Medieval-Europe Role Play Forum

RP - Central Italian Kingdoms => *Regno di Italia - Kingdom of Italy => Historical archive of Kingdom of Italy => Topic started by: (RIP) Francesco Paolo I on 05 February, 2012, 11:53:25 AM

Title: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Francesco Paolo I on 05 February, 2012, 11:53:25 AM
Dopo tanto tempo la cattedrale fu di nuovo aperta al pubblico.

Don Petracone, appena sbarcato in terra sarda, aveva dato mandato che venisse preparata e messa in ordine per la santa messa della domenica, occasione per poter benedire il reggente ed il popolo sardo tutto.

L'ultima volta che il Vescovo di Napoli si era trovato in quella chiesa era stato in occasione del "tentato battesimo" di Olac Sforza. L'usurpatore però si era dimostrato ancora una volta un uomo falso e senza principi, e dopo aver chiesto di essere battezzato ed aver stretto rapporti epistolari con Don Petracone, era tornato sui suoi passi, scappando dopo aver derubato la Sardegna di tutti i suoi averi.

Quel giorno però Don Petracone non voleva pensare a ciò che era accaduto. Era un momento importante, e doveva essere gioioso per tutti. Finalmente la Sardegna poteva risollevarsi.
Grazie alla teologica perseveranza del Conte Odoacre Oddoni Farnese, oggi il popolo sardo faceva parte di un grande progetto che avrebbe visto rafforzare l'economia e le istiuzioni, allargando la partecipazione alla gestione pubblica a tutto il popolo: una Repubblica !

La cattedrale era gremita. C'era aria di festa e di speranza. La santa messa fu commovente e durante l'omelia, più volte lo sguardo del Vescovo incontrò quello del Conte Odoacre, seduto in prima fila, e degli altri membri del Consiglio di Stato.
Le più alte cariche della neo Repubblica Sarda e della Repubblica di Siena erano presenti.

Prima della benedizione, Don Petracone invitò il conte Odoacre ad avvicinarsi al pulpito per fare un discorso ai fedeli presenti e dar loro fiducia per il futuro.
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Odoacre Oddoni Farnese on 05 February, 2012, 03:45:45 PM
Il Conte era estremamente onorato dell'all'arrivo di Sua Eminenza Petracone a Cagliari, diede disposizione che la città tutta fosse addobbata a festa, che Sua

Eminenza trovasse alloggio nelle satnze migliori del Palazzo Reale, lo portò a visitare l'ala Sud dove aveva intenzione di fondare una grande Biblioteca che

ordinasse gli usi i costumi le leggi e la storia del popolo.

Tutto questo mentra la Cattedrale veniva lustrata e adornata dentro e fuori : La facciata fu tutta risistemata, la fragranza d'incensi preziosi si diffondeva sin

sulla piazza; addirittura vennero distribuiti abiti consoni a tutti i cittadini e preparato per la fine della cerimonia un grande banchetto in piazza, che Cagliari tutta

fosse una corte e tutti potessero gioire danzare saziarsi, in quel giorno di immenso giubilo.

Iniziata la cerimonia, il Conte ascoltò l'omelia toccante del suo caro amico Petracone, a cui rivolgeva tosto sguardi di assenso e di compiaciuto trasporto;

mai avrebbe pensato di esser chiamato a parlare davanti a tutta la popolazione di Cagliari ed a molti dei Siena, in tale consesso. Dopo un momento di

smarrimento prese coraggio e si alzò, avrebbe parlato con il cuore, "Si rem tene verba sequentur", pensò.

Si avvicinò al pulpito, guardò Don Petracone con un mezzo sorriso (come a dire:"M'avete gabbato, ma sono molto contento"),

ed iniziò il discorso:

Salute Cittadine e Cittadini della Repubblica,
                                
Salute a Voi Eminenza,
                                  
Salute Senatrici e Senatori della Repubblica,

Perdonate la mia mancanza voi tutti, per non aver vergato giusto discorso, parlerò non per scritti articolati, ma solo con il discorso piano che esce dal cuore.

Oggi è un gran giorno per noi tutti, teologici e non, perché vi vedo tutti convenuti : è la prima vera festa per questo straordinario momento di libertà e

crescita che è la nascita della Repubblica, a cui subito tutti avete aderito con forte entusiasmo  grande sforzo lavorativo e tanto sudore. Ma già gli effetti

sono evidenti. Ricordo lo stato di abbandono e la povertà di queste terre, che invece godono di enorme ricchezza inespressa. Ma quella ricchezza era

inespressa, perché non sono le miniere  o la ricchezza dei governanti a rendere grande una terra, la vera ricchezza è la popolazione che deve avere

istituzioni solide e presenti a cui rivolgersi e con cui collaborare saldamente, come il ferro con la pietra magnete, nel creare una terra libera di persone

libere, capaci di cancellare l'indigenza e mostrare orgogliosamente il benessere acquisito tramite il lavoro, tutto versato per il benessere collettivo e la cura

di ogno singolo. Dacché non c'era pane né altri alimenti, ora, il nostro mercato, straborda di cibi al giusto prezzo, perché è con il giusto guadagno che le

comunità si arricchiscono, questo è vero in tutti i mercati della Repubblica Cagliari Siena ed Arezzo. Inoltre il programma opere pubbliche sta permettendo

la costruzione del Campo d'Addestramento di Siena , la Taverna di Arborea e l'Accademia di Cagliari, addirittura vengono lavoratori dagli altri Stati per

aiutarci, tale è l'esempio che noi cittadini tutti diamo di buona organizzazione e di alacre lavoro. Ringrazio le Senatrici e i Senatori Lannus Faul , Felicia

