Author Topic: [ORP] La vita al Monastero - Life at the Monastery  (Read 4128 times)

Gualtieri Colapesce

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Re: [ORP] La vita al Monastero - Life at the Monastery
« Reply #30 on: 10 March, 2019, 09:44:15 AM »
Il nuovo re di Roma Dusan Zivkovic Dukljan era praticamente scomparso.

Si era totalmente disinteressato del regno e della popolazione, a sottolineare che ancora una volta, come tanti anni prima, l'unico scopo di Urbino era rendere Roma un deserto.

Il popolo era allo stremo, ed anche il gruppo di mercenari di Palmerino cominciava ad avere difficoltà a tirare avanti.

Fu in quei giorni che Roberto di Stabia lo convocò in gran segreto.
Stava organizzando una rivolta, ma aveva bisogno di uomini, e tutto l'esercito romano si era trasferito in blocco nelle terre iberiche.

Il Corvo, dunque, fiutò subito la possibilità di facili guadagni, e sguinzagliò il suo gruppo di miserabili a raccogliere "carne da macello".

Fu abbastanza facile con minacce e false promesse, raccogliere tra i poveracci di roma qualche centinaio di "cadaveri ambulanti", e dopo alcuni giorni, Gualtieri Colapesce si presentò al cospetto di Roberto di Stabia con un esercito di straccioni, armati di bastoni e zappe.

Attaccarono il Palazzo Reale all'alba, ma l'unica resistenza che trovarono furono le porte del palazzo.

Il re aveva pensato bene di fuggire in mare con i suoi sgherri, raccogliendo prima i pochi spiccioli delle casse reali.

Matteo Lubiani, già reggente spodestato di Albania, prese anche la corona romana.

Il Colapesce fu premiato con il titolo di Capitano della Guardia, ed il compito di visitare le strutture pubbliche, per riattivarle: questo compito fu davvero un premio.
Svuotò le casse di Accademia e Campo di addestramento, racimolando circa un migliaio di monete, e dividendole con il suo gruppetto.

Poi si presentò al mercato, forte del suo nuovo titolo, confiscando prodotti a destra e a manca.

Ma la situazione era davvero tragica. Non c'era molto da confiscare, e le monete rubate dalle casse pubbliche non sarebbero durate molto.

Matteo Lubiani, nuovo reggente di Roma, gli propose una missione in Albania.

Il Voivodato di Albania soffriva di una dittatura violentissima da parte dell'usurpatore Tervel Dulo. La popolazione locale era schiacciata da tasse altissime, e le leggi non permettevano ad i locali di avere cariche pubbliche, di lavorare e addirittura di pregare.
Ultimamente il tiranno aveva deciso di abbattere la cattedrale teologica della capitale, e la popolazione stava facendo di tutto per fermare questo scempio.

Gualtieri fece uno più uno, e decise che Durazzo poteva essere terreno fertile per il suo gruppo di miserabili.
Accettò la missione.
 
Partirono per Durazzo la mattina seguente, pronti ad "aiutare" i fratelli albanesi.


***************************************************************************************



The new king of Rome Dusan Zivkovic Dukljan had practically disappeared.

He was totally disinterested in the kingdom and the population, to underline that once again, as many years before, the only purpose of Urbino was to drive Rome into a desert.

The people were at the end, and even the group of mercenaries of Palmerino began to have difficulty getting by.

It was in those days that Roberto di Stabia summoned him in great secrecy.
He was organizing a revolt, but he needed men, and the whole Roman army had moved to the Iberian land.

The Crow, therefore, immediately understood the possibility of easy earnings, and unleashed his group of miserables to collect "meat for slaughter."

It was easy enough with threats and false promises, to gather among the poor men of Rome a few hundred "walking corpses", and after a few days, Gualtieri Colapesce showed up in front of Roberto di Stabia with an army of beggars, armed with sticks and hoes.

They attacked the Royal Palace at dawn, but the only resistance they found were the palace doors.

The king thought well of escaping to the sea with his henchmen, collecting first the few coins of the royal coffers.

Matteo Lubiani, formerly ousted ruler of Albania, took also the Roman crown.

Colapesce was awarded with the title of Captain of the Guard, and the task of visiting the public facilities, to reactivate them: this task was indeed a reward.
He emptied the coffers of Academy and Training Camp, collecting about a thousand coins, and dividing them with his little group.

