Author Topic: Le Opere e i Giorni [CRP]  (Read 1878 times)

Teodoro Sidonio

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Re: Le Opere e i Giorni [CRP]
« Reply #15 on: 30 April, 2017, 01:01:30 AM »
Teodoro battè una mano sulla spalla dell'ultimo soldato rimasto sul campo

"Bene Fratello , ora sei in grado di camminare di nuovo. Vai in pace , nel nome di Teos. "

Poi si sedette su un tronco spezzato e rimirò per l'ultima volta il campo di battaglia. Ora che si trovava in perfetta solitudine , aveva tutto il tempo di esaminare il dono che un armigero scozzese gli aveva consegnato il giorno prima come forma di ringraziamento per le cure ricevute.

Estrasse dalla bisaccia un oggetto bislacco , vagamente a forma di "L" rovesciata. Pareva un piccolo camino collegato ad una cannuccia di sambuco , lo Scozzese l'aveva chiamato "pipa" , o qualcosa del genere. Da quello che Teodoro aveva capito , occorreva inserire nella pipa dell'erba secca , poi darle fuoco ed aspirarne i fumi. Teodoro aveva risposto allo Scozzese che gli pareva una pratica stupida , perchè in genere l'erba produce un fumo acre ed irritante , ma lo Scozzese ridendo aveva ribattuto che non tutte le erbe sono uguali e gli aveva allungato una bisaccia colma di una specie di erba aromatica. Insistette nel dire che Teodoro avrebbe dovuto utilizzare solo quella ,giacchè il fieno allappa le fauci e l'erba fresca ha un sapore cattivo come un dispiacere.

Teodoro caricò la pipa con riluttanza , indi prese una piccola brace dal focolare da campo e iniziò a suggere dalla cannuccia. Non appena l'erba iniziò ad ardere , un fumo dolce e speziato invase i polmoni del chierico.
Teodoro si sentì soffocare e prese a tossire come un malato, poi capì che l'unico modo di inalare quel fumo era farlo lentamente , concedendosi lunghe pause tra un'inspirazione e l'altra.
Dopo qualche minuto , sì sentì come se dei nodi dentro di lui si fossero sciolti. Osservò i corvi volare sul campo di battaglia e trovò il loro volo bello e degno di tutto il suo interesse.
Si sdraiò supino e , tra una boccata e l'altra di pipa , iniziò a seguire le aeree geometrie di quegli uccelli , poi passò a considerare le mirabili forme delle nuvole , infine tutto il mondo divenne per lui un luogo incredibilmente divertente.
Poi subentrò un caldo torpore , Teodoro capì che era cosa buona e giusta e vi si abbandonò.
Prima di addormentarsi in pace con tutto il Creato , il prete rimembrò le parole di suo padre Clodoveo :
"Gli Scozzesi , strana gente"
E un grande sorriso gli si stampò sulla faccia.
« Last Edit: 30 April, 2017, 01:04:25 AM by Teodoro Sidonio »

Teodoro Sidonio

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Re: Le Opere e i Giorni [CRP]
« Reply #16 on: 12 May, 2017, 02:01:52 AM »
Teodoro non riusciva a distogliere lo sguardo dal piccolo oggetto che teneva in mano
"Buon uomo ,potreste ripetermi il nome di questo arnese?"

Il mercante ostentò un sorriso compiaciuto.
"Padre , la meraviglia che avete il privilegio di osservare proviene da Izmir. Colà viene chiamata ayna , in Occidente viene definita spaeculum , ossia "specchio" in lingua corrente."

"Specchio" ripetè  Teodoro.
I pochi specchi che aveva visto in vita sua avevano poco a che spartire con quel gioiello : erano neri e restituivano un'immagine riflessa fosca e deforme.
Ma quello specchio particolare riproduceva fedelmente tutti i colori e le proporzioni della realtà ; vedere per la prima volta il proprio viso così come lo vedevano gli altri era un'esperienza davvero insolita.

"Sapete , Padre , qui  usiamo lo stagno dietro al vetro. Invece gli artigiani ottomani impiegano una lamina di argento , lavorata e lucidata con una perizia a noi sconosciuta. Ma questo specchio è anche migliore , sembra appartenesse  ad un eccelso maestro argentiere , famoso in tutta l'Anatolia per la raffinatezza della sua arte. Pare che fosse ossessionato dall'idea di costruire lo specchio perfetto e a quanto pare c'è riuscito. Quello che vedete è il risultato di una vita di lavoro."

"Questo oggetto non ha prezzo" disse a bassa voce Teodoro

"Oh sì che ce l'ha" - ribattè prontamente il mercante , e sussurrò la cifra al chierico.

Teodoro urlò e fece due passi indietro , come se avesse appena visto Eldiavolique salutarlo con la mano. Poi , con infinita cautela , restituì lo specchio al mercante e balbettando si scusò.
"Abbiate la compiacenza di perdonarmi. Stento a credere che tutti questi soldi possano appartenere ad una singola persona. A dire il vero dubito che possano esistere , in assoluto. E voi , dovreste andarci piano quando pronunziate certe cifre...alcune persone sono...ehm...sensibili all'argomento e potrebbero venir meno"

"Sempre la stessa storia "-osservò sconsolato il mercante-"La gente apprezza molto le mie merci ,ma compra poco"

"Non stento a crederlo , a questi prezzi." -rispose Teodoro , e si accese velocemente la pipa.

"Perchè aspirate fumo , Padre? Cos'è , un'usanza orientale forse?"

Teodoro fece spallucce
"A dire il vero non saprei , però debbo dire che questa pratica mi giova molto quando sono turbato"

Il mercante sembrava davvero incuriosito
"Cioè volete dire che allevia i dolori dell'anima?"

"Allevia , ma non guarisce. Solo la preghiera cura l'anima. Tuttavia...qualche sprovveduto potrebbe confondere l'obnubilamento con la pace dello spirito. Per questo è bene che l'uso di questi fumi sia destinato solo a poche persone consapevoli. Se la cosa dovesse diffondersi , molta gente sarebbe disposta a rovinarsi pur di continuare a farlo"

Il mercante deglutì
"Potrei provare? Giusto per curiosità , sotto la vostra supervisione"

Teodoro sorrise
"Ve lo concedo , ma solo perchè mi avete mostrato quel fantastico specchio. Solo qualche tiro , però , resta inteso"

"Intesi .Venite , andiamo dietro"




Venti minuti più tardi , nel retrobottega del mercante.....

"Padre , credo di poter sentire il rumore dell'erba che cresce"

"Sei troppo suggestionabile , figliolo. Credo sia il momento che tu smetta"

Il mercante rise di gusto , poi consegnò la pipa al chierico.
"Avete ragione , la gente sarebbe disposta a tutto per questo. Sentite , voglio farvi un'offerta"

"E' fuori discussione"

"Cinquemila denari"

"No"

"Dieci"

"Smettila subito"

"Quindici"

"Io me ne vado"

"Dite una cifra!"

"Il denaro mi ripugna"

Il mercante sospirò , si alzò e sparì per un attimo. Quando tornò aveva con sè lo specchio.
"E va bene. Questo in cambio della pipa e di tutta l'erba che avete con voi"

"Visto che ciò che mi chiedi mi è stato donato , credo che il baratto sia un modo eticamente corretto per disfarmene. Penso che accetterò la tua proposta."

"Affare fatto , dunque!"

"Affare fatto."

Teodoro uscì dalla bottega con lo specchio nella bisaccia ed una certa fretta nel passo.

« Last Edit: 12 May, 2017, 02:26:48 AM by Teodoro Sidonio »

Teodoro Sidonio

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Re: Le Opere e i Giorni [CRP]
« Reply #17 on: 13 May, 2017, 02:32:10 AM »
Carmela era entusiasta dello specchio portato da Teodoro.
Dopo un'ora abbondante di ilarità assoluta ,trascorsa ad osservare la sua serva esibirsi in una serie infinita di smorfie davanti alla superficie vitrea dell'oggetto , il prelato sentenziò gravemente :

"A dire il vero , non pensavo di avere un naso così grosso"

Ed entrambi sbottarono a ridere
"Ma come , Padre , mi volete dire che non vi siete mai visto riflesso in uno specchio d'acqua? E dire che avete una bella canappia , è davvero difficile da non notare."

