Author Topic: [CRP]Consacrazione cardinalizia di Umberto Savoia  (Read 3744 times)

Giulia Aldobrandeschi

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Re: [CRP]Consacrazione cardinalizia di Umberto Savoia
« Reply #15 on: 31 May, 2014, 10:13:55 PM »
Giulia tornò a volgere lo sguardo al Cardinale notando come la sua postura fosse maggiormente rilassata, parimenti al procedere della conversazione.

"Il paradosso consiste proprio, a mio avviso, in questo: ci è concessa, a mio avviso, la libertà di agire, ma non la libertà di volere. In altre parole i nostri desideri sfuggono alla nostra volontà, in quanto derivanti da una causa che è a noi esterna. Cercherò di farVi un esempio pratico per meglio esplicare questa posizione: se Voi avete sete, sarete libera di chiedere o meno, al Vostro paggio di portarVi una caraffa con l'acqua, ma il controllo della sete non è pienamente nella Vostra disponibilità.

Non preoccupateVi Maestà  i sentieri già battuti sono sicuri, ma così terribilmente noiosi"


Giulia rise leggera a quell'ultima osservazione. Lo guardò per un attimo nuovamente dritto negli occhi, come a voler cogliere quale fosse la profondità di quella curiosità, che sembrava non volersi far imbrigliare da nulla.

Poi tornando a sorridere tracciò con il braccio un ampio cerchio a indicare lo spazio circostante, contemporaneamente annuendo con il capo - Certamente, Vostra Eminenza, la nostra libertà di agire è condizionata parimenti da tutto ciò che ci circonda, dalle persone il cui cammino incrocia il nostro, dalla nostra condizione presente, così come, più o meno celatamente, dalla nostra condizione passata.
Su tutto questo abbiamo solo parziale dominio, quello che appunto ci può concedere la nostra limitata volontà. Eppure essa ci è così cara...

 
Lasciò risuonare l'eco di quella frase nella cappella ormai quasi vuota, lasciandosi il tempo di valutare se fosse opportuno proseguire oltre quella conversazione. Eppure dovette ammettere con se stessa che gli interessi e le conoscenze del neo Cardinale rendevano la conversazione assai piacevole.
Annuì esplicitamente, quasi senza renderse conto, e poi aggiunse - I sentieri delle montagne raramente sono  noiosi infatti, Vostra Eminenza. Confesso che sarei curiosa di sentirvi raccontare la vostra storia, così come di visitare nuovamente i giardini del Palazzo. Il mirabile ricordo che ne ho di questo inverno non potrà che esaltarsi con una visita di questa stagione.




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Re: [CRP]Consacrazione cardinalizia di Umberto Savoia
« Reply #16 on: 01 June, 2014, 08:59:04 AM »
- I sentieri delle montagne raramente sono  noiosi infatti, Vostra Eminenza. Confesso che sarei curiosa di sentirvi raccontare la vostra storia, così come di visitare nuovamente i giardini del Palazzo. Il mirabile ricordo che ne ho di questo inverno non potrà che esaltarsi con una visita di questa stagione.
[/quote]

A Umberto piacque molto quella che interpretò come un invito della Regina a visitare i Giardini del Vaticano. Abituato come era al clima della sua Savoia, anche il tepore della primavera romana gli pareva rovente, specialmente quando si trovava negli ambienti chiusi ed affollati, come in quella circostanza. Nonostante, infatti, fosse nella penisola italica da qualche tempo, a due cose non era riuscito ad abituarsi: al clima e alla cucina che utilizzava l'olio di oliva, anzichè l'amato burro.
"Vostra Maestà, i Giardini del Vaticano in questo periodo sono incantevoli: le piante si sono vestite a festa e riversano i loro profumi per i sentieri che attraversano le aiuole.
Pare veramente, come ritenevano gli antichi, che la primavera sia la gioia di una madre, Demetra, che rivede sua figlia Persefone dopo molto tempo.
Sarei ben lieto, quindi, di passeggiare con Voi, se lo vorrete, tra le rose in fiore, e di raccontarVi la mia storia, che, Vi preannuncio, troverete molto noiosa
" e, a queste parole gli sfuggì un sorriso e si pose in attesa di un cenno di assenso della Regina.

Immensi Tremor Oceani



Giulia Aldobrandeschi

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Re: [CRP]Consacrazione cardinalizia di Umberto Savoia
« Reply #17 on: 01 June, 2014, 12:38:04 PM »
"Vostra Maestà, i Giardini del Vaticano in questo periodo sono incantevoli: le piante si sono vestite a festa e riversano i loro profumi per i sentieri che attraversano le aiuole.
Pare veramente, come ritenevano gli antichi, che la primavera sia la gioia di una madre, Demetra, che rivede sua figlia Persefone dopo molto tempo.
Sarei ben lieto, quindi, di passeggiare con Voi, se lo vorrete, tra le rose in fiore, e di raccontarVi la mia storia, che, Vi preannuncio, troverete molto noiosa"


Giulia sorrise amabilmente, lieta che il Cardinale avesse accolto l'invito - Vi ringrazio, Vostra Eminenza, sarà un piacere lasciarmi guidare nella visita.

