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RP - Central Italian Kingdoms => *Regno di Italia - Kingdom of Italy => Urbino => Topic started by: Isabella Este on 14 December, 2012, 01:01:09 AM

Title: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Isabella Este on 14 December, 2012, 01:01:09 AM
Ferrara 26 maggio 1299

L’uomo seduto allo scrittoio adagiò la schiena sulla spalliera dell’elegante seduta che lo accoglieva, poggiò le mani sui braccioli e tirò indietro la nuca fino a toccare l’imbottitura  ad arco che ornava l’apice della poltrona. Lo sguardo perso nel vuoto raffigurava lo specchio della sua mente che rifletteva sui recenti avvenimenti.

Non erano rimpianti quelli che percepiva e nemmeno interrogativi sul provvedimento assunto, solo una valutazione razionale dei possibili risvolti.

Le decisioni che doveva prendere un Nobile come lui erano tante e di sì grande complessità che a volte  pensava d’impazzire, ma dovendosene prender carico perennemente, l’enormità di quelle responsabilità era ormai divenuta parte del suo stesso essere ed ogni volta che si trovava innanzi ad un bivio che gli prospettava due diverse direzioni, imboccava una via e mai voltava lo sguardo indietro a domandarsi se la strada presa fosse quella giusta.

La questione trattata stavolta  però era più delicata che mai perché atteneva ad una sfera privata della sua vita e toccava i sentimenti. La decisione era presa, tutto scritto nero su bianco, impresso sulla pergamena ancora fresca di inchiostro redatta in duplice copia, posta sul piano di fronte a lui, ma un giorno quell’atto, che non era unico giacché era la seconda occasione che si trovava a produrre simil verdetto, avrebbe provocato forse un cataclisma nella vita del soggetto interessato e forse in quella di qualcun altro
... ma tanté… diversamente non si poteva fare come non s’era potuto fare la volta precedente.

Allontanando quei ragionamenti  da sé si ricompose, appose la firma sui fogli, li arrotolò e li sigillò applicando il timbro nobiliare con l’ausilio della ceralacca.
Sulla libreria poco distante v’era poggiata una scatola di radica finemente intarsiata che portava impresse le sue iniziali e il cui interno era reso inaccessibile da una serratura la cui chiave era da sempre tenuta in loco segreto noto solo ad egli.

Alzandosi si avvicinò al mobile e prese la scatola. La chiave era già stata ritirata dalla sua dimora e servì ad aprire il cofanetto. Prese una delle due pergamene e la introdusse all’interno del piccolo vano, ponendola sopra ad altre carte lì giacenti da chissà quanto, che richiuse girando due volte la chiave. La scatola fu presto ricollocata nella sua originaria postazione.

L’indomani avrebbe fatto uso dell’altro foglio con il quale si davano istruzioni circa la persona che avrebbe accompagnato.

Un soffio veloce sul lume e fu subito buio. Era tardi, era l’ora di andare a riposare.


Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Isabella Este on 15 December, 2012, 12:15:16 AM
Urbino 15 Dicembre 1312

La campagna bellica era terminata, il cessate il fuoco era stato annunciato e Isabella poteva finalmente dedicare un po’ di tempo a sé stessa.

Aveva molti uffizi da sbrigare dopo il lungo tempo passato a fare la spola tra un campo e un altro di battaglia, a dar ricovero et assistenza ai feriti e a rifornire di viveri i soldati, ma alcuni di essi erano particolarmente urgenti e sebbene fosse stanca, voleva rivolgere l’attenzione a questi.

Dalla balia si fece preparare un piccolo bagaglio contenente poche cose necessarie al  viaggio che doveva affrontare.

Mettete due paia di scarpe scure, un abito  nero semplice senza merletti né ricami, un velo del medesimo colore ed una trousse da viaggio con li oggetti che sapete -disse alla donna che prontamente eseguì

Intanto recatasi allo scrittoio prese carta e pennino  e scrisse

Quote
Mio Signore,

sarò via da Urbino per pochi giorni, ho scorta e viveri con me quindi non Vi preoccupate. Tornerò nel giro di sette lune al massimo, Voi riguardateVi.
Vi abbraccio Vostra Grazia e Vi bacio

A Presto
Vostra Isabella



Chiamò poi il maggiordomo e lo pregò di affittare per suo conto una carrozza con cocchiere e servo al seguito

Che sia comoda Leonino  ma che non dia troppo nell’occhio mi raccomando…ed inoltre  lasciate questo scritto sullo tavolo del Signor Duca –gli fece porgendogli  il foglio appena redatto

Convocato il capo gendarme  gli comandò quindi un drappello di miliziani  e lo istruì sulla scorta che dovevano garantirle.
Sbrigate le ultime faccende si coprì con un mantello di pesante e calda lana  e s’avviò giù per la scalinata per guadagnar la carrozza che già era intenta ad ospitarla. Era dunque pronta a partire.
 

Un colpo di frusta annunciò che il viaggio era iniziato

 Il freddo pungente del mattino la fece rabbrividire…dal piccolo vetro che recava una fessura sul lato della vettura guardò verso i monti che si stava lasciando alle spalle… nubi bianche come il latte s’andavano addensando con fare minaccioso…. Sarebbe scesa la prima neve ad Urbino e lei  per la prima volta non sarebbe stata ad accoglierla come ormai faceva dal  lontanissimo giorno in cui suo padre l’aveva inviata alla Corte del Montefeltro.
Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Isabella Este on 17 December, 2012, 12:35:08 AM
Il viaggio volgeva ormai finalmente al termine

Erano trascorsi molti anni dall’ultima ed unica volta che Isabella aveva messo piede in quella  terre. Ricordava che era accaduto di Settembre e aveva ancora impresse nella sua mente le sterminate distese di vigneti dorati che aveva potuto ammirare nel transito e che stavano per donare al reame, cui si recava a far visita, lo prezioso frutto

Avrebbe potuto chiedere  a Sua Grazia di essere ospitata, ma aveva preferito trovare ricovero in una locanda a pochi metri dal centro cittadino.
La scorta dei miliziani l’avrebbe attesa alle porte della città dove si erano dati appuntamento per il giorno successivo.

La nottata era stata dedicata all’assoluto riposo dopo lo sfinimento causato dal lungo tragitto percorso per  traversare le terre Italiche ed oltrepassare i suoi confini naturali delineati dalla catena montuosa tra le più impervie et  suggestive del mondo conosciuto.

La mattina seguente Isabella si svegliò come di consuetudine all’alba ma rimase a letto fino a quando non fu giunto il momento di andare. Quindi si alzò e si preparò.
Indossò l’abito scuro che la balia le aveva depositato nel bagaglio, infilò le scarpe e copertasi con la cappa di lana lasciò la locanda per avviarsi verso il posto che doveva raggiungere.

Voltando qua le la tra le strade ormai affollate di gente, si trovò presto nella piazza che ospitava l’edificio che cercava

Fece scivolare il velo nero di fitto pizzo valencienne dal capo fino al collo per coprire il volto ed entrò.


Quote
http://rpforum.medieval-europe.eu/index.php/topic,7927.0.html
Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Isabella Este on 12 January, 2013, 01:30:51 AM
E così anche Celestino, dopo Aldobrandino se ne era andato.
Di quel Nobile Casato una volta potente e numeroso non rimanevano che lei e Selene… due donne…. il Casato si sarebbe dunque estinto.

Un senso di vuoto… una malinconica tristezza l’avvolse per tutto il viaggio di ritorno che ebbe come destinazione non Urbino, ma bensì Ferrara.

A Ferrara v’era ancora Palazzo Este ormai disabitato e lì erano custoditi tanti ricordi di Isabella bambina. Prima di far rientro a casa sarebbe passata a visitarlo come si fa con un vecchio museo dove si ritrovano immagini, odori e memorie di un passato che notoriamente non sarebbe tornato mai più...

Ora che Celestino era passato a miglior vita poteva farvi ritorno.. erano anni che non vi si recava e solo all’idea di rimetter piede tra quelle mura, che in dì furono la sua gioiosa dimora, lievemente si rasserenò

Un solo maggiordomo era stato mantenuto per non far cadere in rovina lo stabile ormai deserto e alla parvenza privo di vita e fu lui ad aprire ad Isabella quando si presentò quasi a sera al suo portone

Mia Signora!… - esclamò  inchinandosi nel rivederla dopo tanto tempo – ma che sorpresa… venite dentro che è freddo…

Buona sera Bartolo  – gli fece sorridendo – sì fatemi entrar subitissimo ch’ ho li piedi e le mani gelate.. l’inverno si fa sentire pure qua a Ferrara… mi meraviglio che ricordate ancora lo mio viso… saranno dieci anni  o più che non ci vediamo…

... e come potrei scordarmi di voi milady che v’ho vista nascere!…eppoi lo dipinto vostro è sempre in bella vista giacché Sua Eccellenza non volle mai toglierlo dal loco che v’è noto sebbene… le parole gli morirono in bocca per il pudore di far riaffiorar il ripensamento di lontani astii

Vengo giusto dal suo funerale – disse mestamente togliendosi la cappa e le scarpe  e andando a trovar calore accanto al camino acceso nel salone dove intanto i due chiacchierando erano giunti

Sì... – fece lui di replica – ho saputo…. Siete dunque Voi la mia padrona ora..
Sarò pur padrona di codeste mura Bartolo… ma di un essere umano non ho mai detenuto proprietà.. sapete che siete come di casa ormai…un parente acquisito direi..

Bartolo  le sorrise lusingato

La conversazione si prolungò a lungo perché Isabella chiese conto all’uomo di varie faccende e quando tutto fu detto si ritirò nelle sue antiche stanze per riposare

Tra i ricordi di un tempo che sembrava lontano mille e mille anni Isabella si coricò
Il sonno venne a sedurla repentinamente e l’alba s’affacciò presto alla finestra regalandole il suo primo raggio di sole mattutino.

Prima di ripartire doveva fare alcune cose e quindi si alzò e lesta uscì dalla stanza.




Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Isabella Este on 15 January, 2013, 12:37:50 AM
Percorrendo il lungo corridoio che alloggiava l’ingresso delle stanze da letto, Isabella si fermò davanti al grande specchio collocato tra la porta della camera di sua madre e quella successiva che aveva varcato  chissà quante volte il Nobile padre per ritirarsi dopo una lunga ed estenuante giornata.

Ciò che vide riflesso non le piacque

Il viso un dì roseo  incarnante la giovinezza e la freschezza della primaria età, aveva lasciato il posto all’immagine di un volto stanco e disincantato. La chioma fluente che soleva incorniciarlo, conferendole con i suoi riflessi dorati la solarità della stagione estiva, era ormai priva di voluminosità e luce. Lo sguardo vivace era quasi spento come un antico moccolo che sta per esaurirsi dopo aver a lungo svolto lo suo originario compito

Forse la stanchezza per il lungo viaggio o forse i mille pensieri che in quelle ultime settimane le avevano affollato la mente le stavano mutando anche i tratti somatici… doveva cambiare decisamente registro e invertire al più presto la rotta si disse

Come calamitata continuò a fissare ancora la specchiera...

Dietro di lei appariva un uscio chiuso. Si concentrò su di esso e con la forza dell’immaginazione riuscì ad aprirlo.  Al di là sorprese tre bambini che giocavano a farsi la guerra

I maschietti impugnando spada e scudo si guerreggiavano con piglio fiero senza timore d’esser feriti o peggio uccisi, mentre la bambina batteva allegra le mani facendo il tifo ora per l’uno e ora per l’altro a seconda di chi stava per soccombere…
Dovette far conto su tanta forza per richiudere quella porta e lasciare all’antica memoria i ricordi di un infanzia ormai sepolta.

Riprendendo il camminamento rifletté sulle faccende da sbrigare prima di far rientro ad Urbino

Voleva prendere alcune suppellettili, libri e cianfrusaglie varie da portar via con sé. Dopo aver chiesto a Bartolo di ordinarle un carretto per trasportar gli oggetti fino a casa, iniziò il giro di perlustrazione e raccolta, rovistando in ogni dove.
Per ultimo lasciò lo studio del padre.

Entrando ritrovò l’odore inconfondibile di quercia e noce che gl’antichi mobili ancora dopo tanti anni donavano all’olfatto di chi entrava in quella stanza.
Guardando allo scrittoio si rivide bimbetta, sostenuta sulle gambe del padre il quale, seduto e intento a leggere, le faceva seguire con il ditino minuscolo quelle righe allora per lei prive di un qualsiasi senso…

Leggimi qui babbo cosa c’è scritto… questo segno mi piace!! ...diceva sorridente indicando alcuni tratti indecifrati e incitando il genitore, mentre lui assecondandola ripeteva ad alta voce ciò che v’era scritto sulla pergamena in esame..

Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? quam diu etiam furor iste tuus nos eludet? quem ad finem sese effrenata iactabit audacia?...

Era stato così che Isabella aveva imparato a leggere. Le sembrava un evento lontano un secolo…

Dai cassetti tirò via alcuni manoscritti. Poi recandosi alla libreria scelse certi volumi che le interessavano. Stava per concludere la sua cernita quando scorse tra i ripiani una scatola di pregiato legno. Non ricordava d’averla mai vista e se ne innamorò all’istante tanto era di fattezza delicata ed elegante.
Ritirandola dalla sua collocazione la portò alla scrivania per meglio visionarla. Era di finissima radica ed impresse sopra portava le iniziali del padre. Fece per sollevare l’anta superiore d’apertura ma s’accorse che il cofanetto era serrato.
 
Chiamò così Bartolo al quale chiese se sapesse dove fosse finita la chiave.
Bartolo  ci pensò un momento e poi le chiese d’attendere qualche istante… doveva essere stata riposta con il mazzo che il Signor Padre teneva sempre presso di lui e che dopo la sua morte era stato depositato in un cassettone all’ingresso del Palazzo.
Un paio di minuti dopo il maggiordomo fece ritorno
Ecco Mia Signora.. dovrebbe essere questa… le fece porgendole una piccola chiave

Isabella la prese e l’infilò nella deliziosa serratura dorata a forma di due rami d’albero intrecciati.
Un paio di giri a destra e la scatola si dischiuse

All’interno una serie di pergamene  ripiegate perfettamente s’impilavano a costituire un numeroso carteggio. Tutte portavano il sigillo nobiliare degli Este.. era dunque quella la corrispondenza privata del  suo genitore…

Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Isabella Este on 19 January, 2013, 01:06:10 AM
La curiosità di leggere quelle che erano state le volontà, gli incarichi assegnati, le disposizioni emanate e forse i sentimenti del padre fu così forte ed impavida che Isabella congedato Bartolo si sedette allo scrittoio e iniziò immediatamente a leggere

A Sua Eminenza, Monsignor…

A Sua Grazia Serenissima…

A Vostra Altezza Reale, Sua Grazia …

A Madonna Gentilissima….

Questi gli appellativi più usati in apertura di parecchie pergamene che però non risultarono essere molto interessanti, anche se leggere le parole scritte dal padre di proprio pugno glielo fece sentire vicino come fosse lì accanto a lei

Ne aveva già visionate diverse quando arrivò ad una che le fece sobbalzare il cuore appena lesse a chi era indirizzata…

Quote
Al Gran Duca Oddantonio Montefeltro
Presso Palazzo Ducale de Urbino


Amico Nostro carissimo et rispett.mo,

Quel che fu loco a Noi sì caro, non solo per lo meraviglioso panorama che affacciato alle finestre della Vostra Nobile et maestosa dimora, ebbi modo di poter apprezzare quando fui Vostro ospite assieme alla mia adorata moglie,  ma anco per la presenza Vostra che ne conferisce, grazie all’elevate virtù et alla autorità che Vi contraddistinguono, l’univoca magnificentia, è oggi divenuto meta di certe nostre intime aspirazioni che vengo tosto ad illustrarvi.

Giacché la mia povera sposa come sapete è di salute cagionevole et per questo motivo impossibilitata ad allevare come si conviene la stirpe nostra et poiché essendo Noi particolarmente preso dalle ripetute guerre che ci vedono ogn’ora attivi per le terre Italiche, avrei pensato di inviare presso di Voi, si sottintende con lo Vostro generoso consenso, Isabella nostra adorata figliola primogenita, per essere adeguatamente avviata alla vita di Corte.

Isabella è poco più che una bambina, tuttavia aperta all’apprendimento et bendisposta verso lo studio.

Conscio che Urbino è oggi dimora di tanti studiosi, maestri e letterati che, da Voi sollecitati, d’ogni parte vengono a soggiornarvi per la straordinaria apertura alle novità, alla bellezza artistica et ad ogni altra forma del sapere, credo che esso sia loco adeguato affinché Isabella possa acquisire al meglio le necessarie basi per divenir un giorno donna degna dello Nobile nome che con ella porta.

So, fraterno amico nostro, che per la lealtà mai venuta meno tra Noi, non rifiuterete d’assecondar tal mio desìo et pertanto vi ringrazio preventivamente, di quello consenso che già immagino concederete a codesta mia richiesta.