Carpegna, Caio Alidosi, Caiocatulo Lutazio, Giselberto Malatesta, Alceste Capoferro, Edmondo Mazzini, Pretziosa de Bas Serra, Alessandro Farnese ; le

Cittadine e i Cittadini Ottavia Farnese, Vieri Bas-Serra, Caio Cesare, Arthr Ritz, Gililberto Martone, Alamanno Cavicciuli, Hugone Pagani, Valerio Viterbo,

Sigurd Hardrada, Ake Hardrada, Davide D'Altavilla, Ernesto Ponticelli, e tutti i Cittadini e le Cittadine di altri Stati che ancora ci aiutano e ci sostengono con il

loro fondamentale contributo. Un ringraziamento di cuore va a Sua Santità Leone Gregorio I, che, sin dal suo arrivo a Roma quale don Armando

Chiaramonte, ha sempre vegliato su me con infinita amicizia ed al quale devo oggi la presenza dell'illustre e amato da tutti i popoli Vescovo di Napoli Sua

Eminenza Don Petracone Caracciolo, uomo di spessore e levatura eccelse. Di qua mando un saluto di vero cuore  a Sua Maestà Morgana Chiaramonte

che ha curato e aiutato nei momenti peggiori, con attenzione amorevole e grazia, questo repubblicano che altrimenti oggi non avrebbe potuto

pronunciare questo discorso , né altri . Ricordo inoltre il sempre caro Doge Giovanni di Baldino Suardo, Sua Maestà Maddalena Chiaramonte, il Marchese

Galvano Chiaramonte, Sua Eminenza Clodoveo Hohenstaufen, i fratelli delle Repubbliche di Monaco e Praga,i fratelli Milanesi, Sua Maestà Uberto

Carpegna, l'amico Sir Landolfo Carpegna, l'affabile Lady Freyia Varano, Il mio carissimo Sir Hector Barbossa capace di trovare acqua nel deserto e l'amico

Kasper Brody, il Marchesino Maurizio Tiziano Fieschi II, Sua Maestà Bernardo Dovizi, Sua eminenza Celestino Este, Sua Eccellenza Benedetto Caetani che mi

piacerebbe incontrare presto, l'amico Oddone Aldobrandeschi, che tanto mi diverte, tutti i quiriti, Conte Lorenzo Chiaramonte, Messer Vincenzo Bardi e

Messer Amedeo Catalano. Inoltre vorrei mandare un pensiero al caro don Iosif Romanov,  da poco scomparso. In questo consesso mi rivolgo a Voi Don

Petracone perché, subitamente, prima della benedizione, mi diate il battesimo, che il giubilo sia doppio in questo giorno; ché, il nuovo Santo Lanno, ha di

me fatto un fedele alla teologia, di cui sono pronto a prendere il battesimo, per iniziare la mia vita sulla strada di Tehos
"

Così detto rivolse lo sguardo a Lannus facendogli un cenno col capo, scese dal pulpito e tornò al suo posto
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Francesco Paolo I on 05 February, 2012, 08:14:42 PM
Don Petracone rimase un po' spiazzato dalle ultime parole del conte Odoacre. Ma ripensandoci valutò che quello era decisamente il posto migliore ed il momento migliore in cui potesse avvenire la cerimonia del battesimo del conte. Tehos tutto sa e tutto decide. L'onnipotente aveva scelto quel luogo e quel giorno per accogliere Odoacre nel suo gregge, ed il Vescovo era felice di compiere la parola del Signore.

Con un po' di commozione richiamò il reggente di cagliari all'altare, lo fece inginocchiare e nella cattedrale calò il silenzio.

Appoggiò dunque una mano sul capo di Odoacre e cominciò con la prima formula. Era questa una sorta di esorcizzazione del male poichè prima del battesimo vi è in noi il peccato:


Ti esorcizzo, spirito immondo, nel nome di Dio Padre onnipotente che è Tehos, nel nome di Immanuel suo Figlio, Signore e giudice nostro, e nella potenza del Logos che è lo spirito che ci guida; allontanati da Odoacre, creatura di Dio, chiamato da nostro Signore al suo Santo tempio, per diventare anche lui tempio di Tehos vivo e dimora dello Spirito. Per Immanuel nostro Signore che verrà a giudicare i vivi e i morti e il mondo, col fuoco.
Amen.