Teodoro aggrottò le sopracciglia
"Canappia? Che termine è mai questo?"

"Dovete sapere che da ragazza ho nutrito affetto per un giovane originario di Bononia. In quella città un naso come il vostro verrebbe definito senza ombra di dubbio un canappione."

Teodoro si guardò di nuovo nello specchio . Un grande naso aquilino troneggiava affilato e severo in mezzo al suo viso .
"Clodoveo mi ha lasciato un bel regalo davvero , se mi tiri per i piedi ci potremmo arare i campi" - scherzò il prete.

"Però il resto lo dovete a vostra madre , per vostra fortuna"

Il chierico si incupì di colpo. Nonostante fossero passati diversi giorni , non aveva ancora cessato di pensare a Luna ed alla sua triste sorte. Clodoveo aveva descritto in modo assai vivido gli eventi passati , al punto tale che a Teodoro pareva quasi di esserne stato un testimone diretto.
Riusciva a vedere sua madre riversa sul pavimento , dopo aver ferocemente lottato col Gallanti , mentre gridava folle di rabbia contro Clodoveo. Riusciva e vedere l'espressione di suo padre nel momento esatto in cui rinunciò consapevolmente alla propria umanità.

Carmela , avvedutasi del repentino mutamento di umore di Teodoro , gli strappò di mano lo specchio con un pretesto.
"Certo che quest'affare dev'esserci costato caro , Padre. Che cosa pensavate di farci?"

"A dire il vero , non ci è costato nulla. Pensavo di smontarlo per studiarne la lavorazione"

"Sarebbe un peccato , dopotutto è un oggetto così bello. Visto che non l'avete pagato, perchè non lo regalate? Di sicuro fareste un figurone con chiunque"

"Regalarlo dici? Sì ,forse vale la pena di conservarlo per un'occasione importante o un ospite speciale. Però avrebbe prima bisogno di una bella lucidata. Vedi? La struttura in argento è da ripulire per bene. Prova con l'aceto , dovrebbe funzionare."

"Come desiderate , vedo subito cosa posso fare"

Qualche minuto dopo , Carmela ritornò con lo specchio , sfavillante.

"I miei complimenti , davvero!"-disse Teodoro -"Se prima questo specchio era bello , ora è magnifico. Adesso lo avvolgeremo in un panno di feltro e lo lasceremo a riposare , finchè non ci verrà utile"

"Grazie , Padre. Però pulendolo mi sono accorta che sul lato posteriore ci sono dei brutti graffi , guardate un po'."

"Questi non sono graffi , sembra una punzonatura. Sono minuscoli caratteri impressi nel metallo. Probabilmente è la firma dell'artigiano , però mi pare più una frase. Forse si tratta di una dedica."

Teodoro prese una lente , si mise in favore di luce e lesse la frase punzonata nell'argento.

Rosa rubicundior , lilio candidior,  omnibus rebus formosior, semper in te glorior!

Più rossa di una rosa, più bianca di un giglio, più adorabile di qualsiasi altra cosa, sei sempre il mio vanto!

Teodoro scattò verso la porta e prese a correre come un forsennato.
Carmela , spaventata dalla reazione  del parroco , lo inseguì starnazzando
"Dico a voi , Padre! Vi siete ammattito definitivamente?! Dove andate?"

"Dal mercante che mi ha ceduto questo specchio. Prendi il libro e seguimi! Ti spiegherò cammin facendo"





« Last Edit: 13 May, 2017, 03:00:22 AM by Teodoro Sidonio »

Teodoro Sidonio

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Re: Le Opere e i Giorni [CRP]
« Reply #18 on: 19 May, 2017, 12:44:57 AM »
Sotto il sole crudo e traditore d'un primo meriggio di Maggio  ,Carmela faceva del suo meglio per star dietro alle lunghe falcate di Teodoro. Per ogni passo del chierico , almeno tre dei suoi. In breve la serva prese ad ansimare , mentre il prete tirava dritto e continuava a parlare a ruota libera.

"Puoi ritenermi pazzo , ti capisco. Però credimi ,da tre mesi a questa parte nulla sta accadendo per caso. Tu ed io siamo gente semplice  , figli di una nazione prospera e di un'epoca sostanzialmente pacifica. E' difficile per noi capire la forma mentis di persone come Luna e Clodoveo , nate  in tempi incerti e crudeli. Trent'anni fa era cosa normale per due individui di alto rango comunicare tramite simboli ed allegorie , perchè vivevano immersi in un immaginario comune che questa pigra era ha ormai....."

Carmela agguantò un lembo della tonaca di Teodoro , strattonandola così forte che per poco il prete non finì per terra.
"Adesso mi sono proprio stancata delle vostre ossessioni. State perdendo la salute per due persone che ora dormono beatamente sotto sei palmi di terra! Non starò qui a vedervi consumare per un padre e una madre che non avete avuto. Nessun libro , poesia o enigma può sostituire una famiglia . Fatevene una ragione ,oppure me ne torno da mia sorella e vi lascio da solo a giocare coi fantasmi!"

Carmela pronunciò a fatica le ultime parole , separate tra loro dai singhiozzi di un pianto represso.

Teodoro fissò esterrefatto la sua serva , come se lei gli avesse appena rifilato un manrovescio in pieno volto.Poi si rilassò e riassunse la sua abituale flemma.
"Mi pare di averti già detto che sei una brava donna. Ora debbo constatare che a volte sei più intelligente di me. Per questo ho bisogno del tuo aiuto , da solo non ce la posso fare."

Carmela incrociò le braccia ed assunse un'espressione bellicosa.
"Non mi infinocchierete con le vostre blandizie. Io da qui non mi muovo."

"Aspetta , fammi finire e poi decidi tu il da farsi , ti sta bene?"

Carmela si pulì il moccio con una manica della camicia e sputò per terra.
"Purchè facciate in fretta"

"Ricordi il cofanetto d'argento che Luna inviò a Clodoveo come pegno d'amore? Ecco , su quel cofanetto era inciso un brano del Codex Buranus. Oggi abbiamo per le mani questo specchio , anch'esso d'argento , che reca un altro frammento del Codex. Ma non finisce qui. Il brano inciso sul retro dello specchio esalta la beltà di una donna molto simile a Luna. "


"Molte donne hanno i capelli rossi e la pelle chiarissima , Padre."

"Certo , ma non ad Izmir , dove è stato costruito lo specchio. Di sicuro è stato commissionato da un uomo del Nord Europa per omaggiare la propria donna. E data la pregevolezza straordinaria dell'oggetto , il committente doveva essere ricchissimo, proprio come Clodoveo"

"Finora abbiamo solo dei versi ,una rossa ed un riccone. Potete fare di meglio"

"Infatti , ci stavo per arrivare. Uno specchio è il peggior regalo possibile per una donna cieca come Luna , per lo meno secondo il nostro comune buon senso. Ma ricordati , loro ragionavano per simboli e metafore. Anche se ai quei tempi la medicina non era efficace come oggi , Clodoveo era pur sempre un Chierico , un depositario delle antiche arti curative. Non è difficile pensarlo intento a cercare una cura per la cecità della donna che amava. Quindi lo specchio potrebbe rappresentare una sorta di promessa di guarigione."

"Bello , ma vi state arrampicando sugli specchi, Padre"

"Mi prendi in giro , donna?"

"E' il minimo che vi meritate , ben sapete quanto io detesti correre. Se mi smagrisco troppo Bortolo non mi cercherà più"

Teodoro spalancò improvvisamente la bocca ,come un ponte levatoio cui sia stata recisa la catena.
"Bortolo chi? Aspetta....costui non sarà forse...Tu , brutta depravata che non sei altro! Te la intendi col figlio di Mastro Raimondo!"


Carmela ridacchiò
"Siete voi ad aver fatto voto di castità , mica io. Vi pare?"

"Certo , però ti faccio notare che Bortolo arriva a malapena alla metà dei tuoi anni."