Naturalmente Isabella verrà scortata dallo denaro necessario a sovvenzionare le spese occorrenti alla sua istruzione et allo soggiorno.

Con infinita riconoscenza et rinnovando la stima Nostra, Vi porgo benevoli saluti.
Ferrara, addì 18 Novembre 1297

Duca E.Este

Subito a seguire, quasi incollata alla prima v’era la replica del Montefeltro che acconsentiva di divenir tutore di Isabella e di accoglierla alla sua Corte.

L’emozione di leggere quelle righe vergate dalle due persone che forse Isabella avea amato di più al mondo, fu talmente forte che non riuscì, anche se avrebbe voluto, a proseguire con la lettura.

Rimase per molto tempo assorta col ricordo di quel che era stato di lei da quel giorno…. di come poteva essere la sua vita oggi se il genitore non l’avesse inviata ad Urbino…di come invero s’era dipanata per quella decisione che lei considerava fortunatissima…
Pianse e rise a simular quelle strane giornate di marzo in cui s’alternano  sole e pioggia in continua successione

L’ora era tarda ormai ed il cuore in subbuglio. Riconsegnò le pergamene alla loro custodia che richiuse a chiave e prendendola con sé s’ avviò verso l’uscio.
Salutato Bartolo affettuosamente riprese il viaggio per Urbino…avrebbe finito di leggere le missive a casa… quella casa dove ora sentiva l’impellente desiderio di tornare.



Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Isabella Este on 23 January, 2013, 12:37:27 AM
Quote
Off: Gdr intrecciato con Apolide di Selene Este in Voce del Banditore

Il cocchiere con una strattonata alle briglie aveva incitato i cavalli alla partenza e la carrozza aveva iniziato la sua corsa per far rientro ad Urbino.

Isabella, un poco malinconica per i tanti ricordi che erano affiorati alla sua mente durante quella breve visita a Palazzo Este ed un po’ leggiadra per la contentezza di far rientro a casa, osservava la strada che stava percorrendo dalla piccola fessura vetrata della vettura, come a volerla divorar cogli occhi per spostarsi più velocemente

Non avevano percorso che una lega di tragitto quando, fulmineo, apparve un cavallo al galoppo transitante sulla medesima strada ma in direzione opposta
Sebbene la velocità del destriero fosse piuttosto elevata, la donna riuscì a scorgere ugualmente il volto di chi lo montava. Una stretta di stomaco la prese lesta…

Aveva visto bene o si era forse solo immaginata di riconoscere quel volto? si domandò… a volte la nostalgia per le persone care faceva brutti scherzi…
Eppure  le pareva d’esserne certa… così con il cuore in gola bussò sulla fessura che la divideva dal cocchiere e fece cenno d’arrestare la carrozza.
L’uomo frenò d’improvviso i cavalli e quando si fermarono scese a domandare alla baronessa cosa fosse accaduto

Vi prego buon uomo…  - gli disse – torniamo subito indietro…

Come comandate Mia Signora! fece lui di replica e riprendendo posto, virò indirizzo e s’avviò sulla via del ritorno

Giunti che furono ancora una volta a destinazione Isabella scese e restò ferma a fissare il portone di Palazzo
Sull’uscio una donna  posta di spalle con in mano ancora le briglie del cavallo appena smontato,  stava bussando per ottener apertura
Voltò lo sguardo indietro sentendo la carrozza sopraggiungere proprio mentre Isabella scendeva

Gli sguardi delle due donne si incrociarono.
Isabella non si era sbagliata…. sì.. era proprio lei…
era sua nipote Selene....
Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: (RIP) Selene Este on 23 January, 2013, 09:31:54 PM
"Zia?"

"Isabella..."


Incrociò lo sguardo, era proprio il suo. Non era cambiato, il medesimo di sempre.
Ancora il profumo, nonostante la distanza, Selene lo percepì.

Fu come ritornare indietro negli anni, Urbino, poi Ferrara.
Era Lei, nessun dubbio.

Selene lasciò cadere le redini, non era il momento di pensare al quadrupede, era il momento di raccogliere i cocci e ricostruire quel vaso andato in frantumi tempo orsono.
Senza proferir parola, avanzò verso di lei.

"Zia, c'è un luogo in questa casa.
E' il giardino, vi è un'antalena semplice, un'asse di legno e due corde che la reggono al ramo, nonostante la sua semplicità fu costruita con dovizia e amore.
Serviva per rallegrare le giornate di noi bimbi e tenerci tranquilli.
Essa è ancora ben legata a quel ramo, la vidi poco tempo fa.

Se un'antalena può superare intemperie e freddi inverni, possono gli uomini esser da meno?
Sarebbe la peggior sconfitta per l'essere umano.

Siamo le ultime Este, non soccomberemo all'inverno e, men che meno, potranno dire di noi che un'antalena abbia più coraggio di due donne."


Stese la mano alla zia.

"Vuoi venire con me a vederla?"
Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Isabella Este on 24 January, 2013, 01:04:44 AM
Le ultime Este…

le parole di Selene riecheggiarono nella testa di Isabella…in una sequenza di immagini la donna vide passare davanti ai suoi occhi tutte le persone che nel bene e nel male avevano fatto  grande quella famiglia… e le ultime effigi a scorrere su quell’immaginaria successione, raffiguravano proprio  lei e Selene… le ultime Este appunto…

Avrebbe voluto parlarle.. avrebbe voluto chiederle di lei... raccontarle di sé, ma le parole le morirono in gola prima di riuscire a pronunziarle…
 
Non era il momento di parlare.. era il momento di superare mille inverni e di mostrare che due donne, pur nella loro diversità, pur nella loro distinzione, pur nelle loro vite intrecciate, potevano esser più coraggiose e coriacee di una vecchia altalena

Così tese la mano a Selene e senza proferir parola si lasciò guidare nell’innevato giardino…
Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: (RIP) Selene Este on 25 January, 2013, 04:28:28 AM
Bartolo aprì in quell'attimo il portone del palazzo, ovviamente conosceva entrambe molto bene, ma era da molto che non le vedeva insieme.

Non emise suono, spalancò le ante e retrocedendo lentamente, con gli occhi dapprima stupiti e dopo un poco lucidi, emise un flebile...

"Prego, entrate... fuori è freddo."

Selene guardò sua zia e annuì.

Fu come fermare il tempo, lentamente senza una parola, raggiunsero il giardino.
Niveo e intonso il suo manto, l'acciottolato non era percorribile, se ne vedeva solo l'inizio, in lontananza l'albero, privo di foglie, ben visibile l'antalena.
Ferma e l'asse in legno, che fungeva da seduta, anch'essa ricoperta di neve.

Un brivido scosse Selene.

"Zia è freddo, rientriamo. Una bevanda calda e un camino ci aiuteranno.

Si scioglierà quel freddo che abbiamo dentro di noi, non sarà solo d'aiuto ai nostri corpi, sarà fondamentale per i nostri spiriti.
Troppo tempo è passato dall'ultimo nostro incontro o dalle ultime lettere intercorse.

Dobbiamo riprenderci ciò che ci è stato strappato."


Per la prima volta Selene si sentì nuovamente a suo agio con Isabella, era passato davvero molto, troppo tempo.



Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Isabella Este on 27 January, 2013, 07:52:43 PM
La cordialità mostrata da Selene, verso la quale Isabella non era stata affatto tenera dopo alcune vicende che le avevano viste fortemente in contrasto, la fece sentire distesa e a poco a poco quel senso di lontananza che aveva provato ad emergere, si dissolse per lasciar posto ad uno stato di completo agio.

Bartolo le aveva accolte in casa quasi muto e le aveva osservate mentre, mano nella mano, si recavano presso il giardino  con un aria di sorpresa mista ad accondiscendente approvazione… erano le uniche sopravvissute di quella famiglia che aveva servito con devozione per quasi tutta la sua vita…
Era molto freddo e Selene  propose di rientrare in casa…

"Zia è freddo, rientriamo. Una bevanda calda e un camino ci aiuteranno.

Si scioglierà quel freddo che abbiamo dentro di noi, non sarà solo d'aiuto ai nostri corpi, sarà fondamentale per i nostri spiriti.
Troppo tempo è passato dall'ultimo nostro incontro o dalle ultime lettere intercorse.

Dobbiamo riprenderci ciò che ci è stato strappato."


Sì Selene fa molto freddo  - fece Isabella rabbrividendo – rientriamo pure mia cara… abbiamo bisogno di scaldarci.. e anche il cuore deve esser sbrinato dallo strato di ghiaccio che troppo a lungo lo ha tenuto bloccato nella morsa della irrazionalità…
Così dicendo le due rientrarono e si spostarono verso un salottino dove Bartolo stava provvedendo ad accendere un bel fuoco nel grande camino.

Le due donne si sedettero… dapprima una di fronte all’altra.. poi quasi all’unisono si alzarono per accomodarsi vicine… risero…

Sedute di fianco, ma con gli sguardi orientati verso i reciproci volti, Isabella si rivolse alla nipote…

Non avrei mai pensato Selene … dopo quanto è accaduto… di poterci ritrovare a parlare così a tu per tu…lo credevo evento sì lontano da ogni possibilità che nemmeno l’ebbi più a contemplare…
Ecco cosa ci siamo fatte mancare…
- continuò Isabella -  di cosa ci siamo private…  del calore di un dialogo…  tutte quelle aride e fredde missive che ci siamo inviate ci hanno schermate forse dalle nostre più intime e profonde necessità e invece di aiutarci a trovare un punto d’intesa…  fosse solo un chiarimento… ci hanno invero allontanato alimentando un livore che oggi non credo abbia più motivo di esistere
Il destino.. un caso.. chiamalo come vuoi.. ci fa ritrovare e spero che uscendo da questa stanza… qualsiasi siano le cose che abbiamo da dirci… qualsiasi siano le strade che prenderemo… ecco.. vorrei però che l’affetto che ci lega non vada più perso…


La frase  fu interrotta da Bartolo che entrò con un vassoio in mano. Due tazze fumanti furono servite… i primi nodi s’andavano sciogliendo…
Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: (RIP) Selene Este on 27 January, 2013, 11:05:01 PM

Selene annuì col capo alle parole di Isabella.

"Zia, nonostante gli scritti intercorsi in passato, freddi e in qualche modo puntigliosi, almeno sicuramente i miei, non ti ho mai vissuta come una vera antagonista.
Vuoi la mancanza di informazioni, vuoi il legame di sangue, anche le frasi mordaci altro non erano che il disappunto provato, forse ancora più forti, dettate da rabbia per il vedere come si gettava alle ortiche i nostri natali, il nostro legame e i nostri piacevoli ricordi passati.
Usciremo da questo Palazzo con un dono prezioso, l'esserci ritrovate.

Sarà un cammino lungo e non lo desiderei breve e repentino, vorrebbe dire rinunciare ancora a troppo, riconquisteremo quella fiducia reciproca, ma sono certa che è lì nel primo strato superficiale del pensiero celato, che chiede solo di emergere.
Spesso l'ho sentita bussare, ma l'orgoglio la ricacciava nell'oblio."


Selene si fermò un attimo per dissetarsi, il calore della bevanda si espandeva nel suo corpo, così come il fuoco dava ristoro, ma era quella figura a rendere il tutto più rinfrancante.

"Sai zia, il processo di pace che molti perseguono, forse passerà anche da questa piccola stanza, non perchè ciò che accadrà tra noi possa influenzarlo, semplicemente saranno paralleli.
Ma non voglio parlare di eventi esterni, altri sono i luoghi ove essi vengono trattati.
Solo il parallelismo dei due momenti pare un buon auspicio.

Volessimo veramente con forza e tenacia ritrovare una prosperità, che sia affettiva o tra le genti, poca differisce.
Io lo desidero e sono certa che sia anche il tuo desiderio."


Selene sorseggiò la bevanda e guardò la zia, le era mancata.


Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Isabella Este on 28 January, 2013, 11:31:01 PM
Isabella sorrise affettuosamente a Selene che la guardava con aria benevola

Alzandosi pensierosa, prese in mano la tazza bollente e soffiandoci sopra si avviò lenta verso il camino dove le lingue di fuoco si sprigionavano alte e fiere. Si fermò un attimo ad osservarle assaporandone il calore.. poi si voltò verso la nipote

Molte guerre son state combattute Selene… anzi molte battaglie di differente forma, che hanno costituito tutte assieme un'unica brutale guerra. Quella guerra ci ha inaridito…ci ha privato dell’effetto dei nostri cari e ci ha allontanato da vecchi amici che in un soffio son diventati i nostri più acerrimi avversari…quella guerra Selene non ha avuto però né vincitori né vinti, ma ha solo lasciato tanti morti… tanto odio e rancore dietro di sé…
Ognuno tuttavia ha lottato per un suo ideale.. per una causa che ai suoi occhi è sembrata giusta… per ciò che aveva a cuore e per ciò cui teneva a costo della sua stessa vita. E’ il frutto dell’epoca che viviamo purtroppo e forse ripercorreremmo  la stessa strada se dovessimo tornare indietro… ma oggi siamo persone rinnovate… forgiate dalle tante esperienze cui la vita ci ha sottoposto e grazie a questa maturità conseguita credo che dovremmo guardare al futuro facendo tesoro della lezione appresa…


L’alba del novello giorno   - continuò - consegna ora ai popoli il tempo di una augurata pace e a noi due il tempo del ricongiungimento… sono eventi che si presentano contestualmente paralleli e di buon auspicio come tu asserisci…. non posso che condividere..

Bevve un sorso di tisana e proseguì

Ti ricordi Selene quando poco più che una bambina ti presentasti tutta sola ad Urbino per difenderla quando era sotto attacco? Disse Isabella sorridendo al tenero ricordo
Fu un gesto che ti fece tanto onore e fu quella volta che mi figurai che un giorno saresti potuta entrare nella mia vita e nel mio cuore come quella figlia che il fato mi aveva portato via…
I contrasti successivi nacquero quindi da un pensiero d’amore disatteso e tramutato nel suo contrario per colpa mia o tua o per quella di entrambe…ma questo ora non ha più importanza…
…a volte questo sentimento deve fare un lungo e articolato viaggio prima d’esser ricondotto alla sua origine...


La tisana era ancora bollente. Isabella tornò a soffiare sulla tazza e ne assaporò nuovamente il dolce gusto..





Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: (RIP) Selene Este on 29 January, 2013, 07:38:07 AM
Selene ascoltava le parole di Isabella, annuì.

"Combattere per gli ideali non è in sé sbagliato, è quando si trascende.
E' difficile valutare, per chi ne è completamente immerso, se si tratta ancora d'ideale o di un bisogno di rivalsa.
Calpestando è avvilendo il concetto più nobile."


L'argomento coinvolgeva la natura umana in tutti i suoi aspetti, quelli migliori, la nascita dell'ideale, a quelli peggiori, la rabbia non controllata.

"Riconoscere la nostra rabbia e quanto essa ci detta, non è mai facile.
Sempre pensiamo e lo crediamo fortemente, di essere nel giusto. In quei momenti bisognerebbe estraniarsi, attendere che passi e non affidarci ai pensieri altrui.
La rabbia è un sentimento molto personale, che si manifesta con molteplici facce, proprio perché nasce in noi senza aiuto esterno, deve morire in noi nel medesimo modo.
Quante scelte avventate ci fa compiere la rabbia e gli strascichi si odono per infinito tempo."


Si fermo un attimo a riflettere, il vapore che si sprigionava dal liquido contenuto nella tazza, stava sciogliendo la maschera della rabbia, che Selene s'immaginava come un demone interiore da viso spettrale.

"Prenderne coscienza non è il punto d'arrivo, bensì il punto di partenza. Superare il concetto di colpa, buttandoselo alle spalle, è un processo fondamentale.
Se si è giunti a sedersi e dialogare, il solo ricercarlo, potrebbe vanificare gli sforzi in atto.
Ognuno di noi conosce le proprie mancanze, accettando le proprie si accettano anche quelle che, nel nostro pensiero, imputiamo all'altro."


"Gli eventi si susseguono e, a volte, alcuni ci mostrano un'alternativa, sta a noi coglierla.
Possiamo ignorarla o perseguirla, quando non si è il solo attore, allora ci vogliono due volontà o più, tutte capaci di riconoscere che il passato si è concluso."


Selene restò in silenzio e lo ruppe nuovamente.

"Abbiamo espresso entrambe la volontà di iniziare, non userò il termine ricominciare volutamente, da dove iniziamo zia?"

Selene era curiosa di conoscere quella casa con una visione da adulta. Vi erano stanze in cui era entrata di rado, per lei proibite all'epoca, ove gli zii e il padre non concedevano l'accesso, per paura che il gioco potesse mettere a repentaglio libri o documenti.


Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Isabella Este on 30 January, 2013, 12:17:45 AM
Semmai Isabella avesse immaginato un incontro con Selene di certo se lo sarebbe figurato come un acceso confronto, persino uno scontro, dove entrambe, brandendo la spada dell’orgoglio, tentavano allo stremo di giustificare i propri comportamenti nei confronti dell’altra e di dimostrare che la propria ragione avesse più fondamento di verità rispetto a quella altrui, ma la realtà che le si presentava innanzi era ben diversa da quella ipotetica fantasia…

Il colloquio pacato tra le due e la naturalezza che usavano nel proporre le rispettive riflessioni, su molte delle quali si trovavano persino in sintonia, rendeva a quell’incontro una connotazione di singolare compartecipazione che Isabella ne rimase completamente ammirata…

"Abbiamo espresso entrambe la volontà di iniziare, non userò il termine ricominciare volutamente, da dove iniziamo zia?"

Isabella osservava Selene mentre le porgeva la domanda…

La presenza di quella ragazza l’aveva traghettata da uno stato di malinconia, che aveva provato tornando in quella casa, ad uno di serenità… quasi d’allegria… che sentiva sprigionarsi nell’aria…

Le sorrise e posando la tazza nel vassoio le si avvicinò

Per un buon inizio sangue mio occorre trovar loco adatto al favorevole principio…

Codeste mura – proseguì Isabella – nascondono spazi che scommetto mai avesti a visitare…e segrete che solo agli adulti fu concesso di conoscere…
Seguimi!   Le fece poi prendendole la mano e trascinandola dietro di sé per condurla alla scoperta di un qualche mistero che le potesse far ritrovare l’antiche e comuni origini

Una corsa su per le scale tra le risa e le due si ritrovarono al piano dei nobilissimi loro avi…

Un tempo incondizionato dal suo trascorrere… gli spazi indefiniti di mura che trasudavano la loro storia… il ricordo di vite andate e delle loro ancora presenti le avvolsero e le condussero in un passato dove tutto aveva avuto inizio e che le attendeva per esser replicato…

Ora guidami tu!  Apri pure le porte che vuoi e tuffiamoci nella loro  intimità!

Mi sei mancata Selene… fu l’ultimo pensiero di Isabella prima di essere rapita dalla curiosità della nipote

Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: (RIP) Selene Este on 02 February, 2013, 12:21:17 AM
Ora guidami tu! Apri pure le porte che vuoi e tuffiamoci nella loro  intimità!

Selene si guardò attorno, le stanze proibite, avanzò verso quella del padre e pose la mano sulla maniglia, un leggero fremito, poi con decisione l'aprì.

La porta non emise cigolii, perfettamente oliati i suoi cardini, si voltò.
L'espressione di Selene dava intendere che avrebbero iniziato da lì.

Non la ricordava così quella stanza, le poche volte che vi era sgattaiolata all'interno le era sembrata enorme, invece era un ambiente sobrio e semplice. Esattamente come suo padre.

La libreria aveva contenuto parecchi volumi in passato, ora non ve ne erano e sullo scrittoio era rimasto solo un calamo privo d'inchiostro.
La sedia era in legno ricoperta di velluto porpora, che ben si accostava allo scuro noce.

Una cassettiera alta e priva di polvere nell'angolo, il ritratto della madre di Selene appeso alla parete proprio sopra di essa, ricordava ancora, anche se in modo sbiadito, i lineamenti fini.

Nell'altro angolo una mensola che partiva da terra, nulla era rimasto appogiato sugli scaffali.

Lo studio era disabitato da tempo e lo si capiva

Poi ritornò allo scrittoio, piccoli cassetti, senza un motivo apparente ne aprì uno.

Era ancora lì.
In una delle sue sortite, nella speranza di poter gioire della presenza del padre, aveva con se un flauto e vi era entrata solfeggiando, disturbando il padre intento a scrivere una lettera.
Difficilmente la sgridava bruscamente, ma in quell'occasione, non fu tenero.

Gli aveva fatto perdere la concentrazione e la missiva quasi terminata, si era macchiata d'inchiostro, per punizione le aveva sequestrato lo strumento riponendolo nel cassetto.

Le parole esatte che egli pronunciò quali furono?

Selene fece mente locale e guardando la zia disse:
"lo riavrai quando sarai più disciplinata, fino ad llora resterà in questo cassetto."

"Zia pensi che io abbia acquisito il concetto di disciplina?" Selene non era sicurissima.
"Forse dovrà restare ancora per un pò di tempo in questo cassetto."

Selene richiuse il cassetto delicatamente.

"Questa stanza, non credo contenga segreti se non affettivi, lasciamoli qui, è la loro dimora."
"C'è quella di nonno, lì non sono mai entrata."
[/i]
Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Isabella Este on 07 February, 2013, 11:00:31 PM
Selene  aveva scelto la stanza del padre come primo vano da esplorare.

Entrò e Isabella la seguì curiosa di vedere l’effetto che quella vista avrebbe sortito sulla nipote

La ragazza dopo aver aperto la porta, avanzò lentamente al suo interno ed iniziò a perlustrarla. Immaginando che quel luogo fosse carico di ricordi per lei, Isabella  non proferì parola e la lasciò osservare.

Guardò ogni mobile, ogni suppellettile ed infine si recò allo scrittoio dove aprì un cassetto dal quale estrasse una pergamena macchiata d’inchiostro.
La tenne tra le mani a lungo e poi si rivolse alla zia

"Zia pensi che io abbia acquisito il concetto di disciplina?"

Isabella le sorrise amorevolmente intuendo che quel foglio avesse un particolare significato legato alla domanda che le aveva rivolto..

Non è facile risponderti Selene poiché i concetti legati ai nostri comportamenti possono risultar  piuttosto relativi… quel che è valido per te potrebbe non esserlo per me.. quindi spetta solo a te compararti a quella che eri e a ciò che sei diventata e tirare la somma per verificarne se l’importo è incrementato –poi ridendo aggiunse direi comunque che non lo hai acquisito del tutto cara altrimenti ti saresti recata qui con una carrozza da Nobile anziché in sella ad un cavallo come un soldato…

L’intento era quello di strapparle un sorriso e di scioglierla dal ricordo che le aveva procurato  la vista di quella pergamena

Come a darsi forse una risposta da sola Selene aggiunse

"Forse dovrà restare ancora per un pò di tempo in questo cassetto."

Così dicendo espresse il desiderio di andare a perlustrare la stanza del nonno e la zia la assecondò.

Quei vani che avevano accolto tutti quei loro legati, lasciati alla loro solitudine, erano un po’ tutti avvolti dalla stessa atmosfera malinconica e quasi lugubre.
Seppur perfettamente lindi ed ordinati essi apparivano privi di quella vitalità che solo la frequentazione dei loro titolari aveva un tempo assicurato loro.
Pensando che neanche lì Selene potesse assaporare il senso di quelle vite ormai spente, Isabella le prese la mano

Non troveremo nulla qui Selene.. ma conosco un posto dove invece potremmo scovar qualcosa che ci farà sentire la vicinanza di chi abbiamo perso e con essa la loro essenza…magari qualche loro segreto...vieni…

E così dicendo la invitò a seguirla verso l’estremità del lungo corridoio che ospitava le stanze nobili.

La parete che chiudeva il tragitto allocava una piccola porticina. Isabella l’aprì e tirò dietro di sé la nipote. Una scaletta a chiocciola in marmo di Carrara, con i gradini consumati dal lungo uso, si presentò ai loro occhi e le due salirono fino al suo termine ad un livello di molti metri più alto di quello che avevano imboccato all’entrata. Il passaggio era stretto e giusto di capienza per una sola persona, così le due si disposero in fila indiana.

Quando anche l’ultimo gradino fu calpestato si ritrovarono in una stanza ampia piena di scartoffie, bauli ed ogni genere di suppellettile che negli anni era stata lì riposta dopo che era diventata inutile o ingombrante ai piani sottostanti. Si chiesero come avessero potuto portare sin lassù tutte quelle cose attraverso quello stretto varco…di certo vi era nascosto da qualche parte un altro accesso.

Una finestra della torre si prospettava verso un panorama emozionante. Affacciandosi le due donne poterono ammirare la città di Ferrara che meravigliosa si donava al loro sguardo…

Dopo aver contemplato a lungo quell’architettura magistrale si misero a rovistare qua e là fino a che Isabella non aprì una grande cassapanca di noce…

Selene!… vieni a vedere cosa c’è qui dentro!

Lasciò alla nipote il privilegio di far tornare alla vita alcuni oggetti che giacevano in quel dimenticatoio da chissà quanto tempo…




Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: (RIP) Selene Este on 10 February, 2013, 03:57:50 PM
Selene!… vieni a vedere cosa c’è qui dentro!

Le mani le tremavano, aveva raggiunto un luogo di cui non conosceva esistenza.
Il lungo corridoio non era mai percorribile per lei sino alla fine, sempre qualcuno la pescava al piano e la conduceva per mano nelle stanze adibite ai piccoli.
Sempre con estrema gentilezza, ma con anche determinazione.

Sollevò il coperchio del baule.
Pergamene affiorarono alla vista, ne prese una e la srotolò.

Era la pianta di un edificio, sotto una nota.
"Eppur son certo che se il corso dell’Anio devierò, liquido prezioso in gran quantità avrò"

Non vi era firma, quindi era impossibile sapere chi, tra i loro avi, avesse avuto quella visione architettonica.
Accantonò il disegno, non avendo riferimento alcuno, anche se era veramente suggestiva la dimora.


 pianta (http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/f/fd/Tivoli_villa_d%27este_1575.jpg)

Altre pergamene, alcune ingiallite e rovinate, persino rosicchiate, di molte le frasi s’interrompevano bruscamente a causa dello stato di deterioramento.

Quasi verso il fondo una pergamena ripiegata in quattro, al suo interno una piccola chiave.

Selene la mostrò a Isabella, "conosci l’uso di questa piccola chiave? "


 piccola chiave (http://3.bp.blogspot.com/-WdpI_QAh_g4/UJairgILtyI/AAAAAAAAAFg/w02P5Nwr1LE/s1600/images_slides_key_07replace.jpeg)
Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: (RIP) Selene Este on 11 February, 2013, 10:42:16 PM
Quote
Riccorea l'anno 1082,

in viaggio da Padova a Ferrara fummo attaccati da dei briganti, l'agguato avvenne in prossimità degli Euganei colli, era autunno inoltrato, non ci aspettavamo pericoli sulla strada, poche le guardie con noi e i manigoldi erano in numero consistente, infine dovemmo cedere.

Il viaggio avea lo scopo di mio trasferimento, il feudo in Ferrara ormai era consolidato con me un piccolo scrigno, conteneva alcuni gioielli in filigrana realizzati a Venezia da orafo capace.

Di quelle magnificenze rimane la piccola chiave che lascio in fondo al baule con questa nota e il disegno realizzato dall'orafo prima di creare i monili.

Se mai qualcuno dovesse notarli indossati, sappia che erano doni da me ricevuti per il mio fidanzamento.

Delizia Este

monili (http://img14.imagefra.me/i52b/seleneeste/reyu_9bc_ucoo5.png)


La pergamena si era smarrita nel baule e quando Selene la trovò conobbe la risposta alla sua domanda.
Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Berton Berton on 13 February, 2013, 11:38:03 PM
Berton uscì dalla locanda ove s'era fermato il tempo occorrente per rendersi presentabile.
Il cavallo poteva attendere e riposare nella piccola scuderia a disposizione della clientela, e far quattro passi era esercizio preferibile al calar nuovamente le terga indolenzite in sulla sella.

Le indicazioni del locandiere risultarono precise, e del resto sarebbe stato difficile confondere il palazzo nobiliare che cercava con abitazioni meno eccelse.

Afferrò il batacchio e picchiò con vigore.

Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Isabella Este on 14 February, 2013, 12:06:29 PM
Isabella come una pettegola intenta ad apprendere chissà quale indiscretissimo segreto, guardava soddisfatta Selene che, tutta presa dalla scoperta di quel baule, stava riportando in vita vari oggetti appartenenti ad alcuni loro avi di cui nemmeno ricordavano il nome.

Le si accostò e si mise in ginocchio accanto a lei per poter partecipare meglio al rinvenimento

Intanto la nipote aveva trovato una pergamena che riportava il breve racconto di un furto subito da una certa Delizia Este e con essa una pianta di un'imprecisata magnifica abitazione nonché una misteriosa chiave..

Isabella invece fu attratta da una specie di federa damascata sulla quale erano incise tre iniziali : I. C. A.

Al tatto si presentava contenente qualcosa di morbido...ne estrasse il contenuto. Tre abitini minuscoli giusti per misura ad un neonato, di una stoffa pregiata e dai ricami ornamentali finissimi si presentarono alla sua vista... immaginò che fossero gli abitini dei tre fratelli Este usati nella loro prima apparizione pubblica
Guardò meglio quello femminile, fece per provarlo accostandolo al petto come per verificarne se la misura fosse a lei ancora adeguata e rise al pensiero di averlo indossato proprio lei...

No.. - fece ad alta voce - non mi sta proprio più..

Continuando a scovare attingendo a piene mani in quella specie di cappello magico, recuperò un monile di una fattezza particolare che non seppe ricondurre a nessun uso... lo avrebbe preso con sé per poi analizzarlo meglio.

C'erano talmente tanti oggetti racchiusi in quella panca che avrebbero impiegato un giorno intero per riesumarli tutti.

Una catena di un metallo che non poteva dirsi prezioso, ma dalla parvenza di un gioiello, era custodito dentro una piccola scatola di velluto color rubino.
Isabella la prese e ritirando da Selene la chiave rinvenuta e che ancora la nipote teneva stretta in mano, la agganciò a quella specie di collana e gliela mise al collo.

Ecco mia cara - le fece gioiosa assumendo un tono di voce cerimonioso- con questo collier Vi nomino Regina dei nostri segreti di famiglia!

Un giorno davvero quella chiave avrebbe forse aperto una porta su chissà quale arcano segreto...

Un leggero rumore  come di un martello che batteva su qualcosa attirò l'attenzione di Isabella che curiosa si alzò e si diresse alla finestra.

In basso, nel cortile che dava accesso alla casa, un cavaliere di cui si poteva scorgere solo la sagoma ma non il viso, stava fermo davanti al loro uscio e intento a bussare al portone...

Voltandosì richiamò l'attenzione della nipote...

Selene... attendevi qualcuno?... abbiamo visite... 
Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: (RIP) Selene Este on 14 February, 2013, 03:44:34 PM
Selene guardò Isabella che provava un abito da neonata ponendolo sul petto.

Scoppiò a ridere quando la sentì esclamare

non mi sta proprio più..

"Zia magari quello della comunione..." e rise nuovamente.

Era la prima volta, dopo molto tempo, che la sentiva ridere, neppure si ricordava che fossero simili in quel modo di comunicare, le loro risate erano cristalline ma avevano sempre avuto la capacità di trasportare chi le circondava, ma più importante erano sempre state capaci di ridere di loro stesse.

Dopo aver preso la chiave che Selene si rigirava tra le mani, la vide farsi seria in volto, come se stesse per compiere una sacra cerimonia davanti a un pubblico coronato, lo sguardo nobile e al contempo radioso, uno spiccato senso della solennità che Isabella aveva innato.

... con questo collier Vi nomino Regina dei nostri segreti di famiglia!

Selene trattenne a malapena la risata che stava sgorgando dal suo animo.

"Signora zia... li custodirò a costo della vita, mai fellone porrà sudice mani su cotali meraviglie!"


Stava ancora rimirando la collana che dimostrava al mondo la titolata nomina, che sentì un rumore sordo.
Isabella fu più veloce di lei e in un attimo si era recata alla finestra.

Selene... attendevi qualcuno?... abbiamo visite... 

Selene si alzò e andò anch'ella a osservare.

"Nessuno, anche perchè credo che in pochi sappiano che mi trovo qui, generalmente faticano a rintracciarmi.
Chi è?"


Dall'alto Selene non aveva una buona visuale, le parve però di intravedere una spada.

Aveva tolto la sua dalla cintola per poter con agio guardare nella cassapanca, senza rendersene conto, in un batter di ciglia, fu nuovamente al suo fianco.










Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Berton Berton on 14 February, 2013, 05:30:11 PM
Il portinaio di quella nobil casa parea prender la cosa senza fretta.
Berton appizzava le orecchie nel vano tentativo di udire il rumore dei suoi passi, e invece sentì il tenue scricchiolio di una imposta che si schiudeva ai piani superiori ed un bisbiglio indistinto di voci femminili.
Fece qualche passo indietro volgendo lo sguardo in suso, onde meglio mostrarsi e veder lui stesso, pronto ad annunciarsi con voce stentorea ad eventuali ancelle.
Ma non profferì verbo, ebbe un breve sussulto, sorrise, e si profuse in un profondo inchino.



Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Isabella Este on 15 February, 2013, 12:53:54 AM
Per meglio verificar chi fosse il cavaliere che chiedeva udienza a quell’uscio, Isabella aprì l’imposta e seguita da Selene fece capolino

Le loro voci dovettero giungere fino all’uomo che infatti fece qualche passo indietro e sollevando il capo mostrò così il suo volto

Quando gli sguardi s’incrociarono furono un tutt’uno le rispettive reazioni. Il cavaliere fece un breve sussulto cui seguì un inchino di omaggio rivolto alle dame, Selene con un balzo indietro afferrò la spada che aveva lasciato poco distante e la portò al suo fianco, mentre Isabella, sorpresa dall’inaspettata visita e spaventata dallo scatto di Selene indietreggiò e chiuse lesta la finestra.

Sai chi è Selene ? A me pare di non conoscerlo… – fece Isabella alla nipote – sembra una persona distinta però… come non son stata io a sbattergli la finestra in faccia – aggiunse ridendo –
L’avrà mica inviato Oddantonio ad uccidermi dopo che gli avevo promesso di tornar a casa nel giro di sette lune giacché ne son passate quasi il doppio??  Al pensiero Isabella rise ancora di più

Dai… andiamo a vedere chi è.. sono curiosa!
Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Berton Berton on 15 February, 2013, 07:13:13 PM
Dopo qualche minuto di attesa il portone si dischiuse un poco.

"Muy encantado" disse Berton rivolto alle dame. Poi, intuendo la loro diffidenza, slacciò con calma la cintura e porse loro l'elsa della propria spada reggendo con la sinistra l'opposta estremità del fodero.

"Non ho uno stiletto infilato negli stivali, ma espero que vi basti la my parola. Temo che my calzini non sian in perfette condiciones".

Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: (RIP) Selene Este on 16 February, 2013, 03:03:47 PM
Selene lo scrutò con attenzione mentre prendeva la spada offerta.

"Lo aveva già incontrato ne era certa e il suo dire conteneva parole iberiche..."

"Saluti messer..."


e continuò prima che potesse risponderle.

"La spada la riavrete più tardi."

In attesa di essere certa di trovarsi di fronte la persona che le parve d'aver riconosciuto, soppesò la spada, per brandirla in modo degno ci voleva una certa forza ed essere ben addestrati.
Non era lama da sottovalutare.
Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Berton Berton on 16 February, 2013, 10:42:28 PM
S
"La spada la riavrete più tardi."

In attesa di essere certa di trovarsi di fronte la persona che le parve d'aver riconosciuto, soppesò la spada, per brandirla in modo degno ci voleva una certa forza ed essere ben addestrati.
Non era lama da sottovalutare.


Berton scorse nello sguardo e nell'atteggiamento della donna qualcosa che aveva visto solo in Herman Jacques e pochi altri, e ne fu estremamente compiaciuto.

"Muy bien - rispose - non mi sentirò desnudo senza il fierro. E non penso che Usted lo useria per staccarmi testa dal collo, porquè sono sicuro che quando los hermanos di San Miguel mi dicevano che le donne mi avrebbero spedito all'inferno intiendevano otro"

Fece una pausa e aggiunse " e sono cierto che, per quanto la mia lama sia ottima, non usereste quella. L'impugnatura è designata per my mano,  per voi sierve alguno piccolo ritocco e divierso bilanciamento. Non è questione di forza o abilità,  ma solo di proporcion"

"Ma non son qui per hablar di armi. Il my occhio di sbirro stampa in my memoria qualsiasi volto intravisto nell'ombra, e quando è hermoso ce lo stampa meglio. Sono Berton, capitano di milicia di Valencia, e chiedo permission di entrare, che qui fuori fa un freddo can".

Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: (RIP) Selene Este on 16 February, 2013, 11:14:56 PM
Selene era incuriosita, quale motivo aveva spinto il Capitano della Guardia Valenciana sino a Ferrara a palazzo Este...

"Sicuramente impugnerei la mia di spada se avessi intenzione di far rotolare il vostro capo a terra.
Neppure io sono intenzionata a far parlar le spade, non oggi almeno.
Poi se restate ancora un pò sulla porta non ne avrò bisogno, ci penserà il freddo."


Guardò Isabella

"Zia ci accomodiamo nel salottino e scopriamo cosa conduce alla nostra dimora il Capitano Berton?"







Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Isabella Este on 17 February, 2013, 07:10:31 PM
Lasciato tutto alla rinfusa Selene e Isabella si allontanarono dalla torretta per andar ad accogliere il gentiluomo che chiedeva udienza.

L’udito di Bartolo doveva esser provato dalla sua venerabile età poiché quando le due si ritrovarono al piano di terra ancora non aveva provveduto ad accogliere il visitatore che era ancora in attesa

Selene, armata, aprì leggermente l’uscio e si trovò di fronte l’uomo che chiedeva udienza.

"Muy encantado" sentì dire Isabella ancora celata dalla porta

Non era di terra Italica quindi…ma la donna comprese ugualmente la breve conversazione che intercorse tra sua nipote e l’ospite.

Per assicurar che veniva in pace il cavaliere consegnò la spada alla ragazza che per sicurezza la ritirò.
Poi si presentò
 
Sono Berton, capitano di milicia di Valencia, e chiedo permission di entrare, che qui fuori fa un freddo can

Ecco chi era…  Isabella aveva sentito parlare molto di lui e finalmente l’identità era svelata... così, mentre Selene continuava a dialogare con lui, afferrò la pesante anta e uscì allo scoperto.

La vostra fama vi precede  Capitano – gli si rivolse con una riverenza – e finalmente ora possiamo accomunare ad essa  anche un volto… siate il benvenuto a casa Este.. ma prego accomodatevi…

Quando fu entrato richiudendo la porta dietro di sé Selene propose di raggiungere il salottino dove un bel fuoco era pronto ad attenderli..

Prego cara.. fai pure strada al Capitan Berton… cerco Bartolo per farci preparare qualcosa da offrire al nostro ospite…devo farmi perdonare una finestra in faccia... – aggiunse sorridendo prima di congedarsi...

Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: (RIP) Selene Este on 18 February, 2013, 01:17:25 AM
Selene aveva ormai dimenticato da tempo le formule dell'etichetta spicciola, troppo usa a viaggiare e a spostarsi continuamente da una città all'altra, non aveva frequentato nobili dimore o salotti negli ultimi due anni.
S'impegno quindi per ricordare tutti gli insegnamenti passati.

"Isabella certamente, sarà un piacere condurlo in luogo più appropriato" rispose poco prima che si allontanasse.

"Capitano, vogliate scusare il modo poco ortodosso con il quale vi ho accolto, prego seguitemi, troverete sicuramente più agevole rimanere seduto in una sala ben riscaldata, che sul portone di palazzo volgendo le spalle al vento freddo che oggi imperversa su Ferrara."

Come segno di ospitalità potete riporre Voi stesso la spada nella rastrelliera qui accanto, lascierò anche la mia, poco si prestano alla comoda posizione seduta."


Selene porse l'arma al Capitano e una volta che l'ebbe ripresa, liberò la sua in modo da riporla.


Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Berton Berton on 19 February, 2013, 09:45:55 AM

"Capitano, vogliate scusare il modo poco ortodosso con il quale vi ho accolto, prego seguitemi, troverete sicuramente più agevole rimanere seduto in una sala ben riscaldata, che sul portone di palazzo volgendo le spalle al vento freddo che oggi imperversa su Ferrara."


Lasciata l'arma dove gli era stato detto, Berton seguì Selene in una sala interna. Il luogo era assai accogliente, e vi era un camino acceso che lo attirò come ferro con magnete.

Mentre iniziava a rosolarsi presso la fiamma, disse allegramente:
"Madonna, son davvero muy fortunado, se un viaggio breve me ne risparmia uno lunghissimo. Non pensavo di trovare aquì anche la Cuentadora Errante che my amiga Beatrice chiama mamacita. Vi porto i suoi saluti, mas presto che credevo, ma la finalidad del viaggio non è solo questa.

Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: (RIP) Selene Este on 19 February, 2013, 05:53:41 PM
Selene ascoltò il Capitano Valenciano.

"In Irlanda chiacchierava poco Beatrice, è anche vero che non c'ero quasi mai, errante dite bene, non deve essere stato facile vivere con me in Irlanda per lei.
Meglio l'assolata Valencia, così diversa da Dublino."


Selene intanto con delle pinze scostò un grosso ceppo che stava soffocando il fuoco, la legna secca crepitò per un attimo e poi fu avvolta dalle fiamme che si propagarono violente, per poi sopirsi.

"Dicevate che il vostro viaggio ha altro scopo, vi assicuro che sono curiosa di conoscerlo.
Tutta questa strada da Valencia a Ferrara, suppongo che siate venuto prevalentemente per parlare con Isabella, visto che non vi aspettavate la mia presenza in questa dimora. Sarà meglio attenderla."


Fece una breve pausa poi si sedette su una poltrona.

"A Valencia tutto procede bene?
Mi sembra che abbiate molto lavoro da portare a termine, la penisola Iberica è così vasta e in alcuni punti selvaggia, i confini a nord e i monti che la separano dalle terre Franche, le sue sierre e le sue cordigliere impervie."


Ancora ricordava il freddo quando aveva valicato i Pirenei.
Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Isabella Este on 20 February, 2013, 12:25:54 AM
Isabella fece ritorno seguita da Bartolo che trasportava un vassoio colmo di prelibatezze.

Attraversando l’ingresso per raggiungere il salottino lo sguardo le cadde sulla panca sopra la quale aveva depositato la scatola di legno che aveva rinvenuto nello studio del padre e le tornò alla mente che ancora doveva leggere alcune pergamene che non aveva fatto in tempo a visionare… la curiosità si riaffacciò forte in lei.. ma quello non era proprio il momento opportuno per mettersi a leggere quindi scrollandosi il pensiero dalla mente proseguì.

Entrò nel salottino dove Selene ed il Capitan Berton stavano colloquiando… a quanto pareva avevano delle conoscenze in comune…

Bartolo posò il vassoio sul tavolo. Tisane, acquavite, pane abbrustolito, torta di mele, miele, marmellata di fichi e di viole e poi salumi e formaggi  vari, invitavano gli ospiti ad una piacevole degustazione

Il Capitano face intendere che aveva un motivo ben preciso per quella visita che in effetti sembrava inaspettata

Isabella attese che i due finissero di interloquire e poi si rivolse alla nipote…

Dunque mia cara conoscete il Capitano Berton....volete invitare il nostro ospite a rifocillarsi attingendo come meglio gli aggrada da questo vassoio?

Prego Capitano  - proseguì rivolgendosi al cavaliere  -non fate complimenti.. servitevi pure mentre ci narrate del motivo che vi ha spinto a bussare a questa porta giacché nessuno era a conoscenza che casa Este fosse aperta quest’oggi.. o è forse stata solo una combinazione? – poi aggiunse - ... perdonate… non mi son nemmeno presentata… sono Isabella Este Baronessa di Sassocorvaro e Vassallo del Granducato di Urbino... zia di Madonna Selene
Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Berton Berton on 20 February, 2013, 06:16:48 PM
Isabella fece ritorno seguita da Bartolo che trasportava un vassoio colmo di prelibatezze.

Entrò nel salottino dove Selene ed il Capitan Berton stavano colloquiando… a quanto pareva avevano delle conoscenze in comune…

Bartolo posò il vassoio sul tavolo. Tisane, acquavite, pane abbrustolito, torta di mele, miele, marmellata di fichi e di viole e poi salumi e formaggi  vari, invitavano gli ospiti ad una piacevole degustazione



Abituato alla frugale ospitalità di certi Re, Duchi e Conti, Berton strabuzzò gli occhi alla vista di tutto quel ben di Theos. Fosse stato uno de' tanti ospiti di un convivio, avrebbe iniziato a biascicare monosillabi dedicando ogni sua attenzione all'arte ossidionale del buffet, ma seppe contenersi.

"Beatriz sta bene - fece ingollando un crostino col formaggio - ma vedo in su occhi qualcosa de triste.  Forse c'è un'ombra nigra da dissipar?" e su questa domanda sparì un crostino al salame.

"In verdad cercavo soprattutto donna Isabella, o del meno il su famos salotto di letterati. E questo ve riguarda tutte e dos. Scrivo el vuestro idioma melior que no parlo, porquè quando scrivo ho tiempo per corrigermi, ma se parlo mi vince fretta ed emoccion, ed oggi qui questo effetto è doblo"- pausa per un generoso sorso di acquavite.

" Vorrei portare nueva vida ad una attividad utile e bella per il mondo tutto, ma non puedo farlo sol. Si me date assistenza forse se puede, e buscamo alguna satisfaccion" ora toccò alla torta di mele.

Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: (RIP) Selene Este on 20 February, 2013, 11:30:32 PM
Selene annuì.

"Sì zia abbiamo alcune conoscenze in comune."

Guardò il vassoio colmo di cibi.
"Aveva mangiato? Probabilmente no." Pensò.

Attese che l'ospite si servisse e poi allungò la mano prendendo del pane tipicamente ferrarese, una coppia, le era sempre piaciuto.

Rimase in ascolto, parlava del salotto letterario di zia Isabella, lei ne sapeva poco era da molto che non aveva modo di frequentarla ed era rimasta all'Urbino che si stava sviluppando, non solo come Regno, ma anche nelle arti e nella letteratura.

Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Berton Berton on 21 February, 2013, 05:49:44 PM
Avendo recuperato calore dentro e fuori, Berton si scostò dal camino e dal vassoio e proseguì.

"Nell'anno passado ho avuto l'onor di collaborar ad un periodico en italiano stampado da Messer Guglielmo di Valenza. Il foglio era muy interessante, porchè consentiva di intiendere un poco quel che capitava in varie parti del mundo. Lo stampador, poi, pagava muy bien. El problema era che bisognava siempre aver almeno due pezzi a signatura diversa,  e a un cierto punto son rimasto sol".

Fece una pausa guardando le due dame, e si accinse a concludere il discorso. "Così ho pensado di provare a coinvolgere nella pubblicacion le più belle penne del pays. Son venuto qui esperando di trovarne almeno una, ed ho avudo più fortuna que pensavo.
Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Isabella Este on 21 February, 2013, 11:49:35 PM
Isabella ascoltava il Capitan Berton mentre tra un boccone e l'altro, tra una parola in lingua italica et una in in quella valentiana annunciava finalmente il motivo della  sua visita.

Un circolo letterario... il Capitano chiedeva collaborazione per un periodico pubblicato da tal editore Guglielmo de Valenza che Isabella aveva avuto l'onore di conoscere tanto tempo addietro, ma con il quale non aveva mai avuto maniera di stringere rapporti culturali..


La Vostra fama di Cavaliere a noi nota mi señor celava quella di scrittore cui ci era invero negata la conoscenza gli si rivolse la dama pennino et calamaio son le armi preferite nostre e se esse posson esser usate per magnificare la nobile causa della cultura.. bene... non sarò io ad aver timore d'impugnarle. Mi lusinga che abbiate pensato a Noi come vostre collaboratrici anche se per la verità lo tempo a nostra disposizione per sollazzar lo nostro ingegno è ristretto a pochi momenti di pausa nell'azione giornaliera di amministratrice dello Granducato de Urbino... per quel che mi riguarda farò quanto in mia facoltà per accontentarvi Sir Berton...

poi rivolgendosi a Selene

Che ne dici mia cara possiamo assecondare le richieste dello nostro gradito ospite?
Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Berton Berton on 23 February, 2013, 09:42:50 AM
Mi lusinga che abbiate pensato a Noi come vostre collaboratrici anche se per la verità lo tempo a nostra disposizione per sollazzar lo nostro ingegno è ristretto a pochi momenti di pausa nell'azione giornaliera di amministratrice dello Granducato de Urbino... per quel che mi riguarda farò quanto in mia facoltà per accontentarvi Sir Berton...[/i][/b]

"Feliz di saber che ci penserete" - disse Berton - " E ora è melior que prenda congedo, mi avete già dedicado muy del vuestro tempo, e la strada per my casa non è breve".

Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: (RIP) Selene Este on 27 February, 2013, 11:08:37 PM
Selene si era persa nei ricordi per un attimo, aveva avuto modo di leggere quelle pubblicazioni del nobile Guglielmo di Valenza.

Che ne dici mia cara possiamo assecondare le richieste dello nostro gradito ospite?

"Zia per assecondarlo è possibile, rimane un intoppo, non così importante ovviamente, ma neppure secondario.
Si può scrivere, ma senza avere un'idea dell'argomento da trattare non è sempre semplice."


Rimase pensierosa.

"Certo anche solo narrare le leggende potrebbe essere un tema. Ci penserò"


Intanto il Capitano stava chiedendo il permesso di congedarsi.

"Scusate voi se mi sono immersa nei miei pensieri lasciando quasi sospese le vostre domande."

Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Berton Berton on 28 February, 2013, 07:28:23 PM

"Zia per assecondarlo è possibile, rimane un intoppo, non così importante ovviamente, ma neppure secondario.
Si può scrivere, ma senza avere un'idea dell'argomento da trattare non è sempre semplice."


Rimase pensierosa.

