Author Topic: La battaglia di Cosenza  (Read 151 times)

Celestino I

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La battaglia di Cosenza
« on: 07 October, 2018, 08:40:56 PM »
Soffiava da Est il vento che seccava il sudore e le lacrime sul viso di Celestino. Egli si trovava sui colli di Cosenza, stanco, con gli abiti sacri macchiati del sangue dei feriti ai quali, fin dalle prime ore del mattino, aveva prestato soccorso. Conoscevo ogni, sentiero, ogni sasso, ogni cespuglio e albero di quel posto; tanto era il tempo che ci aveva trascorso da giovane prete, quando il suo tormentato animo lo portava ad avere dubbi su tutto, su se stesso e perfino su Theos. Erano tempi in cui ancora si poteva sperare nella pace, nel dialogo, nella comprensione reciproca , nella misericordia. Poi però tutto precipitò, l'arroganza dell'uomo, la sua sete di potere, l'ingordigia e la cupidigia presero il sopravvento e le tenebre calarono su questo mondo. Eldiavolique stava allungando i suoi artigli.

Celestino era dove tutto aveva avuto inizio e dove probabilmente tutto sarebbe finito.

Dalla posizione in cui si trovava vedeva chiaramente i due schieramenti contrapposti. Riuisciva a distinguere alcuni personaggi, come la Regina Isabella D'este che in sella al suo cavallo e affiancata dai suoi generali, osservava il campo di battaglia. Il prete non si stupì del tremendo silenzio che avvolgeva la scena, d'altronde era sempre così prima che la falce della Morte si abbattesse sui soldati.

Si stupì Celestino di non provare odio per chi, da lì a poco, avrebbe conquistato Cosenza e dato l'avvio alla presa di Roma e alla fine di tutto. Provava compassione per l'umanità  intera, provava pena e pietà per coloro che avrebbero dato la vita per l'effimero potere terreno, figlio del male.
Celestino si levò la veste da Cardinale, stracciata e insanguinata e rimase col saio da frate. Scese la collina attraversando il campo di guerra dei Romani con i suoi alleati e dirigendosi verso quello che da li a poco sarebbe stato il campo di battaglia. Giunse nel mezzo di esso, sicuramente dall'altra parte lo avevano visto ma non gli importava di morire. Posò nella nuda terra la sua Veste Sacra proprio a metà, tra i due schieramenti. Rimase dritto in piedi per un tempo che non riuscì a tradurre. Il vento gli sferzava il viso mentre le nuvole veloci coprivano a momenti il sole.
Cadde in ginocchio cercando nel suo cuore una preghiera, ma non la trovò. Pianse come un bimbo.
Si alzò e tornò verso la Chiesa. Tutto era accaduto.




The wind that dried the sweat and the tears on Celestino's face blew from the East. He was on the hills of Cosenza, weary, with the sacred clothes stained with the blood of the wounded to whom, since the early hours of the morning, he had helped. I knew every path, every stone, every bush and tree in that place; so much was the time he had spent there as a young priest, when his tormented soul led him to have doubts about everything, about himself and even about Theos. These were times when one could still hope for peace, dialogue, mutual understanding, and mercy. But then everything fell, the arrogance of man, his thirst for power, greed and greed took the upper hand and darkness fell on this world. Eldiavolique was stretching its claws. Celestino was where it all began and where everything would probably end. From the position he was in he clearly saw the two opposing sides. He was able to distinguish some characters, like the Queen Isabella D'este who, riding her horse and flanked by her generals, observed the battlefield. The priest was not surprised at the tremendous silence that enveloped the scene, moreover it was always like this before the sickle of Death fell on the soldiers. Celestino was amazed not to feel hatred for those who, shortly thereafter, would have conquered Cosenza and given the start to the taking of Rome and at the end of it all. He felt compassion for the whole of humanity, he felt pity and pity for those who would give their lives for the ephemeral earthly power, the son of evil. Celestine took off his clothes as a cardinal, torn and bloodied and remained with a friar's habit. He descended the hill through the Roman war camp with his allies and headed for what would soon be the battlefield. He came in the middle of it, surely on the other side they had seen him but he did not care to die. He placed his Holy Robe in the bare ground, halfway between the two sides. He stood upright for a time he could not translate. The wind whipped his face as fast clouds covered the sun at times. He fell to his knees looking for a prayer in his heart, but he did not find it. He cried like a baby. He got up and went back to the Church. Everything had happened.