"Sì , però..."

Teodoro si tappò le orecchie
"Non lo voglio sapere. E non fare gesti! Non gradisco ricevere ulteriori informazioni su quest'argomento.Sono stato chiaro?"

"Nemmeno durante la confessione?"


"Ahimè , in quel caso sarò costretto ad ascoltarti. Però , lasciamelo dire ,per certe cose occorre avere stomaco."


"Ma Padre! Siete avvezzo a ricevere le confessioni di ladri ed assassini , perchè dite che per ascoltare i miei peccatucci carnali ci vuol stomaco? Siete davvero ingiusto."

"Veramente stavo pensando al povero Bortolo , ne deve ben avere di stomaco quel ragazzo... Ma adesso seguimi e non fiatare. , non siamo distanti dalla casa del mercante."

Teodoro Sidonio

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Re: Le Opere e i Giorni [CRP]
« Reply #19 on: 06 June, 2017, 12:51:15 AM »
"Padre , debbo confessarvi che a volte stento a comprendere l'andamento del tempo. Avete detto che la bottega del mercante è vicina , ma a me pare di stare camminando ininterrottamente da più di dieci giorni. Il sole è ancora alto nel cielo e non avverto stanchezza o fame , ma questa breve passeggiata mi sembra interminabile"

Teodoro sorrise alla sua serva
"Mia cara Carmela , ciò che nella tua semplicità ora  lamenti è uno dei più grandi misteri di questo mondo. Per una qualche ragione a noi ignota , il tempo non scorre in modo uniforme ovunque. Mentre noi camminiamo pacificamente qui e ora , molte altre cose accadono altrove , a differente velocità. Se volessimo paragonare le nostre vite terrene ad una narrazione , di sicuro essa non seguirebbe le tre leggi di unità fissate da Aristotele nella sua Poetica. Unità di tempo , di azione e di luogo non si applicano alla nostra esistenza. Non sta a noi questionare sulle imperscrutabili ragioni di Nostro Signore , però possiamo studiarne gli effetti. Affascinante , vero?"

Carmela scrollò il capo
Sarebbe come dire che mentre stavamo camminando io contemporaneamente ero in compagnia di Bortolo , altrove. E magari voi nel frattempo siete stato pure nominato Vescovo!"
Pronunciata l'ultima parola , la donna scoppiò a ridere.

Inevitabile come la Morte ,giunse un messo ad interrompere la conversazione.
Trafelato per il gran caldo , il giovane corriere porse a Teodoro una pergamena recante il sigillo della Santa Sede , poi si dileguò ad una velocità inumana.

"Ma come fanno?" -domandò Carmela-"voglio dire , come riescono a sostenere quel ritmo?"
 
Teodoro si grattò pensoso il capo
"Non lo so e sinceramente mi fa paura solo pensarlo. Di sicuro la vita del corriere non è facile"
Detto ciò , il chierico ruppe il sigillo e lesse il contenuto della missiva

"In considerazione di...(eccetera eccetera)...acclarato che.....(eccetera eccetera)....ci pregiamo di conferirvi la Dignità Episcopale. Dato in Roma il 3 Giugno 1317"

Teodoro e Carmela si fissarono a lungo , ammutoliti. Dopo un indefinibile lasso di tempo , il Vescovo si azzardò ad aprire bocca
"Carmela...qualsiasi cosa accada in futuro...te ne prego....non torniamo più sull'argomento di prima. E soprattutto , se devi fare una battuta pensaci due volte."

Carmela annuì
"Del resto , abbiamo altro a cui pensare, Monsignore. Il Palazzo Episcopale è disabitato da mesi , già mi immagino la quantità di ragnatele che dovrò togliere , per non parlare della polvere!"

"Troveremo qualcuno che ti aiuti , il Palazzo Episcopale di Burgos è una struttura di dimensioni ragguardevoli. Credo sia tempo di prendere possesso della nostra nuova casa ,per un po' sospenderemo la nostra ricerca."

"E il mercante?"

Teodoro strizzò l'occhio alla serva
"Oh beh , a questo punto credo che sarà lui a farci visita""
« Last Edit: 06 June, 2017, 01:00:30 AM by Teodoro Sidonio »

Teodoro Sidonio

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Re: Le Opere e i Giorni [CRP]
« Reply #20 on: 07 June, 2017, 11:23:07 PM »
Come Teodoro aveva previsto , il mercante non tardò a presentarsi al Palazzo Episcopale. Monsignor Sidonio lo ricevette in modo informale , all'interno del suo studiolo.

"Ti prego di scusarmi per la confusione , amico mio. Del resto , mi sono insediato da poco e i lavori di ristrutturazione del palazzo non sono ancora iniziati. Io stesso ho ricevuto le mie vesti liturgiche solo oggi  , la notizia della mia elevazione mi ha colto davvero alla sprovvista"

Il mercante diede una rapida occhiata alla stanza , come per soppesare il valore del suo contenuto.
"Monsignore , questo palazzo è una miniera di tesori."

Teodoro sospirò e si poggiò allo schienale della sedia
"Sai che cos'è una tautologia?"

"Devo ammettere questo termine mi è del tutto nuovo , Eccellenza."

 "Te lo spiego io.  Si chiama tautologia una struttura logica molto amata dai retori , ma anche da noi uomini di Chiesa. Spesso viene utilizzata nelle Omelie per il suo alto valore espressivo.
La sua particolarità consiste nel reiterare un concetto senza esplicarlo , ma dando l'impressione di farlo. Formuliamo ora un esempio adatto a questa situazione , se io dico :
"Ciò che non è tuo, non ti appartiene", la seconda parte della frase non è altro che una riproposizione della prima , anche se può dare l'impressione di aggiungere un senso nuovo al ragionamento....Vedi ,un buon oratore non dovrebbe mai fare uso di tautologie in forma libera , tuttavia può esserne tollerato l'impiego se  esse vengono combinate ad altre strutture logiche. Proviamo quindi a sviluppare la nostra frase di partenza. Ora dirò :"Ciò che appartiene alla  Chiesa non è tuo , e ciò che non è tuo non ti appartiene". La tautologia è ancora presente , ma può essere utilizzata come elemento rafforzativo.
Ti prego di notare il chiasmo , serve per ingentilire una frase che altrimenti potrebbe suonare minacciosa. Tutto chiaro?"


Il mercante impallidì.
"Chiarissimo ,Eccellenza. A questo punto credo sia il caso che io mi congedi. Vi prego di perdonare il disturbo."

Il viso di Teodoro si aprì in un sorriso bonario
"No , ti prego. Fammi compagnia ancora per un poco. Pare strano a dirlo , ma non credo neppure di ricordare il tuo nome. A guardarti bene , non mi sembri nemmeno originario dell'Iberia. Di sicuro hai una storia interessante da raccontare."

"Siete un buon osservatore , Monsignore. Il mio nome è Hyeronimus , la mia famiglia si è trasferita in Castiglia quando ero ancora infante , ma in realtà siamo originari delle Fiandre"

Gli occhi di Teodoro divennero due fessure
"Molto interessante. Ma dimmi , Hyeronimus , hai forse ereditato la tua professione da tuo padre?"

il mercante abbassò lo sguardo a terra
"Questo è il lato dolente della mia vita , Eccellenza. La mia famiglia è stata costretta a scappare dal nostro paese di origine a causa di alcune divergenze tra mio padre ed alcuni suoi facoltosi clienti.  Un tempo la famiglia Van Der Loss era fiorente e commerciava oggetti di pregio in mezza Europa. Oggi conduco da solo questa misera attività locale , sono privo del capitale necessario per spostarmi e debbo appoggiarmi a mercanti che di tanto in tanto mi depositano le loro merci invendute, Oh me meschino , che vergogna!"