"Certo anche solo narrare le leggende potrebbe essere un tema. Ci penserò"



"Lo so, madonna - intervenne Berton - questo è il mismo problema mio. La soluccion è scrivere di ciò che si conosce melior, e chiedere allo stampador se il soggetto puede interessar. Son seguro che usted conosce tante cose da narrar. Ed ora chiedo congedo, che my strada è ancora lunga"

Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Isabella Este on 01 March, 2013, 12:13:39 AM
Il Capitan Berton si stava congedando e Isabella allungò il braccio per ricevere il baciamano...

E' stato un vero piacere Capitano conoscervi e vi ringrazio della cortese visita di cui ci avete voluto omaggiare...ci scriveremo per ragguagliarci sulla collaborazione letteraria...per ora vi ringrazio e se avete occorrenza di qualsiasi cosa sapete  che potete contare su di noi... vogliate portare i nostri saluti a Vostra Grazia Fabio Massimo Vostro Signore... e dicendo così Isabella si riverì al Cavaliere in segno di ossequio

Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Berton Berton on 02 March, 2013, 12:56:56 AM
Il Capitan Berton si stava congedando e Isabella allungò il braccio per ricevere il baciamano...


Berton fu lesto ad eseguire il gesto richiesto, con tutta la grazia a lui possibile, ma forse indugiandovi qualche momento in più di quanto convenzione impone.

A Dama Selene, apparentemente men propensa a tal forma di omaggio, rivolse invece quel breve e rigido inchino usuale agli araldi che rendono rapporto.

Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: (RIP) Selene Este on 07 March, 2013, 11:59:06 PM
Selene rispose al saluto. Non era avvezza al baciamano, troppo abituata a tenere con sè sempre la spada.

"Vi auguro un viaggio di rientro tranquillo."
Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: (RIP) Selene Este on 19 March, 2013, 11:59:22 PM
Il Capitano era partito, era giunto il momento anche per Selene di rimettersi in viaggio.

"Zia cara, ora ci siamo ritrovate e in futuro ci incontreremo ancora.
Come sai per me viaggiare è come respirare, non posso restarne a lungo priva."


Fece una pausa.

"Verrò a trovarti ad Urbino, ci sarà l'occasione."
Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Isabella Este on 21 March, 2013, 11:26:25 PM
E così l'ora dei saluti era giunta...Selene era pronta a partire ed Isabella l'avrebbe seguita fino al bivio che le avrebbe condotte alle rispettive mete...

Facendosi vicino alla nipote la strinse a sé

Sono state ore indimenticabili Selene... potrerò dentro di me il ricordo di questo giorno a lungo... dicendo così aggiunse ti lascio con il cuore conrito per la precoce separazione ma al contempo felice per averti ritrovato....non attendiamo un'altra vita per rivederci... abbiamo perso già troppo tempo... poi la baciò in fronte e le carezzò una gota vieni a farmi visita pure quando vuoi... ad Urbino troverai una casa accogliente e una zia che ti vuol bene...

Abbi cura di te.... riuscì infine a dire, mentre la voce le si rompeva in gola per la commozione dell'addio...

Salutato ancora Bartolo, Isabella prese così le sue cose e salì in carrozza.... con un cenno indicò al cocchiere che si poteva partire.
Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: (RIP) Selene Este on 22 March, 2013, 01:56:15 AM
Selene guardò la carrozza allontanarsi.

Erano stati momenti intensi e piacevoli, riscoprire Isabella un'esperienza che avrebbe portato con sè nel suo girovagare.
Finalmente Selene sapeva di avere ancora una famiglia, questo aveva trovato nel baule, un dono che non aveva eguali.

Partì al galoppo in direzione opposta, il nord l'attendeva.
Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Isabella Este on 27 March, 2013, 10:37:09 PM
La carrozza infilò la via principale che portava fino a Palazzo Ducale quando era già notte molto fonda.
Nessun’anima viva si scorgeva per le strade ed Urbino sembrava avvolta dalle tenebre più nere.

Isabella rabbrividì a causa del freddo intenso quando scese dalla vettura che s’era fermata nel grande cortile del castello. Alzando lo sguardo vide la finestra dello studiolo del Duca ancora illuminata e corse su per la scalinata che dava accesso al piano nobiliare.
Senza nemmeno bussare aprì la porta e si trovò di fronte Oddantonio seduto al suo scrittoio come era solito fare ogni notte
Fece due passi in avanti e si riverì con un inchino

Sono tornata Mio Signore! gli fece senza neppure attender replica…l’avrebbe salutato meglio l’indomani, ora era stanca e voleva riposare. Quindi si girò e riguadagò l’uscita chiudendo la porta dietro di sé.

Giunta che fu nelle sue stanze si preparò per coricarsi e si infilò a letto. Anche se ancora non lo sapeva il giorno seguente sarebbe stato lungo e colmo di emozioni inattese e memorabili…al pari di quello trascorso con Selene…


La mattina di buon ora si  svegliò e dopo essersi abbigliata lasciò Palazzo per sbrigare alcune faccende urgenti. Rientrò che era quasi mezzodì e si recò nel suo studio dove c’erano una miriade di missive a cui rispondere e i conti da controllare.
Stava per dedicarsi a codesta attività quando le cadde lo sguardo sulla scatola lignea che aveva portato con sé da Ferrara e che i domestici avevano recato sulla sua scrivania com’era stato indicato loro di fare.
La tentazione di continuare la lettura delle missive del padre, invece che procedere con il lavoro preventivato, fu così forte che non seppe resistere. Quindi ritirando la chiave dalla sua custodia aprì la scatola e riprese da dove aveva lasciato.

A Vostra Magnifica Grazia..

Al Sovrano del Regno di…

A Vostra grazia bellina, Madonna..

Nelle pergamene ispezionate Isabella vedeva scorrere sotto i suoi occhi quelle che erano state le attività, le richieste, le lagnanze e tutta una serie di raccomandazioni del padre nei lunghi anni della sua feconda vita da Duca

Nessuna di quelle riposte nella cassetta era indirizzata ai figli, segno che non era solito conservarne una copia e per questo si stupì invece quando in mezzo alle altre ne rinvenì una per lei...

La pergamena risultava ripiegata in tre come le altre e dunque sul frontespizio si leggeva solo il destinatario

Quote
A Madonna Isabella Este
Presso Palazzo Ducale
URBINO

La aprì e iniziò la lettura curiosissima di conoscere quale delle  molteplici missive che il padre le aveva inviato fosse stata duplicata e soprattutto perché solo quella…
Lesse tutto di un fiato anche se nel procedere Isabella lo sentì più volte mancare….
Quello che andava apprendendo le chiudeva lo stomaco e la lasciava senza forze tanto era lo stupore di leggere ciò che v’era riportato e mai mai  giunto ai suoi occhi prima…

Come poteva essere che quella lettera contenente informazioni così importanti non l’avesse mai raggiunta? Che il padre l’avesse scritta e mai inviata? … no si diceva.. non era possibile…
che fosse andata dispersa?... sì ecco.. questa l’ipotesi più verosimile.. i fatti riportati dovevano essere sicuramente stati recapitati per la loro urgenza e per la loro importanza….
Ma perché lei non l’aveva mai ricevuta?

Si abbandonò all’assise che l’ospitava completamente disorientata… e chiudendo gli occhi si ritirò in isolata riflessione. Doveva riordinare le idee… comprendere cosa fosse avvenuto e decidere sul da farsi…




Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Isabella Este on 02 April, 2013, 11:12:10 PM
La data impressa in calce alla missiva le forniva un piccolo indizio su ciò che poteva essere accaduto
Ritornò più volte indietro con la memoria a quel tempo e ripercorse gli sciagurati eventi che lo avevano caratterizzato
Ricordava che il Padre nell’estate 1311 le aveva scritto che si sarebbe recato all’estero dove era stato convocato da un Sovrano suo alleato, per prendere parte ad una serie di battaglie per la difesa dei quei territori. Da quella missione non aveva più fatto ritorno poiché era caduto in campo.
Doveva quindi averle inviato quella lettera  giusto prima di partire, come infatti asseriva nel suo scritto, forse consapevole del rischio che andava correndo e della probabilità di morire che un guerriero mette sempre in conto

Contestualmente Urbino in quei giorni era sconvolta per l’attacco che la Savoia le aveva sferrato… ricordava quel periodo con immensa mestizia… il Duca aveva disposto il trasferimento di  tutto ciò che si poteva trasportare a Siena e aveva fatto allontanare donne, vecchi e bambini. Prima dell’assedio che era durato giorni e quando l’Armata savoiarda stava infine per sfondare le porte d’accesso, Oddantonio aveva dato infine ordine di bruciare la Città
Durante il cruento scontro Isabella era stata gravemente ferita da un dardo ed era rimasta in stato di incoscienza per molti giorni.

Quindi rifletté che la missiva poteva essere stata smarrita proprio allora…
Prese la pergamena e la rilesse con attenzione

Quote
A Madonna Isabella Este
Presso Palazzo Ducale
Urbino


Figlia nostra prediletta,

con mano tremante m’appresto a scrivervi per mettervi al corrente d’alcune questioni che già da immemore tempo avrei dovuto farvi presente.
Sapendo che stavate passando figlia mia adorata, un periodo di travagliata congiuntura et anco per lo timore d’aver in ricevimento la vostra disapprovazione per lo disgraziato gesto ch’ebbi a produrre, pur tuttavia necessario secondo lo mio contingente ragionare, non Vi informai prima di ciò che vengo a riportarvi adesso sperando in una Vostra compassionevole comprensione.

Nell’inverno dello 1297, quando decisi d’affidarvi alla tutela del Granduca Montefeltro per introdurvi come si conviene ad una adeguata vita di Corte, la Vostra compianta Madre rimase nuovamente in stato di gravidanza.
Nell’estate successiva un bellissimo maschietto venne alla luce con la gioia di Noi tutti. Voi eravate lontana e presa da mille uffizi et  così fragile ai nostri occhi, per le molteplici disgrazie che v’avevano colpito, che non avemmo premura d’avvisarvi.
Il bimbetto non riusciva ad ottener giusto riguardo dalla genitrice per le condizioni di salute che andavano via via peggiorando e quando un anno dopo la nostra sposa s’accorse di essere nuovamente incinta, decidemmo d’affidarlo al Conte Massimino degli Uberti, Vostro Nobile concittadino, per essere educato, istruito e col patto che mantenesse il riserbo assoluto fino a nostro ordine, per non ingombrarvi anco colla responsabilità di prendervi cura d’un figlio non vostro e nella convinzione che, dopo la morte della Vostra amatissima Violante, di cui mai Voi  faceste cenno ma evento di cui invero venni a segreta conoscenza, non eravate nello stato affettivo di poterlo accudite convenientemente.

Ai primi di maggio come ben sapete, Vostra madre venne a mancare con nostro grande strazio e con immenso rimorso mio poiché ella morì di parto.
Scelleratamente scelsi di seguir la stessa via intrapresa per l’altro figlio Nostro et tosto affidammo  la bella bambinetta nata, allo Convento delle Monache sempre de Urbino, con le stesse indicazioni.
Li recammo ad Urbino poiché sapevamo già in cuor nostro che Voi, mia adorata stirpe, eravate la sola a poterVi prendere un dì cura di loro, giacché li fratelli Vostri percorrendo la via ecclesiastica, non erano nelle condizioni di occuparsene.

Or sputate pure su queste mie righe poiché immagino che lo disgusto Vostro, per non avervi messa a parte dell’esistenza del vostro stesso sangue, sia grande et legittimo. Ma questo vengo comprendendolo solo ora e non al tempo in cui, preso da mille pensieri e dilemmi che mi tolsero la ragione, assunsi tali decisioni.

Li Vostri fratelli son dunque ad un passo da Voi Isabella e spetta solo a Voi Mia Signora, or decidere della responsabilità che volete assumerVi verso di essi.
I loro nomi di battesimo rispondono a quello di Obizzo e Angelica.

Anch’essi sono all’oscuro d’esser degli Este. Nel caso vogliate informarli Vi prego figlia mia d’adottar la dovuta cautela e di far comprendere loro la delicata situazione in cui venni a trovarmi nell’assumere quei disgraziati atti, non per volontà ma per forzata necessità o forse  posso dire oggi, per pazzia.

Finito di redigere questa missiva figlia nostra devota et adoratissima, mi metterò in viaggio, come ebbi già a comunicarvi, verso terre lontane da cui forse non farò ritorno. Vi lascio con il cuore gonfio di paura per esser maledetto da Voi, che più d’ogni altro al mondo amammo infinitamente. Pregate per me se potete e  Vogliate compatire lo vostro genitore che ebbe enormemente a sbagliare.

Con infinito amore
Vostro Padre

Ferrara, addì 1 Agosto 1311
[/b]

Angelica e Obizzo…

Isabella ripeté mentalmente quei nomi mille volte fino a che essi dalla testa non giunsero al cuore dove da quel momento ricevettero dovuta dimora.

Li conosceva bene entrambi… vi erano solo due persone ad Urbino rispondenti a quei nomi… Obizzo era un ragazzo serio ed assennato e Isabella stessa l’aveva invitato più volte a intraprendere gli studi per assumere la carica di Magistrato…

Angelica, poco più che una bambina, le era stata molto di aiuto in diversi uffizi che le aveva commissionato. Sempre gentile e discreta, bella come il sole, le aveva fatto un’ottima impressione sin da quando l’aveva conosciuta ed ora veniva spiegandosi il perché avesse provato verso di lei un trasporto affettivo diverso dal sentimento sentito per altri…

Angelica e Obizzo …. Angelica, Obizzo e Isabella… fino a ieri tre semplici conoscenti oggi si ritrovavano legati da uno stesso sangue e da uno stesso cognome…

Doveva conferire subito con loro… spiegare la situazione e ripagarli per il torto subito con lo legittimo riconoscimento loro dovuto.
Senza indugiare oltre Isabella chiamò un maggiordomo e li fece convocare con la preghiera di raggiungerla al più presto a Palazzo Ducale dove li attendeva.



Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: (RIP) Angelica Este on 15 April, 2013, 09:52:40 PM
Angelica era seduta su una panchina di marmo ubicato nel giardino del convento dove era cresciuta. C’era un sole splendente e rivolse il volto nella direzione del sole, in cerca di un po’ di calore che il rigido inverno le aveva negato.

Regnava l’assoluto silenzio, quando in lontananza udì il suono della grande campana. Era arrivato qualcuno nel convento, ma ciò non la preoccupava. Dopo qualche minuto, l’anziana Madre Superiora si avvicinò lentamente a le riferì che la Baronessa l’aveva invitata al suo Palazzo e non era stato riferito il motivo di questa convocazione.

Le risultò un po’ insolita questa chiamata perchè la Baronessa, quando la convocava, le preannunciava a grandi linee cosa avrebbe dovuto fare, ma in questo caso no. Andò nella propria stanza e indossò il vestito che aveva fatto con l’aiuto di suor Clotilde, un vestito color blu con dei ricami color oro, e si recò al Palazzo.
Giunta alla grande porta, si presentò alla guardia, che in realtà di vista la conosceva, e una volta entrata a Palazzo si fece preannunciare alla Baronessa rimanendo in attesa.
Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: (RIP) Obizzo D'este on 21 April, 2013, 11:12:42 AM
Obizzo era in tribunale a gestire le pratiche dei processi, quando arrivò un messere nel suo ufficio.
All'inizio pensavo che era venuto per sporgere una denuncia, poi il messere si presentò e disse che era stato  mandato  dalla Baronessa.

La Baronessa lo aveva invitato al suo Palazzo ma non gli riferì il motivo di questa comunicazione, quindi si recò al Palazzo.
Giunto alla porta del palazzo vide che vi era anche Angelica, si presentò alla guardia ed una volta entrato si fece annunciare alla Baronessa e rimase in attesa.
Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Isabella Este on 29 April, 2013, 12:39:03 AM
Un maggiordomo avvisò la Baronessa che i convocati erano giunti a Palazzo e che erano stati introdotti nel salottino del piano terra dove attendevano d’esser ricevuti.

Isabella fu colta da un moto di grande emozione….l’ora della verità era dunque giunta

Si guardò  tesa allo specchio ravvivandosi i capelli, con le mani lisciò per bene l’abito e dopo aver fatto un lungo sospiro lasciò la stanza per recarsi ad accogliere i suoi inconsapevoli cari…
Il cuore le batteva forte.. era come recarsi ad un appuntamento con una persona segretamente amata… in fondo l’amore…il collante di un legame che sia di sangue o d’altra origine era sempre un sentimento che non avrebbe mai fornito pari emozione ad essere umano e pochi prescelti avevano avuto l’opportunità di essere destinatari di quel  grande dono nella loro esistenza.. Isabella si riteneva fortunata per esserne stata invece omaggiata molteplici volte…Ringraziando mentalmente gli Dei entrò nel salotto.