Poi il vescovo tolse la mano dal capo di Odoacre che alzò lo sguardo verso di lui. Con voce ferma domandò:

"Abrenúntias sátanæ?"
( Rinunzi a satana?)
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Odoacre Oddoni Farnese on 05 February, 2012, 08:24:04 PM
Il Conte s'inginicchiò felice che Don Petracone avesse accettato, era un onore ricevere così quel sacramento. Sentì la mano del Vescovo sul capo, sembrava

spostata da mille uomini, ascoltò la formula di esorcismo con trasporto e quando Sua Eminenza sollevò la mano dal capo, formulando la domanda di rinunzia,

guardandolo negli occhi che trascendevano l'umano, rispose con tutta la sua voce:

"RINUNZIO!"
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Francesco Paolo I on 05 February, 2012, 09:26:55 PM
Dunque il Vescovo continuò nel surreale silenzio della cattedrale:

"Et ómnibus opéribus ejus?"
(E alle sue opere?)
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Odoacre Oddoni Farnese on 05 February, 2012, 09:28:52 PM
Di nuovo con voce tonante:

""RINUNZIO!"
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Francesco Paolo I on 05 February, 2012, 10:42:38 PM
E poi l'ultima domanda prima dell'unzione:

"Et ómnibus pompis ejus?"
(E alle sue vanità?)
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Odoacre Oddoni Farnese on 06 February, 2012, 01:56:41 AM
Con tono sempre più deciso:


""RINUNZIO!"
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Francesco Paolo I on 06 February, 2012, 03:16:37 PM
Ed ecco che arrivò il momento dell'unzione.

Il Vescovo intinse il pollice nell’olio dei catecumeni e tracciò un'unzione in forma di croce sul petto di Odoacre e un’altra sulla fronte, dicendo singolarmente ad ogni segno:


Ego te línio óleo salútis in Immanuel Dómino nostro, ut hábeas vitam ætérnam.
Amen
(Ti ungo con l'olio della salvezza, in Immanuel, nostro Signore, perché tu abbia la vita eterna.
Amen)

Poi riprese con le domande:

"Credis in Tehum Deum Patrem omnipoténtem, Creatórem cæli et terræ?"
(Credi in Tehos Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra?)
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Odoacre Oddoni Farnese on 06 February, 2012, 03:32:13 PM
Ricevuta l'unzione, rispose:

"CREDO!"
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Francesco Paolo I on 06 February, 2012, 10:25:31 PM
Don Petracone continuò:

"Credis in Immanuel, Fílium ejus únicum, Dóminum nostrum, natum, et passum?"
(Credi in Immanuel, suo unico Figlio, nostro Signore, che nacque e patì?)
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Odoacre Oddoni Farnese on 06 February, 2012, 10:47:19 PM
Pensò ad Immanuel ed una luce forte lo abbagliò, rimase cieco per dei secondi, rispose subito:

"CREDO!"
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Francesco Paolo I on 07 February, 2012, 12:14:06 AM
Il Vescovo alzò la voce:

"Credis et in Spíritum Sanctum, sanctam Ecclésiam cathólicam, Sanctórum communiónem, remissiónem peccatórum, carnis resurrectiónem, et vitam ætérnam?"
(Credi nello Spirito Santo, la santa Chiesa, la comunione dei Santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna?)
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Odoacre Oddoni Farnese on 07 February, 2012, 01:31:38 AM
Seguì lo slancio del Vescovo:

"Sì, CREDO!"
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Francesco Paolo I on 07 February, 2012, 10:33:25 AM
Ci fu una lunga pausa, quasi una preparazione alla domanda finale, la più importante, la più agognata.

Il conte non aveva mai distolto lo sguardo dagli occhi del Vescovo, come se aspettasse quella domanda dall'inizio della cerimonia.

Don Petracone scrutò il viso del reggente e capì che il suo era un desiderio sincero. Decise quindi di porre la fatidica richiesta:


"Odoacre, Vis baptizári?"
(Vuoi essere battezzato?)
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Odoacre Oddoni Farnese on 07 February, 2012, 03:52:04 PM
Senza batter ciglio con lo sguardo fermo e deciso:

"Sì, Voglio Essere Battezzato", disse scandendo deciso il Conte.
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Francesco Paolo I on 07 February, 2012, 11:00:36 PM
Don Petracone fece alzare il conte e lo fece immergere nel battistero.

Gli fu consegnata una tunica bianca simbolo della purezza.

A quel punto il Vescovo recitò una breve preghiera a voce bassa, quasi sussurrando.

