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RP - Central Italian Kingdoms => *Republic Roman Theological - Theological Roman Republic => Ferrara => Topic started by: Alessandro Borgia on 17 October, 2013, 11:50:25 AM

Title: Colloquio Ferrara-Costantinopoli
Post by: Alessandro Borgia on 17 October, 2013, 11:50:25 AM
Una sala del palazzo reale di Ferrara venne appositamente allestita per ospitare l'incontro tra i Reggenti di Ferrara e di Costantinopoli..
I due sono seduti ad un tavolo allestito per ospitare ancor più persone e ricoperto, senza eccessi, di vivande, utili più a da passtempo che da vero pasto rifocillatore.
Servitori, entrano di sovente a far si che tutto sia sempre in ordine, e la cosa non disturba gli ospiti, anche perchè trattasi di un colloquio privato ma non certo segreto.
Il padrone di casa introduce l'ospite:

Prego maestà, prendete posto liberamente.
Raccontateci come è stato il vostro viaggio. La Capitale Imperiale è lontana.
Title: Re: Colloquio Ferrara-Costantinopoli
Post by: Michael Isauricos on 17 October, 2013, 12:11:50 PM
Lontana ma vicina, - ribattè al volo il sovrano - tutto sommato è abbastanza agevole spostarsi da una penisola all'altra, fin troppo agevole direi.
Non ho potuto fare a meno di notare che qualcuno sta creando un pericoloso disordine qui a Ferrara, e disordine suscitato dall'esterno. I vostri vicini italici sono interessati al Vostro reame ma non al suo sovrano, così come hanno fatto con Roma e con Firenze, pare che adesso tocchi a Ferrara.
Title: Re: Colloquio Ferrara-Costantinopoli
Post by: Alessandro Borgia on 17 October, 2013, 12:42:44 PM
Risollevare Ferrara è dura, purtroppo, non solo Amedeo negli ultimi tempi si era lasciato andare, ma anche il vassallo, Tale Polissena d'Este, a parte che farsi viva ogni tre giorni per mangiare giusto per non morire, e prelevare dall'inventario del castello quanto le necessitava (poca roba, in vero) nulla faceva ed ha fatto, mai!. Ed ha pure avuto la sfacciataggine di pretendere la cassa del castello per se. Sostenendo che quel denaro era suo, quando, sempre consultando i registri del castello, è emerso che da quando è stata fatta vassalla, nulla ha depositato, né lei né altri per lei, e che anzi, aveva prelevato qualche vestito. E pensate che pretendeva la anche la restituzione di quei vestiti che lei stessa non ricordava di avere prelevato.
Poteva mai Ferrara trovarsi in buone condizioni con un vassallo così?
Altrettanto il Direttore dell'accademia, Tessa Piluccu, di origine Palermitana, giunta a Ferrara come sposa di Amedeo e fatta Principessa.
Nonostante i ruoli di peso che aveva non ha fatto assolutamente nulla. E' stata, persino una impresa immane convincerla a produrre cibo ed immetterlo sul mercato. Passava le giornate studiando gratuitamente in accademia.
Ce ne siamo accorti quando il Direttore che l'ha sostituita, ha consultato i registri dell'accademia. Studiava e prelevava i denari dalla cassa, senza darne giustificazione di spesa.
Mi dava appuntamento in taverna giusto per darmi degli ordini senza criterio, come fosse lei la maestra ed io uno scolaretto. All'inizio ci ho passato sopra, ma quando ho insistito sulla sua collaborazione, ha pensato bene di scrivermi e rendere pubblica una lettera in cui mi accusava di aver commesso cose assurde e che lei stessa non poteva provare ed infine, se n'è uscita con la storia che non mi riconosce come Re legittimo di Ferrara e che considera Ferrara occupata dallo straniero. Ovviamente tralasciando di dire che anche lei è straniera, ed adesso al soldo di altri stranieri ancora.

ah!
e per non farci mancare nulla, sempre consultando i registri delle strutture del regno, sia Polissena D'Este, che Tessa Piluccu, mai hanno collaborato alla loro costruzione.
Due parassiti fino in fondo, insomma. Hanno sempre vissuto succhiando il sangue a Ferrara, ed adesso, per completare il quadro, Ferrara vogliono gestirla direttamente.

Spiegatemi meglio cosa volete dire sul destino di Ferrara, che c'entrano Roma e Firenze?
Title: Re: Colloquio Ferrara-Costantinopoli
Post by: Michael Isauricos on 17 October, 2013, 03:49:02 PM

Avete sbagliato amico mio.
Avreste dovuto chederle di sposarvi e non di cucinare per il popolo!

e scoppiò in una fragorosa e impercettibilmente smodata risata
Le avreste lasciato il titolo di principessa, che tanto non vale la carta su cui è vergata la patente, e le avreste lasciato gestirsi l'Accademia, tanto, da quel che si è capito, non è stata neppure capace in un anno a studiare abbastanza Retorica da acquisire il carisma a divenire sovrana.

per gli ordini da maestrina... che volete... trovatemi una donna che non li fa e vi regalerò metà del mio regno!?
e giù di nuovo di risata
Secondo voi, perchè io non ho moglie? è bastata la madre dei miei figli, poi nulla più.
Certo solo adesso capisco le parole di Amedeo quando disse "Tessa, non mi fido neppure di lei. Sta buona fintanto che è direttrice dell'Accademia, almeno fin quando non avrà il carisma sufficiente a fare il vassallo". e quindi il reggente, dico io.
Ricordate? ...quando vi presentai a lui.