Teodoro si alzò dalla sedia , fece il giro della scrivania e poggiò una mano sulla spalla di Hyeronimus
"Non piangere , a tutto c'è rimedio. Si da il caso che io voglia regalare ad una persona a me cara quel magnifico specchio che ben conosci "-Teodoro vergò alcune righe sopra in pezzo di pergamena , poi lo consegnò al mercante- "Se glielo recapiterai , verrai ricompensato.
Dopo quest'incarico , potrei regalarti un paio di tomi che ho trovato nella Biblioteca Diocesana. Mostrali a Padre Umberto , del Convento di Medina Sidonia : sono sicuro che il mio vecchio amico non baderà a spese pur di aggiudicarseli. Con il ricavato , dovresti riuscire a permetterti l'acquisto di un carro , tutto il resto poi dipenderà da te e dal volere di Teos
"

Il Mercante afferrò la mano di Teodoro e prese a baciargli l'anello. Il prelato dovette vincere l'istinto di ritrarre il braccio.
"Vostra Eccellenza ...grazie! Voi ridate la vita ad un uomo morto!"

"No , voglio solo riparare ad alcuni...torti...commessi da gente immensamente egoista.Ma questa è un'altra storia. Carmela! Porta del vino per il nostro ospite."

Carmela immediatamente fece il suo ingresso con un vassoio carico di cibi e bevande.
"Felice di incontrarvi , Mastro Hyeronimus"

il mercante si stupì grandemente della velocità della domestica , al punto che Teodoro si sentì in dovere di dire la sua.
"E' normale , non ti spaventare. Carmela passa metà della sua giornata con un vassoio in mano ad origliare dietro alle porte. La prossima volta le chiederemo di portarci della biada , magari la potremmo mettere in difficoltà , che dici?"

Carmela si fece rossa in volto e non profferì verbo. Nell'appoggiare il vassoio sulla scrivania , però , approfittò della vicinanza al prelato per rifilargli una dolorosissima gomitata all'altezza delle costole.
"Ecco fatto , Eccellenza , spero di avervi ben servito"


"G..gra...grazie Carmela , ora puoi andare"

La porta si richiuse dietro la perpetua. Il mercante aveva assistito al siparietto ed ora ridacchiava tra sè , visibilmente rilassato.
"Monsignore , volete sapere una cosa buffa?"

"Come no.Muoio dalla voglia di ascoltarti"

"A proposito dello specchio che mi avete chiesto di recapitare..."

"Sì?"

"in realtà debbo confessarvi che una persona mi ha consegnato quell'oggetto con l'incarico di farlo avere a voi , proprio come voi mi avete chiesto di fare con la persona che mi avete indicato. Stupefacente , nevvero?"

Teodoro si finse sbalordito
"Diamine , Hyeronimus!Questo è davvero incredibile.....sono senza parole. Dunque la tua bramosia per l'erba da fumare era tutta una messa in scena?"

"Eccellenza , sarò anche misero , ma un po' di mondo l'ho conosciuto. Mi avete rifilato del fieno. Per poco non morivo mentre fingevo di magnificare le virtù della vostra erba da pipa. E come si suol dire : mai suonare a casa del suonatore"

"I miei complimenti , hai portato avanti il tuo incarico alla perfezione. Immagino la soddisfazione del tuo committente"

"Quello? E' già tanto se non mi ha aperto in due con l'enorme spada che si trascinava al fianco. Un brutto ceffo davvero. Così alto da doversi chinare per passare dalla porta , puzzava di cane morto e....gli mancava un occhio!"

"Terribile davvero! Sarebbe spiacevole ritrovarselo per le vie di Burgos in piena notte"

"No no , non vi dovete preoccupare per questo. Prima di accettare l'incarico mi sono informato un po' su di lui , pare che viva a bordo di una bagnarola ormeggiata al porto di Santander. Da quanto ne so , non si muove mai da lì , se non per sorvegliare la banchina. Sembra una chioccia posata sul suo uovo."

"E chissà che uovo potrà mai covare una chioccia di tal guisa.... Ad ogni modo , ora non vorrei abusare troppo del tuo tempo. Ti raccomando solo di consegnare questo specchio con celerità , ci tengo molto. Puoi andare .Sia lodato Teos."

"Sempre sia lodato"

Qualche minuto più tardi , Carmela fece capolino alla porta.
"Padre , com'è andata? L'uccellino ha cantato?"

Teodoro sogghignò
"Ha cantato eccome , pareva una missa solemnis....comunque mi pare che io e te fossimo d'accordo sul fatto che io dovessi subire solo una leggera gomitata! Credo che tu mi abbia incrinato una costola. "

"Tanto potete benissimo curarvi quando e come volete , non recitate la parte della vittima con me ,....Comunque sia , chi credete ci sia su quella barca a Santander?"

Teodoro rispose con voce atona
"Il Male. Oppure mio Padre. Forse entrambi"













« Last Edit: 07 June, 2017, 11:30:25 PM by Teodoro Sidonio »

Teodoro Sidonio

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Re: Le Opere e i Giorni [CRP]
« Reply #21 on: 17 June, 2017, 01:30:30 AM »
Una sequela di varia umanità sfilava quel pomeriggio sotto gli occhi di Monsignor Sidonio.
Uno dopo l'altro , gli uomini che avevano risposto al bando di arruolamento nella Guardia Episcopale si presentavano nello studiolo del prelato. Tutti venivano congedati dopo pochi secondi.

"Troppo basso , avanti un altro."
"Troppo smilzo, avanti un altro"
"Troppo gobbo, avanti un altro"
"Troppo lercio. Vergognati. Avanti un altro "
"Perchè vesti da donna? Avanti un altro."
"Troppo......Oh per l'amor del Cielo , Carmela! Dai subito da mangiare a quest'uomo , è già cadavere e ancora non lo sa!"


Teodoro si levò dallo scranno
"Ho bisogno di una pausa . Chiudi la porta , per favore"

La domestica obbedì , poi si rivolse con aria dubbiosa al Vescovo.
"Padre , quando mi avete detto di portarvi delle persone , non pensavo foste così esigente"

Teodoro sbuffò
"Infatti ti avevo chiesto delle persone , non dei bigattini. Questa gente ha bisogno di assistenza -e noi gliela daremo -  però non sono adatti all'incarico per cui sono stati convocati. Immagina come potrebbe ridurli il Gallanti, già me lo vedo passare su di loro come fa la falce col grano maturo. Se li inviassi a Santander li condannerei a morte certa"

"Il pensiero di quella nave vi ossessiona ancora ,vero? Davvero siete convinto che vostro padre vi stia aspettando là?"

Teodoro incrociò le mani dietro la schiena e prese a camminare nervosamente.
"Ormai ne sono certo. Tuttavia mi sfugge il senso di questa mascherata. Recapitarmi il libro fingendosi morto...raccontarmi la sua storia , lasciar passare dei mesi per poi riapparire...e tutto questo in modo obliquo ,indiretto. Egli ha sempre comunicato con me tramite enigmi , quando gli sarebbe bastato presentarsi di persona...io lo avrei perdonato , capisci? E invece no , mi ha istigato al rancore nei suoi confronti raccontandomi del sacrificio di mia madre...e adesso fa in modo che io sappia che lui è vivo e che mi attende in un luogo ben preciso. Perchè?"

"Non spetta a me dirlo , Padre , ma a me questa storia puzza di trappola. Ultimamente accadono cose strane in Iberia : eretici a piede libero , stranieri dalle brutte facce girano per le strade delle nostre città.Vostro padre non era uno stinco di santo , con rispetto parlando. Se davvero fosse vivo potrebbe essersi mischiato a quella gentaglia"

Teodoro ebbe un sorriso al fiele
"A dire il vero ,questa è una possibilità che avevo preso in considerazione. Riflettendoci meglio , sono poi giunto alla conclusione che Clodoveo , se fosse davvero vivo , reputerebbe questa gente una mera accozzaglia di sub-umani. Il fatto che il Gallanti sia fermo a Santander ,invece che in giro per l'Iberia a staccare teste , mi fa pensare che Clodoveo non sia mai venuto a conoscenza di costoro. Ad ogni modo , sento la necessità di una scorta"

"Ma perchè non chiedete l'aiuto dell'Ordine di Santiago?"