Impose quindi le mani sul battezzando ed a voce alta concluse:


"Ego te baptízo in nómine Patris, et Fílii, et Spíritus Sancti"

La cattedrale esplose in un commovente applauso.
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Pretziosa de Bas Serra on 08 February, 2012, 12:00:34 AM
Pretziosa giunse alla Santa Messa un po' in ritardo. Si avviò all'interno della Cattedrale cercando di fare meno rumore possibile e si accomodò nel posto che le era stato riservato.
Proprio in quel momento era salito sul pulpito Odoacre Oddoni Farnese, il nuovo Reggente del Regno e si accingeva a fare il suo discorso alla popolazione. Quell’uomo la incuriosiva e lo osservò con attenzione: aveva i capelli e gli occhi scuri, spalle larghe ed era di altezza media. Si sarebbe potuto scambiarlo per un sardo, ma il suo forte accento straniero lo tradiva.  Cosa lo aveva portato in quell’isola così sperduta? Avrebbe mantenuto le promesse che le aveva fatto nelle missive che si erano scambiati? Pensava la dama.
Un forte e deciso “Ego te baptízo in nómine Patris, et Fílii, et Spíritus Sancti” rimbombò nella Cattedrale e la distolse dai suoi cupi pensieri. Si sentì in colpa per la sua incapacità di provare gioia in un giorno così festoso e speciale. Giunse le mani, stringendole talmente forte che le sue nocche divennero bianche e pregò affinchè Dio le desse la forza di superare la sua naturale diffidenza, visto che aveva accettato di aiutare Odoacre a far crescere la nuova Repubblica.
Ritrovata  la calma Pretziosa si concentrò totalmente sulla cerimonia

Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Morgana Chiaramonte on 08 February, 2012, 02:48:57 AM
Morgana era giunta a Cagliari....non poteva mancare a quella celebrazione....

Era arrivata nella Cattedrale mentre stava iniziando la messa...Prese posizione in una delle panche...poco dietro ad Odoacre, non voleva essere d'intralcio in quella situazione....

Ascoltò attentamente le parole di Don Petracone...lo stimava e apprezzava il suo modo di porsi alle persone....

Poi il discorso di Odoacre.....pienamente a suo agio...come se tutto fosse semplice per lui.....sorrise ascoltandolo....non avrebbe dovuto ringraziarla...non aveva fatto niente di più di quello che sentiva di fare....

Dopo avvenne una cosa che non si sarebbe aspettata in quella circostanza...Odoacre si battezzava....Era da quando l'aveva conosciuto a Roma che diceva di volerlo fare....ed ora....manteneva quello che le aveva detto....

L'emozione era grande...dietro quel desiderio si apriva un mondo di cui Morgana era a conoscenza....Sorrise e concentrò l'attenzione su Odoacre e quello che stava avvenendo.....


Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Ottavia Farnese on 08 February, 2012, 01:34:00 PM
Ottavia con il fazzoletto si asciugava le lacrime, si era talmente commossa...

Un singhiozzo... poi guardando il Vescovo si inginocchiò sui gradini.

"Eccellenza! Ponete l'acqua benedetta anche sul mio capo."
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Francesco Paolo I on 08 February, 2012, 02:43:12 PM
Don Petracone era ancora molto scosso dalla forte emozione e gioia che provava per il battesimo appena completato.

Quando il lungo applauso cominciò a spegnersi, sentì una voce rotta dalle lacrime invocare la sua attenzione:


"Eccellenza! Ponete l'acqua benedetta anche sul mio capo."

Era una donna bionda, inginocchiata sui gradini sotto l'altare, con gli occhi gonfi di pianto, che invocava il battesimo.

Il vescovo fu un attimo sorpreso da quella richiesta. Ma poi fece mente locale sulla situazione sarda. Da molto ormai l'isola era senza parroco. Da troppo tempo la cattedrale era chiusa e con molte difficoltà la parola del Signore continuava ad essere seguita in quelle terre.
A breve finalmente la Repubblica Sarda avrebbe avuto un nuovo parroco, ma in quel momento c'era bisogno di aiuto e disponibilità teologica verso il gregge di Tehos.

Il Vescovo si avvicinò alla giovane donna, l'aiutò ad alzarsi e l'accompagnò sull'altare, dove il conte Odoacre in veste bianca seguiva con attenzione la scena.

Si voltò dunque verso la chiesa gremita e disse con voce ferma:


Popolo sardo, oggi siamo qui per benedirvi e dare dunque inizio ad una nuova era per la vostra patria. E dunque crediamo che il modo migliore per ben cominciare, sia farlo nel nome di Tehos nostro unico padre celeste. Venite a noi, e richiedete il battesimo, voi che desiderate entrare a far parte del gregge del Signore, e noi oggi ve lo concederemo !

Rendiamo grande questo giorno! Gloria sia oggi per il nostro Signore onnipotente nei cieli, e per voi uomini di buona volontà qui in terra.

Detto questo, il Vescovo attese. Era sicuro che altri si sarebbero fatti avanti per ricevere il sacramento del battesimo.
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Ottavia Farnese on 08 February, 2012, 05:12:20 PM
Il Vescovo si avvicinò alla giovane donna, l'aiutò ad alzarsi e l'accompagnò sull'altare...