Obizzo ed Angelica erano in piedi ad attenderla e quando la videro entrare la salutarono cordialmente alla stessa maniera di come lo avevano fatto altre decine e decine di volte prima… fu lei che ricambiò con uno slancio d’affetto diverso dal solito. Li abbracciò e li baciò entrambi tanto che i due si scambiarono un’occhiata interrogativa

Non era facile iniziare a parlare… ma dopo aver dato loro il benvenuto e averli ringraziati per essere immediatamente accorsi alla sua convocazione entrò subito in argomento… di tempo se ne era perso già abbastanza pensò.

Dunque miei cari… vi domanderete perché vi ho convocato con sì tanta fretta… – fece con la voce leggermente rotta – ci sono questioni  importanti di cui devo mettervi al corrente quindi vi prego di sedervi perché il nostro colloquio non sarà né breve né leggero…

Quindi dopo che tutti si accomodarono Isabella entrò nel vivo del delicato accaduto e riportò quanto era venuta apprendendo solo qualche ora prima….
Riferì i fatti così come si erano svolti nell’ordine cronologico e poi lesse loro la lettera che il loro Padre le aveva inviato tanto tempo prima, ma che era entrata in suo possesso solo quello stesso dì

Terminata la lettura concluse

Ecco dunque quanto avvenuto… ora siete anche voi consapevoli di non esser soli al mondo…come credevo d’esserlo io stessa per legame di fraterno sangue… spero che quanto apprendete oggi non stravolga le vostre vite né che un sentimento di rancore… se pur legittimo… si impossessi di Voi, ma altresì spero con tutto il cuore che vogliate perdonare il nostro ormai defunto genitore e più di tutto che vogliate accettare l’amore che questa Vostra.... sorella.... che vi trovate ora di fronte…è pronta a donarvi...[/b]

Finito di parlare Isabella, ormai in lacrime, attese di conoscere il loro pensiero....

Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: (RIP) Obizzo D'este on 25 May, 2013, 10:05:29 PM
Obizzo era confuso, e si chiedeva a cosa era dovuto quel slancio di affetto, ma poi isabella iniziò a parlare.

Dunque miei cari… vi domanderete perché vi ho convocato con sì tanta fretta…   – fece con la voce leggermente rotta – ci sono questioni  importanti di cui devo mettervi al corrente quindi vi prego di sedervi perché il nostro colloquio non sarà né breve né leggero…

Dopo che Isabella finì di leggere la lettera, Obizzo era commosso, non si sarebbe mai aspettato ciò.

Non ci sono parole per descrivere quello che provo, sono felicissimo di scoprire che siete mie sorelle
Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Isabella Este on 30 October, 2013, 12:42:38 AM
Molti giorni erano trascorsi da quando Isabella aveva sperato di ricomporre la sua famiglia... quella famiglia che parea segnata da un destino crudele...

Angelica, dopo poco tempo che si erano ritrovate, era improvvisamente morta.. e stessa maligna sorte era toccata a sua nipote Selene...

Ora non gli rimaneva che quell'unico amato fratello, chiamato a Vassallo di Firenze, sul quale riponeva ogni speranza affinché le desse un nipote maschio che avrebbe portato avanti il nobile casato degli Este.

Ferrara era caduta sotto gli infausti tentacoli di Bisanzio, allontanando così anche il suo sogno di potervi presto tornare a riaprir quella dimora che aveva fatto segnare a lutto non solo per la mesta dipartita di Angelica e Selene, ma anche per la tragedia che incombeva su quella terra un dì sì gloriosa e che oggi appariva avvolta dalla malasorte.


Presa dai suoi pensieri Isabella fu riportata alla realtà dal gracchio di un corvo nero... segno di cattivo presagio...

Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Isabella Este on 24 October, 2018, 06:45:19 PM
(https://i.postimg.cc/rF4h5CCp/wind.gif)

Il vento quella mattina, scuoteva i rami degli alberi che incorniciavano Urbino e le loro foglie, ingiallite dall’arrivo dell’autunno, cercavano di resistere tenendosi aggrappate alla loro linfa vitale fino a ché, tormentate e sfinite, si lasciavano andare e  iniziavano a volteggiare per l’aere senza più meta e scopo di vita.

Isabella infreddolita stringeva a sé la vestaglia di soffice lana scozzese e osservava quelle curiose giravolte delle foglie al vento. Molte volte si era sentita proprio come loro
I ricordi di quegli ultimi anni presero a volteggiare nella sua mente facendo eco a quelle silenziose danze.

Quante cose erano accadute, quanti eventi brutti… ma anche tanti bellissimi che le avevano dato la forza di andare avanti.
La morte di Oddantonio aveva inaugurato una stagione di Guerre. Il Regno d’Italia assieme ai suoi Alleati aveva vinto molte battaglie e il bilancio fino a quel momento risultava molto positivo. Su Cremona e Cosenza sventolava fiera la bandiera Italica, ma la presa di Ferrara era stato per Isabella, l’evento che più l’aveva maggiormente compiaciuta.
Quella Ferrara in cui affondavano le sue radici. Quella Ferrara in cui era stata una bambina felice. Quella Ferrara che le era stata sottratta per ben due volte, ma che Deus le aveva voluto rendere come segno della grande devozione di Isabella alla Casa Patriarcale

Il caminetto era ancora acceso ma la fiamma languiva, sicché prese un bel ciocco di legno e cercò di rianimarla
Si portò allo scrittoio dove pile di pergamene impolverate attendevano da tempo di esser considerate
Cercò di fare un po’ d’ordine ed iniziò a suddividerle per provenienza, oggetto e argomento

Radunò tutte le lettere di Dusan, le annodò con un nastrino di seta rosso le baciò e le racchiuse in un cofanetto. In un altro molto grande depose tutte quelle dei suoi amati cittadini. Archiviò tutti i trattati con Regni esteri. Catalogò quelle dei vari Ambasciatori, Cancellerie, richieste di Grazia e Suppliche. Poi quelle di amici, parenti, conti da saldare e da riscuotere e sebbene si fosse dedicata a quell’ufficio per diverse ore, a metà giornata ancora le restavano molte pergamene da ispezionare, alcune ferme su quello scrittoio da anni e anni

Iniziò a sfogliarle, decisa a terminare il lavoro entro il vespro, finché su una delle prime non riconobbe il sigillo Reale di Oddantonio.
Rex Italiae riportava la scritta impressa

L’avvicinò e iniziò a leggerla.

Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Isabella Este on 25 October, 2018, 06:29:04 PM
Il rotolo era molto lungo e Isabella si adagiò meglio sulla poltrona per stare comoda durante la lunga lettura.

Si trattava di una copia di una missiva che Oddantonio aveva inviato a Papa Anselmo III, Pontefice di felice memoria, dove illustrava i motivi che avevano spinto il Regno d’Italia ad abbandonare la Religione Teologica, e narrava molti fatti accaduti in tanti anni di lotte contro quelle vipere che s’erano incistate a Roma camuffandosi da eredi di San Rocco.

Quote
Urbino, Regno d'Italia,
Addì, ventottesimo giorno di Dicembre, Anno Domini MCCCXV

A Sua Santità Anselmo III,
per benignità del fato Summus Pontifex,

Prius antidotum quam venenum.

Tiziano, Ci piacque dunque esser raggiunti dal Vostro sincero scritto attestante la Vostra buona inclinazione nei confronti Nostri et del Regno d'Italia. Abbiamo quindi accolto con animo lieto i Vostri buoni propositi verso questa Corte. Leggendolo, siamo rimasti contentissimi nell’apprendere quanto ordinatamente e con calma Vi prodigate nelle cose che più sentite esser vicine et a Voi affini e Noi, Vi incoraggiamo a seguitare così, perché chi trascura la propria agiatezza per l’agiatezza degli altri perde la sua e dagli altri non è ringraziato.

Indi, non vogliamo più dire, per lo innanzi, quello che dicono i poeti, Tiziano, ovvero che la fortuna è cieca e per questo ella, i beni di cui essa è dispensatrice, a caso e sprovvedutamente dona a chiunque l'è più vicino senza veder chi è quel tale che li riceve et se è di loro meritevole o altramente, perocché ella avendone a Noi con piena mano dati per lo addietro de' più cari et copiosi, nuovamente ancora ella con sollecito passo incontro venendoCi, delle sue più preziose cose Ci fa dono e più abbondevolmente che mai, poiché giunse inaspettata presso questa corte la Vostra graditissima nuova, sicché vogliamo credere che ella abbia occhi e maraviglioso giudicio sopra gli umani avvedimenti la quale, vedendo in Voi albergare infinita virtù, procaccia di darVi modo di usarlo affinché la poniate a servizio de' tutti i buoni, acciocché quel sempre verde e sempre fiorito ingegno non istea rinchiuso ma abbia pe' campo da potere stendere le sue braccia tutto il cielo.

Volendo però trattare come si conviene ciò che C'indirizzaste, imperocchè lo suo contenuto non sia trascurato, siamo a dirVi che il più delle volte, coloro che desiderano entrare nelle grazie di un'autorità, son soliti presentarsi con quelle cose che reputano le più care fra le loro e che credono piacergli maggiormente, per questo si vede molte volte che sono presentati cavalli, armi, drappi d’oro, pietre preziose et simili ornamenti degni della grandezza dei più Magni fra i Sovrani. Ma questo, darebbe seguito ad una piaga dalla quale i Sovrani come i Leader religiosi (in qualunque epoca) si difendono con difficoltà, se non sono prudentissimi e se non hanno scelto un buon ministro: gli adulatori, di cui le corti sono piene, perocché gli uomini si compiacciono tanto delle proprie azioni e in un modo da ingannarsi da sé che difficilmente riescono a salvarsi da questa peste; e chi volesse difendersene corre il rischio di diventare spregevole, mentre chi non se ne guada accuratamente, rischia la carica. Infatti, in questi casi non tutti fanno quello che gli uomini oculati dovrebbero fare, e cioè, non solamente pensare alle discordie e ai disordini presenti, ma anche a quelli futuri al fine di evitarli tutti con ogni mezzo, perché prevedendoli in anticipo, vi si può porre rimedio con facilità. Ma se si attende che si avvicinino, la "medicina" non arriva in tempo perché il male è diventato incurabile. Avviene dunque quel che dicono i medici del "tisico", ovvero che, all’inizio, la malattia è facile da curare e difficile da diagnosticare, ma, col passare del tempo, non avendola diagnosticata fin dall’inizio né curata, diventa facile da diagnosticare e difficile da curare.

Riteniamo ora non solo giusto, ma doveroso narrarVi la storia del declino del culto di Teos presso Urbino.

- La scomparsa di Anselmo Benvenuti II e la "Santa Alleanza".

Da quali e quante calamitose procelle furono miseramente agitati e sconvolti, con sommo dolore del Nostro animo, il fu "Granducato" e quasi tutta la Penisola Italica, nessuno certamente lo ignora. Invero, ciò che accadde in altri tempi si ripete anche e soprattutto in questa nostra luttuosa età. Ancora una volta siamo minacciati - con poco stupore - da coloro che, con grande orgoglio, sono soliti proclamarsi portatori de' sommo bene, poiché essi rappresentano il culto di Teos. Così, ricoprono la loro nuda perfidia con antiche espressioni rubate ai sacri testi per sembrare santi, quando incarnano il male.

PermetteteCi ora di accennare al carattere di questo culto più simile ad una cancerosa conventicola, ad una setta (quale effettivamente è) cosicchè siano più chiare le loro intenzioni ed audaci macchinazioni.

Sin dai primordi della Nostra ascesa al Trono (in tempi assai remoti) fummo indottrinati e condotti alla via della fede (incorruttibile) da Papa Anselmo Benvenuti II - di felice memoria -. In principio era il verbo ed il verbo era presso Anselmo Benvenuti, poiché il Suo verbo era divina volontà. Questo era in principio et compito del fervido fedele dovrebbe essere ripetere ogni giorno con salmodiante umiltà l'unico immodificabile evento di cui si possa asserire l'incontrovertibile verità, manifestando la propria devozione con costanza. Ma "videmus nunc per speculum et in aenigmate" e la verità, prima che palese, si manifesta a tratti (a volte difficilmente interpretabili) negli errori del mondo noto, così che dobbiamo compitarne i segnacoli anche là, dove ci appaiono oscuri e quasi intessuti di una volontà del tutto intesa al male.

Quando il pio Anselmo fu richiamato a sé dall'Altissimo assieme al devotissimo Cardinale Oraf Rosacroce, coloro che precedentemente ricoprivano basse cariche ecclesiastiche, bramando come famelici lupi questo triste avvento, presero il controllo della Chiesa e di Roma. L'allora Vescovo di Napoli Celestino "il falso" Este (fratello poi - saggiamente - ripudiato della Principessa Este) divenne Cardinale romano ed il suo "accolito", al tempo Parroco di Sicilia Armando "il ciarlatano" Chiaramonte (attuale Vescovo di Agrigento), divenne il nuovo "Leader Religioso". Costoro erano a tutti noti per aver, parte con congiure, parte con l'inganno scalzato i loro meritevolissimi predecessori: Benvenuti e Rosacroce. Non di meno mostrarono la loro nuda perfidia quando Urbino, in tempi remoti, subì barbarie ed attacchi: nonostante la Santa Chiesa fosse pubblicamente schierata a suo favore, i Regni ove ebbero la malizia di infeudare i propri "bravi" non inviarono niuno a Nostra difesa, né mai le cariche ecclesiastiche alle loro dipendenze C'inviarono conforto, lasciandoCi al Nostro destino. Alzammo la voce e denunciammo a tutti i magni Reggenti del tempo questi lupi da pecore vestiti. Complice il silenzio che, dopo l'atroce conflitto, prese il sopravvento, essi riuscirono ad agire indisturbati.

Saliti al soglio Pontificio, queste empie creature pensarono bene di vendicarsi di Noi, colpevoli di averli smascherati. Infatti nessuno ignora quanti scellerati, in quei tempi difficilissimi, si fossero coalizzati contro il Granducato, costoro sotto il nome di "Santa Alleanza" si adoperarono sin dall'inizio soprattutto (sebbene con vani sforzi) a travolgere e a sovvertire la stessa Nostra autorità soffocando Urbino nella sua morsa, ingannando i molti ingenui seguaci con una vana e fallace filosofia e sottraendoli a quella che dovrebbe essere la vera dottrina della Chiesa. Per raggiungere più facilmente questo scopo, molti di costoro organizzarono occulti convegni e sette clandestine (quale la Santa Alleanza) con cui speravano in futuro di trascinare più facilmente numerosi individui a essere complici della loro congiura e della loro iniquità. Non solo, a riprova della loro esecrabile natura, avidi di potere e di argento, per evitare sommosse interne, imposero a chi voleva intraprendere la via ecclesiastica un seminario al termine del quale avrebbero dovuto versare a Roma una somma di denaro, nonché una gabella che la propria diocesi avrebbe dovuto, a sua volta, versare nella casse di Roma, fondi con i quali alimentavano i regni ove aveano precedentemente intronato i propri succubi.

Per nulla intimoriti da questo torrente d'iniquità che minacciava di esondare travolgendoCi, ed anzi, trovando sprono a far meglio di quanto avessimo precedentemente fatto, vedendo e sentendo vivamente nell’animo la necessità di opporCi, per quanto fosse possibile con la Nostra autorità, resistemmo a male si grande. Conoscete bene l'epilogo di questa storia, Tiziano.

- Francesco Paolo della famiglia Caracciolo.


Fu poi il turno di Francesco Paolo l'iniquo (esponente dell'empia famiglia Caracciolo), il quale, salito al soglio pontifico, fingendosi portatore di pace riuscì dove niuno era ancora riuscito: distruggere definitivamente i vincoli che legavano Urbino alla chiesa di Teos. Richiamarsi ai precetti della sapienza teologica e conformare profondamente ad essi la vita, i costumi e le istituzioni del popolo è cosa che ogni giorno appariva sempre più necessaria. Avendoli messi da parte, ne sono derivati mali così grandi che nessun uomo saggio potette sopportare la presente situazione senza una grave preoccupazione, né guardare al futuro senza timore. Il nuovo pontefice vergò missiva a Nostro indirizzo nella quale Ci parlava di unione, di pace et similia ma egli si dimostrò poco affine all'alto ufficio e di questo, non ce ne meravigliammo: egli fu capace persino di tradire il proprio destino. Respinte celermente le audaci lusinghe con le quali tentava di inzuccherarCi l'orecchio, esternati i giusti timori e le molte angustie che Ci spingevano a voler vista scolpita nei fatti la volontà di Francesco Paolo e non solo esternata in fallaci teorie, ebbimo indietro prova di quell'empietà che è solita celarsi dietro la cortesia ed i buoni propositi: Noi, Isabella Este e persino Argante Gonzaga fummo incredibilmente colpiti dal suo anatema. Egli era inconsapevole che anche la forza diventa molto debole se scompare l’aiuto della ragione: risulta più atta a creare schiavitù che obbedienza, raccoglie già in se stessa i semi di gravi disordini. Questo Ci spinse ad abbandonare per sempre Teos, perocché se ora poteva esser rappresentato da tali empie creature, se permetteva alla corruzione di esser parte dominante della sua chiesa, Noi non avremmo più voluto saperne. Così, per evitar d'essere perseguitati, traditi e ricattati, decidemmo con cuore contrito di aderire al paganesimo.