Then he showed up at the market, with his new title, confiscating products without any reason.

But the situation was truly tragic. There was not much to confiscate, and coins stolen from public funds would not last long.

Matteo Lubiani, the new regent of Rome, proposed him a mission to Albania.

The Albanian Voivodeship suffered from a violent dictatorship by the usurper Tervel Dulo. The local population was crushed by high taxes, and the laws did not allow the locals to hold public offices, to work and even to pray.
Lately the tyrant had decided to destroy the theological cathedral of the capital, and the population was doing everything to stop this havoc.

Gualtieri  decided that Durazzo could be fertile ground for his group of miserables.
He accepted the mission.
 
They left for Durazzo the following morning, ready to "help" the Albanian brothers.




Gualtieri Colapesce

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Re: [ORP] La vita al Monastero - Life at the Monastery
« Reply #31 on: 09 May, 2019, 11:37:13 AM »
Durazzo era, se possibile, in condizioni ancora più disastrose di Roma.

Il dittatore si imponeva in ogni decisione con violenza, soffocando le continue rappresaglie del popolo nel sangue.

Anche la cattedrale teologica della capitale fu rasa al suolo, come estremo gesto tirannico, portando la cittadinanza allo sgomento più totale.

Palmerino ed i suoi sgherri non se la passavano male, sfruttando il discreto gruzzolo "recuperato" dalle casse romane, ma prima o poi i soldi sarebbero finiti, ed in Arberia c'era davvero poco da depredare.

Fu nuovamente convocato dal re di Roma.

Il reggente di Aragona, Berton Berton, non si vedeva in pubblico da molti giorni. Si vociferava di una grave malattia, quindi Gualtieri ed il suo gruppo armato furono inviati a Valencia a "valutare" la situazione.

Riuscirono facilmente a farsi strada tra le scarse resistenze delle guardie di palazzo, e scoprirono la triste verità: Berton Berton era morto.

Gualtieri si tuffò nella ghiotta occasione, prendendo immediatamente il trono di Aragona.

Un dispaccio reale di poche righe fu redatto, pubblicato, ed inviato in giro per l'Europa.

"Io, Gualtieri Colapesce, prendo oggi possesso del vacante trono di Aragona.

Da questo momento dichiaro in vigore la legge marziale.

Il libero Regno di Aragona accoglierà i profughi in fuga dalle scelleratezze patriarcali".

Poi diede il suo primo ordine come Re di Aragona:

"Svuotate le casse di tutte le strutture pubbliche, e portatemi tutto".


***************************************************************************


Durazzo was, if possible, in even more disastrous conditions than Rome.

The dictator imposed himself in every decision with violence, stifling the constant reprisals of the people in blood.

Even the capital's theological cathedral was razed to the ground, as an extreme tyrannical gesture, bringing citizenship to total dismay.

Palmerino and his henchmen were not doing badly, taking advantage of the discreet hoard "recovered" from the Roman coffers, but sooner or later the money would have run out, and in Arberia there was very little to plunder.

He was again summoned by the King of Rome.

The regent of Aragon, Berton Berton, had not been seen in public for many days. There were rumors of a serious illness, so Gualtieri and his armed group were sent to Valencia to "assess" the situation.

They easily managed to make their way through the poor resistance of the palace guards, and discovered the sad truth: Berton Berton was dead.

Gualtieri dived into the greedy opportunity, immediately taking the throne of Aragon.

A royal dispatch of a few lines was drafted, published, and sent around Europe.

"I, Gualtieri Colapesce, take possession today of the vacant throne of Aragon.

From this moment I declare martial law in force.

The free Kingdom of Aragon will welcome the refugees fleeing from the patriarchal wicked acts".

Then he gave his first order as King of Aragon:

"Empty the coffers of all public facilities, and bring me everything".


Gualtieri Colapesce

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Re: [ORP] La vita al Monastero - Life at the Monastery
« Reply #32 on: 18 May, 2019, 09:09:40 AM »
Il suo primo ordine gli aveva garantito un discreto malloppo.

Il secondo ordine fu quello di riattivare la catena alimentare del Regno, perchè il popolo soffriva la fame.
Ovviamente Palmerino mantenne il comando dell'operazione, che gli garantiva ottimi guadagni.