Balbettò... "Grazie"

Il viso si colorò di un leggero rosso... attese.
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Odoacre Oddoni Farnese on 08 February, 2012, 08:10:57 PM
Certo, la veste bianca di purezza non era proprio quello che il Conte si sarebbe aspettato, ma il rito la richiedeva ed il fine era così aulico e spirituale, che

chinò il capo a quel paramento. Rimase colpito dall'ovazione dietro di lui, lo prese tanto inaspettatamente che scattò leggermente con le spalle indietro, in

un minimo sussulto. Vedeva negli occhi del Vescovo una gioia vera, che trascende quella dei ministri che ordinariamente amministrano il sacro, era sereno

per la spontaneità con cui veniva chiesto il sacramento, senza lungaggini e preparativi, in un contesto di sfarzo, che pure rendeva giustizia all'umiltà della

fede onesta e semplice, per il moto spontaneo della richiesta.

Odoacre percepiva le vibrazioni dei pensieri di quella popolazione, lungamente vessata, la quale si chiedeva chi esso fosse e quale vero apporto avrebbe

dato a quelle terre, malversate e stanche di sfruttamenti ed abbandoni. La risposta l'avrebbero avuta nelle opere e nel tempo, nei giorni e nei lavori, non

voleva passare per sardo, aveva sempre ritenuto falso ed offensivo vestirsi di una cultura non sua, e la dottrina sua era tale che attraverso il rispetto delle

genti e delle usanze si concretizza la Repubblica, che null'altro è che terra fertile da lavorare e curare per far germogliare al meglio i popoli, semi da

piantare, i quali popoli vanno curati attraverso le Istituzioni; acché,essi popoli, si regolamentino di per loro in collaborazioni con i popoli gemelli che tutti partecipano

della medesima Repubblica, per creare pace prosperità confini sicuri ricchezza agiatezza e libertà per ognuno, cittadino e popolo: del resto Repubblica è

bene comune, e senza l'altro con cui condividere, mancherebbe la comunione ed il principio stesso di Repubblica.

Sentiva poi di tutti gli amici la presenza, ma in particolare era come se sentisse che una mano familiare gli stringesse il braccio a confortarlo e fargli forza,

conosceva la sensazione che solo Morgana Chiaramonte era capace di trasmettergli, e nel profondo la quiete lo rinfrancava nei gesti.

Ad un tratto riconobbe una voce di casa, che portava il carattere avito della sua discendenza matrilineare, un tono che apparteneva alle donne della sua

famiglia, era la cugina Ottavia Farnese, chiedeva anch'ella con i suoi modi gentili e sinceri il battesimo, ne avevano parlato, ma questo era sicuramente un

momento di giubilo avere la cara consaguinea al fianco a condividere così importante gioia: gli risero gli occhi e le fece un grande sorriso lasciandole il posto

difronte al solare Don Petracone.
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Ottavia Farnese on 09 February, 2012, 07:38:28 PM
Il sorriso del cugino, l'aiutò parecchio...

Trasse un profondo respiro, sorrise guardandosi attorno e prese il suo posto davanti al Vescovo.
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Felicia Carpegna on 09 February, 2012, 07:58:23 PM
Nella cattedrale prese posto anche Felicia Carpegna Senatrice di Siena arrivata la domenica da Siena a Cagliari per assistere con immensa gioia alla benedizione delle genti sarde e per salutare l'amico da poco Reggente Conte Odoacre.
Il Vescovo Don Petrarcone Caracciolo da Napoli celebrò la santa messa creando un'atmosfersa unica, il Regno di Sardegna non avrebbe potuto rialzarsi in modo migliore.
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Francesco Paolo I on 11 February, 2012, 05:15:57 PM
Dopo le parole del Vescovo calò il silenzio nella Cattedrale.

Passò poco però, e cominciarono a spuntare timide reazioni. Lentamente, uno per volta, si intravidero uomini e donne desiderosi di ricevere il battesimo che si facevano avanti nella grande sala, a passi lenti ed insicuri verso l'altare.

Don Petracone contò una trentina di fedeli che si avvicinarono a lui e con voce tremante chiesero di essere battezzati.

Sorrise il Vescovo e fece cenno ai battezzandi di allinearsi vicino alla Ottavia Farnese e di inginocchiarsi, e così tutti fecero.

Alzò quindi le mani al cielo, e cominciò la formula di esorcizzazione del male:


Ti esorcizzo, spirito immondo, nel nome di Dio Padre onnipotente che è Tehos, nel nome di Immanuel suo Figlio, Signore e giudice nostro, e nella potenza del Logos che è lo spirito che ci guida; allontanati da questi uomini e da queste donne, creature di Dio, chiamati da nostro Signore al suo Santo tempio, per diventare anche essi tempio di Tehos vivo e dimora dello Spirito. Per Immanuel nostro Signore che verrà a giudicare i vivi e i morti e il mondo, col fuoco.
Amen.

Poi il Vescovo abbassò lo sguardo verso i fedeli, guardò loro negli occhi uno per uno mentre pronunciava la richiesta di rinuncia al demonio:

"Abrenúntiatis sátanæ, et ómnibus opéribus ejus, et ómnibus pompis ejus?"
(Rinunziate a satana, e alle sue opere, e alle sue vanità?)
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Ottavia Farnese on 22 February, 2012, 07:34:25 PM
RINUNZIO

Rispose con voce sicura
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Francesco Paolo I on 23 February, 2012, 12:30:12 AM
Quasi in coro tutti i battezzandi risposero alla domanda del Vescovo "RINUNZIO!".
Forte fu il boato che riecheggiò nella cattedrale silenziosa.