"Vedi , Carmela , al momento i miei Confratelli sono tutti impegnati a vegliare sui loro Priorati. Sarebbe un grave errore distoglierli dalle loro occupazioni , visti i tempi che stiamo vivendo. No , questa è una faccenda che debbo risolvere autonomamente. E' sufficiente che qualcuno tenga occupato il Gallanti mentre io salirò sulla nave. Una volta a bordo , saremo solo io e mio padre. Verrà con me , lo redimerò. A qualsiasi costo."

Carmela battè stolidamente un pugnetto paffuto sul petto generoso.
"Avete ragione , Padre. Come scorta vi basto io!"

Teodoro ricadde sconfortato sul suo scranno.
"O me tapino....cos'ho fatto di male , mi chiedo....Va bene , quanta gente c'è ancora in attesa là fuori?"

"Solo tre persone. Che faccio , le mando a casa?"

"No , falle entrare insieme" -rispose stancamente Teodoro - "Però facciamo in fretta : quando sono abbattuto mi vien fame e proprio ora avverto un certo languore allo stomaco."

Un tizio schivo e dinoccolato fece il suo ingresso nello studiolo , seguito da una donna dalle movenze feline e da un ragazzo tozzo, vestito di stracci.
Appena li vide , Teodoro mutò radicalmente nell'umore.

"Bene bene. Cosa abbiamo qui? Tre figli della strada : un ladro , una prostituta ed un pigro mendico. Beati siano gli ultimi , perchè di essi è il Regno dei Cieli!  Signori , benvenuti nella Guardia Episcopale."

Poi , rivolgendosi a Carmela
"Da' loro le uniformi , poi mandali al campo d'addestramento. In poco tempo saranno perfetti"

Carmela fissò sbigottita Teodoro per un attimo. Poi , come se nulla fosse successo , parlò alle reclute.
"Seguitemi ragazzi , abbiamo un po' di faccende da sbrigare prima di cena"

Prima di andarsene , la serva sussurrò a Teodoro
"Ovviamente avete un piano"

Teodoro le sorrise beato
"Ovviamente"

« Last Edit: 17 June, 2017, 01:47:39 AM by Teodoro Sidonio »

Teodoro Sidonio

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Re: Le Opere e i Giorni [CRP]
« Reply #22 on: 22 June, 2017, 12:10:16 AM »
Le acque della baia di Santander risplendevano d'un luccichio vibrante e metallico , sovrastate dall'astro notturno nel pieno della sua gloria.

Il porto giaceva nel silenzio , avvolto dall'aura candida del plenilunio  e costellato dalla luce  tremula di alcune torce.
Sulla banchina deserta ,cinque persone ed un asino attendevano nascosti dietro un'alta pila di barili.
"Ci siamo"- sussurrò Teodoro - "E' quasi giunta l'ora . Magdalena , hai capito bene cosa devi fare? ricorda che tutto dipende da te"

La donna fece un cenno d'assenso col capo
"Comunque , mi chiamo Mag. Solo Mag."

Il prelato le fece eco sardonicamente
"Molto bene ,signora Solo Mag" Poi si rivolse a Carmela e Javier. "Quanto a voi due ,qualsiasi cosa accada , non lasciate che il Gallanti metta mano alla spada. Se riesce ad estrarla siete tutti morti. Siamo intesi?"

I due risposero all'unisono
"Sì Monsignore"

"Invece a te , mio buon Armando , affido Bucefalo . Esso è notoriamente malabestia , quindi abbi del riguardo nei suoi confronti e trattalo con cura. Sii leggero nel condurlo , così come eri solito alleggerire le tasche delle tue vittime"

Armando si volse verso l'asino e si accorse che l'animale lo stava scrutando con aria severa.
"Non...non mancherò , Eccellenza"

Da lontano ,oltre le mura della città , giunse il rintocco di una campana.



Ormeggiata in capo ad un breve pontile , si stagliava la sagoma scura della Nettolemo  ,una vecchia nave da trasporto della Pontificia Marina ,ormai da tempo dismessa dal servizio e cancellata dai registri navali, tuttavia mai smantellata.

Davanti alla Nettolemo stava di guardia il suo antico capitano , Eugenio Gallanti.
Il vecchio gigante misurava a lente falcate il pontile , ogni dieci passi si fermava e si guardava intorno , per poi ritornare verso il punto di partenza.

Una figura emerse dall'ombra , a poca distanza dal Gallanti.

"Chi è là!" Intimò con voce cavernosa l'uomo d'arme.

La figura si avvicinò di qualche passo , entrando in una zona meglio illuminata.
La luce delle torce rivelò le fattezze sinuose di quella che pareva essere una donna di mestiere.
"Mi chiamano Mag" -disse la donna con fare audace- "e porto la felicità dove mi poso. Vuoi un po' di compagnia , grand'uomo?"

"Questo non è posto per meretrici , faresti meglio a tornare in città"

"Non ti arrabbiare , suvvia. Dentro le mura gli uomini puzzano di vino e sono tanto cattivi con me. Tu, invece ,mi sembri uno di vecchio stampo ....sono sicura che non mi maltratterai. Solo per te , cinquanta denari."

"Sparisci. Non mi interessa"

"Ti prego , non farmi tornare in città a mani vuote!"

Gallanti le lanciò un sacchetto tintinnante di monete
"Eccoti cento denari , ma te ne devi andare subito. Se chi è su quella nave mi vede qui con te, ne avrà a che ridire"

"Caballero , io batto le strade , ma non cerco la carità. Ho una professionalità da difendere! Almeno un bacetto te lo devo dare. Vieni qui da me e prenditi ciò che stai comprando , altrimenti mi sentirai strillare come un'anatra arrabbiata"

Gallanti chiuse tra i denti una risata e percorse la distanza che lo separava da Mag.
"In vita mia ne ho viste di sgualdrine matte , ma di sicuro tu sei la più matta di t..."


Tutto si svolse molto velocemente .
Carmela e Javier assalirono Eugenio all'improvviso , avvinghiandosi alle sue possenti braccia.
Mag fece per sfilargli la spada , ma il guercio aveva già capito tutto e con un calcio ben piazzato la spedì a terra.
Nonostante Carmela e Javier gli fossero addosso con tutto il loro peso , Gallanti iniziò a roteare furiosamente le braccia per liberarsi. Gli bastò un brusco scossone delle spalle per far volare Carmela oltre la banchina , facendola finire in acqua.
Nel frattempo Javier era riuscito a guadagnare una posizione migliore ed ora da dietro serrava con un braccio la gola del soldato  , come una garrota.
Gallanti non perse tempo , con la mano libera trovò la testa del suo rimanente aggressore, iniziando a stringerla in una morsa di ferro.
Javier sentì scricchiolare le ossa del cranio e capì che di quel passo sarebbe presto morto.

Un attimo prima di perdere i sensi , udì da dietro le sue spalle la voce di Armando
"Spostati Javier , molla la presa!"

Javier si puntellò coi piedi sulle reni del Gallanti e si spinse indietro con tutta la sua forza. Il Gallanti lasciò la presa e con un unico , fluido gesto , sguainò la sua enorme spada e si voltò. Solo per trovarsi faccia a faccia col deretano di Bucefalo.

Nello stesso momento , Armando strappò una ciocca di peli dalla groppa dell'asino .Bucefalo si impennò sulle zampe posteriori , lasciando partire un doppio , fortissimo , calcio.
Gallanti fu investito in pieno petto dalla furia della bestia.Arretrò di un paio di passi , poi le gambe gli cedettero e si ritrovò seduto a terra , in stato confusionale.
Armando , Javier e Mag gli furono subito addosso , finendolo a pietrate.

Quando tutto fu finito , Teodoro uscì allo scoperto e si accertò delle condizioni del Gallanti.

"E' morto , vero?" Chiese ansimando Javier

Teodoro diede una rapida occhiata al titanico servitore di Clodoveo.
"No , lo posso curare. Trascinatelo dietro quella cassa e legatelo. Al mio ritorno mi occuperò di lui , e anche di voi. A proposito , dov'è finita Carmela?"

"Sono qui..... per mia fortuna so nuotare!"
La serva era madida d'acqua , un grosso pennacchio di alghe le incoronava il capo , in guisa di parrucca.

Mag si lasciò sfuggire un risolino
"Madonna Carmela , parete una cozza."

