Author Topic: Le Opere e i Giorni [CRP]  (Read 5221 times)

Teodoro Sidonio

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Re: Le Opere e i Giorni [CRP]
« Reply #30 on: 02 May, 2018, 11:23:26 PM »
Rade nuvole sorvolavano placidamente il cielo di Toledo, a malapena sospinte dall'aulente soffio del primo vere.
L'inverno di Teodoro era stato segnato da un lungo soggiorno nella ventosa Corsica, laddove il prelato aveva grandemente sofferto gli effetti dell'ululante Maestrale. A ben poco era valso il conforto offerto dai cortesi Frati Francescani, ben avvezzi a procelle e fortunali. Quando il vento soffiava, non vi era reale riparo sull'isola, l'aria fredda e umida riusciva ad insinuarsi anche all'interno degli edifici, dando luogo a perniciosi spifferi che facevano ammuffire il pane e marcire le ossa.
Alla fine Teodoro si ammalò di reumatismi e dovette essere rimpatriato, ormai claudicante ed in preda ad ogni sorta di dolore.
Giunse la bella stagione, e con essa il trasferimento alla Primazia di Toledo. Colà il clima si era rivelato un vero toccasana per Monsignor Sidonio. Ogni mattina Teodoro non mancava di glorificare il Signore Teos per quella terra rossa e arida che gli aveva concesso di calpestare , per il calore che asciugava i panni ed i pensieri della brava gente nata e cresciuta all'ombra della Cattedrale.
Il Cardinale poteva ben vederli dalla posizione in cui si trovava : uomini, donne e bambini, decine di metri sotto di lui, dare corpo a quel gioioso gorgo che è la vita in tempo di pace.
Per un attimo socchiuse gli occhi, abbacinato dalla luce obliqua del mattino. In quel preciso istante, profumo di pane appena sfornato giunse alle sue narici. E fu allora che a Teodoro parve di aver raggiunto la felicità.

"Padreeeeee! “
Carmela avanzava circospetta sui tegoli rossi, starnazzando come una delle famose oche del Campidoglio.
" Son due ore che vi cerco, santo d'un uomo! Mi dovete dire che vi è saltato in testa, proprio sul tetto vi dovevate nascondere! "

Teodoro represse un sorriso di soddisfazione, deciso ad assaporare i suoi ultimi istanti di quiete. Senza nemmeno aprire gli occhi, rispose alla sua serva.
" Cara donna, sei tu che mi hai spinto qui in cima. In tutto il Palazzo Cardinalizo non vi è stanza che ti sia preclusa. Concedimi almeno il tetto, quando desidero raccoglierli nei miei pensieri"
Ciò detto, si levò dal suo giaciglio di tegole, inzaccherato al pari di un cavatore d'argilla.

Carmela gli giunse vicino sbuffando e sudando copiosamente.
"Eminenenza, se non foste chi voi siete vi tratterei con la cinghia. Lasciatemelo dire, a volte vi comportate proprio come un infante. Questa novità del tetto, poi! Guardate come avete conciato la veste, avete idea della fatica che dovrò fare per togliere tutto quel sudiciume?

Teodoro cercò di alleggerire la propria situazione  sostenendo che il rosso della polvere d'argilla ben si sposava col velluto porpora. Da ciò nacque un feroce battibecco con Carmela, battibecco che proseguì inesausto giù per i 320 gradini della torre campanaria , poi sotto le ampie volte del refettorio, quindi attraverso il colonnato del chiostro, infine tra le austere mura della Sala Capitolare, dove uno sbigottito monaco li osservò accanirsi nel diverbio, del tutto incuranti della sua presenza.

