Author Topic: Risposta alle proposte della Dieta di Urbino  (Read 839 times)

Gualtieri Colapesce

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Risposta alle proposte della Dieta di Urbino
« on: 05 September, 2015, 04:48:28 PM »
Il Pontefice, di ritorno dalla Dieta di Urbino, aveva portato la pergamena con le proposte di Montefeltro, appoggiate dagli altri Regni d'Italia.

Palmerino e la sua corte avevano più volte letto quelle righe. Decisamente a tratti davano più l'idea di un ultimatum.

Avevano quindi preparato una richiesta di chiarimenti, ed inviato un messo alla volta di Urbino.
Il messo, purtroppo, non aveva mai fatto ritorno, ma la cosa non aveva sorpreso più di tanto.
Erano tempi difficili, e da quando i confini erano stati chiusi, le vie di passaggio tra i regni erano diventate desolate e pericolose.

Intanto, nella Dieta di Cosenza, Palmerino e gli altri avevano continuato a discuterne, avevano insieme cercato di limare gli estremismi, ed in parte vi erano riusciti.

Avevano poi trascritto le loro controproposte ed il Re aveva posto la sua firma ed il suo sigillo.

Fece chiamare poi un altro messo, questa volta scortato da 10 cavalieri.

La pergamena doveva assolutamente arrivare ad Urbino.

Noi Palmerino Caracciolo, Re dei romani, et la nostra Corte Nobiliare, in rappresentanza del Nostro popolo,

Decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra , con la ferma volontà di sostenere il diritto di libertà dei popoli italici, e con il sincero desiderio di vivere in pace gli uni con gli altri in costanti buoni rapporti, di unire le nostre forze per mantenere la pace e la sicurezza dei territori soggetti alla nostra autorità, di assicurare che la forza delle armi non sarà usata se non per interesse comune, di adoperarci per promuovere il progresso economico del popolo italico, quindi con gli stessi genuini interessi della controparte, con saggezza proponiamo una degna risposta alle richieste di Urbino et sottoposti:

Posto che S.M. Palmerino Caracciolo e la sua Corte non sono usurpatori, poichè non vi è traccia di alcuna prova o documento che attesti che Roma sia Regno Vassallo di Urbino e quindi la richiesta di "riconsegna" di Roma ad Urbino non ha senso di essere.

Posto che la provincia Ferrarese si è unita in maniere totalmente legittima al Regno di Roma, poichè non vi è traccia di alcuna prova o documento che attesti l'appartenenza di questa provincia alla Invictus Italiae, storica alleanza oramai non più esistente.

Posto che noi non siamo per la guerra, ma per la pace e riponiamo molto interesse nel progetto di una penisola italica unita e collaborante per il comune obiettivo di prosperità economica e sicurezza dei propri confini, riconoscendo i pregi delle corti che ci circondano et agognando amicizia nei confronti dei regni vicini, e di collaborazione comune.

Riteniamo comunque che la decisione di far parte di un'unione italica di siffatta specie, debba essere proposta, e non imposta con la minaccia delle armi ed in tale senso siamo pronti ad intervenire privandoci di qualcosa per dimostrare il sincero desiderio di fare un passo nella vostra direzione:

Noi siamo pronti (con la sola motivazione della costruzione di un rapporto di amicizia nei vostri confronti) a rinunciare alla provincia di Ferrara, che potrà essere dunque divisa tra i regni dell'IVI.
Chiediamo in cambio che una volta per tutte accettiate la sovranità del Regno di Roma e che questa non possa più essere scusa o motivazione di astio nei nostri confronti.
Aggiungiamo, se è questo il vostro desiderio, la rinuncia al trono da parte di S.M. Palmerino Caracciolo. Se sono io il responsabile di questo rancore, sono pronto a farmi da parte, per la mia gente e per la vostra.
I romani potranno scegliere il loro nuovo re, come ogni Regno Sovrano.
Infine, per amore di giustizia, chiediamo che il Regno di Sardegna (oggi Sardegna ed Arborea) venga restituito alla legittima Regina Pretziosa de Bas Serra. Alla morte di sua sorella Cecilia, ella è di fatto l'unica insindacabile erede al trono.

E' questo per noi un grandissimo passo verso la giusta direzione della pace, le nostre genti torneranno a rispettarsi e potremo organizzare insieme una penisola italica unita e collaborante.

Siamo sicuri che le Vostre Grazie sapranno apprezzare il nostro grande sacrificio e la nostra grande rinuncia in nome della pace, e sapranno cogliere l'occasione di riunire i nostri popoli.