Carmela le si avvicinò minacciosa
"Chi nasce tondo non può morir quadrato , nevvero meretrice?"

Teodoro si frappose tra le due
"Litigherete una volta tornate a Burgos , ora fatemi salire sulla nave"

"Ben detto , Monsignore" - proferì Armando "Ora che il Gallanti è fuori combattimento , andiamo a prendere Clodoveo e facciamola finita"

"Purtroppo non è così semplice"-rispose Teodoro -. La battaglia che mi accingo a combattere riguarda solo me e mio padre , e non prevede l'uso di armi. Egli scenderà con me da quella passerella , di sua spontanea volontà. In caso contrario , nessuno dei due tornerà..... Se entro mezz'ora non saremo qui , avete l'ordine di bruciare la nave e tornare alle vostre case , dimenticando tutto quanto è successo. Questo è l'ultimo compito che vi affido."

"Questo è fuori discussione , Padre" -disse Carmela- "Io vengo con voi."

"Amica mia , lasciami andare. Se Nostro Signore ha deciso che il mio cammino terreno finisca qui, non possiamo fare altro che accettarlo. Vuol dire che ci rincontreremo nell'Aldilà , sotto la fulgida aurora della Grazia di Teos. Chi crede davvero non muore davvero , ricordi?"

Carmela abbassò il capo e prese a piangere in silenzio.

Teodoro indossò con calma i sacri paramenti , calzò la mitra sul capo ed afferrò il pastorale.
Poi , lentamente , si diresse verso la Nettolemo.

« Last Edit: 22 June, 2017, 01:28:59 AM by Teodoro Sidonio »

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Re: Le Opere e i Giorni [CRP]
« Reply #23 on: 30 June, 2017, 03:39:21 AM »
Nel salire sulla passerella che conduceva al ponte della Nettolemo , Teodoro non potè fare a meno di leggere il nome della nave , dipinto a caratteri cubitali sullo scafo. il Vescovo attinse per un attimo ai suoi ricordi di giovane allievo di Padre Umberto.

"Nettolemo. Pare una storpiatura del nome di Neottolemo il Fulvo,colui che uccise Re Priamo di Troia , ormai sconfitto e implorante pietà , battendolo a morte col cadavere del piccolo Astianatte."
Teodoro scosse il capo innanzi all'esaltazione di tanta bestialità , poi passò oltre.

Il ponte della nave era completamente deserto , nessun segno della presenza di un equipaggio. Eppure tutto pareva perfettamente in ordine : le sartie erano correttamente tese e la velatura sembrava perfettamente ammainata e pronta per l'uso. Lo stato generale di conservazione del vascello era buono. Solo qualche tavola di legno pareva essersi incurvata , facendo saltare i chiodi che la tenevano vincolata ai sottostanti magatelli. Nonostante questo , la Nettolemo sarebbe stata in grado di prender il mare in qualsiasi momento.

Il prelato aprì la botola che conduceva sottocoperta e notò che dal basso giungevano fioche luci di candela. Discese per una stretta scala , indi si  guardò intorno.
L'interno della nave non rispecchiava affatto il suo aspetto esterno , invero piuttosto ordinario.
Teodoro rimase esterrefatto nello scoprire che , laddove originariamente erano previsti gli alloggi dell'equipaggio ed il vano di carico , era stato ricavato un unico grande ambiente abitabile , sontuosamente arredato e decorato. Non un solo pollice di legno era stato lasciato scoperto : il pavimento era ricoperto da una sequenza ininterrotta di preziosi tappeti di origine orientale e caucasica , mentre l'interno della chiglia era rivestito da mirabili arazzi. Il mobilio non era da meno in fatto di ricercatezza ; tra le varie meraviglie di ebanisteria spiccava un imponente letto di legno scuro , completo di baldacchino sostenuto da quattro colonne tortili.
Nel mezzo della pediera del letto  era scolpito lo stemma della Casa Hohenstaufen : tre leoni disposti a colonna.

Teodoro strinse a sè il pastorale e si diresse lentamente verso prua , laddove vi era una zona immersa nell'oscurità. Iniziò sommessamente a pregare.

"Dal profondo dell'Abisso io ti invoco , o Signore
mia Roccia , mia Fortezza , mio Riparo ,
proteggi la mia anima dall'assedio del Male ,
rendimi degno della Grazia del Logos
affinchè io possa proclamare la Tua Parola.
Ricordami quanto sono infelice
quando mi trovo lontano dalle Tue Leggi,
e non abbandonarmi mai
perchè senza di te io sono solamente....
"


Una voce indistinta proveniente dalla zona d'ombra completò la preghiera.
"....io sono solamente polvere ed ombra. Amen."

Teodoro fu colto da tremiti. Per un lungo attimo esitò , poi gettò lo sguardo sul simbolo della Piramide e del Cerchio incastonato nel pastorale e si sentì immediatamente meglio.

Poi , con voce calma parlò 
"Uscite dall'ombra ,padre mio . non è più tempo di giocare. Sono giunto qui nell'intento di redimervi e , con l'aiuto di Teos ,  oggi lo farò. Prima che tentiate alcunchè  , mi preme dirvi che il Gallanti è attualmente fuori uso e che questa nave è circondata dalla Guardia Episcopale. Venite con me , padre , pregheremo insieme per la vostra anima."

Nessuna risposta giunse dall'altra parte.

Teodoro battè con violenza il puntale del pastorale contro il pavimento , poi declamò :
"In nome dell'Altissimo , io Teodoro Sidonio da Burgos , inquisitore generale di Castilla e Leon , ordino a te Clodoveo Hohenstaufen di Svevia , sospetto di eresia , blasfemia , perversioni contro Dio , L'Uomo e la Natura , di sottometterti  e consegnarti nelle mani del Sant' Uffizio, acciocchè la tua condotta venga valutata da clari et illustri viri della mia giurisdizione , secondo i dettami del Diritto Canonico! Scegli ,Clodoveo : o me o il fuoco!"

Una figura si mosse ed uscì dall'ombra.
Alla tremula luce delle candele , apparve una donna alta , abbigliata con una semplice tunica di candido lino.
I suoi capelli sciolti risplendevano di un profondo rosso ramato , appena attenuato sulle tempie da qualche striatura di bianco. Gli occhi , del medesimo colore ipnotico degli azulejos , erano contornati da piccole rughe ,prime testimoni dell'incedere del tempo.
Luna sorrise e Teodoro non potè far a meno di pensare che Clodoveo non avesse torto nel definirlo il sorriso più bello al mondo.

"Detesto l'idea di deluderti già fin d'ora , mio adorato e desideratissimo figlio ,ma Clodoveo non è più di casa qui. Spero che tu ti possa dunque contentare della mia sola compagnia."

Mentre Teodoro annaspava nel più totale sconcerto , incapace di trovare le parole,  Luna inclinò leggermente il capo di lato e mostrò un'espressione amabilmente arguta.
"Un po' di emotività potremmo anche concedercela , a questo punto. Non trovi?"

Mitra e pastorale volarono su un morbido tappeto , mentre Teodoro correva in lacrime ad abbracciare la madre.

« Last Edit: 30 June, 2017, 09:40:53 AM by Teodoro Sidonio »

Teodoro Sidonio

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Re: Le Opere e i Giorni [CRP]
« Reply #24 on: 08 July, 2017, 01:58:03 AM »
Luna esplorò il viso del figlio con le sue dita diafane e delicate. Nel suo mondo fatto solo di voci e di ombra , la donna aveva sviluppato un senso del tatto piuttosto analitico. Piccoli tocchi leggeri e precisi  le bastavano per crearsi un'immagine mentale di qualsiasi oggetto.

Teodoro trovò questo infinitamente piacevole. Chiuse gli occhi e per un attimo gli parve di trovarsi immerso in un nugolo di farfalle.

