Author Topic: LETTERA AL RE D'ITALIA  (Read 1044 times)

Nunzio Borgia

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LETTERA AL RE D'ITALIA
« on: 02 November, 2015, 06:36:32 PM »
Io, Nunzio Borgia, Reggente del Ducato di Milano chiedo ad Oddantonio Montefeltro, Reggente del Regno d'Italia, la possibilità di far si che il Ducato possa entrare a far parte del Regno d'Italia.

Qualche anno fa facevo parte di una forte alleanza chiamata Invictus Italiae, progetto fallito per colpa di molti vogliosi di potere ed individui invidiosi e detrattori. Credo molto nella possibilità di ripercorrere tale strada, ma correggendo gli errori fatti in passato ed evitando alcune persone del passato avremo la possibilità di migliorare l'Italia e la sua crescita.

Chiedo a Re Oddantonio Montefeltro di far aderire al progetto Regno d'Italia anche il Ducato di Milano.



(RIP) Oddantonio Montefeltro

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Re: LETTERA AL RE D'ITALIA
« Reply #1 on: 03 November, 2015, 08:01:21 PM »
La ventiquattresima ora era già da un po' passata, la tenebra aveva ormai abbracciato tutto ciò che il Montefeltro, dall'ampia finestra che affacciava le sue stanze su Firenze, poteva scorgere. Aveva passato l'intera serata e parte della nottata a scrivere e replicare a missive giunte in sua assenza. Prima di abbandonarsi alle lusinghe di Morfeo, Oddantonio scorse un'ultima missiva. Era scritta su pregiata pergamena, e pareva venire da Milano. Incuriosito, s'accinse a leggere la missiva:

Quote
Io, Nunzio Borgia, Reggente del Ducato di Milano chiedo ad Oddantonio Montefeltro, Reggente del Regno d'Italia, la possibilità di far si che il Ducato possa entrare a far parte del Regno d'Italia.

Qualche anno fa facevo parte di una forte alleanza chiamata Invictus Italiae, progetto fallito per colpa di molti vogliosi di potere ed individui invidiosi e detrattori. Credo molto nella possibilità di ripercorrere tale strada, ma correggendo gli errori fatti in passato ed evitando alcune persone del passato avremo la possibilità di migliorare l'Italia e la sua crescita.

Chiedo a Re Oddantonio Montefeltro di far aderire al progetto Regno d'Italia anche il Ducato di Milano.

Oddantonio lesse più volte lo scritto vergato da Re Nunzio Borgia di Milano. Egli si era dimostrato persona degna di ogni stima. Contrariamente a quanto fatto dai più, egli non aveva scordato la mutua ed antica amicizia che li vincolava. Aveva, in tempo passato, condiviso il medesimo sogno del Montefeltro: una penisola unita.

Intinta la penna nel calamaio, il Re mise mano alla replica:

Firenze, Regno d'Italia,
Terzo giorno di Novembre, Anno Domini MCCCXV

Illustrissimo Nunzio,
de' Borgia antica casa,
et pe' benignità del fato de' Milano Sovrano,
a Voi giunga il Nostro saluto.


Quando nel principio dello regno Nostro, pieno l'animo d'angoscia per i mali presenti e di timore per i futuri, in un momento che sembrava decisivo per la tranquillità della penisola tutta e la salvezza della società, Noi fummo promotori e sostenitori dell'alleanza italica che ancor'oggi è ricordata come "Invictus Italiae", perocché la favella ha virtù di rendere immortali le buone cose. A Voi inviammo la proposta di prendere parte all'alleanza e Voi, sapendoCi alla sua guida, accettaste di buon grado. Noi per primi, in tempi non sospetti, invitavamo a considerare quanto si sarebbe aggravata la condizione, già così misera e minacciosa, dell'italica penisola, se fossero anche allora falliti quei tentativi di sincera pacificazione e di duraturo accordo. Trascorso poco più di un anno, non occorre dire quanto il Nostro timore siasi avverato; in questo breve tempo i rapporti con taluni Regni che dapprima appartenevano all'alleanza, non solamente non sono migliorati, ma sono piuttosto peggiorati, peggioramento dovuto all'esser costretti a vedere intronarsi con l'inganno subdoli elementi, così da giustificare nuove e più gravi preoccupazioni.

Stando così le cose, ora che i tempi sono finalmente maturi, dall'alto di questo italico osservatorio sul qual fummo posti per voler del popolo affinché potessimo consacrare ogni stilla d'energia a favore della patria, perocché Voi sempre foste uomo di bontà unica e poiché ben sappiamo che gli uomini sono come le piante e dunque, una pianta cattiva non darà frutti buoni né viceversa, non solo accogliamo positivamente la Vostra richiesta, ma cogliamo occasione per rendervi moltissimo onore per la superba iniziativa che decideste di dar pe' dimora alla splendida Milano: niuno fu in grado di organizzare giochi che riscossero assai successo, tanto da esser presi in considerazione al di fuori della penisola, anche da' più lontani de' Regni.

Per questo, terminato il torneo che donerà più lustro a Milano ed al Regno d'Italia tutto, sanciremo l'annessione del glorioso Regno di Milano con il Regno d'Italia.

Auspicando doni celesti in copiosissima quantità,

In Fede,
Oddantonio da Montefeltro,
Rex Italiae
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