re: Picocchio. Que bramava de esser un marmocchio (IT-ENG-MEDIEVAL)
« Reply #3 on: 22 May, 2020, 10:35:32 PM »
Pablito entrò ancora una volta nella stanza.
"Maesta! Maestà! Il coltivatore di more ha scritto ancora una volta su di Voi!"
"Mmm.. fammi un pò vedere"
Pablito passò il foglio a Fabiotto, e lo sguardo di Fabiotto fu molto sorpreso. "Ma che è sta roba?" disse Fabiotto mentre ispezionava il foglio in tutti i modi. "Picocchio si è messo a giocare con i colori?" domandò Fabiotto.
"Beh, Maestà. Sembra che qualcuno abbia regalato una scatola di pastelli a Pico e sembra che da quel giorno Pico si diverta a colorare e a fare i disegnini" disse Pablito.
Fabiotto continuava a guardare il foglio e disse: "Vedi Pablito, se io fossi daltonico probabilmente vedrei tutto nero e capirei cosa è scritto. Ma per fortuna non sono daltonico e se provo a leggere io rischio una crisi epilettica. Tu hai letto cosa ha scritto? Qualcosa che può considerarsi importante?" domandò Fabiotto.
"Nulla di importante, Maestà" rispose Pablito.
"Bene!" disse Fabiotto. "Allora non leggerò questa lettera. Ma non voglio essere scortese. Gli invierò qualcosa come risposta. Considerato che gli piacciono tanto i pastelli, gli disegnerò qualcosa da colorare"
Fabiotto prese un foglio bianco e una matita, e cominciò a disegnare qualcosa che avrebbe reso contento Pico.

Pablito entered the room once more.
"Majesty! Majesty! The blackberry grower wrote once again about you!"
"Mmm .. show me a little"
Pablito passed the sheet to Fabiotto, and Fabiotto's gaze was very surprised. "But what's this stuff?" Fabiotto said as he inspected the sheet in every way. "Did Picocchio play with colors?" Fabiotto asked.
"Well, Majesty. It seems that someone has given Pico a box of crayons and it seems that since that day Pico has been enjoying coloring and drawing," said Pablito.
Fabiotto continued to look at the sheet and said: "See Pablito, if I were color blind I would probably see everything black and understand what is written. But luckily I am not color blind and if I try to read I risk an epileptic crisis. You read what he wrote ? Something that can be considered important? " Fabiotto asked.
"Nothing important, Majesty," replied Pablito.
"Well!" said Fabiotto. "Then I won't read this letter. But I don't want to be rude. I'll send him something as an answer. Given that he likes crayons so much, I'll draw him something to color in."
Fabiotto took a blank sheet of paper and a pencil, and began to draw something that would make Pico happy.



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