Quando Luna arrivò a toccare il naso , non potè fare a meno di sorridere.
"Questo è il naso di tuo padre ! E' proprio.....impossibile da dimenticare"

"Ciò non mi stupisce affatto , madre mia"-rispose Teodoro- " In verità penso che anche io riconoscerei il mio naso ovunque , se non ce l'avessi qui piantato in volto , a spartirmi malamente gli occhi dalla bocca. Credo che un giorno attaccherò briga con la mia serva col solo scopo di farmi cambiare i connotati"

Luna rise , e il suono della sua risata aveva lo stesso colore dell'argento di Izmir.
"E chi sarebbe questa serva manesca?"

"Mi sta aspettando qui fuori , insieme al resto della Guardia Episcopale. Anzi , sarà bene che io li avvisi. Avevo detto loro di bruciare la nave se non fossi tornato in breve tempo. Però , conoscendo Carmela , credo che disattenderà anche questo mio ordine e presto irromperà qui come un mastino ,per trascinarmi via contro la mia volontà"

Dalla botola di coperta risuonò la voce di Carmela , poi si udì un tonfo sordo.
"Ahia. Che botta! Ma perchè su una nave così grande hanno messo gradini così piccoli!"

Senza neppure voltarsi , Teodoro sorrise afflitto a Luna
"Giustappunto. Ecco la mia aguzzina che s'avanza"

Carmela si rialzò e procedette spedita verso il Prelato , incurante di tutto il resto.
"Padre Teodoro , dovete immediatamente venire con me! Lasciate perdere i fantasmi del pass..."
Poi si accorse di Luna e la frase le morì i gola

Teodoro si rivolse alla sua perpetua
"Amica mia , lascia che ti presenti mia madre"

Carmela si fece paonazza e prese a balbettare
" Sicchè voi...emh...Signora...voi sareste dunque....Luna?"

Luna chinò il capo con grazia
"Non fui battezzata con questo nome , tuttavia il padre del tuo Vescovo era solito appellarmi in tal guisa. Quindi , per rispondere alla tua domanda , direi di sì"

Carmela si inchinò e disse in tono formale :
"E' un onore incontrarvi , Donna Luna. Sua Eccellenza ha vegliato per notti intere pensando a voi e piangendo. Mi rincresce dovervelo sottrarre proprio ora , ma dobbiamo rientrare al più presto a Burgos"

Teodoro fissò severamente Carmela
"Non lo pensare nemmeno"

La serva sussurrò una breve frase all'orecchio di Teodoro. La reazione del Vescovo fu immediata. Si rivolse a Luna.
"Mia dolce madre , è successa una cosa terribile. Debbo immediatamente partire. Non dispongo di lusso o di agi da offrirvi , ma se mi vorrete accompagnare alla Capitale potrete contare sulla compagnia di vostro figlio , della sua serva linguacciuta , di cinque buone persone e di un asino cattivo. Vi prego di non lasciarmi da solo in un momento tanto difficile"

Luna si portò le mani sui fianchi
"Non ho fatto così tanto per ritrovarti, solo per perderti ancora , carne della mia carne. Prendi la mia mano , così come consentivo a tuo padre di fare , e conducimi fuori da questo mausoleo galleggiante. E' tempo che io torni nel mondo."

Il piccolo convoglio abbandonò di gran carriera il porto di Santander , lasciandosi alle spalle lo scheletro fiammeggiante della Nettolemo.

Teodoro Sidonio

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Re: Le Opere e i Giorni [CRP]
« Reply #25 on: 12 July, 2017, 01:15:51 AM »
All'interno del patio del Palazzo Reale di Burgos regnava un silenzio di tomba.
Teodoro attraversò velocemente il cortile e si diresse verso i quartieri del Re. Proprio di fronte a quell'edificio , sostava un capannello di nobili  , intenti a discutere concitatamente sul da farsi.
Il Vescovo vinse la sua curiosità e si mise a sedere sotto l'ombra di un oleandro , nell'attesa che il conciliabolo terminasse.
Tra le varie figure che animavano quella riunione improvvisata , egli riconobbe il Principe Pignatelli , il Capitano Santacruz e la Duchessa Mendoza. Ad un certo punto i nobili si mossero di comune accordo e con poco sforzo abbatterono la porta che conduceva agli appartamenti reali.
Teodoro li vide precipitarsi all'interno e li seguì con discrezione.
Si affacciò nell'atrio e guardò verso l'alto , attraverso la scalinata elicoidale che portava al piano nobile. Attese per qualche tempo , incerto se proseguire.
All'improvviso un urlo di donna squarciò il silenzio di quel rovente meriggio , era la voce della Duchessa Mendoza.
Teodoro ruppe ogni indugio e prese a salire la scala , mentre la sua mente si preparava ad affrontare il peggio.
Giunse sulla soglia della camera del Re e vide proprio ciò che temeva.
I nobili si erano disposti ad emiciclo intorno al corpo riverso a terra di Lello di Castiglia.
Teodoro si inginocchiò accanto al suo Sovrano e prese ad esaminare il suo stato.
Lello non era morto , ma le sue condizioni parevano disperate.

Il Vescovo fece portare i suoi arnesi da cerusico ed intraprese alacremente una serie di rituali di  guarigione.
Per due giorni interi egli fu al capezzale del suo re ,nella speranza di cogliere qualche cenno di miglioramento , tuttavia la fortuna non gli arrise.
All'alba del terzo giorno , Teodoro si rassegnò ed emerse esausto dalla stanza, non prima di sfilare delicatamente la Corona dal capo dell'agonizzante Lello.
Nel corridoio antistante , i nobili lo accolsero con aria interrogativa.
Teodoro si limitò a consegnare loro la Corona di Castiglia , aggiungendo solamente:

"Si faccia ciò che deve essere fatto"

La Duchessa Mendoza indicò il Principe Pignatelli e tutti gli altri nobili annuirono in silenzio.

Il Vescovo allora aggiustò la Corona sul capo del designato e , dopo aver impartito una veloce benedizione ,proclamò :

"Lunga vita a Re Giovanni ,per Grazia di Teos  Re di Castiglia e Leon"

Tutti i presenti ripeterono all'unisono la formula , e la loro voce risuonò potente sotto le volte del palazzo.
« Last Edit: 12 July, 2017, 08:54:46 AM by Teodoro Sidonio »

Teodoro Sidonio

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Re: Le Opere e i Giorni [CRP]
« Reply #26 on: 03 October, 2017, 12:51:41 AM »
"Naturalmente non ci credo" - disse Teodoro , lisciandosi pensosamente la barba.

Udite quelle parole ,Eugenio Gallanti ebbe un moto di stizza e , rizzatosi in tutta la sua spropositata altezza innanzi al prelato , prese a sbraitare.
"Vi dico che è morto , defunto , stecchito come un baccalà! Chi credete che lo abbia ritrovato esanime? Io! Chi credete che lo abbia preparato per il suo ultimo viaggio? Io naturalmente. Con due cose ho avuto particolare confidenza in passato : con la morte e con vostro padre. E vi assicuro che quello che ho sepolto era  il vostro genitore ,per giunta già ad un buon punto di frollatura!"

Teodoro si limitò ad inarcare un sopracciglio
"Perchè dovrei credere al carceriere di mia madre? Rapitore d'infanti e sterminatore d'innocenti , ecco quello che sei. Ti sto chiedendo di fornirmi prove delle tue affermazioni , ma a quanto vedo due giorni appeso dentro al pozzo non ti hanno reso meno vago. Forse dovremmo prolungare il tuo soggiorno tra le anguille."

Il Gallanti abbassò il capo e si risedette sulla panca di legno , le catene alle sue caviglie sferragliarono mestamente.
"Ne sono consapevole , qualunque cosa io dica non mi varrà la salvezza , ma a questo dovete credere...,,guardate qui" - si indicò l'orbita vuota dell'occhio sinistro -"Vedete?questo me l'ha cavato vostra madre il giorno in cui io vi ho portato via da lei. Dopo la morte di Clodoveo  avrei potuto accopparla e gettarla a mare , o anche peggio. Eppure non le ho mai mancato di rispetto , lei ve lo confermerà...più che carceriere sono stato il suo servitore"

Teodoro annuì
"E' questo il motivo per cui non ti ho fatto appendere a testa in giu , all'interno del pozzo."- l'Inquisitore si concesse qualche secondo prima di continuare-
"Aiutami ad aiutarti , Eugenio. Non ho la stoffa del carnefice."