Dopo tanta favella e qualche parola grossa, sopraggiunse la sete a sedare la tenzone. Come se nulla fosse accaduto, Carmela si inginocchiò e Teodoro le impartì l'assoluzione. La serva si alzò e disse :
"Molto bene, Eminenza. Vado nelle cucine a prendere un po' di limonata fresca per voi e Il Reverendo che è giunto in visita"

Solo in quel momento Teodoro si accorse del frate. Con malcelato imbarazzo, il prelato porse la mano al monaco, il quale si affrettò a baciare l'anello cardinalizio.
"I miei omaggi, Vostra Eminenza. Il mio nome è Martino da Varagine, campanaro del convento dei Piccoli Fratelli del Beato Giargiano"
 
Teodoro sorrise.
"Ah, siete dunque un Giargianese, Fra' Martino campanaro. Ho sentito parlare del vostro Ordine. Ma seguitemi nello studiolo, si sta più freschi"

Durante il breve tragitto, il frate diede mostra di avere una certa urgenza di parlare, alchè Teodoro si sentì in dovere di domandargli se aveva qualche domanda riguardo al Palazzo.

"A dire il vero, Cardinale, mi stavo domandando a quale fonte attingiate la vostra pazienza. Conosco servi che sono stati frustati per molto meno. "

Teodoro alzò le spalle
"Ti riferisci a Carmela, immagino. Tutto ciò che ti posso dire è sono grato al Signore per ogni litigio in cui ella mi trascina. Quella donna mi mantiene coi piedi ben piantati per terra ed al riparo da ogni forma di vanagloria. Oltre a ciò, se dovessi elencare tutte le volte in cui mi ha salvato la vita, credo che non mi basterebbe un' intera pergamena. "

"Ne sono sicuro, Eminenza. Certo però, se il buon giorno si vede dal mattino..."

Teodoro si ricordò improvvisamente la peculiarità per cui i Giargianesi erano famosi : parlavano quasi esclusivamente usando frasi fatte e modi di dire. Questa loro caratteristica aveva destato più di una perplessità nella Chiesa e reso difficoltoso il riconoscimento dell'ordine da parte della Santa Sede. Seppur tollerati come confraternita di onesti e buoni fedeli, i seguaci del Beato Giargiano non sarebbero stati in grado di tenere un sermone senza far sbellicare dalle risate chiunque. Il lato triste della faccenda era che loro non se ne rendevano nemmeno conto, nessuno della Curia aveva mai direttamente affrontato l'argomento con loro, forse nel timore di ferirli.
Nulla è più triste di un Giargianese affranto.



[continua... ]

Teodoro Sidonio

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Re: Le Opere e i Giorni [CRP]
« Reply #31 on: 18 May, 2018, 08:01:27 PM »
Giunti che furono allo studiolo, Teodoro fece accomodare Martino. Nel frattempo era arrivata anche Carmela con una brocca colma di limonata. Il prelato avviò la conversazione.

"Allora, Frà Martino, come vanno le cose al monastero?"
 


"Reverendissima Eminenza, quest'anno c'è stata una moria di vacche a causa della carestia. Del resto non ci sono più le mezze stagioni, quindi abbiamo dovuto fare di necessità virtù, macellandole anzitempo. Meglio non piangere sul latte versato. E poi, abbiamo appreso che la carestia ha colpito un po' tutti, mal comune mezzo gaudio. "
 


Carmela si portò dietro le spalle di Teodoro e gli bisbigliò :
Allora è proprio vero... Questi parlano solo per frasi fatte"


Teodoro le fece cenno di tacere, poi si rivolse di nuovo al Frate Giargianese.
"Mi chiedevo se la vostra confraternita abbia considerato l'opportunità di frequentare uno dei tanti corsi di retorica che vi sono stati proposti dalla Santa Sede. Credo di rappresentare il parere unanime della Curia nel consigliarvi di espandere un poco il vostro bagaglio espressivo"