Sta diventando pesante continuare a citare chi non c'è più, ma quanto Amedeo ci ha lasciato, va ben oltre la corona di Ferrara.
... se solo avessi fatto come lui mi chiese... dannazione!
ma non avrei mai pensato ci lasciasse così repentinamente.
vabbò! ormai è andata.


Per Roma e Firenze, è presto detto.
Quando Roma venne sottratta alla vecchia confederazione italica, rimase l'impiccio di governarla. Inizalmente venne usata come stato canaglia per derubare, a basso costo, le capitali dei regni ostili, successivamente, nel tira e molla in cui gli sconfitti la rivolevano indietro, mentre i vincitori non volevano mollarla, se ne uscirono con il colpo di genio della compartecipazione alla sua gestione.
Praticamente, da una parte i vincitori, e dall'altra i vinti italici, si spartirono le cariche di governo di Roma. Alcune erano prerogativa di un gruppo, altre dell'altro.
Per certo so che il Reggente è espressione di Urbino, mentre il vassallo era (perchè adesso è altrove) espressione della vecchia confederazione italica.
Tra l'altro questa cosa fu scritta nel trattato di Arezzo, che è stranamente scomparso dalla circolazione, assieme ai verbali delle riunioni che ad esso portarono. Sempre nella logica di chi preferisce fare le cose in segreto tra pochi intimi, di modo che gli altri non sappiano e poi far valere la propria verità di volta in volta per come e per dove serve.

Ma vi dicevo del Vassallo di Roma....
Si, il fatto che Alceste Capoferro, abbia lasciato il vassallaggio a Roma, per divenire Re di Napoli, altro trono traballante dopo la disastrosa guerra italica, mi fa supporre, ma questa è appunto una supposta e basta, che abbiano definitivamente lasciato Roma all'uno per assicurarsi almeno l'altro regno. Ma di questo, ad oggi, non ho le prove.


per il troppo parlare... sentendosi la gola secca, prese un calice nel quale versò due dita di un venello rosso che al palato risultò dolce come egli gradiva.

Firenze....
Si! Firenze, invece, il risultato è il medesimo, ovvero un mercato di regni, ma il processo è stato diverso.
Firenze, era governata da Himbertus De Garda, un uomo amabile assai e di buon senso come poco se ne trova, perfettamente bilingue, ma haimè, anglosassone per formazione e mentalità. Dunque uno straniero.
Firenze uscì dalla guerra con ottimi risultati, riuscì a raddoppiare l'stensione territoriale, ma aveva una popolazione risicata e soprattutto ostile, sempre sul piede della rivolta, poichè era un regno italico strappato alla confederazione madre.
Quando il Duca Balliot, ebbe la geniale idea di farsi Re dell'Inghilterra, saggiamente raccolse tutti i suoi uomini sparsi a presidiare i regni sotto il suo controllo e li condusse seco nell'arcipelago Britannico.
E chi meglio del lesto Urbinate poteva approfittare della situazione?
Per prima cosa, facendosi forte della perdita subita a seguito della cessione di alcune regioni agli italici secondo il trattato di pace, oltre che per la numerosa popolazione (così almeno mi è stato confidato da chi alla trattativa c'era), si fece regalare Bologna, Modena, Perugia ed Orvieto, il cui castello venne costruito dai senesi per farsi dare Piombino. Dopo di che, inviò come Re al posto di Himbertus, un suo fido collaboratore urbinate.... Non ricordo il nome, perdonate.

Quindi abbiamo Urbino con almeno due regni satelliti, Firenze e Roma. e su questo, voglio dire, sono affari loro.

Il problema successivo è dovuto al passo successivo, ovvero la nuova confederazione italica, la Invictus Italiae, che nasce seguendo lo schema dell'amministrazione di Roma, ovvero la spartizione in quote societarie del tutto.
Ed i Pari, ovvero i reggenti di ogni singolo regno, sono la chiave dell'equilibrio per le due anime che la compongono e che badate bene, si sono ritrovate benissimo assieme.

Ed in tutto questo pandemonio, come poteva mai Ferrara gettarsi in pasto a sì lupi famelici? infatti ne rimase fuori, e fuori ne è Venezia, e per un breve periodo fuori ne rimase anche Milano.
ma questa è un altra storia che vi racconterò dopo aver preso fiato.
e lasciare il tempo a chi origlierà di prendere per bene nota del tutto affinchè lo riferisca. Perchè i segreti, non siamo noi ad averli.

ma parlatemi dei Ferraresi, che dicono e, soprattutto, che fanno?
Title: Re: Colloquio Ferrara-Costantinopoli
Post by: Alessandro Borgia on 17 October, 2013, 06:18:20 PM
Sui cittadini poco c'è da dire perché pochi e poco attivi sono.
e quando arrivai era ancora peggio.
Tanto ho insistito a scriver loro che alla fine si sono sciolti e siamo riusciti ad instaurare un dialogo.
Invece da subito attivo e ricettivo è stato il Capitano della Guardia che senza batter ciglio, con spirito di obbedienza, amor patrio e lealtà al trono, si è subito messo a disposizione.
E si è anche rivelato un fine diplomatico, una perla!
Speriamo resista alla seduzione del maligno che prima o poi lo prenderà di mira.
Ma voglio presentarvelo. L'ho mandato a chiamare affinché partecipi a questo nostro incontro.

