Author Topic: Processo - Trial n°3 - Marco Dalcampo  (Read 1654 times)

(RIP) Frederik Ritz

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Processo - Trial n°3 - Marco Dalcampo
« on: 21 February, 2016, 10:32:50 PM »
(/off for better ambience put this on background   >:( >:( https://www.youtube.com/watch?v=-bzWSJG93P8 )

Le porte si spalancarono mostrando luce di torce e tenebre che provenivano dall'esterno,
Frederik entro' seguito dagli alabardieri che gli facevano da scorta, avanzando
arcigno in volto per l'intero corridoio che lo avrebbe condotto alla fine dell'aula.

Salì gli scalini che lo condussero al suo scranno, e da li' prese a leggere
con tono grave, all'aula di fretta riunita sotto suo ordine:

"Oggi, nel Ventunesimo giorno del Febbraio 1316, questa Corte, rappresentata da Frederik Ritz,
Visconte di Cagliari, custode della legge dello Regno d'Italia e Giudice dell'Alta Corte di Cagliari,

apre il Processo nei confronti di tal Marco Dalcampo, per reati contro il Regno.

Questa corte ha vagliato le prove iniziali ed ha ritenuto idonea l'apertura della procedura processuale
nei confronti dell'imputato, Marco Dalcampo.

Questa Corte dichiara ufficialmente aperto il processo, e chiama come pubblica accusa,il principe Christian Doria,
come rappresentante del Regno.
Egli potrà scegliere di essere rappresentato da un avvocato o da un rappresentante legale in sua vece
entro ventiquattro ore dall'apertura di questa procedura.
La pubblica accusa è chiamata inoltre a presentare le prove raccolte nei confronti dell'imputato,
Marco Dalcampo.

Questa Corte chiama l'imputato, Marco Dalcampo, a presentarsi immediatamente alla Corte di Cagliari
a presenziare il processo nei suoi confronti.
Egli ha il diritto di essere rappresentato da un avvocato o da un rappresentante legale in sua vece,
e dovrà comunicarlo a questa corte entro ventiquattro ore dall'apertura di questa procedura.

Egli ha inoltre il diritto di chiedere a questa corte di svolgere il processo in lingua inglese semplice,
nel caso la sua lingua fosse diversa dall'italiano.

Entrambe le parti sono state contattate a mezzo lettera per consentire la partecipazione al processo.
"

Frederik osservò un'altra volta l'aula con un volto cinereo ed infuriato al tempo stesso,
occhi di brace persi nella distanza , in attesa che le parti si presentassero al processo.


--------------------


The doors were slammed open showing the light of torches and the darkness  coming from the outside,
Frederik came inside followed by the halberdiers that were his guards, advancing threateningly and
with a grumpy face for the entire corridor that led to the end of the hall.

He went up the stairs that led to his bench, and there he started reading
with grave intonation, to the hall members called in a hurry under his order:

"Today, the twentyfirst of February 1316, this Court, represented by Frederik Ritz,
Viscount of Cagliari, Warden of the Laws in the Kingdom of Italy, and Judge of the High Court of Cagliari,

opens a trial against Marco Dalcampo, for crimes against the Kingdom.

This Court has evaluated the initial proofs, and has found appropriate the opening of a trial against
the defendant, Marco Dalcampo.

This Court declares officially the trial to be open, and calls as the public prosecution, the prince
Christian Doria, as deputy of the Kingdom.
He can choose to be represented by an attorney or a barrister of his choice within twentyfour hours
the start of this proceeding.
The Prosecution is called to present all the gathered proofs against the defendant, Marco Dalcampo.

This Court calls the defendant, Marco Dalcampo, to immediately present himself at the Court of Cagliari,
to take part in the trial against him.

He has the right to be represented by an attorney or a barrister of his choice,
and he must communicate this court if he chooses so, within twentyfour hours of the start of this proceeding.

He has also the right to ask that this trial be conducted in basic english, in case his language is different
from italian.

Both part have been previously contacted via mail to let them participate to this trial.
"

Frederik observed one last time the hall , his face livid and infuriated at the same time,
with fiery eyes lost to the distance, while waiting all parts would reach the trial.



« Last Edit: 21 February, 2016, 11:08:28 PM by Frederik Ritz »

Christian Doria

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Re: Processo - Trial n°3 - Marco Dalcampo
« Reply #1 on: 22 February, 2016, 11:00:24 AM »
L’udienza era fissata per quel giorno e il principe venne svegliato presto dalla cameriera per poter presenziare al processo in qualità di pubblica accusa.

Dopo una robusta colazione a castello si recò al tribunale e gli fecero prendere posto al banco della pubblica accusa.

