Author Topic: Una strana malattia - A strange disease  (Read 190 times)

Ezzelino Da Romano

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Una strana malattia - A strange disease
« on: 02 January, 2019, 07:12:37 PM »
Erano parecchi giorni che Ezzelino continuava a sbrigare le sue faccende di stato e una stanchezza  lo colpiva; in principio era una cosa da poco, quasi trascurabile, ma con il passare del tempo questo senso di stanchezza diveniva sempre più forte e intenso, mai aveva provato questa sensazione, eppure pensava Ezzelino tra se e se, dispongo di una bellissima camera, con i migliori materassi  e del miglior materiale, come mai questa sensazione?
 I giorni passavano e la cosa diveniva sempre più grave, ormai si trascinava con sempre maggiore pesantezza e cominciava a sbagliare a a prendere decisioni sempre più semplici e addirittura banali...
Ezzelino odiava rivolgersi ai dottori, (in particolare ai dentisti), ma ad un certo punto si decise finalmente di farsi visitare. Mandò un messaggero a chiamare il medico.....

A strange disease
It had been several days that Ezzelino continued to do his affairs of state and a tiredness hit him; in the beginning it was a little thing, almost negligible, but with the passage of time this sense of tiredness became stronger and more intense, he had never experienced this feeling, and yet thought Ezzelino between himself and himself, I have a beautiful room, with the best mattresses and the best material, how come this feeling?
 The days passed and the thing became more and more serious, now dragged on with increasing heaviness and began to make mistakes in making increasingly simple and even trivial decisions ...
Ezzelino hated to go to doctors, (especially dentists), but at a certain point it was finally decided to be visited. He sent a messenger to call the doctor.....


Ezzelino Da Romano

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Re: Una strana malattia - A strange disease
« Reply #1 on: 02 January, 2019, 07:29:49 PM »
Il dottore arrivò, visitò attentamente Ezzelino, e apparentemente era tutto  a posto, nessun segno strano, nessun sintomo, una dieta abbastanza equilibrata, e l'intenso uso di alcol non poteva giustificare questo senso di spossatezza che si faceva sempre più intenso. Il dottore sembrava un po in crisi non sapeva davvero cosa dire, ma si ricordò di un caso simile successo anni fa ad un alto funzionario di un altro regno,  e ricordò che lo guarì facendolo riposare  e dando lui una speciale tisana di una miscela che veniva dal lontano Oriente. Ne parlò con il Gran duca, il quale diede ordine di trovare questa esotica tisana, ma non riusciva a capacitarsi  di come potesse abbassare  ritmi di lavoro, gli impegni di stato sono davvero tanti e frenetici,e poi come rinunciare ai commerci... no davvero no non  è possibile...cosa posso rinunciare? Non posso semplicemente...
Il dottore spazientito rispose molto chiaramente:
Caro Gran Duca, o rinunciate agli affari di stato, o rinunciate ai commerci, altrimenti se continuate così, tra non molto non svolgerete ne l'uno ne l'altro.
Il medico era stato molto "persuasivo", ed Ezzelino cominciò a elucubrare a quale sarebbe stata la decisione migliore.

The doctor arrived, carefully visited Ezzelino, and apparently it was all right, no strange signs, no symptoms, a fairly balanced diet, and the intense use of alcohol could not justify this sense of exhaustion that became more and more intense. The doctor seemed a little in crisis he didn't really know what to say, but he remembered a similar case that happened years ago to a senior official of another kingdom, and remembered that he cured him by having him rest and giving him a special herbal tea from a mixture that came from the Far East. He talked about it with the Grand Duke, who gave orders to find this exotic herbal tea, but could not understand how he could lower work rates, the state commitments are so many and hectic, and then how to give up trade ... no really no is not possible ... what can I give up? I can't just...
The patient doctor answered very clearly:
Dear Grand Duke, or renounce the affairs of state, or renounce trade, otherwise if you continue like this, you will not soon do either.
The doctor had been very "persuasive", and Ezzelino began to elucubrate what the best decision would be.