I giovani, invece, crescono bene.
Adesso c'è chi li segue ed insegna loro come sopravvivere a questo mondo. Ho in programma di usare una parte del tesoro del castello per dei prestiti di solidarietà. A tenerli nella cassa non si moltiplicano di certo, investendoli in popolazione attiva, invece, ne gioveranno loro ed il regno.

Il vassallo, invece, come dire, non mi convince.
Me lo aspettavo più reattivo. Vero che lavora duro e da solo ha coperto un terzo delle ore di lavoro necessario a costruire il mercato di Mantua, ma preferirei qualcuno più proposito.
Ho in animo di sostituirlo presto. avendo il materiale umano a disposizione.

Il giudice invece, mi ha annunciato che sarebbe andato in ritiro per un lungo periodo, ma che farà avere regolarmente sue notizie.
Ma anche questo non è un problema, tanto siamo pochi che, pur volendo, non possiamo prenderci il lusso di arrestare nessuno.
Invece Tessa Piluccu, ha ignorato il nuovo incarico che le era stato affidato e si spostata su Urbino dove prosegue a studiare Retorica per potersi farsi mettere la corona in testa dalla ducal coppia di Urbino.

Purtroppo è ufficiale, Urbino sostiene Polissena come pretendente al trono e ne minaccia l'imposizione. E, a meno che l'iniziativa della duchessa sia personale o prerogativa di Urbino, pare che il resto della Invictus Italiae appoggi tale criminale pretesa.
Title: Re: Colloquio Ferrara-Costantinopoli
Post by: Michael Isauricos on 17 October, 2013, 10:11:13 PM
Che dirvi... fin ora direi che siete ineccepibile, ma i frutti si raccoglieranno nel tempo.
Sempre che anche voi non vi facciate prendere da qualche forma di narcolessia che sembra sia diventata la malattia professionale dei reggenti.

Disse il sovrano ridendo da solo alla propria assurda battuta.
Abbiate sempre cura del vostro tesoro, che non sono nè l'oro nè l'argento. Il tesoro di un sovrano, la ricchessa del regno, sono i suoi abitanti attivi. non sono nè le terre nè le risorse.
E fin tanto che vi dimostrerete un accorto custode della vostra ricchezza, nessuno potrà arrogarsi il titolo di sindacare la vostra legittimità.
Potranno farlo con la forza, e solo dall'esterno, ma le azioni malvage restano a chi le compie. E chi compie malvagità è ovviamente un malvagio, il cattivo di turno, insomma.

e come ricordarsi di una cosa riprese
Ma vi stavo dicendo a proposito della terna Ferrara, Venezia, Milano.
Sul limitare dell'estate, il caso volle che trovandomi a parlare, in separata sede e per cose altre, con Amedeo di Ferrara, e con Nunzio, vostro parente, di Milano, ne venne fuori che, Ferrara non avrebbe mai partecipato alla nuova confederazione pan italica perché non gradiva la presenza di Urbino, Milano, invece, aveva difficoltà per la presenza della vecchia confederazione italica, dal momento che Milano fu il regno che più degli altri ebbe da guadagnarne in terre dalla guerra e con una partecipazione militare praticamente simbolica.
Fu così che proposi ai due, Ferrara e Milano, di valutare una possibile loro confederazione, magari con Venezia che da sempre se n'è rimasta fuori dalle cose italiane.
All'inizio la cosa a loro piacque, ma poi, un poco per l'indecisione, di uno, un poco per la lentezza di un altro, un poco per l'egoismo dell'altro ancora, la cosa saltò. E Lega Padana che tanto mi piaceva nel nome non vide mai la luce.
Nel mentre Milano, si risolse per confluire in quella che da lì a poco sarebbe diventata la Invictus Italiae, E Ferrara confluì nell' Imperial Commonwealth Threaty Area. Venezia rimase come stava, fuori da tutto.

fece una piccola pausa e riprese
Amedeo voleva entrare nel Commonwealth sin da quando seppe della rivolta che gli stavano ordendo contro e che, avvenuta, fallì miseramente. Lui sapeva da dove partiva quella rivolta, ed in vero lo sappiamo tutti in Europa, e temendo passassero all'aggressione aperta, voleva mettersi al sicuro.
Io indugiai a lungo, perchè, parliamoci chiaro, la vocazione di Ferrara è di partecipare ad una confederazione italica, ma che sia una confederazione e non una trappola mortale. E la soluzione della Lega Padana sarebbe stata perfetta. Una forte legittimazione internazionale l'avrebbe protetta da colpi di mano, e tutti assieme si sarebbero gestiti i rapporti tra regni della penisola.
Ed io me ne sarei rimasto al di là dell'Adriatico come mi è sempre piaciuto fare. Anche perchè l'Italia è una polveriera sempre pronta ad esplodere. e così sarà fin quando non si estirperanno i detonatori, che in vero sono più di uno.
Ma cosa avrei dovuto fare? girare le spalle ad un amico? ad un regno? ad un popolo?
E questo lo sa pure Tessa Piluccu perchè, sebbene poco presente, ad alcuni incontro partecipò anche lei.
fu così che veniamo a quello che conoscete perchè c'eravate anche voi: la decisione di Amedeo di Lasciare il trono ad uomo che ne avrebbe preservato l'indipendenza da vicini ingombranti.