- Matteo "ladro del nord" Lubiani - Emanuele II lo Stregone.

Ai giorni nostri chi Vi precedette, Emanuele II lo stregone, noto forse ai più come Matteo Lubiani l'usurpatore del nord (servito da molti di coloro che oggi Vi circondano, fra i quali Corvini il settaro, Beccadelli il lussurioso e Berton il vetusto), fu l'ultimo cattivo germoglio perché, in seno alla chiesa si è lasciato che tosto la gramigna prosperasse ai danni del frumento. Infatti, quando Palmerino l'usurpatore Caracciolo (che oggi rappresenta incredibilmente Teos) sottrasse con l'inganno le città di Roma e Ferrara all'egemonia di chi le aveva conquistate con l'onore delle armi (siete Nostro testimone riguardo la veridicità d questa asserzione) con scandalo di tutti i buoni ma con la complicità e l'accondiscendenza di tutti i malvagi, si adoperò subito per fare in modo che la religione e le questioni di governo divenissero una sola cosa, fintanto che i problemi del primo si sarebbero ripercossi inevitabilmente sull'altro. Questo divenne possibile con la complicità dello Stregone Emanuele II. Vero, fu realizzato un non comune progresso dei beni che riguardano il corpo e le cose materiali, ma tutta la natura sensibile, il possesso dell’energia e dell’agiatezza, se possono generare comodità e aumentare la dolcezza della vita, non possono soddisfare l’anima che è nata per destini più grandi e più alti. Ma non si raggiungono le divinità né le stelle con le tendenze e le esigenze del corpo, bensì con la conoscenza e l’affetto che sono atti dell’anima.

Ora, il nostro secolo ha provato gravi, memorabili vicende, e non si sa se dobbiamo paventarne altre uguali. Ciò che recentemente Vi dicemmo intorno ai nuovi e più gravi insulti che si stavano preparando a danno Nostro e del Regno d'Italia si è già pienamente consumato, con supremo dolore dell’animo Nostro e con scandalo di tutti i buoni. Dopo il furto di Roma vedemmo succedersi una lunga serie d’ingiurie contro la Nostra autorità e tutto il Regno d'Italia. Ma le empia setta dei "corvi" mira accanitamente ad obiettivi peggiori, non ancora raggiunti. Essa intendono decisamente fare di Roma, capitale del mondo teologico, il centro d’ogni profano costume e d’empietà. Qui concentrano da ogni parte le ardenti fiamme dell’odio, perché, assalita questa antica fortezza, torni loro più agevole rovesciarne il governo. Infatti, come se non avessero causato abbastanza rovine, hanno cercato di superare se stessi nell’audacia scegliendo di allearsi con il culto patriarcale (già colpevole di ver distrutto templi teologici altrove) affinché fosse - se possibile - ancor più chiaro lo spirito di rivolta contro il Regno d'Italia e sia segno ad un tempo della lotta ad oltranza che si vuole condurre contro la Nostra autorità.

La cosa dice chiaramente di per sé gl’intendimenti di coloro che hanno promosso e favorito l’iniziativa. A Roma si profusero onoranze ad un uomo doppiamente traditore, la cui caparbietà nel combatterCi si trascinerà fino alla morte. E per questi titoli si è voluto onorarlo, nonostante non risulti che in lui esistessero doti veramente pregevoli. Non di alto valore morale né pratico e in contraddizione spesso con se stesso. Non dotato di pregevoli virtù, perché anzi i suoi costumi sono rimasti ai posteri quali esempi dell’estrema malvagità e della corruzione in cui le sfrenate passioni possono spingere un uomo. Non autore di grandi opere né di apprezzabili servizi a favore del pubblico bene, in quanto le sue qualità abituali consistettero nel fingere e nel mentire, preoccupato unicamente di se stesso, intollerante con chi non fosse delle sue idee, adulatore, abietto e perverso, fu capace di edificare solo un castello in quel di Cosenza.

Al fraudolento misfatto si aggiunse l’arroganza di discorsi e di scritti nei quali, senza pudore e senza misura, s’insultarono le cose più giuste e s’inneggiò con forza a quella fallace "libertà" (che poi è licenza) che è la prolifica madre delle perverse opinioni e che scuote i fondamenti dell’ordine. Un’impresa tanto sciagurata è stata curata con lunga preparazione, ed è stata eseguita non solo con la consapevolezza di alte cariche religiose e Sovrani, ma anche con il favore e l’aperto incoraggiamento delle stesse. A questo Ci hanno portato i tempi: di vedere l’abominio della rovina nel luogo santo. Di fronte a tante indegnità, poiché Ci è stato affidato il compito di governare il Regno d'Italia e di custodire e tutelare la verità, protestiamo per l’onta infertaCi e per l’ignominioso oltraggio recato alla Nostra autorità. Tuttavia è possibile ricavare utili insegnamenti dall’offesa. Da qui si può comprendere sempre meglio se con la diffusione della menzogna si sono placati gli animi ostili, oppure se gli stessi si propongono un fine estremo, cioè abbattere la stessa autorità del Re d'Italia e distruggere dalle radici il "suo" Regno.

Quanto si dice dei singoli uomini, deve essere riferito anche allintera società. La natura infatti non ha creato la società perché l’uomo la seguisse come un fine, ma affinché in essa e per essa trovasse gli aiuti adatti alla propria perfezione. Se la società civile persegue unicamente le comodità esteriori e il culto della vita nel lusso e nell’abbondanza, se ignora il giusto nella vita e non si cura delle leggi morali, essa devìa terribilmente dal suo scopo e da quanto la natura prescrive, e non può essere considerata società e comunità di uomini ma una falsa imitazione e parodia di società. Quei beni spirituali che – come abbiamo già detto – si ritrovano (come diceva Benvenuti II) soprattutto nel culto della vera religione e nella costante osservanza dei precetti divini, li vedemmo oscurarsi ogni giorno per dimenticanza o per fastidio, cosicché quanto più grandi sono i progressi che riguardano la vita corporale, tanto maggiore è il tramonto dei valori che riguardano l’anima. Indizio significativo della indebolita e corrotta fede teologica si trova nelle stesse ingiurie che vengono rivolte troppo spesso contro il nome Nostro o pretestuosamente del culto pagano, in piena luce e sotto gli occhi di tutti. In altri tempi, una società rispettosa della religione e del giusto non l’avrebbe mai tollerato.

Ad ogni modo, quando fu proposto allo Stregone di sostituirsi al fraudolento Caracciolo, in molti erano del parere che le cose "sarebbero cambiate" e che egli, spinto dal fermo proposito di ripristinare l'ordine antico delle cose, avrebbe riconsegnato le città sottratte con l'inganno. Il cambiamento non solo non avvenne, ma anzi lo Stregone avvalendosi di poteri che superano l'umana comprensione, non solo riusciva a favellare tramite altri corpi, ma quando fallì il tentativo di Palmerino Caracciolo di trovar forza armata da muovere a danno del Regno d'Italia fra le fila di Kiev, egli mise a nudo la sua natura: infatti pensò bene di utilizzare la nota idiosincrasia del culto Patriarcale verso quello Pagano come mezzo per creare scompiglio in seno al Regno d'Italia. Come ben sapete attualmente nel Regno d'Italia vige la piena libertà di culto, vi sono strutture teologiche, patriarcali e pagane. Le une sorgono al fianco delle altre. Lo Stregone, da quanto Ci riportano uomini buoni et degni di fiducia, cercò di "sedurre" il Patriarca affinché muovesse una guerra santa ai danni della comunità pagana, o meglio, di Urbino, fonte di ogni sua preoccupazione. Ecco la dimostrazione del gravissimo errore commesso con pressappochismo da chi unì in vincolo inscindibile religione e governo: i nemici di Roma divennero nemici di Teos.

- Considerazioni personali.

Guardiamoci dunque da questi falsi portatori di verità, i quali vengono a Noi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Noi li abbiamo riconosciuti dai loro frutti, cioè da quel che hanno da sempre mostrato di valere. D'altronde, si raccoglie forse uva dalle spine o fichi dai rovi?! Così, come da prassi, ogni albero buono produce frutti buoni, ma l’albero cattivo produce frutti cattivi. Un albero buono non può dare frutti cattivi, né un albero cattivo dare frutti buoni. Quindi, ogni albero che non dà buon frutto sarà tagliato, e bruciato. Ma loro, ne siamo fermamente convinti, continueranno incessantemente a tramare contro questa corte per tutti i motivi sopra elencati. Legati a molti reggenti da un invisibile vincolo d'iniquità essi, nascosti nei loro nascondigli, tenteranno continuamente di vibrare colpi contro il cuore del Regno d'Italia. La malvagia concupiscenza acceca a tal punto la mente di alcuni che, completamente fuori controllo ed in balia di ogni esecrabile cattivo sentimento, sfrontatamente, cercano di far vacillare le Nostre difese. Per questo deploriamo l’eccessiva licenza, la libertà e l’abuso.

Pertanto il momento storico Ci ammonisce da che parte bisogna cercare i rimedi, cioè ripristinare in tutte le componenti della vita sociale il modo retto di pensare e di agire della vita privata: questo è l’unico sicuro mezzo per eliminare i mali che Ci affliggono e impedire i pericoli che ci sovrastano. Incorriamo quasi ogni giorno in grandi contrasti sui massimi problemi: ed è molto difficile non restare vittime di inganni, di errori e di vedere molti perdersi d’animo e soccombere. È nostro dovere, perocché posti per benignità del fato su questo antico osservatorio, ammonire, insegnare, esortare a suo tempo affinché nessuno abbandoni la via della verità. Ma è oggi dover Vostro Tiziano, far sì che la religione che Teos vi chiamò a guidare, sia restaurata e sorga dalle macerie a cui l'hanno condotta anni di assoluta corruzione.

Concludiamo questa prolissa missiva che, auspichiamo, Vi darà modo di riflettere circa il carattere della setta che Vi troverete ad affrontare, non prima di menzionare le parole del fu Benvenuti II:

"...Presi infine dalla cupidigia dei beni terreni, che "è radice di tutti i mali, e per amore della quale molti hanno traviato dalla fede", impugnano il diritto di proprietà stabilito per legge di natura, e con enorme scelleratezza, dandosi l’aria di provvedere e di soddisfare ai bisogni e ai desideri di tutti, si adoperano per RUBARE... in quanto essi non desistono dal violare la morale divina ed umana, infierendo con diabolica insania contro i chiostri dei Regolari per disperderli radicalmente con RAPINE... Costoro infatti, con peregrine e riprovevoli dottrine, contaminano i sacri studi, e si distinguono nell’adulterare lo stesso sacrosanto deposito della fede che si vantano di custodire..."

Non fidatevi del loro verbo, perocché vengon come pecore ma sotto sono lupi rapaci, come abbiamo più volte ripetuto. Non Ci stupiremmo se Vi adulassero per poi, quando i tempi saranno maturi, tradirVi come hanno dimostrato di saper fare egregiamente a necessità.

Avendo scritto copiosamente, auspiCi di averVi fornito valido sprone per seguitar a far bene, arrestando quivi la penna, auguriamo a Voi doni celesti in copiosa quantità,

Vis experiri amicum?! Calamitosus fias.

In Fede,

Oddantonio da Montefeltro,
Rex Italiae.




Erano passati decenni da quegli eventi e dal giorno in cui Oddantonio aveva redatto di suo proprio pugno quella missiva, ma Isabella si stupì di come quelle parole fossero ancora attuali e di come  nessuno meglio di Re Montefeltro, avesse potuto descrivere sì minuziosamente e in modo aderentissimo alla realtà, le scellerate gesta del popolo romano e degli empi Papi che esso sostenne.


Quote
Rif in forum a questo link post 15 :https://rpforum.medieval-europe.eu/index.php?topic=14696.15

bei tempi quando l'RP di qualità si faceva davvero

 
Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Isabella Este on 16 November, 2018, 11:27:11 AM
Quote
I fatti di seguito narrati non furono mai resi noti per la loro straordinarietà. Isabella stessa, fortemente religiosa, non riuscì a stabilire se quanto vissuto fosse frutto della realtà o di un sogno, anche se per la lucidità del ricordo, propese sempre per la prima ipotesi e portò con sé il segreto fino alla fine dei suoi giorni.

Novembre 1318
Accampamento Alleato fuori Palermo

La presa di Palermo non era stata difficile, pochi soldati si erano schierati a difesa della cittadella che bellissima nella sua architettura variegata, dava estremo rifugio a Re Deste.

Sebbene l’assedio si era prolungato per giorni, la battaglia finale fu quanto mai veloce e le truppe alleate non riportarono gravi danni.
Una freccia tuttavia era riuscita a penetrare nella corazza della Regina Isabella e a trafiggerle la scapola incastrandosi tra polmone e cuore. Pur non essendo in pericolo di vita, la situazione apparve subito grave.

La donna fu presto ricoverata presso la Tenda  Reale assistita dai medici e confortata dai suoi più stretti Generali d’Armata e dal marito Dusan. Venne disposto il trasferimento urgente ad Urbino.

Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Isabella Este on 18 November, 2018, 12:01:01 AM
Novembre 1318

Isabella raggiunse Urbino dopo giorni e giorni di viaggio. Il dolore alla spalla era molto forte e la carrozza su cui viaggiava fu costretta a procedere lentamente per evitare ogni sussulto. Ogni tanto era tentata di urlare per quella ferita che sembrava eruttare lava da quanto bruciava, ma lei soffocava quell’istinto stringendo i denti. Non pianse nemmeno una volta.

Quando il convoglio reale giunse finalmente a Palazzo, la Regina fu accompagnata nelle sue stanze e per la febbre altissima, cadde in un sonno profondo da cui si risvegliò solo due giorni dopo.

(https://i.postimg.cc/Xv18nFmN/cd91cf6306d0d85207435cdb779d239d.jpg)


Al suo capezzale si diedero il cambio le sue Dame di compagnia che, tra preghiere e medicazioni, l’assistettero giorno e notte.
Al terzo giorno Isabella si destò e il dolore era quasi svanito. Si volle alzare subito.

Convocò il Cancelliere e si fece riferire le notizie che nel frattempo erano giunte da Palermo.
Il suo amico Edward Tech aveva preso il comando della città e nella nottata della sua partenza, era stato Incoronato Re di Sicilia. L’armata alleata aveva festeggiato fino all’Alba e Isabella non poté che pensare al suo Dusan che di certo aveva offerto fiumi di  Rakjia  ai miliziani.

Un moto di stanchezza la fece vacillare un momento, ma non poteva dormire, c’era da inviare al Regio Esercito Italico le disposizioni per i successivi attacchi che aveva già concordato con Dusan.

Tutti dovevano risalire lo Stivale al più presto, era scoccata l’ora di attaccare il Regno di Roma per sferrare il colpo finale e detronizzare Roberto di Stabia.
Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Isabella Este on 23 November, 2018, 11:36:49 PM
Una notte di metà Novembre 1318

La giornata era stata umida a causa della fitta nebbia che aveva avvolto Urbino per tutto il dì.. Era ormai passato il vespro e Isabella, dopo aver consumato una tazza di brodo caldo si era portata alla finestra. Non pioveva né tirava vento e nemmeno un’anima viva, a parte la Guardia Reale, si vedeva transitare per l’oscura piazza cittadina su cui si affacciavano le finestre a est delle stanze reali. Tuttavia le sembrò di scorgere una sagoma familiare voltare l’angolo che congiungeva il Palazzo alla Cappella, ma non ebbe il tempo di riconoscere il viandante giacché portava un lungo mantello ed il capo coperto dal cappuccio. Le passò un brivido lungo la schiena. Diede colpa alla febbre che forse stava risalendo.
Si toccò istintivamente la ferita e poi tirò le tende.

La Regina ordinò così di alimentare la fiamma che languiva nel camino con altra legna. Sentiva freddo. Poi congedò tutti e prese posto allo scrittoio.

Era già notte fonda quando iniziò a scrivere. La stanza era rischiarata solo da una candela che forniva quel poco di luce necessaria a stendere il dispaccio.
Intinse il pennino nell’inchiostro e prese a redigere il documento.
Ordinò ai Generali d’Armata di spostarsi verso il Lazio e di accamparsi giusto fuori le mura di Roma. Da lì, giunti anche gli eserciti alleati, avrebbero attaccato la città e preso il potere. Si raccomandò categoricamente di non entrare nel Palazzo Pontificio perché voleva ella stessa incontrare personalmente il Papa e costringerlo alla consegna della Sacra Reliquia.

Stava per firmare il documento quando all’improvviso le finestre si spalancarono come aperte da una violenta folata di vento.