Ezzelino Da Romano

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Re: Una strana malattia - A strange disease
« Reply #2 on: 02 January, 2019, 08:49:26 PM »
Scegliere a cosa rinunciare era molto difficile, ma non c'erano molte opzioni,  è il lavoro più impegnativo è quello di occupari delle questioni di stato, gli afafri interni, la diplomazia, le tasse , le infrastrutture e cercare di soddisfare le esigenze dei cittadini, insomma tutto questo gli piaceva, ma doveva rinunciarci, la salute alla fine  è più importante.
La decisione era pesante ma prese coraggio e convocò i suoi consiglieri e amici al palazzo e comunicò loro la sua intenzione di cedere la reggenza, anche se al momento non sapeva bene a  chi e a quali condizioni farlo....

Choosing what to give up was very difficult, but there were not many options, it is the most challenging job is to occupy state affairs, internal afafri, diplomacy, taxes, infrastructure and try to meet the needs of citizens, in short, he liked all this, but he had to give up, health in the end is more important.
The decision was heavy but he took courage and summoned his advisers and friends to the palace and told them of his intention to surrender the regency, even if at the moment he did not know who and under what conditions to do it ...

Fabiotto Borgia

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Re: Una strana malattia - A strange disease
« Reply #3 on: 02 January, 2019, 10:43:08 PM »
Quando il Gran Duca Ezzelino annunciò a consiglieri e amici tutti, tutti riuniti a palazzo, delle sue condizioni di salute e della volontà di affidare  a qualcun altro il Gran Ducato di Cireneica, ci fu un attimo di sorpresa mista a sgomento. Ma un attimo dopo erano tutti lì a chiedere al Gran Duca come si sentisse, da quanto tempo non stava bene, se potevano fare qualcosa per aiutarlo.
La sua intenzione di affidare il Gran Ducato a qualcun altro passava in secondo piano. Ora erano tutti dispiaciuti di vedere il Gran Duca così: stanco, provato, debole.
Sicuramente nei prossimi giorni si sarebbe parlato del nuovo Gran Duca, ma ora nessuno sembrava pensarci.
Quando tutti andarono via,  Fabiotto rimase con lui.
Il Gran Duca lo guardò , e con lo sguardo sembrava dire : " Cosa vuoi? Perchè non vai con gli altri?"
Fabiotto fece finta di nulla, aprì la teca dove il Gran Duca teneva gli alcolici, e ne versò solo per lui. Cosa che non era mai successa in passato quando era con il suo amico.
Il Gran Duca lo guardò ancora, e questa volta il suo sguardo sembrava dire : " Non sarà certo un bicchiere di brandy ad abbattermi.." ma Fabiotto fece ancora finta di nulla e si sedette.
"Così non sarai più il Gran 'Papero' di Cyrene?"
Risero entrambi. Ci fu un giorno che durante una trascrizione invece di una "H" fu messa una "K"
"Pensa se avessimo messo la "F" invece della "D"! "continuarono a ridere.
Poi Fabiotto tornò serio.
Siamo venuti qui a Cyrene insieme, ed io ricordo bene il tuo sogno.  Avrei voluto tanto aiutarti a realizzarlo. Nel migliore dei casi ci hanno definiti pazzi, e per me questo è un vanto. Soltanto un pazzo sarebbe potuto venire qui a Cyrene.. L’equilibrio tranquillizza, ma la pazzia è molto più interessante."
Fece un sorso di brandy.
"Mi tengo stretta la mia pazzia."
Finì il bicchiere, lo poggiò, aprì la porta e disse: "Qualsiasi sia la tua decisione , io la rispetto"
Gli fece un occhiolino e andò via, riflettendo sul fatto che Cyrene era da tempo senza una chiesa.
Nè teologica, nè patriarcale, nè mistica.