bevve un altra sorsata di vino e strappo dei grani ad una melagrana aperta sul tavolo.
Ho incontrato il Capitano della Guardia di sfuggita mentre mi rifocillavo nella taverna di Ferrara, promette bene.
E non lo avrei mai detto che a Ferrara si potesse ancora trovare del buon materiale umano. Non fatevelo sfuggire, che è merce rara si.
ma continuate a scavare, sicuramente troverete altri uomini e donne validi e promettenti, che necessitano solo di essere scoperti e lanciati nell'agone della vita.
Questo è il primo dei principi del Commonwealth, allargare la partecipazione a quante più persone possibili. dare loro spazio ed occasione di crescita.

Title: Re: Colloquio Ferrara-Costantinopoli
Post by: Alessandro Borgia on 17 October, 2013, 11:44:19 PM
Fiorenzo Di Torrearsa ha dimostrato impegno e portato a casa risultati.
Ci rappresenta presso le altre corti, è il momento di nobilitarlo e lo farò appena mi sarà possibile. I titoli saranno concessi solo per merito d'ora innanzi. A regalarli si incentiva la pigrizia e la mollezza d'animo, coi risultati che abbiamo visto.

E sempre perchè di diplomazia stiamo parlando, a questo punto capisco anche il silenzio di Urbino sulla proposta che avevo fatto recapitare.
Avevo proposto uno scambio di regioni. Non che si sperassi molto, ma provare era doveroso, non mi sarei mai perdonato di non aver tentato.
Ho proposto di scambiare la nostra Cremona con la loro Bologna.
Di maiali attorno ne abbiam fin troppi, mentre ci farebbe molto comodo la legna. Loro di legna ne hanno ancora, e Cremona garantirebbe loro la continuità territoriale con Genova e Milano.
Ma giustamente, perchè mai prendersi Cremona scambiandola con Bologna, quando possono prendersi tutto il regno direttamente?
Comunque sia, atteniamoci alle regole, si fa per dire, della diplomazia. Lasciamo che parlino ufficialmente, ed altrettanto ufficialmente risponderò io.
Non è da escludere che la lettera della duchessa di Urbino a Tessa Piluccu, sia una trappola per provocarci e far fare a noi il passo della discordia.
Non so come giustificherebbero un atto arbitrario dell'esecutrice della volontà di uno dei Pari, in contrasto con la loro regola del "si fa tutti assieme", ma tutto è possibile, soprattutto quando conviene che accada.

Si risolverà tutto in un tintinnio di sciabole?
Promuoveranno una rivolta?
Ci attaccheranno?
E chi promuove l'azione? la sola Urbino, oppure la confederazione nel suo complesso?

Devo ammettere che non sono molto entusiasta nel voler avere le risposte a tutte queste domande
Title: Re: Colloquio Ferrara-Costantinopoli
Post by: Michael Isauricos on 18 October, 2013, 03:16:12 AM
Dategli un bel feudo, uno prestigioso di modo che figuri bene tra i sovrani che frequenterà.
potreste dargli Este, per esempio. Non passerà inosservato, vedrete. L'occasione per nobilitare quel nome che alcuni portano indegnamente e che si vantano a sproposito di colà discendere.


Tornando a noi. c'è da capire se i Pari italici hanno deciso di consegnare Ferrara in toto ad Urbino, piuttosto che governarla in compartecipazione tra loro come hanno fatto per Roma.
Capire questo sarà risolvere metà del problema.
Come dicevo pocanzi, la Invictus Italiae nasce dal matrimonio consensuale, ma senza comunione dei beni, tra il gruppo degli ex italici, ovvero, Sicilia, Sardegna, Napoli, Siena, Genova con il gruppo capeggiato da Urbino e quindi Roma, Firenze, e Milano che, pur per strade diverse, è finita nell'orbita di Urbino.
E siccome un regno equivale ad un voto, stanno 5 a 4, pertanto incamerare Ferrara diventa fondamentale perché darebbe ad uno dei due gruppi un vantaggio netto sull'altro.
E chi sarebbe tanto pazzo nel lasciare questo vantaggio all'altro?
...a meno che, uno prende oggi Ferrara, e l'altro prende domani, che ne so, Venezia?


Ovviamente in tutto questo discorso, caro Re di Ferrara, non vi ci vogliono. E non fu una battuta di scherzo quando qualcuno mi disse che avrebbero preso volentieri Ferrara nella Invictus, ma che voi ed i vostri sostenitori avreste dovuto lasciare il regno.
Ne ho viste e sentite di tutti i colori nella mia vita, ma certe affermazioni riescono ancora a lasciarmi senza parole.