Il Giudice arrivò scortato dagli alabardieri e il principe senti una strana musica di sottofondo, quasi una marcia. Al suo ingresso il Principe si alzo e compiuti le formalità del caso prese la parola.


Vostro Onore, Noi, Christian Doria, Primo del nostro nome, Principe d'Italia in qualità di Pubblica Accusa sono qui a presentare le violazioni ascritte al Signor Marco dal Campo residente nella regione di Genova del Regno d’Italia, comunicando che non intendo avvalermi di un avvocato
L'accusato fu colto ad impugnare il piccone nella Cava di Ferro di Arborea nell’evidente intento di estrarre tale risorsa, senza aver richiesto ed ottenuto la necessaria autorizzazione come da Corpus Iuris vigente ed in particolare all’Art. VI  del Capitolo II sullo  Sfruttamento Illecito delle Risorse




   
Quote
Art. VI: Dello sfruttamento illecito delle risorse.

    Tutte le risorse site nelle Regioni di cui il Regno d'Italia si compone, sono da considerarsi essere un bene esclusivo del Re.

    Commetterà un atto di sfruttamento illecito delle risorse del Regno chiunque, residente o non, sia individuato sfruttare le risorse appartenenti al Regno d'Italia senza regolare concessione (rilasciata dal Sovrano o dal Vassallo della regione della quale si desidera sfruttare la risorsa) ed ignorando i limiti stabiliti dalle autorità competenti (Vassalli/Sovrano) tramite le ordinanze vigenti. Sarà obbligo di ogni Vassallo tenere aggiornato il "registro delle attività estrattive", nel quale verranno riportati i nomi di chiunque riceva i permessi di estrazione di una determinata risorsa in una determinata regione.

    Inoltre, chiunque verrà sorpreso ad impugnare indebitamente attrezzi atti all'estrazione della risorsa sita in loco (accetta in una regione dove è presente una foresta, piccone in una regione ove sorge una miniera ecc ecc) incorrerà nel reato di cui sopra a meno che non sia in possesso di permesso rilasciato dal Sovrano o dal Vassallo.


Prove :
Prova numero 1:


Prova numero 2:


E dunque avendo infranto la legge, nonostante fosse già stato avvertito delle conseguenze del furto di risorse dopo essere stato colto a commettere medesimo reato a firenze pochi giorni fa, l'accusato Marco DalCampo si macchia anche del crimine di insubordinazione come da Art.V Capitolo III recante:
Quote
Art. V: Dell'insubordinazione.

Essendo il Re la massima carica politica, amministrativa, militare e diplomatica del Regno ed essendo Egli legittimato a governare per discendenza ereditaria Regale, al Sovrano è dovuta assoluta obbedienza.

a. Qualora il Re impartisse un ordine ad un qualsiasi cittadino o ad una pluralità di essi, (come ordinare di unirsi ad eventi bellici, adoperarsi per l'edificazione di strutture, l'approvvigionamento di materiali ecc ecc.), nessuno potrà esimersi dall’obbedire.

b. In caso di mancata obbedienza, il soggetto in questione dovrà produrre adeguata giustificazione al Sovrano in mancanza della quale si incorrerà nel crimine di Tradimento.

Costituisce altresì un atto di insubordinazione ogni atto di disobbedienza commessa contro un proprio superiore (come una guardia nei confronti del Capitano della Guardia ecc ecc).

Avendo Violato questi due Articoli del Corpus Iuris vigente, Marco Dalcampo è altresì accusato della violazione dell’Art. III del Capitolo III recante: Del Vilipendio del Regno e delle sue Leggi.

Quote
Art. III: Del vilipendio del Regno e delle sue leggi.

Chiunque pubblicamente vilipende il Regno o una qualunque delle sue leggi, sarà punito.

In base alle prove prodotte Vostro "Imperiale" Onore  chiedo che l'accusato venga severamente punito in base alle pene previste."


Avendo concluso il suo intervento il principe si sedette e bevve un calice d'acqua per rinfrescarsi la gola dopo la lunga arringa.



(RIP) Frederik Ritz

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Re: Processo - Trial n°3 - Marco Dalcampo
« Reply #2 on: 22 February, 2016, 11:38:34 PM »
Frederik ricevette diverse pergamene, consegnate da messaggeri provenienti dall'esterno.

Prese a leggerli, uno per uno, per diverse ore.

Infine prese la parola:

"L'imputato Marco Dalcampo dichiara a questa corte di non voler essere rappresentato
nella sua difesa in questo processo, e che molto probabilmente non prenderà
al suo svolgimento.

In attesa e nella speranza che cambi idea, l'imputato ha tempo sino a domattina
per presentarsi e svolgere la sua difesa."