Martino si affrettò a replicare
"Non facciamo di tutta l'erba un fascio, Eminenza. Anche noi vantiamo la presenza di un valente retore tra le nostre fila. E non si tratta dell'eccezione che conferma la regola, e neppure di un ago in un pagliaio... Mi rendo conto  che fa più rumore un albero che cade rispetto ad un'intera foresta che cresce, però credetemi : solo alla morte non v'è rimedio. "

Teodoro si morse un labbro nel tentativo di restare serio, mentre alle sue spalle Carmela aveva già iniziato a dare segni di cedimento.
"Capisco..... E chi sarebbe codesto oratore da cui..ehm... attingete a cotanta eloquenza? “


Martino sorrise, esibendo un'imponente gengiva. Niente poco di meno che nostro Abate, Dalmazio da Siviglia. Attacca la capra alla vigna, quello che ha fatto la mamma lo fà la figlia"

Accadde l'inevitabile. Carmela esplose in una risata tonante.

Martino scrutò la serva ed ebbe ad aggiungere :
"Il riso abbonda sul volto degli stolti. Chi gallina nasce, conviene che razzoli. A buon intenditor poche parole"


Teodoro scattò in piedi e battè un pugno sul tavolo. 
"Adesso basta! Abbiate pazienza, Carmela sarà pure una zotica, ve lo concedo, ma voi... provocate la gente al riso ! Fra' Martino, facciamola breve e ditemi come posso aiutarvi"
 
"Come desiderate, Cardinale. Tra moglie e marito non metterò il dito...ad ogni modo... Si dà il caso che il qui presente Fra Martino, oltre a suonare le campane del convento dei Piccoli Fratelli del Beato Giargiano, abbia anche il compito di badare ai camini. Accenderli, pulirli, portare la legna... insomma, tutto ciò che necessita al loro funzionamento. Come lavoro è un po' pesante, ma si sa ... a chi non vuol fatiche la terra produce ortiche"


Teodoro si tolse lo zucchetto e si grattò nervosamente la tonsura. 
" Usate solo parole vostre, se non vi spiace...mi state uccidendo coi vostri modi di dire"


Martino annuì
"Siamo d'accordo, da ora in poi userò solo farina del mio sacco"

 
"Che Teos vi perdoni, proseguite...."


  "Qualche giorno fa, mentre toglievo la cenere dal camino del refettorio, ho trovato questo. "

Martino porse a Teodoro un frammento di pergamena, mezzo bruciacchiato. Alcune parole erano state risparmiate dal fuoco. Il prelato si mise in favore di luce e lesse ad alta voce.

"Sicut ieiuna canicula Mater Terribilis , per orbem peregrinationem tuam admiramur. O Discordia , nobis tuum lac suavest.
TMIOT, TMIOT, TMIOT."

 
"Di che si tratta, una preghiera?"
  - domandò Carmela, incuriosita.
 
" Sembra tutto fuorché una preghiera
" -rispose Martino "Per questo motivo mi sono affrettato a consegnare il papello a Sua Eminenza, ancor prima di consultare il mio Abate. Ubi maior minor cessat"

Con un gesto rapido, Teodoro accartocciò la pergamena e la gettò nel camino spento. 
"Si tratta di un inno blasfemo a Lilith, presumibilmente autentico. Come prima cosa dobbiamo distruggerlo, prima che la malvagità di chi lo ha scritto ci possa contaminare. Carmela, sai già cosa fare"


Carmela si mosse verso la porta
"Vado a prendere un acciarino, torno subito"


Martino seguì con lo sguardo la serva, quando fu certo che ella fosse ragionevolmente distante, parlò. 
"Come fate ad essere certo che non si tratti di una mistificazione? Potrebbe essere opera di qualcuno deciso a screditare il nostro benemerito ordine"


Teodoro  prese un ponderoso volume dalla libreria dello studiolo, lo poggiò sullo scrittoio e prese a sfogliarlo davanti al frate. 
" Vorrei che leggeste una cosa"

Il tomo scricchiolava leggermente tra le agili dita del Cardinale. 
"Ecco, guardate qui"


Martino si avvicinò e lesse
Quote
TMIOT.
Acronimo di Teos Maledictus In Omnia Tempora. Generalmente ripetuto tre volte al termine di un'invocazione diabolica, è la peggiore bestemmia contro Nostro Signore. È opinione comune presso gli Esorcisti di Santa Madre Chiesa che sia sufficiente pronunciare questa maledizione all'interno di un rituale diabolista per legare definitivamente l'anima degli officianti all'Immondo Avversario.