Dalla mia posso dirvi che, sapendo Ferrara un cimitero inutile nel bel mezzo del posto più turbolento d'Europa, me ne sarei disfatto volentieri, ma certo non in quel modo nè a quelle condizioni, né a chi ha debiti nei miei confronti. E mai senza tenere in considerazione la volontà dei suoi abitanti. Soluzioni accettabili se ne trovano sempre, ma solo quando si vogliono trovare. Ed adesso, quello che si cerca, è lo scontro nudo e crudo.
ma adesso che vedo che c'è gente attiva, il discorso cambia, Ferrara è una risorsa importante e forse ci penseranno due volte prima di mettersi in casa un regno popolato da gente che li odia.

e ripensandoci sopra si corregge
Qua forse mi sbaglio. Di regni la cui popolazione è schiava del volere di pochi oligarchi, la penisola è piena. La maggior parte dei popoli italofoni subisce i propri regnanti con eroica pazienza, o forse si tratta di imbelle rassegnazione.
Ai posteri l'ardua sentenza!
Title: Re: Colloquio Ferrara-Costantinopoli
Post by: (RIP) Fiorenzo Di Torrearsa on 18 October, 2013, 11:35:47 PM
Il Capitano Fiorenzo entrò con passo deciso nelle sale del Palazzo Reale e subito notò che aveva interrotto un importante colloquio tra l'Imperatore e Sua Maestà Alessandro Borgia.

Si avviò intrepido verso i due che sedevano ad un grande e pesante tavolo di noce finemente intarsiato e, giunto nei pressi, battè i tacchi dei suoi stivali ed eseguì il saluto militare.

Capitano Fiorenzo di Torrearsa a rapporto Maestà!

Proferì in direzione del Borgia, poi indirizzandosi verso Isauricos, senza accennare ad un inchino, salutò :

Imperatore,
è un vero onore poterVi incontrare.

Rimase in silenzio in attesa che i suoi diretti superiori gli concedessero attenzione.
Title: Re: Colloquio Ferrara-Costantinopoli
Post by: Alessandro Borgia on 19 October, 2013, 01:05:14 AM
Re Alessandro accolse con sollievo quell'arrivo.
Pensavo non arrivaste, più, Barone d'Este.
Disse il sovrano con uno strano sorrisetto
State comodo. anzi, sedetevi al tavolo con noi. Le sedie libere non sono per i fantasmi.
L'imperatore lo conoscete già, ma adesso avrete modo di conoscerlo meglio e di farvi conoscere a vostra volta.

Facevamo due chiacchere, in attesa del vostro arrivo, sarebbero state molto istruttive anche per voi.
Il tintinnio di sciabole che s'ode di qua e di là del confine non va sottovalutato e siamo ansiosi di ascoltare i sommi capi del vostro lavoro diplomatico.
I dettagli li tratteremo in altra sede.
Title: Re: Colloquio Ferrara-Costantinopoli
Post by: (RIP) Fiorenzo Di Torrearsa on 19 October, 2013, 02:01:31 AM
Il Capitano si fece avanti e prese posizione al tavolo e subito prese parola :

Perdonate il mio indecoroso ritardo Maestà, mi sono trattenuto più del dovuto nel vergare alcuni importanti manoscritti che hanno richiesto la mia massima attenzione.

Vi prego dunque di perdonare la mia mancanza.


Sempre con lo sguardo fermo sul Borgia, chinò leggermente il capo, accennando un inchino.

Vi ringrazio profondamente per l'onore concessomi, Maestà.
Il Feudo d'Este sarà trattato con tutti gli onori e i riguardi che esso merita.



Si voltò quindi verso l'Imperatore.

Imperatore, onorato di poterVi servire al meglio delle mie possibilità.



Tornò a rivolgersi a Re Alessandro.

Maestà, ho quì una missiva giuntami dal Casato Este.
Le notizie corrono più veloci di quanto credessi!

Vorrei avvalermi del Vostro Sapiente consiglio, Maestà.
Non ho ancora visitato il feudo d'Este, e non vorrei arrecare involontaria offesa alla Duchessa della città di Urbino.
Invero, conosco poco o niente anche lei.

Passò così la missiva arrotolata a Re Alessandro.
Potete leggerla con calma, se lo desiderate.

Appoggiò i gomiti sul tavolo e chiamò a se uno dei servitori di Palazzo :

Altro vino per cortesia! Ho la gola completamente arsa dalla polvere della strada!
Title: Re: Colloquio Ferrara-Costantinopoli
Post by: Michael Isauricos on 19 October, 2013, 06:04:29 PM
Bentranoi, snocciolò il Sovrano dell'Oriente, a salutare l'ospite.
E non poté non notare la sottigliezza nel diverso porgersi dell'ambasciator Barone nei confronti dei due reggenti.
come a dire che al Re di Ferrara da obbedienza, ad Egli il solo cortese rispetto. La qual cosa è pure corretta, non dovendo nessun giuramento, almeno per ora, all'Imperatore.
*Un uomo incorruttibile, oppure già sedotto dal male? Questo si vedrà col tempo* - pensò - *Intanto diamogli spazio. Nel dubbio tra il dare spazio a chi potrà rivelarsi un pericolo ed il negarlo a chi potrebbe rivelarsi una grande risorsa, decisamente preferisco la prima. Così ho sempre fatto, così ho costruito l'Impero*


