Author Topic: Processo a Matilde di Canossa  (Read 1932 times)

Norberto Gonzaga

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Processo a Matilde di Canossa
« on: 09 April, 2015, 08:48:46 PM »
Addi 9 Aprile 1315,

Noi, Norberto Gonzaga in qualità di Magistrato di Roma, in nome del Sovrano, delle leggi e di tutto il Regno, siamo qui per giudicare Matilde di Canossa, accusata di aver violato l'Art. IX della Lex Romanorum.

L' accusa è rappresentata da Ruggiero di Lauria, Capitano della Guardia di Roma.

L'imputato ha il diritto di nominare un difensore oppure deve provvedere a difendersi da solo.

La lingua ufficiale del processo è l'italiano tuttavia, eventuali rimostranze per la lingua potranno pervenire entro le 24 ore successive alla pubblicazione dell'apertura del processo.



-------- English --------



Today April 9 1315,

We, Norberto Gonzaga as Magistrate of Rome, in the name of the Sovereign, and the laws of all the Kingdom, we are here to judge Matilde di Canossa, accused of having violated Art. IX Lex Romanorum.

L'accusation is represented by Ruggiero di Lauria, the Captain of the Guard of Rome.

The accused has the right to appoint a defender or must be taken to defend himself.

The official language of the process is the Italian however, any grievances for the language will be received within 24 hours after the publication of the opening of the trial.


(RIP) Ruggiero di Lauria

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Re: Processo a Matilde di Canossa
« Reply #1 on: 11 April, 2015, 12:39:56 AM »
Ruggiero era stanco, aveva dormito decisamente poco, aveva lavorato fino a tardi. La recente fusione dei regni di Napoli e Ferrara con quello di Roma avevano comportato per lui grandi sforzi.
Tuttavia non si perse d'animo, sia alzò in piedi, fece brevemente mente locale e cominciò a parlare a voce alta in modo che lo si potesse udire chiaramente:

<<Prima di iniziare mi permetto di citare il testo dell'articolo IX della Lex Romanorum: "Art. IX – Alto Tradimento
Il reato di Tradimento si configura quando un cittadino romano, o un forestiero, compie un'azione atta a mancare di rispetto, offendere, minare o rovesciare le Istituzioni del Regno di Roma e il Regno stesso.
Chi verrà accusato del reato di Alto Tradimento non potrà lasciare la città di Roma fino a quando non sarà concluso il processo. Coloro che verranno riconosciuti colpevoli saranno puniti secondo la legge classificata come REATO CAPITALE "D"."

Signor Giudice, oggi mi accingerò a dimostrare che l'imputato, Matilda di Canossa, si è macchiata di un vergognoso reato.

Questa donna ha rivolto nei confronti del nostro sovrano, e quindi della massima istituzione del regno, parole infamanti e offensive, ispirate dall'infido vassallo di Urbino, o quanto meno, come potrete vedere dalle prove che accingo a fornirmi questo è quanto lei dichiara. Questa Matilde di Canossa ha quindi tradito il nostro regno ingiuriando in modo inqualificabile, come potrete presto verificare, il nostro amato Sovrano, al quale, e questo è un dato indiscutibile, noi romani, Matilda inclusa, dobbiamo la recente prosperità e ricchezza del nostro Regno.

Mai per nessun motivo dovrà essere permesso ad alcun uomo di mancare di rispetto al Regno di Roma, alle sue istituzioni e al suo popolo intero, ed è proprio per questo motivo che chiedo che l'imputata venga condannata in modo esemplare al massimo della pena.>>





« Last Edit: 11 April, 2015, 01:03:43 AM by Ruggiero di Lauria »

Norberto Gonzaga

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Re: Processo a Matilde di Canossa
« Reply #2 on: 11 April, 2015, 01:27:43 AM »
Ascoltate le parole dell'accusa fece cenno alla difesa di poter procedere a presentare le prove a suo favore.



(RIP) Morgana D'aquino

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Re: Processo a Matilde di Canossa
« Reply #3 on: 12 April, 2015, 12:48:04 PM »
La Principessa Morgana D'Aquino, che si trovava a Roma per una visita ad una cara amica gravemente malata,  quel giorno decise di voler vedere più chiaro cosa si celasse dietro i torbidi che offuscavano da tempo lo Regno di Roma, dal quale giungevano in Cirenaica notizie sempre più astruse e allarmanti. Dopo essersi segnata, entrò nel grande palazzo che ospitava la Corte di Giustizia, seguita solo da due delle sue amate damigelle. Raggiunto l'ampio salone in cui avrebbe tenuto luogo il processo si segnò nuovamente, consapevole che quello era il luogo in cui Teos emanava nei suoi servi la capacità di esprimere la Sua Giustizia sulla terra.
Prese posto nelle ultime panche, sedendosi tra le sue dame di compagnia, per far sì che non venisse riconosciuta. Scelse per quel giorno un abito sobrio di pesante cotone egiziano, tinteggiato di turchese, e un velo, dello stesso tessuto e colore, che le celava completamente i lineamenti.



Appena seduta l'udienza prese inizio, e quello che sentì le mandò il cuore in frantumi.....