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Svelta si alzò dalla sedia e corse a chiuderle. Dovette fare affidamento a tutte le sue forze tanta era la spinta contraria che contrastava la chiusura dei battenti.

Quando riuscì a serrarle, si voltò per riprendere posto presso lo scrittoio giusto nel momento in cui la pergamena che aveva compilato, volteggiando per la stanza, sospinta evidentemente dal vento, andò a poggiarsi proprio sulla fiamma, ora vigorosa, del camino.
Bruciò in un istante.

Sbuffando, si sedette e riprese un foglio vergine. Iniziò  a scrivere tutto daccapo.


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Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Isabella Este on 25 November, 2018, 03:51:50 PM
Il buio.

Il pennino scorreva veloce sul foglio ruvido. Questa volta la Regina non doveva riflettere sulle parole da usare perché riportò le medesime già usate in precedenza, quindi procedette con estrema velocità.  Era stanca e voleva finire presto per poi andare subito a coricarsi. Il messaggero doveva partire al più presto per recapitare il dispaccio e non c’era tempo da perdere.

Giunta che fu nello stesso punto della missiva precedente e cioè prima dell’apposizione di firma e sigillo, Isabella si alzò dalla sua assise. Aveva la gola secca forse per la febbre e voleva bere un sorso d’acqua, poi avrebbe fatto convocare il Conestabile per affidargli la pergamena da consegnare con urgenza.

Non aveva fatto nemmeno tre passi verso il tavolo che alloggiava la brocca, quando la stanza si fece più  buia.


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Si voltò e vide che il lume si era spento, pensò che il cero si fosse esaurito, ma un istante dopo anche il focolare inspiegabilmente subì la stesa sorte.
Ora la stanza era nelle tenebre più complete e lei presa da moto d’ansia cercò a tastoni di riguadagnare la postazione allo scrittoio per tentare di riaccendere quanto meno la candela al fine di rischiarare il vano.

Fu allora che accadde qualcosa… qualcosa di arcano… di misterioso…

Questa volta il buio inghiottì tutto, pure la sua mente e la Regina cadde a terra svenuta



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Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Isabella Este on 26 November, 2018, 10:59:05 AM
La Rivelazione



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Non avrebbe saputo dire per quanto tempo fosse rimasta così a terra svenuta, né se qualcuno l’avesse colpita. Quando riaprì gli occhi cercò di ricordare quanto fosse accaduto.
Nella stanza tutto sembrava in ordine. Il caminetto acceso come pure la candela sullo scrittoio.

Si alzò da terra lentamente. Era un poco dolorante. Si toccò la nuca per constatare se vi fosse sangue, ma la mano risultò pulita

Andò al tavolo e bevve un calice d’acqua. Poi tornò a sedersi allo scrittoio, completamente frastornata, cercando di ricordare qualcosa

Il dispaccio che aveva scritto era stato stracciato. Lo aveva stracciato lei?  si chiese, non ricordava bene
Sentiva nella testa come un senso di vuoto

Si concentrò su quel foglio di carta stracciato e in un istante molte immagini iniziarono a vorticare per la mente. Si alzò in piedi di scatto in preda al panico. Scosse la testa come a negare quanto stava affiorando tra i suoi ricordi

No no! Esclamò tra sé e sé… non può essere!

Più cercava di allontanare quei pensieri da lei più essi si manifestavano con violenta lucidità

Ma come può essere possibile! No! No! devo aver sognato…. Cercava di convincersi, eppure un sesto senso le suggeriva che ciò che era accaduto in quella stanza quella notte, fosse reale e non frutto della sua fantasia onirica.

Voleva chiamare aiuto ma si trattenne. L’avrebbero di certo presa per pazza e non voleva dare quell' immagine di sé.

No, doveva raccogliere le forze e come era suo costume, ristabilire una razionale connessione con gli eventi accaduti per poterli analizzare con distacco e trarne le dovute considerazioni.  Si lasciò così andare al ricordo senza più innalzare il muro della paura dell’incomprensibile.

Ricostruì quindi l’accaduto o quanto meno quello che rimembrava avesse vissuto

Ricordò di essersi alzata dalla poltrona per andare verso il tavolo e ricordò pure che la stanza all’improvviso s’era fatta buia

Ricordò di essersi voltata e non appena la sua vista si era adattata all’oscurità di aver visto…
Portò le mani alle gote 

Sì, era sicura di quello che aveva visto nella penombra e tanto più sicura di quello che aveva sentito…

Lui era là difronte a lei, seduto su una seggiola lignea


Isabella non aver paura… La voce echeggiava ancora nella sua mente…

Sono qui per indicarti la via
Sono qui per assisterti e guidarti verso la vittoria… la vittoria del Bene sul Male



La voce era profonda e limpida. L’avrebbe riconosciuta ad occhi chiusi tra mille.

Ricordò di essere stata abbandonata dalla paura e di essere rimasta in silenzio in attesa di ascoltarla ancora.

Ora vieni qui allo scrittoio Isabella e strappa quel dispaccio. Non sono quelle le disposizioni che devi impartire

Lei eseguì come priva di riflesso e volontà

Prese un nuovo foglio di carta e intinse il pennino nell’inchiostro

Adesso scrivi ordinando all’Armata Reale di entrare al più presto a Roma e di non dirigersi verso il Palazzo Reale, ma di fare irruzione presso il Palazzo Pontificio. La milizia deve essere fulminea ed accedere immediatamente alla Sacra Cappella dove è custodita la Reliquia Teologica e deve sequestrarla.
Dopodiché deve essere affidata ad un plotone armato e fatta uscire immediatamente da Roma per essere trasferita in loco sicuro


La donna eseguì senza colpo ferire quanto le era stato ordinato. Poi, apposti firma e sigillo, si voltò verso il suo interlocutore. Nessun suono uscì dalla sua bocca.

Molto bene Isabella…. Accertati che questo dispaccio venga recapitato al più presto ai Generali d’armata. Tu non muoverti da Palazzo, io stesso sarò presente e in verità, in verità ti dico che ogni cosa andrà a buon fine poiché l’Aquila di Urbino volerà alta su Roma

Ascolta le mie parole, figlia prediletta di Urbino e divulgale al mondo intero

L’Aquila volò da una gran rupe sopra un agnello. Il corvo vedendola e volendola imitare, si gettò sopra un montone e impeditosi le zampe nella lana di quello, fu preda dell’Aquila che ne fece scempio.
Guai a loro, figli disertori, che nutrirono fiducia nel corvo: essi respinsero il verbo e tradirono il benefattore. Confidarono nella calunnia, nella simulazione e nel disordine. La loro scelleratezza sarà la loro rovina. L’antichissima ed invitta Aquila d’Italia ghermirà il più prezioso fra i tesori del corvo di Roma, così essi saranno vinti e verranno dispersi. Questo monito riusuonerà in tutta la Terra, ed il pianto dei corvi, si udirà fino ai confini del Mondo.


Facendo una pausa aggiunse

Adesso è giunta l’ora di congedarmi da te Isabella. Non so se mi sarà ancora concesso di incontrarti… ma l’averlo potuto fare almeno una volta già ci appaga.

Isabella sentì gli occhi riempirsi di lacrime di commozione e  chinò il capo in segno di riverenza. Stava per dire qualcosa quando rialzandolo, si ritrovò sola nella stanza
Le parole le morirono in bocca

Io… balbettò con la voce rotta dal pianto… spero di rivedervi ancora Mio Signore… Mio Re Oddantonio....
Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Isabella Este on 28 November, 2018, 12:15:18 AM
La Verità



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Doveva essere passato tanto tempo dall’inizio di quei pensieri, dato che la candela si spense e il suo ultimo alito di luce fece come ridestare Isabella, che era rimasta assorta tra quegli arcani ricordi e mille dubbi.
La donna prese una candela nuova e andò ad accenderla nel caminetto che ancora era lì a tenerle compagnia.

Quando si voltò per riguadagnare la seggiola le parve di vederlo ancora… lì seduto come ricordava di averlo visto



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Fu solo un istante però, perché questa volta si rese conto di essere stata vittima di una semplice illusione

Si sedette di nuovo. L’esperienza, che fosse stata frutto della sua fantasia o di una realtà, l’aveva stravolta.

Certo era che non avrebbe potuto confidare quegli eventi a nessuno perché nel migliore dei casi sarebbe passata come pazza e non era certo quello il momento di risultare un’insana di mente.
Decise di non farne parola con nessuno, ma doveva comprendere cosa era accaduto dopo il fantomatico incontro. Se avesse davvero scritto un altro dispaccio e nel caso cosa sarebbe accaduto.

Era ormai quasi l’alba quando chiamò un servitore e gli chiese di convocare il Conestabile.

Quando l’uomo ancora assonnato entrò nella stanza, la Regina le chiese se il messaggio fosse stato recapitato come ordinato, fingendo di ricordare di averlo scritto.

Certo mia Signora! Ho incaricato un drappello di miliziani di correre a consegnare il dispaccio come avete richiesto. Ho raccomandato di utilizzare tutte le staffette in modo da farlo giungere a destinazione il prima possibile

Dunque la pergamena era stata davvero scritta ed inviata.... Ma cosa era stato ordinato? La confusione la stranì oltremodo. Congedato così l’uomo, ringraziandolo, Isabella ormai tormentata dai dubbi e sfinita dagli eventi, si gettò sul letto e lì piombò in un sonno profondo che la rapì fino all’indomani.

I giorni trascorrevano nella frenesia di avere notizie dal fronte di guerra. Aveva dato ordine di farle consegnare i dispacci da Roma anche se fosse notte fonda. Era così impaziente che cercava di far trascorrere prima possibile il tempo buttandosi a capofitto nelle attività più assurde. Liberò gli armadi dagli abiti vecchi che fece donare alle ragazze bisognose di Urbino. Sistemò tutti i libri della Biblioteca ordinandoli per lettera dell’alfabeto. Andò a Gubbio a comprare dei cavali nuovi per la scuderia. Volle persino imparare a cucinare. Insomma ogni pretesto era buono per tenere occupata la mente. Non voleva pensare a quel che era accaduto quella notte e tanto più temeva di aver riscontro dalle notizie che sarebbero giunte da Roma, della veridicità di quel che aveva vissuto quella notte.

Erano trascorsi molti giorni quando il Conestabile venne a comunicarle che la vedetta aveva anticipato l’arrivo di un messaggero Reale Serbo. Era Dusan che le inviava notizie da Roma. Il cuore iniziò ad agitarsi come un cavallo imbizzarrito.

Le notizie potevano essere tre.
La prima, che i Romani si erano difesi e l’armata alleata non era riuscita a prendere la città.
La seconda, che erano riusciti a prendere il potere a Roma, mentre la terza, quella che temeva di più, che il raid era andato a buon fine e come suggerito dal… fantasma… la Sacra Reliquia era stata sequestrata.

Il Messaggero non fece nemmeno in tempo ad entrare e ad inchinarsi che Isabella già gli aveva strappato di mano il dispaccio.

Quote
Vostra Altezza Regina Isabella, amata Consorte,
con sommo gaudio vi Annunzio che la Sacra Reliquia è in nostre mani e presto sarà trasferita in loco sicuro presso la Santa Casa Madre Patriarcale!

Seppur nella lontananza gioisco assieme a voi mia amata e vi abbraccio.

Vostro

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Isabella non finì di leggere che già sentì le gambe vacillare. In un istante si fece ancora buio e la Regina cadde a terra come morta.




Title: Re: Casato estense: segreti di una famiglia nobile
Post by: Isabella Este on 03 December, 2018, 11:12:52 PM
Le campane risuonavano a Festa e il coro della Cattedrale intonava l’Alleluja.  Quelle soavi voci riecheggiavano fino a Palazzo Reale e svegliarono la Regina.

Lì per lì pensò di essere morta e che il canto accompagnasse la sua entrata nel Regno dei Cieli.  Poi però, con gaudio, ricordò d’essere nuovamente svenuta, ma non seppe dire per quanto tempo fosse rimasta in quello stato.

Quando aprì gli occhi, il dottore e le Dame di Corte le si fecero accanto, visibilmente sollevati dal suo risveglio

Come state Vostra Altezza? Le fece il medico mentre la visitava


Isabella si sentiva bene e in gran forma e dopo aver rassicurato tutti, chiese che giorno fosse e se fossero arrivati altri dispacci dal fronte.

Era rimasta dormiente per due giorni e nessun altro comunicato era giunto dagli Alleati.
Volle alzarsi immediatamente.

Ordinò che la Milizia Reale si preparasse per il viaggio che l’avrebbe condotta a Roma dove l’aspettava l’ultimo scontro, quello decisivo.

Rincuorata dalla sottrazione della Sacra Reliquia, segno del destino, della forza delle armate alleate o per intervento dell’ignoto.... questo non importava ora, era decisa a detronizzare Roberto di Stabia come non mai.

A quanto accaduto nei giorni precedenti ci avrebbe pensato in seguito, non era quello il momento di imbottirsi la testa con pensieri che le avrebbero tolto lucidità.

Il plotone reale giunse a Roma alle prime luci dell’alba. L’accampamento alleato era situato proprio fuori le mura della città eterna e Isabella fu accolta con tutti gli onori.


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Dopo aver parlato con i Generali d’Armata si recò subito da suo marito che l’abbracciò felice di vederla in buona salute e per il sacco che aveva consentito di sottrarre la Reliquia al Pontefice Alexander l’ignavo, ormai dimissionario.

Si misero tutti subito a tavolino per discutere la miglior strategia di attacco. L’indomani avrebbero varcato ancora le porte di Roma e detronizzato Roberto di Stabia, intronando un loro uomo di fiducia. Sa fonti certe si era saputo che Re Roberto si stava preparando a fuggire da Roma e che già un vascello era pronto a trasferirlo a Majorca, dove aveva già chiesto asilo come tanti altri vigliacchi romani che se l’erano data a gambe.
Il giorno dopo dunque, le truppe alleate,  violando la porta ad est sulle Mura Aureliane, fecero irruzione in città ed entrarono a Palazzo Senatorio, presso Piazza del Campidoglio, sede del Console romano.

A difendere trovarono pochi miliziani guidati da un vecchio ubriacone con la faccia semi bruciata, che tuttavia riuscì a colpire la Regina e a strapparle via la sua preziosa collana…
Per qualche minuto si temete il peggio, ma fortunatamente Isabella si riprese quasi subito.
L’azione fu repentina e in meno di qualche minuto venne dichiarata la Presa di Roma.  Alla presenza dello Zar di Serbia Dusan Nemanjic, dello zar di Bulgaria Ivan Alexander e della Regina d’Italia, Isabella Este, venne incoronato il nuovo Re Dusan Zivkovic Dukljanin,  tra gli applausi e i canti di vittoria di tutto l’esercito alleato.

Isabella alzò lo sguardo al cielo e pianse. Pianse di lacrime liberatorie per tutti quegli anni che aveva patito a causa di quella gente malvagia e scellerata, che pur di non perdere quel trono rubato, aveva consentito che la penisola Italica fosse messa a ferro e fuoco  nonché provocato intenzionalmente  la morte di migliaia di persone che ora avevano sulla coscienza.
Poi invocando Deus per ringraziarlo, dedicò quella vittoria a Re Oddantonio Montefeltro.

Voltandosi  verso il marito gli sorrise e andò a cercare la sua mano per stringerla ed innalzarla in segno di Trionfo.

Isabella e Dusan felicissimi, s’incamminarono tra la gente che festeggiava allegramente.
Dusan la guidò su per le mura della città e lì tenne il suo discorso.

Quel discorso più di ogni altri mille che lo Zar i Serbia aveva fatto nella sua vita e che Isabella aveva ascoltato, fecero emergere quelle qualità e quelle virtù di Dusan che sono molto rare tra gli uomini.
Dusan volle dedicare quella vittoria al suo vecchio amico Oddantonio e sostituì il vessillo romano con quello del Montefeltro Re.

Solo i più vecchi tra di noi riconosceranno questa antica bandiera come la bandiera del nostro vecchio amico, il defunto re Oddantonio ...

Dusan e Isabella riempirono i calici  di rakia e alzarono il bicchiere

Bevete soldati in onore di un vecchio amico!

Poi Dusan guardò il cielo… Non dimentichiamo ... Spero che ora tu sia orgoglioso fratello ...

Isabella fiera e commossa alzò il calice al cielo stringendo forte la mano di suo marito.

Pensò che la gioia di quel momento le stesse per far scoppiare il cuore.


Quote
29-Nov-1318, 17:34:03   Regno d'Italia ha conquistato il Regno Regno di Roma, il nuovo Reggente è: Dusan Zivkovic Dukljanin.
29-Nov-1318, 17:34:03   Dusan Zivkovic Dukljanin è stato incoronato Reggente di Regno di Roma!
29-Nov-1318, 17:34:03   Roberto Di Stabia, Reggente di Regno di Roma, è stato detronizzato!




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