Fece una breve pausa e poi aggiunse, già incammindosi con passo leggero verso l'ingresso della cappella - Quanto alla vostra storia, lasciate a me il compito di giudicare. Credo che possiate essere giudice troppo severo di voi stesso, invero.



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Re: [CRP]Consacrazione cardinalizia di Umberto Savoia
« Reply #18 on: 01 June, 2014, 08:08:06 PM »
Umberto decise di condurre la Regina in quello che considerava il punto più bello dei Giardini, un'aiuola composta da rose rosse che erano sbocciate da poco e si mostravano per la sua bellezza, circondate da una bordura di anemoni.

"Le rose- iniziò il Cardinale - sono l'allegoria dell'amore che vince sulla morte.
La mitologia greca vuole, infatti, che siano nate dal sangue versato da Afrodite quando si ferì con dei rovi per tentare di salvare il suo amato Adone ferito a morte da un cinghiale.
Come tali, sono divenute anche il simbolo di Immanuel che si è fatto uccidere per la nostra salvezza, per poi risorgere e sedere con Teos nella gloria eterna"


Volse, quindi, lo sguardo verso la Regina e continuò, ricordandosi della promessa fatta ad ella poco prima: "Mi avete chiesto di raccontarVi la mia storia, se non mi inganno.
Orbene,  nacqui nella capitale della Savoia, Chambéry, incassata tra il Massiccio dei Bauges, la catena di Belledonne e il lago del Bourget nell' Anno del Signore 1292, da una famiglia nobile locale, i baroni di Geneve.
Venni affidato a dei precettori dai quali appresi la letteratura latina, lamatematica, la filosofia e la retorica. Fin da subito, mi fu chiaro che la mia vita dovesse essere consacrata al servizio di Teos".

Si interruppe, per dare il tempo alla Regina di fargli, qualora lo avesse voluto, delle domande.


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Re: [CRP]Consacrazione cardinalizia di Umberto Savoia
« Reply #19 on: 01 June, 2014, 09:51:24 PM »
Giulia si lasciò guidare per i giardini del Vaticano, non senza ammirare deliziata la loro bellezza. La promessa del tiepido inverno era sbocciata in una messe  dai molti colori e dalle innumerevoli fragranze.
Sorrise quando il Cardinale si fermò dinnanzi all'aiuola di rose rosse. Per un attimo la colse la nostalgia del roseto bianco nel castello di Andernach, sorrise più dolcemente e si volse verso di lui.

"Le rose  sono l'allegoria dell'amore che vince sulla morte.
La mitologia greca vuole, infatti, che siano nate dal sangue versato da Afrodite quando si ferì con dei rovi per tentare di salvare il suo amato Adone ferito a morte da un cinghiale.
Come tali, sono divenute anche il simbolo di Immanuel che si è fatto uccidere per la nostra salvezza, per poi risorgere e sedere con Teos nella gloria eterna"


Annuì, tanto che con delicatezza ne coglieva una appena sbocciata e ne odorava il profumo. Si soffermò un attimo, richiamando alla memoria antichi versi -  Non saprei se abbiate avuto occasione di leggere  Saffo, Vostra Eminenza, ma questi  versi sono estremamente pregevoli quanto a musicalità, in particolar modo nella loro lingua originale.

Ora fra le donne Lidie spicca
come, calato il sole,
la luna dai raggi rosa
vince tutti gli astri, e la sua luce
modula sulle acque del mare
e i campi presi d'erba:
e la rugiada illumina la rosa,
posa sul gracile timo e il trifoglio
simile a fiore.


Poi si dispose ad ascoltare con attenzione il racconto che il Cardinale si apprestava a fare.

"Mi avete chiesto di raccontarVi la mia storia, se non mi inganno.
Orbene,  nacqui nella capitale della Savoia, Chambéry, incassata tra il Massiccio dei Bauges, la catena di Belledonne e il lago del Bourget nell' Anno del Signore 1292, da una famiglia nobile locale, i baroni di Geneve.
Venni affidato a dei precettori dai quali appresi la letteratura latina, la matematica, la filosofia e la retorica. Fin da subito, mi fu chiaro che la mia vita dovesse essere consacrata al servizio di Teos".