Ma non era abbastanza. La situazione in cui verteva Aragona era disperata, esattamente come gli altri regni della alleanza che pochi mesi prima era stata schiacciata dai patriarcali.

Aveva bisogno di allontanarsi da quelle zone, e con un grosso gruzzolo in tasca.

Non dovette pensarci molto, e subito ebbe una grande idea.

Scrisse una lettera di suo pugno, e la spedì a varie ambasciate di regni più o meno lontani.
Valutò attentamente le risposte.
Ne parlò con i suoi sgherri.
Poi propose l'idea al Re di Roma, che accettò.

Infine preparò il contratto:

"Io sottoscritto Gualtieri Colapesce,

oggi reggente di Aragona in qualità di funzionario del Regno di Roma,

decreto quanto segue:

Aragona lascerà in prestito l'isola di Maiorca al Gran Ducato di Cirenaica alle seguenti condizioni:

1) Il Gran Ducato di Cirenaica verserà quindicimila denari d'argento nelle casse di Aragona sotto la diretta supervisione del sottoscritto.

2) Il Gran Ducato di Cirenaica ed il Regno di Aragona modificheranno le relazioni diplomatiche in amichevoli.

3) Il Gran Ducato di Cirenaica ed il Regno di Roma modificheranno le relazioni diplomatiche in neutrali.

4) Io sottoscritto sarò nominato Conte di York.

5) Allo scadere dei primi sei mesi, Aragona sarà tenuta a restituire l'intera somma al Gran Ducato di Cirenaica.
Se questo non avverrà: allo scadere del primo anno, Aragona sarà tenuta a restituire ventimila denari d'argento al Gran Ducato di Cirenaica.
Se questo non avverrà: l'isola di Maiorca resterà proprietà del Gran Ducato di Cirenaica.

Gualtieri Colapesce
Il Corvo".

Se tutto fosse andato secondo i suoi piani, presto si sarebbe spostato lontano dall'allenza dei perdenti.
Sarebbe arrivato nella grande isola settentrionale, con il titolo di Conte, un bottino enorme, ed una piccola milizia personale di miserabili pronti a tutto.


**********************************************************************+


His first order had guaranteed him a fair amount of money.

The second order was to reactivate the food chain of the Kingdom, because the people suffered from hunger.
Obviously Palmerino kept the command of the operation, which guaranteed him excellent profits.

But it wasn't enough. The situation in which Aragon was concerned was desperate, just like the other kingdoms of the alliance that had been crushed by the patriarchals a few months earlier.

He needed to get away from those areas, and with a large hoard in his pockets.

He didn't have to think about it much, and immediately had a great idea.

He wrote a letter in his own hand, and sent it to various embassies of more or less distant kingdoms.
He carefully evaluated the answers.
He talked about it with his minions.
Then he proposed the idea to the King of Rome, who accepted.

Finally he prepared the contract:

"I, the undersigned, Gualtieri Colapesce,

today regent of Aragon as an official of the Kingdom of Rome,

I decree the following:

Aragona will leave the island of Maiorca on loan to the Grand Duchy of Cyrenaica on the following conditions:

1) The Grand Duchy of Cyrenaica will pay fifteen thousand silver coins into Aragon's coffers under the direct supervision of the undersigned.

2) The Grand Duchy of Cyrenaica and the Kingdom of Aragon will change diplomatic relations into friendly.

3) The Grand Duchy of Cyrenaica and the Kingdom of Rome will change diplomatic relations into neutral.

4) I, the undersigned, will be appointed Count of York.

5) At the end of the first six months, Aragon will be required to return the entire sum to the Grand Duchy of Cyrenaica.
If this does not happen: at the end of the first year, Aragon will be required to return twenty thousand silver coins to the Grand Duchy of Cyrenaica.
If this does not happen: the island of Maiorca will remain property of the Grand Duchy of Cyrenaica.

Gualtieri Colapesce
The Crow".

If everything had gone according to his plans, he would soon have moved away from the losers.
He would arrive in the great northern island, with the title of Count, a huge booty, and a small personal militia of miserable thug minions ready for anything.