Teodoro fissò Martino dritto negli occhi
" Il testo che avete sotto il naso è un compendio di demonologia destinato all'uso esclusivo dell'Inquisizione. Queste pratiche malefiche non vengono rese pubbliche per nessun motivo, dunque possiamo escludere che l'autore della vostra pergamena sia un buontempone. Anzi, direi che sapeva benissimo ciò che stava scrivendo. Avete fatto bene a venire da me, il vostro monastero andrà rivoltato come un calzino. A partire da voi. "


Giunse Carmela, accompagnata da due energumeni in uniforme. Martino strabuzzò gli occhi per la sorpresa, ma non fece nemmeno in tempo a protestare. Le Guardie Episcopali gli calarono sulla testa un sacco di iuta e lo trascinarono via.

Dopo qualche momento di silenzio, Carmela si rivolse a Teodoro. 
"Che dite, Padre, non sarà un po' eccessivo? Quel frate non ha la faccia del diabolista"


Teodoro sorrise
"Infatti non lo è. Però l'ultima cosa che ci serve ora è un Giargianese chiacchierone e spaventato in circolazione. Se la notizia del culto di Lilith si spargesse ora, i responsabili potrebbero eclissarsi con facilità. Fra Martino resterà sotto nostra custodia finchè il culto non verrà eradicato. "

 
" Quindi non intendete calarlo nel pozzo? "

 
" Assolutamente no! Resterà solo confinato in una delle vecchie celle di clausura, non gli mancheranno luce, acqua e cibo. Visto che ci siamo, faremo in modo che Martino riceva tutti i giorni una visita di Padre Ernesto, il nostro grammaticus di fiducia. Per lo meno, imparerà qualcosa durante il suo soggiorno qui".

 
"Benissimo Padre. Che faccio con la pergamena?"

 
"Brucia quello scempio"


Carmela iniziò ad armeggiare intorno al focolare. Dopo qualche minuto un bel fuocherello già scoppiettava nel camino.
Non appena il calore raggiunse la pergamena, da essa si sprigionò una furiosa fiamma di colore viola.

Carmela si ritrasse spaventata
"Aiuto, il Maligno! "

Teodoro si avvicinò  al camino, esaminò per qualche istante la fiamma, poi prese la brocca con la limonata e ce la versò sopra per intero.
Immediatamente il fuoco si estinse, riempiendo lo studiolo di un fumo acre.

Il Cardinale aprì la finestra, quindi ridendo si rivolse alla sua perpetua. 
"Il mondo sarebbe un posto migliore se bastasse una limonata per estinguere il Maligno, non trovi?"

 
Carmela si avvicinò tossendo alla finestra
"Sì, però che mi dite del tanfo di questo fumo? Puzza di capra scuoiata, più diabolico di così!"

 
"Certo Carmela, puzza di capra perchè quella fiamma colorata si ottiene immergendo per una notte la pergamena in una bacinella contenente certi sali, disciolti in bile di capra. Non male come trucco da fiera, vero? Del resto, anche i cultisti sono umani : ogni tanto abbisognano di essere impressionati acciocchè la loro folle fede risulti rinsaldata"

 
"Ho capito. Quando partiamo, Padre? Queste cose mi fanno prudere le mani"

 
"Presto, amica mia, molto presto" 
[/i]

[Continua....]