Cogliendo la pausa del Cardinale  replicò con tono leggero - Conosco quelle montagne, per motivi che ora sarebbe alquanto lungo spiegare, e ne ho sempre ammirato la bellezza. Sono certa che vi rimarranno sempre nel cuore, ovunque la vostra missione vi porterà in futuro, con il loro elevarsi verso altezze sconfinate, contro il cielo terso, la neve candida a farle risplendere in inverno. 
Poi fece un lieve gesto con la mano, incoraggiandolo a proseguire nel suo racconto.



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Re: [CRP]Consacrazione cardinalizia di Umberto Savoia
« Reply #20 on: 02 June, 2014, 01:01:32 PM »
 Conosco quelle montagne, per motivi che ora sarebbe alquanto lungo spiegare, e ne ho sempre ammirato la bellezza. Sono certa che vi rimarranno sempre nel cuore, ovunque la vostra missione vi porterà in futuro, con il loro elevarsi verso altezze sconfinate, contro il cielo terso, la neve candida a farle risplendere in inverno. 

"Avete detto una grande verita, Vostra Maestà.
Quelle montagne rimarranno scolpite nella mia memoria fintanto che non avrò esalato l'ultimo respiro" proseguì il Cardinale, facendosi serio al ricordo della sua terra natia."
"Come vi stavo dicendo, Maestà, la chiamata al servizio di Teos avvenne in quelle gelide lande, allorquando lessi per la prima volta i Testi Sacri. "
aggiunse Umberto.
"Voi sapete quanto sia dura la vita su questa terra: pestilenze, carestie e guerre reclamano a gran voce il loro raccolto di vite umane. In questo caos, l'uomo è solo un fuscello sferzato dal vento; eppure conserva in sè una scintilla di divinità che lo ha reso degno del sacrificio di Immanuel, per consentirgli la Salvezza eterna.
E proprio questi due aspetti mi colpirono: l'attenzione che Teos rivolge a noi e la possibilità di poter riscattarsi per godere della vita eterna. In altre parole Immanuel ci ha donato la Speranza, che, a guisa di goccia di rugiada che bagna le  abbra  di un assetato, ci regala quel conforto che ci permette di proseguire in questo periglioso cammino.
Scrissi, così, al Rettore del Seminario Pontificio a Roma, il cardinal De Pimpi, il quale mi accolse a braccia aperte. Partii, quindi da quelle terre per raggiungere Roma, dove ha sede la scuola che forma le nuove generazioni di ecclesiastici e a cui il nostro amato Pontefice Alessandro VI diede un regolamento che gli permise di tornare a funzionare.
Nella capitale della nostra Religione ricevetti il Battesimo da Monsignor Baccan, che purtroppo ci ha lasciati da qualche mese.
Durante la frequentazione del seminario ebbi molti maestri, tra cui spiccano i nomi del Cardinal De Pimpi e del Cardinal Chiaramonte: da loro appresi la teologia, con loro approfondii lo studio dei Testi Sacri e imparai come gestire una Parrocchia.
Fui messo alla prova quando mi venne affidata la Parrocchia di Napoli, dove ebbi il primo contatto con i fedeli della Chiesa Teologica.
Una volta preso il diploma venni confermato in quella Parrocchia e entrai a far parte della Curia, dove ebbi modo di partecipare alla stesura del Rituale Romano. Questo mi fece guadagnare il titolo e il trattamento di Monsignore e quello di Maestro delle Cerimonie Pontificie.
Dopo poco tempo, ritengo immeritatamente, venni creato dal Sommo Pontefice Vescovo di Napoli e Amministratore Apostolico delle altre Diocesi della penisola italica, compito che mi costrinse ad abbandonare la città di Partenope per raggiungere Trento e organizzare la costruzione della Cattedrale a Venezia.
Venni, successivamente, chiamato a ricoprire l'incarico di Segretario del Sacro Collegio Cardinalizio e mi fu concessa la possibilità di partecipare ai Concistori. Qui appresi il governo della Chiesa e dopo poco tempo ricevetti dal Sommo Pontefice il titolo Cardinalizio e mi fu affidata l'Arcidiocesi di Sassonia e Danimarca, nonchè l'incarico di vice Cancelliere, ricoprendo così la seconda carica amministrativa della Chiesa, dopo quella del Papa.
Ecco, in sintesi la mia storia. Come potete vedere vi è ben poco di avventuroso, ma mi è molto cara, in quanto è l'unica che mi è stata data"
ed accennò, a quest'ultime parole, un sorriso.
Immensi Tremor Oceani



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Re: [CRP]Consacrazione cardinalizia di Umberto Savoia
« Reply #21 on: 03 June, 2014, 04:01:49 PM »
Giulia  ascoltò con crescente interesse il racconto del Cardinale, soppesando le sue parole e i suoi modi nel raccontare, ben sapeva quanto si può apprendere dal modo in cui un uomo parla di se stesso.

"In altre parole Immanuel ci ha donato la Speranza, che, a guisa di goccia di rugiada che bagna le  labbra  di un assetato, ci regala quel conforto che ci permette di proseguire in
questo periglioso cammino.