Ezzelino Da Romano

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Re: [ORP] La vita al Monastero - Life at the Monastery
« Reply #33 on: 26 May, 2019, 11:33:02 PM »
Ezzelino aveva tutto pronto per  salpare con l'esercito verso Maiorca, le navi ben rifornite e appena manutenute, ma la notte prima della partenza aveva fatto un sogno inquietante, un incubo, presagio di sventure, prima un enorme mostro marino che distruggeva le navi dirette a Maiorca, preceduto da tempeste violente, poi sangue e corpi  dilaniati e infine morti dappertutto...
Ezzelino si sveglio grondante di sudore nel mezzo della notte e dopo qualche ora riuscì di nuovo ad addormentarsi, tornando a sognare.
Questa volta gli apparse in sogno il recente defunto sovrano di Aragona, Berton Berton, il quale  gli consigliò di desistere dal prendere Maiorca in quanto avrebbe portato grandi sventure a proprietari che non fossero della corona di Aragona, per via di una potente maledizione  che nessuno era riuscito a slegare; spiegò comunque un modo sicuro per poter prendere la fine e preziosa sabbia bianca senza correre alcun rischio...
Di primo mattino Ezzelino scrisse velocemete una missiva diretta al nuovo re di Aragona, la sigillò e fece sì ce arrivasse al più presto a Colapesce, l'accordo era annullato, ma Ezzelino salpò subito dopo verso Valencia, certe cose vanno affrontate di persona in ogni caso...

Ezzelino had everything ready to set sail with the army to Mallorca, the ships well stocked and just maintained, but the night before departure he had had a disturbing dream, a nightmare, omen of misfortune, first a huge sea monster that destroyed the ships bound for Mallorca, preceded by violent storms, then blood and bodies torn apart and finally died everywhere ...
Ezzelino wakes up dripping with sweat in the middle of the night and after a few hours he managed to fall asleep again, returning to dream.
This time Berton Berton, the recent deceased sovereign of Aragon, appeared to him in a dream and advised him to desist from taking Mallorca because it would bring great misfortunes to owners who were not of the crown of Aragon, because of a powerful curse that no one had managed to untie, but he explained a safe way to be able to take the end and precious white sand without running any risk ...
Early in the morning Ezzelino wrote quickly a letter addressed to the new king of Aragon, sealed it and made sure that it arrived as soon as possible to Colapesce, the agreement was canceled, but Ezzelino sailed immediately after to Valencia, certain things must be dealt with in person in any case ...

Gualtieri Colapesce

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Re: [ORP] La vita al Monastero - Life at the Monastery
« Reply #34 on: 04 June, 2019, 04:44:52 PM »
Qualcosa andò storto.

Ricevette a Palazzo il Granduca Ezzelino, che volle personalmente dare la notizia.

L'accordo di Maiorca era saltato.

Il Granduca spiegava le motivazioni, ma Palmerino aveva già smesso di ascoltarlo.

Si divertiva ad osservarlo, quando di tanto in tanto alzava lo sguardo squadrando il suo volto sfigurato, e poi tornava a fissare qualcosaltro.

Questa cosa divertiva ormai Palmerino. Gli piaceva osservare il comportamento di chi gli stava di fronte, e che spesso faceva di tutto per non guardare il suo volto segnato dall'incendio.
Come se fosse un'offesa.
O forse solo per disgusto.

Il Granduca in realtà sembrava più preoccupato dell'accordo saltato, che del suo viso deturpato, e questo fece venire un'altra idea a Palmerino.

Cirene era evidentemente interessata alle cave di argilla e di sabbia bianca di Aragona, ed Ezzelino sembrava molto scocciato di perdere questa opportunità.

Ma c'erano altri modi, altre vie per rendere entrambi soddisfatti.

Il Corvo sorrise, e agitò appena la coppa che teneva in mano.
Un paggio, in piedi accanto a lui, la riempì subito di vino.

Il Granduca smise di parlare, come se avesse intuito che stava per arrivare una proposta interessante, ed osservò il reggente di Aragona mentre tracannava completamente la coppa di vino.

A quel punto Palmerino ordinò: "Io ed il Granduca dobbiamo restare soli. Ci sono cose molto riservate di cui dobbiamo discutere. Uscite tutti dalla sala".

Poi lanciò la coppa ormai vuota al paggio che si allontanava col vino: "Dove vai, tu, idiota! Lascia qui la brocca!".