D'ora innanzi avremo modo di conoscerci appofonditamente, così che possiate trarre le vostre conclusioni su chi è il bene e chi è il male. Io preferisco lasciar parlare i fatti e non i prolissi chiaccheroni che sfiniscono l'interlocutore con pipponi articolati che dissuadono il lettore unicamente per sfinimento.
Ed i miei fatti sono che in tutti i regni in cui ho avuto a che fare, ho trovato cimiteri ed ho lasciato vive e prospere comunità. E questo è talmente evidente che nessuno può provare a negarlo.
Non sono come chi, dopo essersi alleato coi "barbari" del nord, come egli stesso li definiva, per distruggere i regni italici e decimarne le popolazioni, adesso, omettendo il suo torbido passato, si erge a paladino dell'Italia tutta ed unita.
ma ripeto, avrete modo...

E non volendo tralasciare la battuta sul suo feudo, di cui l'imperatore stesso era responsabile, disse.
Abbiate cura del Regno prima che del Vostro Feudo. Ciò perchè il secondo dipende dal primo, ed il primo necessita più attenzioni del secondo.
E poi non è detto che resti vostro a lungo. Potreste perderlo nel caso in cui perdeste il Regno, a meno che giuriate fedeltà al nuovo Reggente, ovviamente.
Ma potreste anche averlo revocato, per ottenerne uno migliore.
Quel che è certo è che appartiene al Regno di Ferrara e dunque ai Ferraresi, e voi per loro lo custodirete. Altri, haimè, possono accaldarsi quanto vogliono, ma se sono nati ed hanno origini altrove, vaneggiano soltanto affermando di colà, o coquà, discendere e vantare diritto d'impicciarsi.
A ciascuno il suo, non credete?
La storia è quella che scriviamo noi, non è quella che prendiamo dal libro delle favole, magari scegliendo, a seconda della nostra convenienza, se aggrapparci di volta in volta alla prima piuttosto che alla seconda.
Voi siete D'Este, altri sono Este. è la stessa differenza che c'è tra i nobili Signori D'Oria e gli abili biscottai Doria. I secondi possono essere più ricchi dei primi; i primi sono gli unici a potersi fregiare del Titolo.
Il resto è fuffa!
Title: Re: Colloquio Ferrara-Costantinopoli
Post by: Alessandro Borgia on 20 October, 2013, 06:06:15 PM
Leggeremo la missiva dopo con calma.
e mentre diceva così, prese la lettera in questione e si mise a leggerla incuriosito.
Intanto che siamo qua continuiamo questa dotta ed istruttiva chiaccherata, di modo che mettendo in comune le nostre informazioni, possiamo farci un quadro della situazione quanto più veritiero possibile.
Vi informo anche che il Commonwealth ha deciso che voi rappresenterete tutti e dieci i regni nei confronti dei nove. A breve avverrano le notifiche ufficiali di questa nomina.
Sempre nella speranza che serva a semplificare le cose e non a dilazionarle ancora.


Toglietemi una curiosità, Barone, Re Amedeo non era molto comunicativo con la sua comunità, vero?
Title: Re: Colloquio Ferrara-Costantinopoli
Post by: (RIP) Fiorenzo Di Torrearsa on 23 October, 2013, 10:27:16 PM
Quote from: L'Imperatore
D'ora innanzi avremo modo di conoscerci appofonditamente, così che possiate trarre le vostre conclusioni su chi è il bene e chi è il male. Io preferisco lasciar parlare i fatti e non i prolissi chiaccheroni che sfiniscono l'interlocutore con pipponi articolati che dissuadono il lettore unicamente per sfinimento.
Ed i miei fatti sono che in tutti i regni in cui ho avuto a che fare, ho trovato cimiteri ed ho lasciato vive e prospere comunità. E questo è talmente evidente che nessuno può provare a negarlo.
Non sono come chi, dopo essersi alleato coi "barbari" del nord, come egli stesso li definiva, per distruggere i regni italici e decimarne le popolazioni, adesso, omettendo il suo torbido passato, si erge a paladino dell'Italia tutta ed unita.
ma ripeto, avrete modo...
E non volendo tralasciare la battuta sul suo feudo, di cui l'imperatore stesso era responsabile, disse.
Abbiate cura del Regno prima che del Vostro Feudo. Ciò perchè il secondo dipende dal primo, ed il primo necessita più attenzioni del secondo.
E poi non è detto che resti vostro a lungo. Potreste perderlo nel caso in cui perdeste il Regno, a meno che giuriate fedeltà al nuovo Reggente, ovviamente.
Ma potreste anche averlo revocato, per ottenerne uno migliore.
Quel che è certo è che appartiene al Regno di Ferrara e dunque ai Ferraresi, e voi per loro lo custodirete. Altri, haimè, possono accaldarsi quanto vogliono, ma se sono nati ed hanno origini altrove, vaneggiano soltanto affermando di colà, o coquà, discendere e vantare diritto d'impicciarsi.
A ciascuno il suo, non credete?
La storia è quella che scriviamo noi, non è quella che prendiamo dal libro delle favole, magari scegliendo, a seconda della nostra convenienza, se aggrapparci di volta in volta alla prima piuttosto che alla seconda.
Voi siete D'Este, altri sono Este. è la stessa differenza che c'è tra i nobili Signori D'Oria e gli abili biscottai Doria. I secondi possono essere più ricchi dei primi; i primi sono gli unici a potersi fregiare del Titolo.
Il resto è fuffa!