Era giunto il momento dell'unzione.

Il Vescovo intinse il pollice nell’olio dei catecumeni e tracciò un'unzione in forma di croce sul petto e sulla fronte di ogni battezzando, uno dopo l'altro, dicendo singolarmente ad ogni segno:


Ego te línio óleo salútis in Immanuel Dómino nostro, ut hábeas vitam ætérnam.
Amen
(Ti ungo con l'olio della salvezza, in Immanuel, nostro Signore, perché tu abbia la vita eterna.
Amen)

Poi si fermò, e riprese con le domande a voce sempre più alta:

"Creditis in Tehum Deum Patrem omnipoténtem, Creatórem cæli et terræ? Et in Immanuel, Fílium ejus únicum, Dóminum nostrum, natum, et passum? Et in Spíritum Sanctum, sanctam Ecclésiam cathólicam, Sanctórum communiónem, remissiónem peccatórum, carnis resurrectiónem, et vitam ætérnam?"
(Credete in Tehos Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra? Ed in Immanuel, suo unico Figlio, nostro Signore, che nacque e patì? E nello Spirito Santo, la santa Chiesa, la comunione dei Santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna?)
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Ottavia Farnese on 23 February, 2012, 03:27:05 PM
"CREDO"
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Odoacre Oddoni Farnese on 23 February, 2012, 05:12:27 PM
Il Conte Sorrise vedendo l'affluenza di battezzandi e pensò a quanto carisma trasmettesse il caro Petracone, come avesse con la sua sola presenza attirato

tanta gente, anche la cugina era stata trasportata da quel sant'uomo.
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Francesco Paolo I on 24 February, 2012, 10:39:00 AM
"CREDO" risposero i battezzandi all'unisono. Una sola parola. Un solo suono che ruppe il silenzio surreale della cattedrale.

Il Vescovo guardò la grande sala, così piena eppure così silenziosa. C'era un'atmosfera di forte commozione.

Volse lo sguardo verso i battezzandi, schiarì la voce e disse con forza:


"Filii mei, vultis baptizári?"
(Figli miei, volete essere battezzati?)
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Celeste Vitelleschi on 26 February, 2012, 12:12:53 AM
Sorella Celeste stava nel primo banco inginocchiata, con le mani giunte e gli occhi chiusi. Era appena tornata da Roma dove aveva seguito il seminario ed era stata diplomata a pieni voti. Aspettava la benedizione del vescovo per poter diventare la nuova pastorella delle anime pie di Cagliari.
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Ottavia Farnese on 27 February, 2012, 03:44:06 PM
Ottavia fece un bel respiro.

"Sì, Voglio Essere Battezzata"
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Francesco Paolo I on 27 February, 2012, 11:48:20 PM
Alcuni piangevano, altri sorridevano: tutti risposero positivamente.


Don Petracone fece alzare uno per uno tutti i battezzandi e li fece immergere nel battistero.

Ed ogni volta recitava una breve preghiera a voce bassa, quasi sussurrando.

Impose quindi le mani sul capo di ognuno di loro, ed ogni volta recitò a voce alta:


"Ego te baptízo in nómine Patris, et Fílii, et Spíritus Sancti"

La cattedrale esplose in un commovente applauso. Ancora più clamoroso del precedente
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Francesco Paolo I on 04 March, 2012, 07:50:37 PM
Il tripudio fu enorme nella cattedrale.
I neo battezzati si abbracciavano, tutti i presenti cantavano e battevano le mani.
La felicità era grande e si poteva toccare con mano un forte sentimento di speranza per il futuro.

Il Vescovo sorrideva, pieno era il suo cuore di gioia e di amore per Tehos, Signore onnipotente.

Tra la gente in festa egli scorse un volto familiare. Si trattava di Sorella Celeste. Era dunque tornata da Roma, dove aveva concluso gli studi al sacro seminario, diplomandosi cum laude. Ed era dunque pronta per essere ordinata parroco di Cagliari, cosicché finalmente la Sardegna avrebbe avuto nuovamente un pastore per il suo gregge.

Decise dunque di chiamarla all'altare, perché sarebbe stato il modo migliore per concludere quella grande festa.


Sorella Celeste, siete Voi? Salite dunque all'altare, perché grande sarà la nostra gioia nel potervi oggi consacrare parroco di Cagliari di fronte alle genti sarde.

Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Celeste Vitelleschi on 06 March, 2012, 12:07:10 AM
Celeste si emozionò nel sentire pronunciare il suo nome. Si accomodò il velo sulla testa, giunse le mani e si avvicinò all'altare.
"Eccomi" disse con un filo di voce tremolante
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Francesco Paolo I on 06 March, 2012, 03:00:31 PM
Don Petracone si rivolse a tutti i presenti ed a voce alta:

Figlioli!, figlioli cari! Ascoltatemi! Sorella Celeste è appena tornata da Roma, dove ha seguito e completato con successo il Sacro Seminario Teologico.