****************************************************************************


Something went wrong.

He received Grand Duke Ezzelino at the Royal Palace, who personally wanted to give the news.

The Mallorca agreement had been broken.

The Grand Duke explained the reasons, but Palmerino had already stopped listening to him.

He enjoyed observing him, when from time to time he looked up, looking at his disfigured face, and then he went back to staring at something else.

This thing now entertained Palmerino. He liked to observe the behavior of those who were in front of him, and who often did everything not to look at his face marked by the fire.
As if it were an offense.
Or maybe just for disgust.

The Grand Duke actually seemed more concerned about the skipped deal than about his disfigured face, and this gave Palmerino another idea.

Cyrene was evidently interested in the mines of clay and white sand of Aragon, and Ezzelino seemed very bothered to lose this opportunity.

But there were other ways, other paths to make both of them satisfied.

The Crow smiled, and waved slightely the cup he held in his hand.
A page, standing next to him, immediately filled it with wine.

The Grand Duke stopped talking, as if he had sensed that an interesting proposal was about to arrive, and he observed the regent of Aragon while he completely drained the cup of wine.

At that point, Palmerino ordered: "The Grand Duke and I must remain alone. There are very private things we need to discuss. Everyone must leave the room, now."

Then he threw the now-empty cup to the page that was moving away with the wine: "Where are you going, you idiot! Leave the pitcher here!"


Gualtieri Colapesce

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Re: [ORP] La vita al Monastero - Life at the Monastery
« Reply #35 on: 04 June, 2019, 05:10:09 PM »
Il nuovo programma era semplice ed efficace.

Il lino ed il cotone di Aragona erano famosi per l'alta qualità. I magazzini del palazzo reale ne erano pieni. Ed il mercato ormai chiuso e senza sbocchi del regno, ne aveva reso i prezzi irrisori.

Per non parlare delle enormi quantità di argilla e sabbia bianca accumulati nel tempo, e che costantemente venivano estratte, senza possibilità di essere rivendute all'estero.

Come fare a vendere questi prodotti all'estero in maniera semplice ed efficace, e soprattutto redditizia?
In una parola sola: contrabbando.

La nuova flotta navale di Aragona fu presentata in pompa magna in una bella giornata di maggio.
I cittadini erano euforici ed estasiati dalle grandi promesse di Gualtieri Colapesce.

Una flotta per ricominciare, per difendersi ed un domani per riconquistare quello che ci è stato tolto.

In realtà la grande "armata navale" contava scarse due dozzine di imbarcazioni.
Tutte navi tonde, ideali per il trasporto di grandi quantità di carico, ma sicuramente vulnerabili a qualunque assalto nemico.
L'unica nave sottile, l'ammiraglia, era una vecchia trireme rattoppata alla meglio.

L'intera flotta, ad uno sguardo attento, mostrava palesemente decenni di usura e di riparazioni abbozzate.
Ma la presentazione fu un successo, e la nuova "Armata di Mare Aragonese", decantata come appena varata ed acquistata dai mari orientali, era pronta per la propria missione.

Le casse del nuovo reggente si sarebbero presto riempite di utili.

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The new program was simple and effective.

Aragon linen and cotton were famous for high quality. The royal palace warehouses were full of them. And the now closed and landlocked market of the kingdom had made their prices ridiculously low.

Not to mention the enormous amounts of clay and white sand accumulated over time, and which were constantly extracted, without the possibility of being resold abroad.

How to sell these products abroad in a simple and effective way, and above all profitable?
In one word: smuggling.

The new naval fleet of Aragon was presented with great fanfare on a beautiful May day.
The citizens were euphoric and enraptured by the great promises of Gualtieri Colapesce.

A fleet to start over, to defend ourself and tomorrow to win back what was taken from us.

Indeed the great "naval army" had scarce two dozen ships.
All round ships, ideal for transporting large quantities of cargo, but certainly vulnerable to any enemy assault.
The only thin ship, the flagship, was an old trireme patched up at best.

The entire fleet, at a careful glance, clearly showed decades of usury and sketched repairs.
But the presentation was a success, and the new "Aragonese Sea Army", boasted as just launched and purchased from the eastern seas, was ready for its mission.

The coffers of the new regent would soon be filled with profits.