(RIP) Marco Dalcampo

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Re: Processo - Trial n°3 - Marco Dalcampo
« Reply #3 on: 23 February, 2016, 02:12:02 PM »
Questa è la mia sola dichiarazione: chiedo una grazia temporanea per poter tornare a genova e consegnare quanto devo al signor Perasso dopo di che andrò per la mia strada fuori dal regno italico per non tornarci.
Se prima della grazia temporanea dovrò scontare il carcere che cosi sia.

Buonagiornata

(RIP) Frederik Ritz

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Re: Processo - Trial n°3 - Marco Dalcampo
« Reply #4 on: 23 February, 2016, 02:55:25 PM »
"Messer Marco Dalcampo, le vostre dichiarazioni sono state annotate da questa corte,
e provvederà ad inoltrarle al Re in persona.
Sappiate che questa Corte sta facendo da tramite, ma sarebbe stato il caso che voi mandateste
direttamente al Re la vostra richiesta di grazia per portare la vostra posizione ai suoi occhi.
"

Ferderik infine prese a vergar alcune missive, le consegno' ad un messaggero che lasciò
la sala di giustizia di gran lena.

"La Corte ha vagliato le prove, e le ha trovate congruenti per essere accettate in questo processo.

La parola torna al principe Christian Doria, che ha ventiquattro ore per completare lo svolgimento
dell'accusa.
"

Christian Doria

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Re: Processo - Trial n°3 - Marco Dalcampo
« Reply #5 on: 24 February, 2016, 02:28:28 PM »
Dopo aver ascoltato le parole dell'accusato e del giudice il principe si alzò e prese parola

"Vostro Onore, non abbiamo null'altro da aggiungere, le prove sono state espsote e sono a nostro parere molto evidenti. Ci appelliamo alla Vostra "imperiale" persona per chiedere il massimo della pena, come Pubblica accusa però ci atterremo all'eventuale decisione che il nostro munifico Sovrano prenderà in merito alla grazia."




(RIP) Frederik Ritz

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Re: Processo - Trial n°3 - Marco Dalcampo
« Reply #6 on: 24 February, 2016, 03:07:08 PM »
Frederik annuì e riprese a parlare:

"Messer Marco Dalcampo, ha ventiquattro ore di tempo per completare l'arringa della sua difesa"
« Last Edit: 24 February, 2016, 05:35:13 PM by Frederik Ritz »

(RIP) Frederik Ritz

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Re: Processo - Trial n°3 - Marco Dalcampo
« Reply #7 on: 24 February, 2016, 09:36:27 PM »
Un messaggero di Urbino consegnò al giudice un messaggio recante
il sigillo Reale.

Frederik lo estrasse e lo esaminò a lungo, infine poi lo lesse all'intera corte:

"Sua Maestà Oddantonio Montefeltro ha deciso di rispondere alla richiesta di grazia temporanea
dell'imputato.
Ne leggiamo il contenuto per mostrar la posizione del Re:


Quote
From: Oddantonio Montefeltro
Sent on: 24-Feb-1316, 19:39:03
Sent to: Frederik Ritz

Urbino, Regno d'Italia,
Addì, Ventiquattresimo giorno di Febbraio, Anno Domini MCCCXVI

Illustre Frederik,
Visconte de' Cagliari,
de' Ritz antica casa,
et già Magistrato, Siniscalco et Luogotenente de' Regnum Italiae,

a Voi giunga il Nostro saluto.


Ci sono ben note la Vostra saggezza e la cura che ponete in ogni opera di ministero, e Ci è pure nota la particolare deferenza verso questa Antica Corte, della quale, anche nell’anno passato come pure in altre occasioni, Ci deste testimonianza sia con lettere piene di affetto, sia di persona. Ed è gran conforto per Noi che le Vostre fatiche rendano, con l’aiuto del fato, copiosi frutti. Pertanto, siamo ben lieti di porgerVi le Nostre congratulazioni et i meritati elogi.

EssendoCi più e più volte giunte notizie di molte cose, le quali tengono l’animo Nostro altamente agitato e sollecito pel buono stato di tutte, e di ciascuna cosa; a stento ve n’è stata alcun’altra che ci abbia recato maggior turbamento e dolore quanto i gravissimi dispareri e le controversie delle quali Ci avete resi edotti. Infatti, si scorgono qua e là germi di dissensi che potrebbero riuscire funesti qualora non venissero spenti tempestivamente.