... Ecco, in sintesi la mia storia. Come potete vedere vi è ben poco di avventuroso, ma mi è molto cara, in quanto è l'unica che mi è stata data"


Sorrise e replicò con tono volutamente misurato - Una modestia che vi fa onore, Vostra Eminenza, il vostro è sicuramente un brillante percorso considerata la vostra giovane età. Ma vedo bene quanto esso sia affiancato da una fede profonda.

Fece una breve pausa, troppo breve per dargli il tempo di schernirsi, e poi aggiunse - La Speranza.... Mi sovviene alla memoria il pensiero di un'antico filosofo e politico dei suoi tempi. Si sapis, alterum alteri misce: nec speraveris sine desperatione nec desperaveris sine spe.
In un certo qual senso, un invito al misurare se stessi, senza perdere di vista gli orizzonti lontani della nostra idealità.


Il cielo era terso e il sole cominciava a farsi più infuocato. Volse lo sguardo intorno alla ricerca di maggior frescura.


       
Se sei saggio unisci una cosa all’altra: non sperare senza disperazione e non disperare senza speranza.

« Last Edit: 03 June, 2014, 08:46:00 PM by Giulia Aldobrandeschi »



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Re: [CRP]Consacrazione cardinalizia di Umberto Savoia
« Reply #22 on: 03 June, 2014, 07:19:21 PM »
- La Speranza.... Mi sovviene alla memoria il pensiero di un'antico filosofo e politico dei suoi tempi. Si sapis, alterum alteri misce: nec speraveris sine desperatione nec desperaveris sine spe.
In un certo qual senso, un invito al misurare se stessi, senza perdere di vista gli orizzonti lontani della nostra idealità.


"Non sapevo che Vostra Maestà fosse seguace dello stoicismo" disse Umberto rivolgendosi alla Regina delle Fiandre con un sorriso.
"Sebbene alcuni concetti della filosofia della Stoà siano condivisibili, pur tuttavia, fornisce un'immagine dell'uomo inquietante: l'apatia, ovvero quello stato di perfezione tanto perseguita dai suoi seguaci caratterizzata dall'assenza di emozioni, non tiene conto del fatto che le emozioni siano una componente incomprimibile, direi quasi connaturata, dell'animo dell'uomo.
Lo stoicismo stesso, che nacque in un periodo buio della storia greca, l'Ellenismo che vide le poleis perdere la loro libertà di fronte ad Alessandro Magno, fu, a mio avviso, frutto della speranza dei filosofi, che si ripiegarono in una visione della filosofia per così dire personalistica, essendo venuta meno la possibilità di partecipare alla vita politica "

Poichè Umberto aveva indossato il galero rosso, non sentiva il caldo del sole, ma si accorse che qualche goccia di sudore cominciava ad imperlare la fronte della Regina, per cui le indicò, con un gesto della mano un albero frondoso sotto il quale potersi riparare dai raggi dell'astro.
Immensi Tremor Oceani



Giulia Aldobrandeschi

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Re: [CRP]Consacrazione cardinalizia di Umberto Savoia
« Reply #23 on: 03 June, 2014, 10:50:49 PM »
"Non sapevo che Vostra Maestà fosse seguace dello stoicismo.
Sebbene alcuni concetti della filosofia della Stoà siano condivisibili, pur tuttavia, fornisce un'immagine dell'uomo inquietante: l'apatia, ovvero quello stato di perfezione tanto perseguita dai suoi seguaci caratterizzata dall'assenza di emozioni, non tiene conto del fatto che le emozioni siano una componente incomprimibile, direi quasi connaturata,
dell'animo dell'uomo.
Lo stoicismo stesso, che nacque in un periodo buio della storia greca, l'Ellenismo che vide le poleis perdere la loro libertà di fronte ad Alessandro Magno, fu, a mio avviso, frutto della speranza dei filosofi, che si ripiegarono in una visione della filosofia per così dire personalistica, essendo venuta meno la possibilità di partecipare alla vita politica"


Giulia sorrise enigmatica a quelle parole, non perché avesse particolare propensione per quella dottrina filosofica, quanto perché riteneva improprio rivelargli  i propri più reconditi pensieri a quel proposito.

Si rifugiò quindi con naturalezza dietro un sorriso luminoso e con tono leggero rispose - Assenza di emozioni, Vostra Eminenza?!? No, vi assicuro che non mi si addice. E poi nessuna donna sarebbe disposta a privarsi di esse, quale ne sia il suo rango... - e con passo fluido si diresse nella direzione indicata dal Cardinale aggiungendo - Ma ditemi, Vostra Eminenza, vi recherete preso nella vostra arcidiocesi o altri impegni vi trattengono qui a Roma?




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