Vostra Immensa Grazia Imperatore, curerò il feudo con il quale mi avete onorato, nello stesso modo con cui curerò gli affari del Regno, per quanto mi competono ovviamente.
Sono un militare, e se c'è una cosa che non sopporto, è il disordine!
Vedere ancora oggi il nostro Regno Ferrarese popolato da schivi figuri mi riempie il cuore d'ansia e, fosse l'ultima cosa che faccio, cercherò di riportare l'ordine nel Regno!
Che il mio nuovo titolo serva da monito a coloro che intendono burlarsi dell'Impero!


Quote from: Re Alessandro
Leggeremo la missiva dopo con calma.
e mentre diceva così, prese la lettera in questione e si mise a leggerla incuriosito.
Intanto che siamo qua continuiamo questa dotta ed istruttiva chiaccherata, di modo che mettendo in comune le nostre informazioni, possiamo farci un quadro della situazione quanto più veritiero possibile.
Vi informo anche che il Commonwealth ha deciso che voi rappresenterete tutti e dieci i regni nei confronti dei nove. A breve avverrano le notifiche ufficiali di questa nomina.
Sempre nella speranza che serva a semplificare le cose e non a dilazionarle ancora.

Toglietemi una curiosità, Barone, Re Amedeo non era molto comunicativo con la sua comunità, vero?

Rivoltosi poi a Re Alessandro che aveva preso parola,

Molto bene Maestà, riprese il Capitano,
Come anticipatovi per missiva, siamo riusciti infine a prendere contatti con l'Ambasciatore della nuova alleanza Italica, la Invicus Italiae.
Per il momento il ruolo è rivestito dal Reggente di Napoli, Alceste Capoferro.

Ho inoltrato a lui la proposta di scambio regioni tra il Regno di Ferrara e quello di Urbino, ma a tutt'oggi non mi è stata fatta pervenire alcuna risposta, nè da Urbino, nè dall'Ambasciatore della Invictus Italiae.

Sembra che i tempi di questa alleanza siano davvero lunghi, ma non c'è da stupirsi.
Ad ogni modo ho avuto modo di constatare che l'Ambasciatore della Invictus è persona erudita e di fine intelletto, cosa che al giorno d'oggi ho trovato difficilmente al di fuori di questa Corte.

Vorrei parlarvi poi del nuovo arrivato, il giovane Fabbro Ferarrese, tale Gustavo Borgia.
Ha forse radici nobili, Vostra Grazia?
Comunque sia ho trovato il giovane molto produttivo e, grazie al suo impegno siamo riusciti a fornire una buona quantità di utensili ai mercanti della piazza Ferrarese.
Pian piano confido che l'economia del Regno possa ripartire.

Si fermò un secondo per sorseggiare un poco dell'ottimo vino che colmava la sua coppa.

In merito ad Amedeo, che dire....
Era un grand'uomo, a mio dire, sebbene fosse molto taciturno.

Ma ricordo bene quando irrompeva nella taverna cittadina....  Era incredibile....
La sua sola presenza riusciva a colmare l'animo di una profonda riverenza.
Ma  non era un grande oratore se è questo che volete sapere, ma a suo modo, sapeva comunicarti tutto quel che c'era da comunicare con i suoi atteggiamenti e le sue poche e ben misurate parole.

Rivoltosi adesso all'Imperatore che sembrava guardare Fiorenzo con occhio indagatore,

Vostra Grazia Imperatore, perdonate il mio ardire, ma la curiosità mi attanaglia da giorni ormai.
Com'è la situazione nell'Impero?
Sono tutti davvero così ben sistemati?

Ferrara a confronto pare davvero essere un "brutto antroccolo"?

sorrise leggermente e avvicinò le labbra al bordo del calice.
 
Title: Re: Colloquio Ferrara-Costantinopoli
Post by: Michael Isauricos on 25 October, 2013, 09:17:47 AM
Vedete Barone,
non è tanto un problema di quanto siano messi meglio gli latri regni, piuttosto che peggio Ferrara.
Il problema di Ferrara sono i suoi vicini.
Si tratta di due schieramenti che si sono a lungo ferocemente combattuti e che hanno avuto l'interesse a tirarsi Ferrara da una parte piuttosto che l'altra. O tutt'alpiù assicurarsi restasse neutrale e inoffensiva. Neutralità pagato a duro prezzo, non tanto con la mancata espansione territoriale, quanto con lo spopolamento operato con linganno.
Questi due schieramenti sono adesso dentro un'unica scatola, ma sempre divisi, e nel comprensibile sogno di unificare la Penisola, cercano adesso di divorare Ferrara.
Badate bene, non vogliono che Ferrara diventi loro alleata parigrado. Costoro vogliono soggiogare Ferrara imponendole un reggente fantoccio che risponda ad uno piuttosto che all'altro schieramento, ed espellendo quella parte della popolazione che loro riterranno ostile.
Non sono supposizioni, sono stato già da tempo ufficiosamente contattato in questi termini. E poi ci sono i fatti che anche voi potete benissimo vedere. I recenti attorno a Piluccu, ma più antichi relativi alle epurazioni che hanno operato nei regni italici.
Molti flussi migratori da un regno ad un altro, non furono migrazioni spontanee, furono vere e proprie epurazioni, piuttosto di conveniente spostamento di popolazione fedele, finalizzate al controllo dei regni da parte di uno piuttosto che di un altro.