Il Gallanti allargò le braccia
"Cosa debbo fare?...ditemelo voi , per pietà"

"Puoi iniziare a dirmi in che luogo avresti tumulato la salma di Clodoveo"


"Per volontà di vostro padre , la testa è stata sepolta a Dublino , all'interno delle rovine della antica Cattedrale. Il cuore invece è stato seppellito nelle campagne urbinati , tra le radici di una quercia nera. Per quanto concerne il resto del corpo , è stato suddiviso e dislocato in varie zone di Praha , all'interno di graziosi vasetti di terracotta."

"Questo è un abominio.....mi stai descrivendo un rituale diabolista" Osservò disgustato il Vescovo.

Il viso del Gallanti si trasfigurò all'improvviso , distorcendosi in un  ghigno silenzioso. Ogni traccia di timore era in lui svanita istantaneamente, come per sortilegio. Un rivolo di bava scavalcò l'argine delle sue labbra sottili , mentre il suo unico occhio sano prese ad ardere d'una luce perversa.


Teodoro sentì un brivido corrergli giù per la schiena. Senza aggiungere altro , si alzò ed uscì dalla cella.

Dietro di lui , giunse la  folle risata del Gallanti
"Gran bella famiglia la tua , prete! Presto li raggiungerai , qui da me...."

Teodoro richiuse la porta della cella e si ritrovò Carmela accanto. La serva aveva assistito all'interrogatorio ed era impietrita dal terrore.
"Quello è....è..."


"Il Nemico. Finalmente si è palesato. Prepara Bucefalo e Aquilante , ci aspetta un lungo viaggio."
« Last Edit: 03 October, 2017, 01:18:33 AM by Teodoro Sidonio »

Teodoro Sidonio

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Re: Le Opere e i Giorni [CRP]
« Reply #27 on: 04 October, 2017, 12:25:50 AM »
Bucefalo ed Aquilante scollinarono pigramente l'ennesima altura .Ormai i pendii si erano fatti più dolci e radi , e la valle del Metauro  già si apriva in un paesaggio fiabesco sotto di loro.
Teodoro aveva preso a fischiettare allegramente un celebre mottetto di Guillaume de Machaut ; da più di un quarto d'ora andava ripetendo lo stesso tema , salvo interrompersi di tanto in tanto per ridacchiare tra sè.

Allo scadere del sedicesimo minuto , Carmela non riuscì più  a trattenersi.
"Basta , mi date ai nervi! Ora ,o fate ridere anche me , oppure significa che state ridendo di me! Eppoi non riesco nemmeno a comprendere il motivo della vostra allegria....ho ancora impressa nella mia mente la faccia del Gallanti mentre veniva posseduto da Eldiavolique...."

A quel punto Teodoro iniziò a ridere così di gusto che fu costretto ad abbracciare il collo di Bucefalo per non cadere. Cercò di parlare , ma il riso lo interruppe ancora ed ancora , fino a che Carmela perse la pazienza e lo disarcionò con un calcio bel piazzato.
Riverso a terra , sopra una provvidenziale zolla erbosa , Teodoro ebbe il suo bel da fare per riacquistare un minimo di serietà. Dopo essersi alzato con fatica , rivolse a Carmela il suo viso bagnato di lacrime.
"Scusami , amica mia , sono stato egoista fin ora. Però te la sei voluta [risate]....Ma davvero hai creduto alla pantomima del Gallanti?...[risate]....Quando sono uscito dalla cella ho finto di credere nella sua possessione perchè egli pensasse che ci ero cascato , ma tu invece...[risate]....ad onor del vero ,in principio stavo quasi per farti i miei complimenti per il modo in cui pensavo avessi simulato terrore , ma mi sono accorto che il tuo era terrore autentico [risate]. Buh , sono Eldiavolique! E lei ci crede subito come una papera [risate]"

Per un attimo Carmela fissò interdetta Teodoro , ormai piegato dai crampi , poi realizzò la comicità della situazione e iniziò a sghignazzare ,ruzzolando anch'essa dalla sua cavalcatura.

Bucefalo ed Aquilante li osservarono con quel silente disprezzo che solo gli asini possono concepire.

Trascorso un lasso di tempo non indifferente , il viaggio potè proseguire. Teodoro aveva riacquistato il suo ordinario tono professorale ed aveva iniziato ad esporre alcune nozioni alla sua serva.
"Vedì Carmela , Il Maligno esiste in realtà , e trama da sempre per sovvertire il Regno di Nostro Signore. Ma non opera certo facendo seppellire cuori di Cardinali sotto delle querce , oppure nascondendo pezzi di cadavere in recipienti di terracotta. Questa è superstizione di bassa lega , storielle del volgo buone per spaventare i bambini. Chi cerca il Male sulla terra lo troverà ben annidato nei desideri degli uomini. Colui che è schiavo delle proprie passioni , ecco , quello può essere considerato un indemoniato. Anzi , se volessimo alludere ai famosi vasetti di terracotta del Gallanti , potremmo definire chi si trovi in questa condizione un invasato , eh eh"

"Quindi perchè siamo partiti per Urbino?" - obiettò Carmela

"Perchè ritengo che l'esibizione del Gallanti non fosse altro che un espediente concordato con mio padre in caso di cattura. Questa sarebbe la prova definitiva che Clodoveo è vivo.Non mi sorprenderei se qualcuno ci stesse seguendo a distanza di un paio di leghe , pronto per assalirci nel momento più propizio.  Ma noi , invece che vagare per le campagne , entreremo in città e ce li porteremo un po' a spasso"

"E poi?"

"Ogni cosa a suo tempo , Carmela. Ma intanto guarda là , ecco Urbino . Domani saremo nel cerchio delle sue mura."

« Last Edit: 04 October, 2017, 12:32:04 AM by Teodoro Sidonio »

Teodoro Sidonio

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Re: Le Opere e i Giorni [CRP]
« Reply #28 on: 04 October, 2017, 10:52:57 PM »
Teodoro e Carmela erano ormai giunti alle porte di Urbino.
Convogli di mercanti entravano e uscivano dalla città , mentre da dietro le mura provenivano i suoni delle fucine e degli opifici in piena attività.

Carmela annusò l'aria
-"Padre , sento profumo di pane."

Teodoro sorrise
-"E' un buon segno , Carmela. Significa che la città è prospera e fiorente"

-"Sì , però mette appetito"

-"Non ti preoccupare , tra poco ci potremo rifocillare. Prima però , in ossequio alle civili consuetudini , andremo a porgere il nostro saluto al padrone di casa. "

I due passarono innanzi alle guardie e Teodoro si presentò.
"Sono Monsignor Sidonio da Burgos e costei è la mia serva. Siamo giunti per  omaggiare la salma del Duca di Montefeltro"

Le guardie non ebbero nulla da obiettare e li lasciarono entrare .
Teodoro alzò gli occhi e vide le due guglie di Palazzo Ducale stagliarsi contro il cielo , il Mausoleo non doveva trovarsi molto distante da lì.

Dopo essersi districati attraverso un fitto reticolo di vie , viuzze e vicoli , i due giunsero in prossimità di un grosso edificio , sulla cui sommità spiccava una larga cupola cilindrica. Una torre campanaria era addossata al corpo di fabbrica principale.
Sopra l'architrave del portone , era scolpita un'epigrafe


HIC ODDANTONIUS REX ITALICARUM GENTIUM IACET


-"Eccoci arrivati" - disse Teooro -"Tu aspetta qui fuori e fingi di badare ai ciuchi. Se noti qualche straniero bighellonare in modo sospetto intorno al piazzale , vienimi a chiamare. Non metterti nei guai in mia assenza , siamo intesi?"

-"D'accordo Padre"

Teodoro aprì il portone e si fermò sulla soglia , poi si voltò .

-"Ah , Carmela?"

-"Dite Padre"

-"Non molestare le guardie , capito?"

-"Mi costerà fatica , sono così carini in uniforme...."

Teodoro sbuffò ed entrò nel Mausoleo.

[continua qui]
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