Quanto Ci viene da Voi riportato merita massima attenzione. Stando a ciò che scrivete, Sir Marco Dalcampo subì un processo perocché venne sorpreso più volte ad estrarre abusivmente dalle miniere del Regno. Come non bastasse egli, stando così le cose, rifugge la grazia ed anzi, preferisce addirittura allontanarsi dal Regno. Dunque Visconte, quale esempio daremmo al Regno graziando (anche temporaneamente, come richiesto dal reo per Vostra intercessione) chi non solo non si cura di rispettare le leggi del Regno di cui porta i colorima che addirittura si rifiuta con fermezza di far ammenda pergli errori commessi?! Sarebbe un'onta non solo per la Nostra autorità e per quella del Governo, ma sarebbe un vero e proprio atto di tradimento verso il popolo italiano rispettoso delle leggi. I Nostri occhi hanno visto molti uomini venir processati: coloro che avevano cuore puro e che peccavano per ingenuità, qualora venivano colti in fallo, non disdegnavano né il presentar scuse né correggere, laddove ve n'era necessità propria attitudine affinché non vi fosse recidività alcuna. In quel caso la grazia da Noi veniva immediatamente concessa, poiché non v'era ragione di punire chi dimostrava bontà d'animo e, soprattutto, si rimetteva a Nostra decisione. Ma vi sono anche coloro che, dinanzi ai fatti, preferiscono - per mero orgoglio - perseverare nell'errore.

Stando così le cose, non potendo tollerare un simile oltraggio verso Noi, il Governo e, peggio, il popolo del Regno d'Italia, mancando completamente i presupposti per concedere la grazia perocché chi ne dovrebbe beneficiare non ebbe nemmeno stilla di buon senso atta a vergar missiva a Nostro indirizzo, essa viene negata anche in via temporanea.

Augurando doni celesti in copiosissima quantità,



Questa Corte quindi dà conferma all'imputato che la richiesta di grazia e' stata negata.

Se l'imputato avesse qualcosa da aggiungere, domani questa corte provvederà nella formulazione
e l'emissione del verdetto.
"

(RIP) Frederik Ritz

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Re: Processo - Trial n°3 - Marco Dalcampo
« Reply #8 on: 25 February, 2016, 03:12:26 PM »
Frederik prese a riordinare le carte sul suo desco, prese infine due di esse e le fece firmare anche da alcuni attendenti,

Si ritirò quindi nelle sale interne per discutere del verdetto.

Dopo qualche ora la porta si aprì e Frederik ne uscì con dei documenti in mano, sedette nuovamente sul suo desco
ed infine chiamò l'attenzione dell'aula in mezzo al vocìo generale:

"Ordine! Silenzio" Nell'aula scese il silenzio dopo qualche attimo.

"Questa Corte è pronta per emettere il verdetto nei confronti dell'imputato Marco Dalcampo, per crimini contro il Regno d'Italia.

La Corte ha preso in esame le prove giunte a questo uffizio , e dopo averne verificato la credibilità,
L'Alta Corte di Cagliari giudica l'imputato , Marco Dalcampo, secondo il vigente Corpus Iuris Italiae:

"- COLPEVOLE... di aver infanto l'Art. VI, Cap. 2: Dello sfruttamento illecito delle risorse, in quanto trovato con Piccone in mano
senza aver ricevuto alcun permesso estrattivo nella regione di Arborea, e viene condannato alla pena capitale.

La corte ha inolte vagliato le prove raccolte e ritenuto insufficienti per il giudizio delle infrazioni di Insubordinazione
e di Vilipendio delle leggi, quindi lo dichiara

INNOCENTE, per mancanza di prove certe, riguardo l'infrazione dell'Art. V Cap. 3: dell'Insubordinazione,

INNOCENTE, per mancanza di prove certe, riguardo l'infrazione dell'Art. III Cap. 3: Del Vilipendio del Regno e delle sue leggi.

Altresì questa corte tiene in conto della presenza dell'imputato al suo processo, nonostante non abbia svolto
la difesa a dovere.

Inoltre preso atto della decisione dello stesso di lasciare il regno, e ricevute comunicazioni dei responsabili
delle sue attività in quel di Genoa, nelle figure di Duddu Martini e Giovanni Perasso,
Questa corte stabilisce che prima dell'abbandono del regno i debiti verso le parti siano congruamente
estinti, consistenti in:

Prestito e finanziamento Bottega da parte di Mastro Duddu Martini

e Commessa di lavorazione teste di attrezzi da parte di Giovanni Perasso.

Inoltre questa corte stabilisce in giorni 3 di prigione e 500 argenti di ammenda , da scontare immediatamente
al termine di questo processo.

Avendo commesso un reato capitale, e non avendo ricevuto, nè appropriatamente richiesto, nessun perdono reale, il condannato Marco Dalcampo
e' da oggi in poi da considerare Nemico del Regno D'Italia, e sotto proroga rilasciata da questa Corte ne si dà permesso di restare in Italia,
a termine della prigionia, per ulteriori 5 giorni per concludere la restituzione dei debiti verso le parti prima citate.

Così questa corte ha deciso, il processo e' concluso, le parti possono ritirarsi.

Guardie, scortate il condannato nelle prigioni di Cagliari.
"