Author Topic: [ORP] La vita al Monastero - Life at the Monastery  (Read 3753 times)

Gualtieri Colapesce

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Re: [ORP] La vita al Monastero - Life at the Monastery
« Reply #30 on: 10 March, 2019, 09:44:15 AM »
Il nuovo re di Roma Dusan Zivkovic Dukljan era praticamente scomparso.

Si era totalmente disinteressato del regno e della popolazione, a sottolineare che ancora una volta, come tanti anni prima, l'unico scopo di Urbino era rendere Roma un deserto.

Il popolo era allo stremo, ed anche il gruppo di mercenari di Palmerino cominciava ad avere difficoltà a tirare avanti.

Fu in quei giorni che Roberto di Stabia lo convocò in gran segreto.
Stava organizzando una rivolta, ma aveva bisogno di uomini, e tutto l'esercito romano si era trasferito in blocco nelle terre iberiche.

Il Corvo, dunque, fiutò subito la possibilità di facili guadagni, e sguinzagliò il suo gruppo di miserabili a raccogliere "carne da macello".

Fu abbastanza facile con minacce e false promesse, raccogliere tra i poveracci di roma qualche centinaio di "cadaveri ambulanti", e dopo alcuni giorni, Gualtieri Colapesce si presentò al cospetto di Roberto di Stabia con un esercito di straccioni, armati di bastoni e zappe.

Attaccarono il Palazzo Reale all'alba, ma l'unica resistenza che trovarono furono le porte del palazzo.

Il re aveva pensato bene di fuggire in mare con i suoi sgherri, raccogliendo prima i pochi spiccioli delle casse reali.

Matteo Lubiani, già reggente spodestato di Albania, prese anche la corona romana.

Il Colapesce fu premiato con il titolo di Capitano della Guardia, ed il compito di visitare le strutture pubbliche, per riattivarle: questo compito fu davvero un premio.
Svuotò le casse di Accademia e Campo di addestramento, racimolando circa un migliaio di monete, e dividendole con il suo gruppetto.

Poi si presentò al mercato, forte del suo nuovo titolo, confiscando prodotti a destra e a manca.

Ma la situazione era davvero tragica. Non c'era molto da confiscare, e le monete rubate dalle casse pubbliche non sarebbero durate molto.

Matteo Lubiani, nuovo reggente di Roma, gli propose una missione in Albania.

Il Voivodato di Albania soffriva di una dittatura violentissima da parte dell'usurpatore Tervel Dulo. La popolazione locale era schiacciata da tasse altissime, e le leggi non permettevano ad i locali di avere cariche pubbliche, di lavorare e addirittura di pregare.
Ultimamente il tiranno aveva deciso di abbattere la cattedrale teologica della capitale, e la popolazione stava facendo di tutto per fermare questo scempio.

Gualtieri fece uno più uno, e decise che Durazzo poteva essere terreno fertile per il suo gruppo di miserabili.
Accettò la missione.
 
Partirono per Durazzo la mattina seguente, pronti ad "aiutare" i fratelli albanesi.


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The new king of Rome Dusan Zivkovic Dukljan had practically disappeared.

He was totally disinterested in the kingdom and the population, to underline that once again, as many years before, the only purpose of Urbino was to drive Rome into a desert.

The people were at the end, and even the group of mercenaries of Palmerino began to have difficulty getting by.

It was in those days that Roberto di Stabia summoned him in great secrecy.
He was organizing a revolt, but he needed men, and the whole Roman army had moved to the Iberian land.

The Crow, therefore, immediately understood the possibility of easy earnings, and unleashed his group of miserables to collect "meat for slaughter."

It was easy enough with threats and false promises, to gather among the poor men of Rome a few hundred "walking corpses", and after a few days, Gualtieri Colapesce showed up in front of Roberto di Stabia with an army of beggars, armed with sticks and hoes.

They attacked the Royal Palace at dawn, but the only resistance they found were the palace doors.

The king thought well of escaping to the sea with his henchmen, collecting first the few coins of the royal coffers.

Matteo Lubiani, formerly ousted ruler of Albania, took also the Roman crown.

Colapesce was awarded with the title of Captain of the Guard, and the task of visiting the public facilities, to reactivate them: this task was indeed a reward.
He emptied the coffers of Academy and Training Camp, collecting about a thousand coins, and dividing them with his little group.

Then he showed up at the market, with his new title, confiscating products without any reason.

But the situation was truly tragic. There was not much to confiscate, and coins stolen from public funds would not last long.

Matteo Lubiani, the new regent of Rome, proposed him a mission to Albania.

The Albanian Voivodeship suffered from a violent dictatorship by the usurper Tervel Dulo. The local population was crushed by high taxes, and the laws did not allow the locals to hold public offices, to work and even to pray.
Lately the tyrant had decided to destroy the theological cathedral of the capital, and the population was doing everything to stop this havoc.

Gualtieri  decided that Durazzo could be fertile ground for his group of miserables.
He accepted the mission.
 
They left for Durazzo the following morning, ready to "help" the Albanian brothers.