« Last Edit: 18 May, 2018, 09:35:23 PM by Teodoro Sidonio »

Teodoro Sidonio

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Re: Le Opere e i Giorni [CRP]
« Reply #32 on: 20 June, 2020, 07:22:37 PM »
Il rientro in patria di Monsignor Sidonio si era rivelato ben più problematico del previsto. Le difficoltà in cui il presule era incappato non erano , a dire il vero , da attribuirsi alle avverse macchinazioni dei suoi instancabili  nemici , quanto piuttosto da ricercare in un preciso disegno del fato o , volendo utilizzare la vox media latina che tante volte aveva inciso nella vita del nostro ,alla fortuna.

O Fortuna , velut luna….

E proprio con la luna alta in cielo  , in una tersa notte di vetro azzurro , serena come un placido mare d'ombra ,appena increspata da fruscii indicibili del bosco vecchio i cui secolari legni cantavano all' unisono , cullati da una brezza leggera e quasi speziata ….dicevo, proprio in una notte di luna piena avvenne l'incontro che avrebbe cambiato la vita di Teodoro.

Col favore del buio , Il Cardinale e la sua serva Carmela procedevano verso Burgos a dorso d'asino per evitare le pattuglie di Cyrene. Dopo un così lungo viaggio , I formaggi stipati nelle bisacce iniziavano a dare segno della propria presenza.

"Carmela? Di' un poco , hai tu a cuore l'igiene della tua persona? Percepisco un certo disagio alle narici"

"Eminenza , per vostra informazione io odoro di lavanda , non puteo"

"Sarà come dici , ma questa lavanda odora come un inconsolabile dispiacere."

Carmela iniziò a fiutare l'aria - "Avete ragione , qualcosa è andato a male" . Si voltò e aprì una delle sacche

Bucefalo emise un raglio disperato e per poco Teodoro non svenne.
"Per l'amore di Santa Rosaria! C'è l'essenza stessa della morte lì dentro , butta tutto!"

Carmela afferrò lesta un coltello e recise il lembo della finitura , il fardello cadde a terra emettendo un sordo e umidiccio "ploff", simile al suono che fanno i fichi maturi quando cadono dalla pianta. Un formaggio di capra putrescente ruzzolò fuori dall' involto , appestando l'aria.

" Sic transit gloria mundi , che la terra ti sia lieve" -sentenziò Teodoro- "Adesso dobbiamo seppellire  l'infido caprino ,altrimenti i Cirenei ci fiuteranno ben prima di vederci"
Carmela storse il naso : "Io quella roba non la tocco , va ben oltre le mie mansioni. Per voi rischierei volentieri la vita , ma non voglio presentarmi al cospetto di Nostro Signore ancora olente di capra matura. Lasciamo qui il molliccio e sproniamo gli asini"

"Credo che abbandonare all'aria libera quel verminaio sia un atto contro le leggi della Natura , di Dio e dell'Uomo. Siamo ormai prossimi a Burgos , col vento a favore i miasmi potrebbero arrivare in città addirittura prima di noi. Devi sapere che , secondo Galeno,  una delle cause della peste è da ricercarsi proprio nei formaggi ben passiti."

"L'ultima che avete detto è una panzana colossale! Siate almeno onesto e ditemi che preferite non.sporcarvi le mani"

"Te lo dirò quando potrò tornare a respirare. Seppellisci quel coso."

Carmela stava per lanciare un' imprecazione tanto grande da fare crollare il cielo sopra i due peregrini , quand'ecco che due ombre balzarono fuori dalla boscaglia. In un attimo  furono a ridosso degli asini.
"I lupi!"
Carmela sguainó la spada ,mentre Teodoro armeggiava per accendere la torcia.
Le bestie erano assai agili e non ebbero alcuna difficoltà a schivare i fendenti della corpulenta perpetua.
Pure Teodoro , dal canto suo , aveva i suoi bei problemi con la torcia : il grasso di cui era imbevuto lo stoppacciuolo necessitava di una fiamma viva per prender foco e il misero acciarino da viaggio del porporato poteva ben poco.

