Author Topic: Costruire, non distruggere  (Read 280 times)

Andrea L'enigmista

  • General group
  • Full Member
  • *
  • Posts: 172
  • Honour: 0
  • Incompreso
Costruire, non distruggere
« on: 18 April, 2018, 06:19:40 PM »
Il cardinale Andrea Malatesta aveva notato un insolito viavai a Palermo e, seppure molto incuriosito, non era riuscito a individuarne il motivo sia per mancanza di tempo sia perché si trovava ad Agrigento a sostenere l'ancora giovane e inesperto Padre Clemente. L'assenza del futuro vescovo, Sandro D' angiò, da giorni o forse settimane bloccato da qualche parte assieme a un coraggioso esercito, stava iniziando a pesare in paese. Un giorno uno dei fedeli gli chiese se non fosse per caso morto e il cardinale si vide costretto a rispondergli...con una mezza bugia:

"Nebbia. La nebbia sta rallentando il suo ritorno e quello degli altri. Gli studiosi dell'accademia mi hanno informato che da quelle parti potrebbe durare giorni come anche mesi. Ma tornerà, potete starne certo."

Un po' giù di morale per la bugia detta, seppure a fin di bene, quella sera fece una preghiera come a volersi togliere un peso. Il giorno successivo gli strilloni del paese annunciavano la fine dei lavori della struttura.

Quote
18-Apr-1318, 12:34:02   La costruzione: Chiesa Teologica Antica - Palazzo Vescovile a PALERMO è stata completata.

Il cardinale sorrise alla notizia; capì che quelle persone che si trovavano a Palermo non erano semplici mercanti, ma brave persone che si erano unite spontaneamente ai lavori.
Quel giorno l'assenza dell'amico Sandro gli pesò un po' meno, talmente era sereno che si dimenticò di assegnare un nome al palazzo vescovile...
« Last Edit: 18 April, 2018, 06:29:44 PM by Andrea Malatesta »

Celestino Borromeo

  • General group
  • Full Member
  • *
  • Posts: 110
  • Honour: 0
Re: Costruire, non distruggere
« Reply #1 on: 19 April, 2018, 08:41:02 AM »
Celestino si trovava a Roma in veste di Vescovo per iniziare i Parroci della Chiesa di san Rocco in Roma e di Santa Rosaria in Cosenza. In realtà non aveva granché da fare i due nuovi chierici, forse ancora un po' spaesati, non rispondevano alle sue sollecitazioni e le giornate passavano tra preghiere, studio e lunghe passeggiate.
Mentre si trovava alla sua scrivania immerso negli studi di storia filosofia un messo gli portò la notizia che in Palermo era stato completato il Palazzo Vescovile. Prese allora un bel foglio di pergamena e il suo inchiostro blu e intriso il pennino nello stesso inizio:

Quote
Eminenza Illustrissima Cardinale Andrea Malatesta,
è con gioia che apprendo la notizia del termine dei lavori del Palazzo Vescovile nella splendida città di Palermo. La luce di Teos si sta diffondendo  a squarciare le tenebre  rendendo visibile la grandezza di Esso. In un periodo in cui il mondo intero è minacciato dall'oscurità del male, dove le guerre e gli spargimenti di sangue appaiono come l'unica soluzione  dove false religioni, perfette tane per la Bestia Immonda, anziché amore predicano odio, ogni azione, gesto, piccolo o grande, teso a rivelare l'insegnamento di Nostro Signore deve essere accolto con gioia e deve essere da tutti noi, umili servi di Teos, sostenuti.

Pensavo, visto il tempo che ho a disposizione, di recarmi nelle vostre splendide Terre a farvi visita. Mi hanno narrato che in questo periodo la Sicilia è meravigliosa e che le vostre città sono gioielli di architettura, veri scrigni d'arte. La mia sarà una visita privata, alloggerò presso una locanda ma soprattutto non voglio distogliervi dai vostri impegni.

Vi rinnovo i miei auguri e miei complimenti per i risultati che state ottenendo, che Teos vi benedica.

Celestino Borromeo

Riposta la penna, consegno la missiva ad un messo affinché venisse recapitata nelle mani del Cardinale Malatesta.
« Last Edit: 19 April, 2018, 10:10:32 AM by Celestino Borromeo »

Andrea L'enigmista

  • General group
  • Full Member
  • *
  • Posts: 172
  • Honour: 0
  • Incompreso
Re: Costruire, non distruggere
« Reply #2 on: 20 April, 2018, 12:21:48 PM »
Il cardinale Andrea Malatesta era nuovamente ritornato a Palermo nel suo palazzo cardinalizio. Era pieno di scartoffie ancora da leggere e molto impolverato.
Chiese all'accolito se fosse arrivata qualche comunicazione importante e questi gli consegnò una missiva firmata da Monsignor Borromeo.
La lesse tutta d'un fiato e ne apprezzò il contenuto; poi richiamò l'accolito per avvertirlo:

"Informate il locandiere di conservare la migliore stanza della locanda per l'arrivo di Monsignor Borromeo, mantenendola pulita fino a quel giorno, una stanza accogliente e profumata e con del buon vino. E mi raccomando, non il vino scadente che conserviamo per gli speculatori e gli infedeli ma quello della nostra vigna, quello BUONO."

Celestino Borromeo

  • General group
  • Full Member
  • *
  • Posts: 110
  • Honour: 0
Re: Costruire, non distruggere
« Reply #3 on: 23 April, 2018, 05:09:46 PM »
Celestino giunse a Palermo nel primo pomeriggio di una radiosa giornata di fine Aprile, l'aria era tiepida e gli odori e i rumori del mercato del pesce lo avvolsero. Intorno a se un viavai di uomini e donne alcuni portavano sulla teste ceste di vimini colme di pesci: sarde, acciughe, boghe e pesce di scoglio,  i famosi gamberi rossi e aragoste. L'atmosfera era quella di un suk e i caratteri degli abitanti lo ricordavano ancora di più.
Raggiunse la locanda dove un oste molto gentile e premuroso lo accompagnò in una stanza pulita e ben tenuta, con le finestre che davano sul mare, Una luce abbagliante entrava da esse insieme ad una piacevole brezza marina. Sul tavolo notò una brocca di terracotta con del vino dentro. Lo annusò e ne apprezzò l'intensità e i profumi di frutti rossi  e ciliegia. Se ne versò un bicchiere, prese una sedia e la avvicinò alla finestra aperta, si sedette lì, attaccato al piccolo balconcino in ferrò battuto, respirò profondamente e chiuse gli occhi, il calore del sole pomeridiano lo pervase, era felice.