When the Grand Duke Ezzelino announced to all councilors and friends, all gathered in the palace, his health and the desire to entrust someone else with the Grand Duchy of Cyreneica, there was a moment of surprise mixed with dismay. But a moment later they were all there to ask the Grand Duke how he felt, how long he was not well, if they could do something to help him.
His intention to entrust the Grand Dukedom to someone else passed into the background. Now they were all sorry to see the Grand Duke like this: tired, tried, weak.
Surely in the coming days we would talk about the new Grand Duke, but now nobody seemed to think about it.
When everyone left, Fabiotto stayed with him.
The Grand Duke looked at him, and his eyes seemed to say, "What do you want, why do not you go with the others?"
Fabiotto pretended nothing, opened the case where the Grand Duke held alcohol, and poured only for him. Which had never happened in the past when he was with his friend.
The Grand Duke looked at him again, and this time his gaze seemed to say: "It will not be a glass of brandy to knock me down ..." but Fabiotto still pretended nothing and sat down.
"So you will not be Cyrene's Great Duck anymore?"
They both laughed. There was a day that during a transcription instead of an "H" a "K" was put
"Think if we put the" F "instead of the" D "!" They kept laughing.
Then Fabiotto returned seriously.
We came here to Cyrene together, and I remember your dream well. I wanted so much to help you make it happen. In the best of cases they have called us crazy, and for me this is a boast. Only a fool could have come here to Cyrene .. Balance calms down, but insanity is much more interesting. "
He took a sip of brandy.
"I keep my madness tight."
He finished the glass, put it down, opened the door and said, "Whatever your decision, I respect it"
He winked at him and left, reflecting on the fact that Cyrene had been without a church for some time.
Neither theological, nor patriarchal, nor mysticism.
« Last Edit: 02 January, 2019, 10:46:30 PM by Fabiotto Borgia »

Filippo Foscari

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Re: Una strana malattia - A strange disease
« Reply #4 on: 02 January, 2019, 11:14:51 PM »
Filippo era a Bursa quando venne raggiunto dalla notizia che il Gran duca avrebbe rinunciato all'incarico, e subito gli vennero in mente molti ricordi.
quando sbarcò a Cyrene per la prima volta seguendo il suo amico Fabiotto ancora non conosceva Ezzelino ma lo apprezzò subito per le sue idee e il suo coraggio nell'inseguire un sogno e ben presto si sentì coinvolto in quel sogno e parte integrante di esso, vedeva il Gran Duca lottare per esso e prodigarsi con tutti per far crescere Cyrene anche quando la Nostra Patria fu occupata ed attaccata dai nemici lui era il primo sempre a difenderla e a spronare per rinascere e quando ci riprendemmo ciò che era nostro il Gran Duca non si fermò ma subito prese il controllo e diede le istruzioni necessarie per rinascere.
Filippo era a Bursa per quello per ridare a Cyrene una chiesa e una nuova speranza su incarico del suo amico Ezzelino, se lo aspettava Filippo dopo l'ultima conversazione avuta con Ezzelino l'aveva visto stanco non di combattere o lottare ma dava l'impressione che non sapesse esattamente cosa fare ed era strano.
Sedutosi nella sua stanza mentre guardava il porto di quella città, di quel regno amico ma straniero si versò un boccale di idromele e fece un brindisi di ringraziamento verso Ezzelino " Grazie amico mio di avermi accettato e per tutto ciò che hai fatto per la nostra terra so che sceglierai bene per il futuro del tuo sogno e che non smetterai mai di inseguirlo" dopo aver pensato questo bevve tutto d'un sorso e iniziò a predisporre per terminare il suo incarico al più presto per tornare appena possibile a casa.