è in questo contesto che io non escluderei una evacuazione da Ferrara. Piuttosto che un riassetto territoriale secondo coerenti criteri geografici tali da far sentire l'uno piuttosto che l'altro minacciati. Ma vi assicuro che nessuna decisione sarà presa senza il preventivo consulto ed approvazione da parte dell'intera comunità ferrarese, sempre così abbiamo fatto, e sempre così faremo.
Ma se si sentono forti come mi pare di percepire, non scenderanno a patti, perchè si sentiranno in diritto di prendersi tutto.
Io spero di sbagliare, ma lo scenario è questo.


Intanto vi consegno la lettera di nomina che farete pervenire al vostro interlocutore diplomatico italico.
Alceste Capoferro è uno in gamba, ma temo che il nome temo sia tutto un programma. Per quel poco che ci ho parlato in passato, mi da l'idea di uno che, diplomatico e gentile quanto volete, tira dritto ai suoi obiettevi e poco si cura di quel che succede attorno.
e consegnò la lettera al barone
Quote
Alle Loro Eccellenze i Pari della Invictus Italiae

Comunichiamo alle Loro Eccellenze, che Noi, Sovrani dei regni di Albania, Bavaria, Bisanzio, Cyrene, Ferra, Kiev, Mameluk, Ottoman, Polonia, Seleucid, membri Pari grado della Unione di Regni e comunità di Popoli chiamata "Imperial Commonwealth Treaty Area", noto ai più come Impero.
Affinché si intrattengano regolari e costanti rapporti diplomatici tra la Nostra e la Vostra entità sovranazionale, designamo quale ambasciatore unico, il ferrarese Barone d'Este Fiorenzo di Torrearsa (http://www.medieval-europe.eu/index.php/character/publicprofile/16083).
Ad Egli andranno inviate tutte le comunicazioni, sia in forma di messaggio privato, sia a mezzo di pubblica affissione presso le sale del Imperial Commonwealth Treaty Area (http://rpforum.medieval-europe.eu/index.php/board,1009.0.html), indirizzate ai Sovrani Pari Membri del Commonwealth, reali destinatari della corrispondenza ufficiale. Egli provvederà a riportarli, in entrambe le modalità di ricezione, presso le sale private della Peers Hall of Commonwealth (http://rpforum.medieval-europe.eu/index.php/board,1010.0.html), dove verranno messe a conoscenza di chi di competenza.
Così come solo Egli, a bisogno, contatterà la Invictus Italiae per comunicazioni ufficiali a nome del Commonwealth tutto.

La lingua ufficiale del Commonwealth è l'Inglese, così per come è facilmente inteso da qualsivoglia traduttore facilmente accessibile a qualunque abitante di questo mondo. Tuttavia, nei rapporti con la Invictus Italiae, sarà usato anche il solo Italiano, sempre per come è facilmente inteso da qualsivoglia traduttore facilmente accessibile a chiunque. Altresì, testo bilingue Italiano/Inglese.

Considerando la reciprocità quale condizione fondamentale alla pacifica coesistenza, tale indicazioni di pubblicità degli atti quanto di comprensione linguistica, sono intesi valevoli per entrambe le parti.

Così è quanto i Regnanti del Commonwealth comunicano ai Regnanti della Invictus Italiae, nell'auspicio di una serena e pacifica coesistenza.

Nel diciannovesimo giorno del decimo mese dell'anno 1313
A Nome e Guida del Commonwealth
Michael Isauricos Reggente nella Città di Costantino

un'ultima cosa non secondaria.
Per il feudo ringraziate unicamente il vostro Re, io ho fatto ben poca cosa.
E vi prego, almeno con me, non siate eccessivamente cerimonioso, così come tutti, anche io nacqui dal popolo e da esso non voglio discostarmi.
Title: Re: Colloquio Ferrara-Costantinopoli
Post by: (RIP) Fiorenzo Di Torrearsa on 30 October, 2013, 04:58:33 PM
Sono oltremodo onorato di rappresentare la Baronia d'Este e ancor di più lo sono d'esser stato nominato Ambasciatore a nome di tutto il Commonwealth per le trattative con la Invictus Italiae.

Non conosco la storia dei popoli Italici e non so bene come sono andate le cose in Ferrara, ma fintanto rientri nelle mie possibilità, difenderò questa terra dall'usurpatore nemico!

Finalmente dopo tanto tempo vedo la mia città risorgere con una seppur flebile economia.
Non ho bisogno di sapere altro Vostra Grazia.

Il Capitano Fiorenzo di Torrearsa, Barone d'Este, con la Vostra benedizione e quella di Re Alessandro, si adopererà senza sosta per la gloria del Regno di Ferrara.