(A questo punto , i miei due affezionati lettori dovrebbero ben sapere quanto chi scrive sia assai più incline alla commedia che alla tragedia , quindi in nessun modo saranno stupiti dall'intervento di un deus ex machina. Nello specifico , parliamo di un Teos ex machina. NdA.)

Quand'ecco che una folata di vento scostò il fitto fogliame e un algido raggio di luna rischiarò a giorno la scena.
Teodoro scoppiò a ridere nel vedere che i tanto temuti lupi altro non erano che due giovani cani in atteggiamento giocoso.

"Ferma la tua mano , Carmela! Credo di aver ben inteso quale sia l'ambita preda dei veltri"

Carmela fece due passi indietro e immediatamente i cani si gettarono sul fetido latticino che mollemente li attendeva tra le fratte.
Il Sidonio e la sua serva osservarono con disgusto l'immondo pasto.
Finito che ebbero di desinare , le due bestie presero a rotolarsi sull'erba , soddisfatte.
 "Sembrano inoffensivi - osservò Carmela

" Di sicuro lo sono verso gli uomini ,ma probabilmente sono due ottimi cacciatori di sevaggina"
Teodoro smontò da Bucefalo e si avvicinò lentamente ai cani , i quali presero a scodinzolare fiduciosi. Uno di essi , il più minuto , si avvicinò al Cardinale e gli leccò le mani .
Aveva il corpo asciutto e atletico , il mantello bianco costellato di piccole macchie nere. Il cranio ,di forma vagamente trapezoidale , era piacevole da accarezzare. Gli occhi erano allungati , vispi , simili nella foggia a due mandorle scure.
"Ti chiamerò Succhiello" - decretò Teodoro- " giacchè le tue fauci precise e veloci sono l' ideale per cavare le quaglie dai loro rifugi erbosi , proprio come fa il cavatappi col turacciolo"

"Eminenza , attenzione all'altro cane. Vi sta rosicchiando la gamba d'argento"

Teodoro spostò lo sguardo verso l'altro animale e notò che esso condivideva grossomodo le caratteristiche del primo , eccezion fatta per la costituzione più robusta e linfatica. Si trattava indubbiamente di un cane più lento , ma più forte e resistente , inadatto per la caccia ai piumati ,ma formidabile nell'affrontare i lupi e forse pure qualche cinghiale di medie dimensioni. Il Cardinale schioccò le dita e il cane alzò la testa, incuriosito. Due lunghe orecchie pendule e le palpebre basse denunciavano in lui la prevalenza di sangue molosso.

Teodoro lo scrutò pensosamente
"Dei due tu sei il meno sveglio , ma il più fedele al padrone. Come potrei chiamarti?"

Carmela non si trattenne :"Fabiotto?"

Teodoro sogghignò
"Carmela , Carmela! Tu perdi il pelo , ma non il vizio."

"Vi assicuro che non ho perso nemmeno il pelo"

In quel preciso istante i due cani presero a simulare una copula. Il cane senza nome era il più indaffarato dei due.
 
Il Sidonio sbuffò
"E con ciò chiudiamo questa gloriosa nottata. L'alba incombe, dobbiamo affrettarci. Suvvia , come dovrei  chiamare il cane sodomita?"

"Cazzabubolo , io lo chiamerei così"

"Cazzabubolo?!"

" Guardatelo , Padre….è proprio un cazzabubolo"

" E sia , ma senza cazza. Solo Bubolo"

"Bello , mi piace"

Carmela e il suo padrone montarono sulle loro cavalcature e proseguirono verso Burgos , seguiti da Succhiello e Bubolo.


(In loving memory of Boogie , cane adorabile e scoreggione indefesso)


« Last Edit: 20 June, 2020, 08:29:45 PM by Teodoro Sidonio »