Mai avrebbe potuto credere, nella sua vita, di udire tali viltà, per giunta pronunciate da una fanciulla. La Principessa, appena l'accusa fini di esporre il caso, sprofondò in un baratro di dolore, che subito la condusse in un profondo stato di angoscia, carico di pensieri e sofferenze.
In cuor suo Madonna Morgana sapeva che ciò con cui l'accusata infamava Sua Maestà Palmerino Caracciolo, non poteva essere vero, d'altro canto si chiedeva il perchè di quelle falsità ingiustificate da parte di una popolana di Roma e per Ultima analisi, la Principessa percepì un tremore, una scossa potentissima, che dalle viscera la scuoteva fino alla punta dei suoi lunghissimi e ambrati capelli......
La Principessa Morgana si chiese come avesse osato Ruggiero di Lauria, definire INFIDO il Magnifico Vassallo di Urbino, colei che la giovane principessa, quando ancor più giovane necessitava di aiuto, aiutò senza riserve e consigliò come avrebbe fatto una Madre.
Colei che, nel cuore di Madonna Morgana, occupava un posto così alto....

Infine la principessa trasalì dai suoi torbidi pensieri, e si risolse a sperare che l'imputata fosse punita con una pena esemplare, e, in quel momento, vergognandosene, La Principessa sperò che Matilde di Canossa fosse decapitata nella pubblica piazza, poichè artefice di una doppia e infelice infamia.

Gualtieri Colapesce

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Re: Processo a Matilde di Canossa
« Reply #4 on: 12 April, 2015, 01:33:32 PM »
Palmerino era seduto in prima fila.

Quel processo riapriva una profonda ferita, ed erano giorni che, nonostante i mille e più compiti di cui doveva occuparsi, pensava e ripensava all'accaduto.

Era davvero successo ciò che la Matilde professava? Era stata davvero indottrinata dalla Isabella di Urbino, rimpinzata di menzogne nei confronti del Re di Roma?

Proprio da Isabella, non si aspettava questo atteggiamento. Sperava che fosse tutta un'invenzione della Matilde.

Dopotutto gli risultava incredibile che ancora si volesse sentenziare sul trattato di Arezzo, così chiaro e lapalissiano, che nessuno potesse dirne più nulla.
Se solo Urbino avesse osato rendere pubbliche le dichiarazioni di cui vaneggiava la Matilde, sarebbe diventata lo zimbello d'Europa.

Eppure era stata strana la coincidenza che proprio in quei giorni Urbino avesse modificato i rapporti diplomatici con Roma, declassandola da "alleata" a "neutrale". E nonostante le varie richieste di Palmerino, nessuno si era degnato di darne motivazione.

Palmerino aveva dato tutto se stesso all'amicizia con Oddantonio e con Isabella. Continuava ad essere ripagato in questo modo? Ad amicizia si era risposto con diffidenza prima e con la menzogna poi?

Scosso, riportò la sua attenzione al giudice. Si sforzò di credere che fosse tutta un'invenzione della Matilde.

In fondo, Roma non era di Oddantonio, nè di Palmerino: Roma era dei romani, ed Urbino doveva farsene una ragione, una volta per tutte.


(RIP) Ruggiero di Lauria

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Re: Processo a Matilde di Canossa
« Reply #5 on: 13 April, 2015, 12:18:19 AM »
Ruggiero era soddisfatto, perchè ormai vista l'assenza dell'imputata la sua condanna sarebbe stata certa.

Giustizia è stata fatta pensò, ora non gli restava che trovarla e condurla in catene nelle carceri di Roma.

Solo un dubbio rimaneva nella testa del Marchese: aveva davvero il vassallo di Urbino indottrinato la ragazza? Ruggiero non aveva mai avuto simpatia nei confronti degli Urbinati, ma riteneva assurdo che un uomo dell'acume e delle capacitò del Duca di Urbino fosse così disperato da sostenere tesi così campate in aria... Che l'età stesse intaccando le capacità del signore di Urbino? Eppure non era così vecchio e con lui sarebbero dovuti essere impazziti anche i suoi stretti collaboratori.

Promise a se stesso che avrebbe fatto chiarezza, o il dubbio lo avrebbe assillato troppo a lungo.

Norberto Gonzaga

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Re: Processo a Matilde di Canossa
« Reply #6 on: 13 April, 2015, 12:52:39 AM »
Noi , Norberto Gonzaga , in qualità di magistrato del Regno di Roma, con il potere conferitomi, non essendosi presentato l'imputato Matilde di Canossa né alcuno a sua difesa, avendo ascoltato e preso atto delle evidenze forniteci dall'accusa, dichiariamo l'imputato colpevole di aver violato l'Art. IX della Lex Romanorum.

Pertanto si commisura come sanzione all'Imputato Matilde di Canossa:

- Numero 3 (tre) giorni di prigione;
- Un ammenda di 500 (cinquecento) denari d'argento (avendo attualmente meno di 500 giorni di vita).

Al termine dei 3 (tre) giorni di prigione l'imputato viene esiliato da tutte le regioni sotto il controllo del Regno di Roma.

Cosi è stato deciso.

Norberto Gonzaga