Oggi vorrei concludere questa grande giornata di festa con la sua ordinazione a Parroco di Cagliari.
Cosicché ella sarà il vostro nuovo pastore e riporterà in Sardegna la parola di Tehos nostro Signore!

Detto questo fece cenno a sorella Celeste di avvicinarsi.
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Celeste Vitelleschi on 06 March, 2012, 05:45:23 PM
Chinando il capo e stringendosi le mani al petto, Celeste fece due passi accostandosi al vescovo. Il cuore le palpitava e la commozione le creava un nodo alla gola. Stava per coronare il suo sogno, diventando strumento nelle mani di Tehos. Sbirciò alle sue spalle, dove vide una folla attenta e curiosa e pensò che si sarebbe dedicata a ognuno di loro con immenso amore. Poi tornò a chinare il capo e attese le parole del monsignore.
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Francesco Paolo I on 06 March, 2012, 09:22:56 PM
Nel devoto silenzio della Cattedrale, il Vescovo cominciò:

"Figliola carissima, prima di ricevere l'Ordine del Presbiterato devi manifestare davanti al popolo di Dio la volontà di assumerne gli impegni.
Vuoi esercitare il Ministero Sacerdotale per tutta la vita nel grado di Presbitero come fedele cooperatore dell'ordine dei Vescovi nel servizio
del popolo di Tehos, sotto la guida del Sacro Logos?"
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Celeste Vitelleschi on 07 March, 2012, 12:10:59 AM
Celeste osservò prima il vescovo e poi un'immagine dell'Immanuel che campeggiava in una grande nicchia del tempio. Sentì il cuore gonfio di gioia. Sorrise quando disse:

"Sì, lo voglio!"
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Francesco Paolo I on 07 March, 2012, 03:07:49 PM
Don Petracone continuò:

"Vuoi adempiere degnamente e sapientemente il ministero della Parola nella Predicazione dei Sacri Libri e nell' insegnamento della Fede Teologica?"
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Celeste Vitelleschi on 07 March, 2012, 03:48:51 PM
Celeste sussurrò le parole assieme al vescovo, poi disse:
"Lo voglio"
e l'emozione diventava sempre più grande. Si strinse ancora di più le mani al petto, sentendo dentro di sé una grande energia sovrannaturale
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Francesco Paolo I on 07 March, 2012, 04:59:29 PM
"Vuoi Celebrare con devozione e fedeltà i misteri di Immanuel secondo la tradizione della Chiesa,specialmente nel sacrificio eucaristico e nel sacramento della riconciliazione a lode al Signore e per la santificazione del popolo teologico?"
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Celeste Vitelleschi on 07 March, 2012, 10:25:05 PM
"Lo voglio, con tutta me stessa"
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Francesco Paolo I on 07 March, 2012, 11:05:45 PM
"Vuoi insieme a noi implorare la divina misericordia per il popolo affidatovi dedicandoti assiduamente alla preghiera come comandato dal Signore?"
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Celeste Vitelleschi on 08 March, 2012, 09:21:25 AM
Celeste osservò i fedeli, il popolo che presto avrebbe dovuto condurre con misericordia verso la Verità. La solennità di quel momento la fece per un attimo rabbrividire.
"Sì, lo voglio", disse poi con grande convinzione
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Francesco Paolo I on 08 March, 2012, 03:29:44 PM
Don Petracone notò il viso di sorella Celeste irrigidito dall'emozione e dalla forte commozione.

Le sorrise, per sciogliere quelle sensazioni cupe e trasformarle in felicità pura.

Poi disse:


"Vuoi essere sempre più unita strettamente a Immanuel Sommo Sacerdote che come vittima pura si è offerto al Padre per noi consacrando te stesso al Signore insieme a lui per la salvezza degli uomini?"
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Celeste Vitelleschi on 08 March, 2012, 03:39:48 PM
Il sorriso del vescovo le diede forza e coraggio. Si sentì sollevare dall'enorme peso che si sentiva sulle spalle. Ancora più determinata, disse:
"Sì, lo voglio" e annuì col capo per dare maggiore senso alla sua risposta
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Francesco Paolo I on 09 March, 2012, 03:05:01 PM
"Prometti a me e miei successori filiale rispetto e obbedienza?"
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Celeste Vitelleschi on 09 March, 2012, 03:31:25 PM
"Rispetto e obbedienza" ripetè fra sé, Celeste. Poi chinò il capo. "Sì, lo prometto"
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Francesco Paolo I on 10 March, 2012, 08:56:57 PM
"Tehos che ha iniziato in te la sua opera la porti a compimento"


Il Vescovo fece cenno a sorella Celeste di inginocchiarsi dinnanzi a lui,  impose le mani sul capo di lei e recitò:

"Signore, Padre Santo, Dio onnipotente ed eterno, artefice della dignità umana, dispensatore di ogni grazia, che fai vivere e sostieni tutte le creature, e le guidi in una continua crescita: assistici con il tuo aiuto. Per formare il popolo sacerdotale tu hai disposto in esso diversi ordini,
con la potenza dello Spirito Santo che è il Logos, i ministri del Messia tuo Figlio.
Nell’antica alleanza presero forma e figura i vari uffici istituiti per il servizio liturgico.
Nella pienezza dei tempi, Padre santo, hai mandato nel mondo il tuo
Figlio, Immanuel, Apostolo e pontefice della fede che noi professiamo.
Per opera dello Spirito Santo che è il Logos, egli si offrì a te, vittima senza macchia, e rese partecipi della sua missione i suoi apostoli consacrandoli nella verità. Tu aggregasti ad essi dei collaboratori nel ministero per annunziare e attuare l’opera della salvezza. Ora, o Signore, vieni in aiuto alla nostra debolezza e donaci questi collaboratori di cui abbiamo
bisogno per l’esercizio del sacerdozio apostolico.
Dona, Padre onnipotente, a questi tuoi figli la dignità del presbiterato. Rinnova in loro l’effusione del tuo spirito di santità; adempiano fedelmente, o Signore, il ministero del secondo grado sacerdotale da te ricevuto e con il loro esempio guidino tutti a un’integra condotta di vita.
Siano degni cooperatori dell’ordine episcopale, perché la parola dei Sacri Scritti mediante la loro predicazione, con la grazia dello Spirito Santo che è il Logos, fruttifichi nel cuore degli uomini, e raggiunga i confini della terra.
Siano insieme con noi fedeli dispensatori dei tuoi misteri, perché il tuo popolo sia rinnovato con il lavacro di rigenerazione e nutrito alla mensa del tuo altare; siano riconciliati i peccatori e i malati ricevano sollievo.
Siano uniti a noi, o Signore, nell’implorare la tua misericordia per il popolo a loro affidato e per il mondo intero. Così la moltitudine delle genti, riunita a Immanuel, diventi il tuo unico popolo, che avrà il compimento nel tuo regno.
Per il nostro Signore Immanuel tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello
Spirito Santo che è il Logos, per tutti i secoli del secoli

Amen"

Il Vescovo continuò ungendo con il Sacro Crisma i palmi delle mani di sorella Celeste in ginocchio davanti a lui dicendo :

"Il Signore Immanuel che il Padre ha consacrato in Spirito Santo e potenza, ti custodisca per la santificazione del suo popolo e per l'offerta del sacrificio."

Erano arrivati al termine della sacra unzione, che si concluse con la consegna dell'abito sacerdotale e con lo scambio del segno della pace con il nuovo parroco.
Don Petracone  abbracciò il nuovo parroco di Cagliari, e le diede il classico bacio sulla fronte in segno di benedizione.


"Adesso andate in Pace Madre Celeste"

La Cattedrale esplose in un glorioso applauso.
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Celeste Vitelleschi on 10 March, 2012, 09:17:39 PM
Celeste pianse di gioia. Le lacrime le rigarono il volto, mentre abbracciava, con grande rispetto, il vescovo che le aveva portato la benedizione di Tehos. Si volse verso il suo nuovo gregge e la commozione le strinse un nodo alla gola. Ora sarebbe stata pronta per svolgere la sua missione con l'aiuto del Logos  e dei cttadini sardi.
"Grazie monsignore - disse con un filo di voce - spero di essere all'altezza dell'importante ruolo che mi avete assegnato"
Title: Re: Santa Messa e benedizione delle genti sarde
Post by: (RIP) Francesco Paolo I on 14 March, 2012, 12:19:13 AM
La cerimonia era durata più del previsto. Era stato un giorno magnifico. Molti sardi erano stati battezzati e finalmente Cagliari aveva un pastore che avrebbe guidato il gregge di Tehos.

Era finalmente il momento della benedizione del popolo sardo, e Don Petracone, alzò le mani per far segno alla grande sala di tornare al silenzio, e cominciò:

Figlioli miei, si aprono dinanzi a voi le porte di tempi migliori, che porteranno gioia e felicità a voi tutti. Questo avverrà solo nel nome di Tehos e seguendo le sue parole.
Amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a coloro che vi odiano, e pregate per coloro che vi maltrattano e vi perseguitano. Benedite quelli che vi perseguitano, benedite e non maledite, non rendendo male per male od oltraggio per oltraggio ma, al contrario, benedite, sapendo che a questo siete stati chiamati, affinché ereditiate la benedizione.
Il Signore vi benedica e vegli su di voi! Il Signore vi sorrida con bontà e vi conceda i suoi doni. Il Signore posi su di voi il suo sguardo e vi dia pace e felicità.
Dio onnipotente e misericordioso vi dia l'indulgenza, l'assoluzione e il perdono di tutti i vostri peccati, un periodo di pentimento genuino e fruttuoso, un cuore sempre penitente e una conversione della vita, la grazia e il consiglio del Logos, e la perseveranza continua nelle opere buone.

E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio e Logos discenda su di voi e con voi rimanga sempre.