Ezzelino Da Romano

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Re: Una strana malattia - A strange disease
« Reply #5 on: 03 January, 2019, 04:06:17 PM »
Ezzelino aveva parlato agli amici più stretti, ed era felice, sentendo le loro parole si rendeva conto che quello che aveva fatto  estava facendo era stato apprezzato, ma non poteva più farlo, e reputò giusto ora informare i cittadini tutti che avrebbe lasciato la reggenza, anche se ancora non sapeva chi avrebbe potuto prendersi l'onere di servire i cittadini come lui aveva fatto al meglio delle sue possibilità.
Comunque radunò la popolazione nella piazza della città, e cominciò a comunicare la sua intenzione di cedere la reggenza.

Ezzelino had spoken to his closest friends, and he was happy, hearing their words he realized that what he had done in the past was appreciated, but he could no longer do it, and now he thought it right to inform the citizens that he would leave the regency, even if he still did not know who could take on the burden of serving the citizens as he had done to the best of his ability.
However, he gathered the population in the city square, and began to communicate his intention to let the regency.


Eliana Chiaromonte

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Re: Una strana malattia - A strange disease
« Reply #6 on: 05 January, 2019, 01:28:43 PM »
Era giunta voce a Valencia, temporanea residenza di Eliana, di una sconosciuta malattia che aveva colpito il Granduca Ezzelino da Romano.
Alcuni giorni fa Ella aveva ricevuto una lettera da un abitante di Cyrene come risposta all'annuncio di lavoro da lei scritto.
Preoccupata che tale malattia potesse essere trasmessa attraverso un foglio di carta, di impulso prese la lettera e la bruciò, dimenticandosi chi fosse il mittente.
In seguito, per eccessiva sicurezza, si recò nel lago, si tolse gli stracci che la coprivano appena e si mise a nuotare per ore canticchiando delle preghiere che aveva sentito dire alla gente del posto ma di cui non ne conosceva il significato.



A voice had arrived in Valencia, a temporary residence of Eliana, of an unknown illness that had hit the Grand Duke Ezzelino da Romano.
A few days ago she had received a letter from a Cyrene resident in response to her job announcement.
With the fear that this disease could be transmitted through a sheet of paper, she took the letter of impulse and burned it, forgetting the name of the sender.
Later, out of excessive security, she went to the lake, took off the rags that barely covered her and began to swim for hours humming some of the prayers she had heard from the locals but whose meaning she did not know.
« Last Edit: 05 January, 2019, 01:45:29 PM by Eliana Chiaromonte »

Fabio Spazzoli

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Re: Una strana malattia - A strange disease
« Reply #7 on: 06 January, 2019, 11:27:23 PM »
cirene
chi mai lo avrebbe detto.
Un frustolo di terra che si affaccia su uno splendido mare.
clima meraviglioso e ancor più persone meravigliose.
Amici.
Fratelli.
Una famiglia.
finalmente una famiglia.
Come il buon Foscari.  'Geppetto' abilissimo nel reinventarsi falegname dopo la guerra.
o Fabiotto.  A cui non puoi dire di no per un goccio di brandy e quattro risate attorno al tavolo.
E le donne? ... affascinanti. ognuna a modo suo tutte meravigliose.
E ti accorgi che ognuno ha una storia. Una vita trascorsa a cercare qualcosa.
Chi fama chi pace chi una nuova vita.
Tutti sotto un'unica bandiera.
guidati da un'unica persona.
Quella figura paterna che si aggira per il mercato e le botteghe come uno di noi.
che si è guadagnato il rispetto di ognuno di noi.
Perché guida. ma ascolta. E non è cosa semplice.
ascoltare.
Questo è il grande dono del mio granduca.
saper ascoltare.
Quando arrivai qui mi sentii subito a casa. E ora difendo questa mia famiglia. Questa mia casa.
Grazie a lui.
 so che Ezzelino saprà trovare un degno successore.
Ho fiducia in lui.

Ora è tardi. meglio controllare che tutto sia in ordine in città.
magari mi fermerò a palazzo.
A controllare che l'amico Granduca stia bene e magari se se la sentirà faremo quattro chiacchiere sul futuro della sua città.
ascoltando le idee. trovando soluzioni.

-Per il Granduca e per Cirene-